Articoli con tags ‘ Chiesa ’


Le parrocchie di don Puglisi

Set 15th, 2010 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Ci sono libri che vale la pena rileggere per la qualità della scrittura e la profondità del pensiero di cui sono fatti. Perché coniugano la curiosità del mondo all’onestà di raccontarlo senza finzioni. E in un’overdose di parole trite e abusate riescono a distinguersi dal coro, anche a diversi anni di distanza dalla loro prima pubblicazione. Dall’altare contro la mafia, di Saverio Lodato, è uno di questi libri. Un’opera a tratti sorprendente, attenta a scongiurare ogni lettura retorica della realtà. L’autore, sulle orme di una chiesa apertamente schierata contro la mafia, evita verbali, aule di tribunale, armi, droga e omicidi, per raccontarne solo uno, quello di don Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre 1993 a Brancaccio, il quartiere della sua parrocchia. Ma non ne fa il cuore della narrazione. Di don Pino si parla dopo la centesima pagina. Prima di lui c’è tutto un mondo di parrocchie da scoprire, nel quartiere Capo, all’Albergheria, al Borgo di Palermo. Per fare giustizia di un contesto più ampio e complesso e non concentrarsi sul coraggio di uno soltanto. Lodato risolve il tema in maniera originale, evitando di proporre ritratti agiografici dei tanti parroci di frontiera. Ne prende a prestito l’esperienza e la sensibilità e attraverso...


Cei: sulla mafia non recepita la lezione di Woityla

Mar 10th, 2010 | Categoria: news
La Conferenza episcopale italiana ha reso pubblico lo scorso 21 febbraio il documento “Per un paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”. Un paragrafo è dedicato in modo specifico alla criminalità organizzata. Vi si legge che essa è «rappresentata soprattutto dalle mafie, che avvelenano la vita sociale, pervertono la mente e il cuore di tanti giovani, soffocano l’economia, deformano il volto autentico del Sud» e che costituisce «una delle piaghe più profonde e durature» del Mezzogiorno, che «non può e non deve dettare i tempi e i ritmi dell’economia e della politica meridionali, diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese». I vescovi puntano il dito contro la complessità del fenomeno mafioso, in cui coesistono forme moderne e antiche d’illegalità e in cui i confini territoriali si fanno sempre meno rigidi: «In questi ultimi vent’anni le organizzazioni mafiose, che hanno messo radici in tutto il territorio italiano, hanno sviluppato attività economiche, mutuando tecniche e metodi del capitalismo più avanzato, mantenendo al contempo ben collaudate forme arcaiche e violente di controllo sul territorio e sulla società. Non va ignorato, purtroppo, che è ancora presente una cultura che consente loro di rigenerarsi anche dopo...


Mons. Crociata, parole chiare contro antiche ambiguità

Nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Il segretario generale della conferenza episcopale italiana segna con parole inequivocabili un solco netto tra Chiesa e uomini d’onore. Non è la prima volta che dal mondo ecclesiastico si sollevano voci autorevoli contro gli appartenenti ai clan. Ma le resistenze alla formulazione di una pastorale contro le mafie non sono ancora superate (altro…)


Il dio dei mafiosi? È un superpadrino

Nov 10th, 2009 | Categoria: recensioni
Il «Dio dei mafiosi», titola il nuovo libro del teologo Augusto Cavadi. Ma esiste un simile Dio? Si sarebbe indotti a rispondere sì, se si analizzano, come fa l’autore, i tanti aspetti di esibita religiosità che caratterizzano la mafia siciliana, forme di ritualità riconducibili a una devozione popolare fortemente diffusa nel Mezzogiorno italiano. Riprova indiretta di quanto il fenomeno criminale non sia corpo estraneo del tessuto sociale, ma una sua malata proliferazione. Tanto da rendere possibili commistioni inquietanti, come il segno della croce che alcuni mafiosi si fanno prima di uccidere o la loro scelta di non ammazzare il venerdì. Ma se dunque si può credibilmente parlare di un “Dio dei mafiosi”, è altrettanto evidente che il loro non è lo stesso Dio cui molti di noi si riferiscono. Come ha scritto il magistrato Roberto Scarpinato, «in realtà, vittime e carnefici pregano un Dio diverso». Quello invocato dai boss è un Dio inventato e strumentalizzato a proprio uso e consumo, modellato sul sistema di pensiero e di valori proprio dell’organizzazione criminale: onnipotente, severo e implacabile. Figura rivisitata dal Vecchio testamento ma più simile a una sorte di “superpadrino” che al Padre nostro misericordioso. Frutto, puntualizza Cavadi, di «una utilizzazione ideologica dell’immaginario...


