Articoli con tags ‘ Cie ’


Gli hotspot italiani per i controlli di sicurezza

Dic 14th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Innocenti
Sta richiedendo uno sforzo organizzativo enorme, sul piano delle risorse umane, strumentali e finanziarie, l’adozione, in Italia, di misure in grado di rendere più efficaci asilo, accoglienza e rimpatri dei migranti (cosiddetta “roadmap”). È quanto previsto dalla proposta di Decisione attuativa del Consiglio europeo, del luglio scorso, sulla “relocation” (“ricollocazione”) dei migranti che, tuttavia, procede molto a rilento. Sono stati necessari anche interventi legislativi per modificare le norme in tema di trattenimento di cittadini in posizione irregolare e di procedure di asilo con la predisposizione dei cosiddetti hotspot da insediare in prossimità di alcuni luoghi di sbarco dei migranti. Qui, il personale della Polizia di Stato, in particolare degli uffici immigrazione delle varie questure interessate, con il supporto delle agenzie europee (Europol Frontex) e delle organizzazioni internazionali (UNCHR), procederanno ad effettuare un primo screening sanitario, i primi accertamenti sulle nazionalità degli stranieri, la “registrazione” dell’eventuale volontà di chiedere asilo, il foto-segnalamento per tutti (fotografia e rilevamento delle impronte digitali in banca dati Eurodac). Seguirà, quindi, la separazione dei richiedenti la protezione internazionale dai migranti “economici” con il conseguente trasferimento dei primi nelle strutture dedicate agli “asilanti” e dei secondi nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) per l’avvio delle procedure...


Il bollettino 2015 sui soccorsi dei migranti in mare

Mar 4th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Il bollettino dei migranti soccorsi in mare nel 2015, in continuo aggiornamento da parte del Centro nazionale di coordinamento “Iavarone”, operativo presso la Direzione centrale dell’immigrazione e della Polizia delle frontiere di Roma, registra già 7.882 stranieri soccorsi in mare alla data del primo marzo (altri 400, mentre scriviamo, sono a bordo di navi della nostra Marina Militare in navigazione verso la Sicilia). Prosegue, dunque, senza sosta, nonostante le condizioni meteo non favorevoli, il flusso migratorio in partenza, in prevalenza dalle coste libiche con 7.257 profughi (660 minori), da quelle turche con 434 persone, dalla Tunisia con 92 persone e dalla Grecia con 99. Questi semplici dati, raffrontati con quelli dello stesso periodo del 2014 (5.506 soccorsi/sbarcati), possono aiutarci a comprendere cosa stia accadendo in questa parte del nostro paese con le strutture di accoglienza sovraffollate e con rapidi trasferimenti disposti dal Ministero dell’Interno ( senza un disegno strategico preordinato) in molti Comuni italiani dove pure si segnalano comprensibili problemi alloggiativi e, in alcuni casi, resistenze locali nella sistemazione dei profughi. Le previsioni che si fanno per il 2015, sulla scorta anche di informazioni pervenute da esperti del settore in Libia poco prima della loro partenza avvenuta per motivi di...


I Cie italiani e nell’Ue: vergogne “comunitarie”

Ott 3rd, 2014 | Categoria: prima pagina
di Piero Innocenti
Lo scorso 25 settembre 2014, la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, presieduta dal senatore Luigi Manconi (politico competente e perbene) ha approvato il rapporto sui centri di identificazione ed espulsione (Cie) in Italia. Alcuni mesi prima, la stessa Commissione, con la risoluzione approvata il 5 marzo, riguardante le misure minime da adottare nei Cie, aveva sollecitato il Governo ad eliminare le numerose carenze riscontrate in tali centri per assicurare adeguata tutela della dignità e dei diritti degli stranieri trattenuti. Il “rapporto Manconi” contiene valutazioni molto critiche sulla gestione e sulle carenze organizzative e sanitarie di tali centri, alcune, peraltro, già espresse da diversi anni, a partire da Medici senza frontiere (2004), al rapporto Mistura (2007), a Medici per i diritti umani (2013) e, per ultimo, alla commissione ministeriale Ruperto (2013). Fino ad oggi, tuttavia, le proposte avanzate per migliorare la situazione generale hanno avuto scarsa attenzione nei confronti degli stranieri “carcerati” nei Cie. Qualcosa, oggi, sembrerebbe muoversi con la proposta Manconi di riduzione dei tempi massimi di trattenimento a 30 giorni prorogabili una sola volta fino a 90 sempre che emergano elementi concreti che consentano di ritenere probabile l’identificazione ovvero la proroga si renda...


