Articoli con tags ‘ Cina ’


Internet, il mondo segreto dei trafficanti di armi cinesi

Apr 27th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
In Cina il traffico di armi attraverso i valichi terrestri è in declino, eppure il mercato nero continua a prosperare grazie al web. È quanto emerge da una recente indagine condotta della polizia cinese che ha smascherato un gruppo di contrabbandieri specializzati nel commercio di armi da fuoco ed esplosivi tramite internet. Una scoperta che mette in luce un fenomeno finora sottovalutato ma decisamente insidioso per il contrasto al traffico internazionale di armi. Il talento di Mr. Zhou Dimenticatevi lo stereotipo del losco trafficante sempre in giro per il mondo in cerca di terroristi e criminali interessati a comprare la sua mercanzia. In Cina la nuova frontiera del commercio rappresentata dalla rete, aggiunta alla mancanza di un adeguato controllo sulle spedizioni delle merci, permette di cimentarsi nel contrabbando di armi in modo relativamente semplice. Il caso di Zhou Zhaoping, trentunenne dalla provincia di Juangsu finito in manette con l’accusa di aver venduto armi online, è un esempio della facilità con cui anche elementi estranei alla criminalità organizzata possono entrare in questo business clandestino. Zhou ha confessato di aver iniziato la sua attività di trafficante comprando e rivendendo parti di ricambio di pistole cinesi e successivamente, spinto dagli enormi profitti (molte migliaia di yuan)...


Napoli: dalla Cina sigarette e capi d’abbigliamento contraffatti

Giu 9th, 2011 | Categoria: news
Con una maxi operazione, denominata “Katanà” e coordinata dalla Procura di Napoli, la Guardia di finanza è riuscita a stroncare un traffico internazionale di merce contraffatta. Si tratta di un’organizzazione italo-cinese specializzata nella falsificazione di scarpe, abbigliamento e sigarette, quest’ultime trovate con una quantità di catrame e nicotina superiore a quella consentita e, per questo, particolarmente pericolose per la salute. La Guardia di finanza ha così dato esecuzione a 29 ordinanze di custodia cautelare in carcere – 40 gli indagati – emesse dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di questo sodalizio criminale italo-cinese. Sono stati inoltre sequestrati più di mezzo milione di merce contraffatta, tra cui 110 tonnellate di sigarette e più di 10 milioni di euro di beni. Gli investigatori per di più ritengono che le sigarette, alle quali venivano applicati falsi contrassegni dei monopoli di stato, erano poi, presumibilmente, vendute anche nelle tabaccherie e non soltanto sulle bancarelle. La banda, affermano gli inquirenti, aveva «appoggi all’interno delle dogane di funzionari e di spedizionieri finalizzati ad agevolare l’introduzione dei tabacchi e dei prodotti contraffatti anche attraverso la predisposizione di documentazione falsa ed a sventare eventuali sequestri e controlli con una preventiva informazione sulle strategie di contrasto adottate dalle forze...


Diciannove arresti a Prato contro la mafia cinese

Dic 7th, 2010 | Categoria: news
Diciannove ordinanze di custodia cautelare eseguite a Prato e due portate a termine a Treviso, questo il risultato dell’operazione ‘Satana’, condotta dai carabinieri della città toscana contro una presunta organizzazione criminale cinese. L’accusa è di associazione a delinquere di stampo mafioso. Le indagini sono partite nell’estate 2009 da una serie di estorsioni e rapine. L’operazione ha coinvolto circa settanta carabinieri del comando provinciale di Prato con l’aiuto dei militari del sesto Battaglione Toscana e di Montebelluna. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip del Tribunale di Firenze su proposta della Dda del capoluogo toscano. Un altro esempio di quella mafia cinese di cui poco si sente parlare ma che opera, principalmente nel nord Italia, spesso con il placet delle organizzazioni criminali nostrane. Secondo un rapporto della Dia sulle mafie estere in Italia, pubblicato nel 2008, un ruolo di preminenza spetta a quella cinese. Una mafia capace di utilizzare passaporti e documenti di persone decedute, per rendere legittima la posizione di individui che, in tal modo, possono riemergere nella legalità. La mafia cinese in Italia è nota anche per la capacità di gestione del flusso di clandestini, che pagano dai tre ai diecimila euro a persona per...