Messico inquieto

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Invitato dalla Chiesa locale, Luigi Ciotti ha portato l’esperienza di Libera in Messico, incontrando prelati, politici e associazioni. Diario di un viaggio in un paese soffocato da violenza, corruzione e narcotraffico, in bilico tra una modernità acerba e una tradizione di sconsolato immobilismo È la seconda volta che Luigi Ciotti viene in Messico nel giro di due mesi: la prima invitato dalla commissione sociale della Chiesa; questa sollecitato dalla Cem, la Conferenza episcopale messicana, interessata a conoscere ed eventualmente “importare” l’esperienza di Libera in Centro America. Per farmi un’idea di quale intreccio di violenza, corruzione, narcotraffico stia soffocando il Messico, ho portato con me Ossa nel deserto, il libro di Sergio Gonzáles Rodriguez sul massacro di donne a Ciudad Juarez. Emerge da quelle pagine sconvolgenti – che l’autore ha pagato con minacce, pestaggi, boicottaggi e denigrazioni – l’immagine di un paese dove i cartelli dei narcos possono contare sulla complicità fattiva di istituzioni e forze dell’ordine. Una colpa che segue come un’ombra l’operato di una sfilza di governi e di almeno quattro presidenti della Repubblica. A partire da quel Carlos Salinas che guidò il paese tra il 1988 e il 1994, firmò il trattato di libero scambio con gli Stati Uniti e...


“Fate i preti”, dissero i bravi

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Le vite di don Puglisi e don Diana, uccisi per mano della mafia, rappresentano il tragico epilogo di esistenze che non si piegano al volere del crimine organizzato. Chi interpreta allo stesso modo la diffusione del Vangelo sul proprio territorio, ancora oggi è vittima di ritorsioni e intimidazioni. Quattro storie di preti di frontiera Cosa sarebbe accaduto se don Abbondio, dopo l’incontro con i bravi, non avesse ubbidito? Se, durante la messa, avesse denunciato ad alta voce gli abusi di don Rodrigo? Se avesse cercato di convincere i figli di quei fuorilegge a non seguire le orme dei padri? Se avesse provato a prospettare loro una vita fondata su valori diversi rispetto a quelli trasmessi dalle famiglie d’origine? Certamente Manzoni avrebbe dovuto dare un’impronta noir al suo capolavoro, descrivendo il vortice di intimidazioni e violenze in cui sarebbe stato risucchiato il povero curato di campagna. D’altra parte ancora oggi, 4 secoli dopo l’ambientazione manzoniana, in un paese che nulla dovrebbe avere a che fare con gli scenari di anarchia e sopraffazione dipinti ne I promessi sposi, chi non accetta la legge dei vari boss locali rischia grosso. E l’abito talare non vale come salvacondotto. Basti ricordare gli omicidi di don Puglisi...


La carota e il bastone

Lug 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Da Ruffini a Pappalardo, dall’identità di fede e militanza politica al «malgoverno responsabile della violenza». Storia dei rapporti tra potere politico e un’istituzione, la Chiesa siciliana, sopravvissuta senza traumi alla fine della DC Nel secondo dopoguerra si affermò in Sicilia un personale politico e amministrativo in gran parte tratto dall’associazionismo cattolico e sostenuto da personaggi provenienti dalla vecchia tradizione liberal-monarchica con qualche debolezza massonica, transitati nelle file cattoliche più per opportunismo che per effettiva convinzione. A dominare la vita politica di quegli anni sarebbe stata la forte personalità del cardinale Ernesto Ruffini. Nella curia di Palermo era infatti consuetudine decidere le candidature, risolvere le crisi di governo e segnare le carriere dei notabili. L’anticomunismo era forte, lo spirito autonomistico vivo, e parecchi manifestavano un sincero desiderio di riscatto degli strati popolari più bisognosi, pur in una visione paternalistica e assistenzialistica della vita e dei rapporti sociali. Il cardinale, pur non mancando d’intelligenza politica e di sensibilità sociale, era dominato da una visione trionfalistica della Chiesa ed elitaria della vita. Per anni curie e parrocchie contribuirono al reclutamento “per chiamata diretta” del personale degli uffici della Regione: vi era piena sintonia tra la gerarchia, i notabili democristiani e l’attività pastorale; le...


Una chiesa che si interroga

Mar 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Nella dura polemica tra la Chiesa cattolica e il movimento antiproibizionista sull’uso di sostanze stupefacenti, si distingue la Conferenza episcopale svizzera che si è espressa a favore di una via terapeutica: quella della riduzione del danno Le molteplici iniziative di riduzione del danno adottate negli ultimi anni in Svizzera sono da qualche tempo oggetto di grande interesse e attenzione. I risultati del programma sperimentale di distribuzione controllata di eroina sono infatti incoraggianti, al punto che un numero crescente di Paesi (tra cui Australia, Spagna e Germania) stanno annunciando l’avvio di progetti pilota sulla linea di quelli elvetici e olandesi. Le polemiche però non sono mancate e continuano tuttora, soprattutto sugli aspetti etici delle strategie di limitazione del danno. A questo proposito significativo è il fatto che anche la Conferenza dei vescovi svizzeri sia intervenuta direttamente nel dibattito, a testimonianza di uno sforzo comune tra amministrazioni, società civile e istituzioni religiose teso al miglioramento della vita dei tossicodipendenti, schierandosi però a favore del proseguimento delle strategie di contenimento dei rischi e avvicinandosi così alle posizioni ufficiali della chiesa protestante. Per un uso responsabile. Chiamata a pronunciarsi, nel settembre del 1997, sul referendum denominato «Gioventù senza droga», iniziativa che mirava all’applicazione di una strategia politica...