CIE e sbarchi di profughi. Come affrontare la situazione?

Apr 17th, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Con i cinque CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) rimasti operativi, almeno per ora, su tutto il territorio nazionale, potrebbe essere l’occasione propizia per rivedere quella parte del Testo Unico sull’immigrazione che disciplina la delicata e controversa materia del trattenimento-detenzione di stranieri “irregolari”. Per alcuni “centri” (Modena, Gradisca, Crotone), dopo il ripristino funzionale delle strutture (rimaste danneggiate nel corso del 2013 per i disordini e le rivolte degli “ospiti”), c’è ancora qualche comprensibile resistenza dei Prefetti interessati perché, è noto, la gestione di un Cie è sempre stata fonte di problemi e grane che è preferibile evitare. Non starò a ricordare le numerose dichiarazioni di esponenti politici, anche governativi, che, in passato, in particolare nel corso del 2013, criticarono aspramente tali centri, accompagnate dalle comprensibili critiche di alcuni sindacati di polizia relativamente alla organizzazione del sistema di sicurezza ritenuto approssimativo. Da anni, ormai, sono state scritte centinaia di pagine contenenti critiche sulla mala gestione e sulla carenza organizzativa e sanitaria dei CIE. Chi vuole approfondire può leggere i rapporti del 2004 e 2010 di Medici senza Frontiere, quello del 2007 di De Mistura, del 2012 della Commissione senatoriale per i diritti umani, del 2013 di Medici per i diritti umani...


Alcune (vecchie) “vergogne italiche” più drammatiche in estate

Lug 26th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Non so, con certezza assoluta, se tra qualche giorno o settimana, accadrà qualcosa di (più) violento e drammatico in qualcuno dei nove centri di identificazione ed espulsione (Cie), sparsi sul territorio nazionale, dove si trovano “detenuti”, in condizioni talvolta anche peggiori dei “veri” carcerati, centinaia di stranieri, uomini e donne, “colpevoli” di essere irregolari da identificare. So, tuttavia, che qualcosa di sgradevole si verificherà. (altro…)


Lasciateci entrare! vietato l’ingresso dei giornalisti nei Cie

Mag 27th, 2011 | Categoria: news
LASCIATECI ENTRARE! APPELLO DEI GIORNALISTI PER L`INGRESSO DELLA STAMPA NEI CIE “Fora da i ball, giornalisti compresi. In Italia è di nuovo censura. Dal primo aprile una circolare del ministero dell`Interno (prot. n. 1305 del 01.04.2011) vieta alla stampa l`ingresso nei centri di identificazione e espulsione (Cie) e nei centri di accoglienza per richiedenti asilo politico (Cara). Il pretesto giuridico è la dichiarazione dello stato di emergenza per gli sbarchi. Un salto indietro di diversi anni, quando la direttiva Pisanu stabilì che nei centri di espulsione, che allora si chiamavano Cpt, nessun giornalista poteva entrare, se non al seguito di qualche delegazione parlamentare. Anzi pure peggio, perché oggi la stampa non può entrare nemmeno con i parlamentari. Chiediamo pertanto al governo di rispettare il diritto di cronaca e l`articolo 21 della Costituzione, che sancisce la libertà di stampa. La censura non può essere istituita con una circolare del Viminale. I cittadini hanno il diritto di essere informati. E la stampa di monitorare quello che succede nei centri dove in queste ore sono detenuti migliaia di cittadini tunisini in attesa del rimpatrio forzato”. Primi firmatari: Gabriele Del Grande, freelance,...