La riscossa delle “bionde”. In ripresa il traffico di sigarette

Set 29th, 2010 | Categoria: news
di Elena Ciccarello
La Cina si conferma il primo paese esportatore di sigarette contraffatte. A provarlo, ancora una volta, le circa 31 tonnellate di tabacchi lavorati esteri rintracciati questa mattina nel porto di Gioia Tauro dall’Ufficio dogane e dai militari delle fiamme gialle. Tre container con un carico di 156.600 stecche di marca Manchester, per un valore di oltre sei milioni di euro. I pacchetti, che prima di raggiungere l’Italia erano transitati nel porto montenegrino di Bar, mancavano del tassello fiscale e presentavano un contenuto di catrame superiore ai limiti consentiti. Negli ultimi anni il contrabbando di “bionde” è ritornato in gran forma. Secondo i dati dell’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia i soggetti sottoposti a controlli da parte della guardia di Finanza sono passati dai circa 1.600 del 2001 ai quasi 4.400 del 2008, con un incremento complessivo pari al 260%. “Il contrabbando non è mai finito – sostiene Alessandro Leogrande, autore de “Le male vite“, reportage sul traffico di sigarette pubblicato da Fandango – ha solo cambiato mezzi, forme, rotte. La sostanza è sempre la stessa: anche se i quantitativi sono meno imponenti che in passato, l’Italia è uno dei punti di passaggio strategici per il rifornimento non solo del mercato illegale...


Schiavi, anche oltreoceano

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Il continente americano si sta silenziosamente popolando di cinesi provenienti dalla provincia del Fujian. Sfruttati e ricattati dalla mafia che ne gestisce il traffico, fanno notizia solo quando naufragano in pieno oceano. Le autorità, però, non intervengono: sanno bene che servono al rilancio economico  «Non importa in che posto ti trovi, sempre incontrerai qualcuno che viene da Fujian» tramanda un proverbio cinese.  Situata di fronte all’isola di Taiwan, la provincia del Fujian vanta un particolare e poco invidiabile primato. Da questa sovrappopolata terra di montagne e di scarse risorse proviene l’80% dei cinesi che emigra verso il continente americano, soprattutto in forma clandestina. Quantificare il flusso è difficile, ma è certo che da anni le bande criminali cinesi hanno organizzato un redditizio traffico di persone. Le rotte sino-americane. Dalle sterili province del Fujian ogni settimana partono in migliaia alla volta del Perù e dell’Ecuador, porti d’entrata al continente americano, da dove si comincia la risalita del continente verso gli Stati Uniti. Nell’ultimo decennio, secondo stime ufficiose, 30 milioni di persone hanno abbandonato il Fujian sotto la protezione e, soprattutto, il ricatto delle organizzazioni criminali. Partono verso un destino incerto, che solo una minima parte di loro vedrà, poiché, nelle peripezie di un viaggio...


Licenza di uccidere

Apr 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Da oltre 13 anni sono discriminati, arrestati e uccisi barbaramente in nome di una fantomatica integrazione (nazionalistica) alla Cina. E ora, nella perenne indifferenza della Comunità internazionale, i musulmani dello Xinjiang devono difendersi anche dall’accusa di appartenenza alla rete di bin Laden  «Mi chiamavo Kamile, ma i cinesi mi hanno cambiato nome e cognome. Per loro erano impronunciabili e così ora sono Kai-mi-lai. Questo è capitato a tutti noi uyguri nello Xinjiang. I cinesi dicono di averlo fatto per migliorare la nostra integrazione, per darci una mano a sentirci parte della Cina. Ma il risultato è l’opposto: ora non siamo più parte di niente. Nei nostri nomi c’era la storia delle nostre famiglie e del nostro popolo». Kamile sembra una bimba. Eppure, mentre aspetta che il pane sia cotto, seduta su un marciapiede della città antica a Kashgar, ha già in braccio sua figlia di un anno. «Tante violenze su noi uyguri si chiamano così: “integrazione”. Chi non si vuole “integrare” è un terrorista che la polizia cinese può arrestare, picchiare, uccidere. Ho perso così uno zio e un cugino ancora adolescente, massacrati durante una manifestazione pacifica. Quello stesso giorno, mio fratello maggiore è sparito. Mia madre lo aspetta ancora, ma io so...


Ai confini dell’impero

Ott 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
A Kashgar ci sono due fusi orario. C’è l’ora della regione autonoma dello Xinjiang, a maggioranza islamica, e quella ufficiale che sposta le lancette degli orologi due ore avanti per sincronizzarsi con quelle di Pechino, a 6mila chilometri di distanza. E così quando si chiede l’ora di partenza di un bus o della chiusura di una banca ci si sente sempre chiedere: «Ora di Kashgar o di Pechino?».  Anche l’anima di Kashgar è schizofrenica, ancora indecisa se continuare ad aggrapparsi con ostinazione e orgoglio alla tradizione antica, all’islam, o arrendersi al modello di sviluppo della Cina moderna, quella che si è lasciata alle spalle il libretto rosso di Mao, che punta il suo futuro sui sistemi di produzione e di consumo capitalistici e sfida l’Occidente proprio sul suo terreno. Kashgar si “sdoppia” su tutto: la gente locale – uyguri, tajiki, mongoli, kazakhi – ha i suoi ritmi di vita, le sue povertà, le strade senza fogne, i bambini che camminano con i piedi scalzi e che lavorano come adulti; i coloni han (circa il 50 per cento dei 300mila abitanti), vestiti all’occidentale, si muovono con il telefonino perennemente all’orecchio, nei larghi viali alberati puliti e senza immondizia. Si sdoppia quando mangia, kebab...


