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Trapani, l’anniversario di Ciaccio Montalto e il caso del giornalista Rino Giacalone

Gen 24th, 2017 | Categoria: articoli
di redazione
Accade che certe occasioni nelle giornate cruciali dell’antimafia ad un certo punto finiscono per l’incrociarsi e il sovrapporsi. Domani, 25 gennaio, sarà il 34° anniversario del delitto mafioso del sostituto procuratore di Trapani Gian Giacomo Ciaccio Montalto (nella foto). Ucciso dai sicari di Cosa nostra quando era oramai prossimo il suo trasferimento alla Procura di Firenze. Aveva dato fastidio a Cosa nostra Ciaccio Montalto e quel suo trasferimento a Firenze aveva suscitato parecchia preoccupazione ai boss. Anni dopo altre indagini confermeranno che le intuizioni del pm Gian Giacomo Ciaccio Montalto erano corrette, la mafia trapanese in Toscana aveva da tempo trasferito “cellule” e “interessi”, le conoscenze investigative di Ciaccio Montalto erano così solide e tali da far scattare provvedimenti giudiziari gravi contro gli affari di mafia in quella terra. Mandanti di quel delitto sono stati riconosciuti dalla magistratura nissena i mafiosi più importanti della Sicilia, Totò Riina e il mazarese Mariano Agate. Il padrino di Mazara si prese addirittura la briga di far girare la voce sull’imminente delitto del magistrato in carcere, “Ciaccinu arrivau a stazione” andò dicendo con grande strafottenza e arroganza, come era suo solito fare, passando davanti alle celle dei sodali. Con lo stesso tono che userò...


Ciaccio Montalto, 30 anni dopo mai più nessun giunco che si pieghi alla mafia

Gen 28th, 2013 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
Si racconta che un giorno di fine 1982, passeggiando in carcere il capo mafia di Mazara Mariano Agate, passando davanti alle celle fece sapere a tutti che “Ciaccinu arrivau a stazione”, qualche settimana ancora e Ciaccio Montalto che non era uno qualsiasi ma era un magistrato della procura di Trapani, fu ucciso davanti casa sua a Valderice. Era il 25 gennaio del 1983. Ecco “Ciaccinu arrivau a stazione” è la frase centrale di questa storia che però per 30 anni è rimasta nascosta, mai pronunciata se non in rare occasioni per poi sparire di nuovo, riemergere e svanire e diventare oggi finalmente famosa. In ritardo! Nonostante una sentenza di condanna all’ergastolo per i capi mafia Riina e Agate quali mandanti del delitto. Anche questa arrivata in ritardo! Roba di mafia insomma quel delitto e invece per anni la città di Trapani ha creduto, ha voluto credere, che Ciaccio Montalto fosse stato ucciso per altro, anche per motivazioni poco nobili ma che la mafia sa sempre fare bene circolare quando è il momento giusto, quando c’è da mascariare qualcuno o qualcosa, un delitto, un avvertimento, anche riuscire a fare spacciare da Roma come normale avvicendamento il trasferimento di un prefetto come...