Undici anni fa la strage di Serraino Vulpitta, per non dimenticare

Dic 14th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
Sono passati undici anni da quella notte, quando un rogo divampò nel centro di permanenza temporanea per extracomunitari “Serraino Vulpitta”, nei pressi di Trapani. Morirono in sei, e mai fu fatta giustizia. Asgi (associazione per gli studi giuridici sull’immigrazone) non vuole dimenticare e organizza un doppio appuntamento. Il primo, sabato 18 Dicembre 2010 , alle ore 16.00  presso la Chiesa Valdese in via Orlandini 42, a Trapani: un dibattito con Enzo Caputo che presenterà una lettura scenica dagli atti del processo penale, moderato da Fulvio Vassallo Paleologo,con interventi di Giorgio Bisagna, Stefano Galieni, Valeria Bertolino, Martino Lo Cascio. Il secondo, Mercoledì 29 Dicembre 2010,  con un corteo che partirà da piazza Vittorio Emanuele, a Trapani. Undici anni fa, nella notte tra il 28 ed il 29 dicembre del 1999, proprio vicino Trapani, all’interno del centro di permanenza temporanea per extracomunitari “Serraino Vulpitta”, dopo un tentativo di fuga duramente sedato dalle forze dell’ordine, dodici immigrati vennero rinchiusi in una cella, bloccata dall’esterno con una sbarra di ferro. Uno di loro diede fuoco ai materassi nel tentativo di farsi aprire la porta. Fu l’inferno. Nel rogo morirono subito, bruciati vivi, tre immigrati tunisini; altri tre moriranno nei mesi successivi in ospedale a causa...


A Torino si protesta contro la ‘sanatoria truffa’

Nov 24th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
“La nostra protesta non ha colore. Non ha colore politico, né di pelle”. Così esordisce Aboubakar Soumahoro, membro del collettivo ‘Immigrati auto-organizzati’ che questa mattina a Torino hanno manifestato per i loro diritti, in ideale unione con i lavoratori di Brescia, di Milano, di Roma che in queste settimane hanno protestato anche con gesti estremi: “Perché estrema è la disperazione”, commenta Aboubakar. Ma per cosa protestano gli immigrati di tutta Italia? “Il governo e i media fanno di tutto per nascondere quanto avviene”. Ebbene avviene che migliaia di persone sono state truffate per legge. Aboubakar spiega come: “Nell’agosto del 2009 il governo ha varato una sanatoria per regolarizzare ‘colf e badanti’. Ben 400.000 persone hanno presentato domande di regolarizzazione poiché il decreto legge (102 del 2009, ndr) emanato dal ministero degli Interni istituiva una sanatoria per collaboratori domestici”. ‘Sanatoria’ significa emersione dal lavoro nero per migliaia di uomini e donne che prestavano il loro lavoro all’interno della case degli italiani, accudendone gli anziani e i malati, trovandosi in situazione di clandestinità poiché privi del permesso di soggiorno. L’annuncio di questa sanatoria fu vissuto come un momento di liberazione per molte famiglie, sia italiane sia straniere. Il Ministero dell’Interno, mentre era in...


Vite a fior d’acqua

Ott 20th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Emilio Fabio Torsello
Carabinieri e Fiamme Gialle hanno intercettato, quest’estate, un importante sbarco di clandestini a Santa Maria di Leuca, arrestando gli scafisti e conducendo gli immigrati al Cie barese. Gli immigrati erano partiti da Grecia, Turchia e Albania per approdare in Puglia. Come carico solo una bottiglietta d’acqua (altro…)