Polveriera Afghanistan

Set 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Ricchi di risorse e situati in posizione strategica, gli Stati dell’Asia centrale rappresentano oggi il terreno su cui si giocano i nuovi equilibri globali.Prima parte di un reportage lungo la Via della seta, dove mafie, terrorismo e traffici illeciti incontrano gli interessi di regimi locali e grandi potenze occidentali  Era sera e Jamshed (Jimmy) Baig stava uscendo dal suo negozio di tappeti e prodotti artigianali pakistani in Saddar Road per tornare a casa quando cominciò il suo lungo incubo. Era il 1999 e Peshawar si trovava nel pieno della stagione turistica: gli stranieri, non ancora spaventati dall’integralismo islamico di bin Laden e dallo “scontro tra civiltà” scoppiato dopo l’11 settembre, riempivano alberghi e negozi. Da tre anni i talebani avevano preso il potere a Kabul, ma per loro ancora non erano finite le lune di miele: con il governo di Musharaff il cui esercito sosteneva il mullah Omar nella repressione alla guerriglia del tagiko Massud e delle altre forze d’opposizione nel nord del Paese; con gli americani, che dai barbuti repressori di donne continuavano a mandare loro delegazioni per concludere accordi e per definire il progetto per il passaggio dell’oleodotto che dal Caspio doveva portare il greggio fino alle coste pakistane. La bastonata che gli arrivò...


A.A.A. discarica abusiva cercasi

Gen 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Rifiuti illeciti in mare, sotto terra e in siti industriali dismessi. Non c’è limite all’intraprendenza dei trafficanti. Che solo strumenti giuridici all’avanguardia possono contrastare Il traffico illegale di rifiuti pericolosi costituisce uno dei settori principali di quella vasta area di pratiche e comportamenti illeciti che viene generalmente definita come “criminalità ambientale”. Questa categoria, in realtà, comprende al proprio interno un’ampia varietà di reati, quali ad esempio il commercio illegale di specie protette, il traffico di legnami pregiati, di reperti archeologici, di sostanze contenenti i pericolosi gas killer dell’ozono e altri ancora. Ma è sui traffici internazionali di rifiuti pericolosi che si è andata concentrando sempre di più, nel corso degli ultimi anni, l’attenzione degli organi investigativi, degli apparati istituzionali, dei mass media e dell’opinione pubblica in generale.  Pattumiere del Pianeta Sin dalla metà degli anni 80, le Nazioni Unite avevano segnalato come l’incremento della produzione industriale su scala internazionale e il conseguente aumento dei rifiuti pericolosi prodotti, alcuni dei quali altamente nocivi (unitamente all’adozione di una serie di trattati e convenzioni internazionali tesi a prevenire l’espansione dei traffici di queste sostanze fra i Paesi industrializzati e le aree del Sud del mondo), avessero incentivato l’emersione di un’ampia area grigia. Fra il 1986 e il 1988, almeno 15...


Sempre meno, sempre più spietati

Nov 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Aumenta il numero dei paesi abolizionisti, ma anche quellodelle esecuzioni. Nell’ultimo rapporto di “Nessuno tocchi Caino” i luoghi, le cifre e i metodi della pena capitale Antica arena dei gladiatori, dei condannati a morte e dei martiri cristiani, il Colosseo romano si è acceso di luce dorata nella notte del 30 settembre scorso. Secondo una prassi ormai consolidata, ogni volta che uno Stato abolisce la pena capitale o commuta una condanna a morte, lo storico anfiteatro si illumina a festa. Questa volta a far accendere le luci è stato il governo di Manila, che per bocca del suo presidente ha annunciato la sospensione delle esecuzioni previste, mentre il Congresso filippino dibatteva l’utilità della pena di morte.   Il boia scompare, i giustiziati invece… Si conferma così la tendenza positiva già rilevata attraverso i dati relativi al 2001 dell’ultimo rapporto di “Nessuno tocchi Caino”, associazione internazionale federata al Partito Radicale. L’organizzazione è impegnata affinché l’Unione europea presenti all’Assemblea generale dell’Onu una proposta di moratoria mondiale delle esecuzioni, nonché a mobilitare, con varie iniziative, l’opinione pubblica internazionale contro la pena di morte. Dal rapporto 2002 dell’organizzazione emerge in senso globale «l’evoluzione verso l’abolizione della pena di morte in corso ormai da dieci anni», accompagnata però da un paradosso: «il numero delle esecuzioni nel...