Articoli con tags ‘ Chicca Roveri ’


Un processo, la sua storia. Mafia e massoneria vollero la morte di Mauro Rostagno

Set 26th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Rino Giacalone
Nel febbraio 2011, all’apertura del processo per l’omicidio di Mauro Rostagno, una marcia, sollecitata dall’associazione “Ciao Mauro”, accompagna Chicca Roveri e Maddalena Rostagno, compagna e figlia del giornalista e sociologo. Il senso è di «far sentire il nostro affetto e accompagnarle in tribunale con una passeggiata sul marciapiede di una strada trapanese, chiacchierando del processo, della nostra vita, delle nostre preoccupazioni e delle nostre gioie, come potremmo fare con un amico, come avremmo potuto fare con Mauro, se fosse ancora con noi. La nostra passeggiata sarà tranquilla, senza slogan né bandiere, non dovrà intralciare il traffico, né mostrarsi escludente. Dovrà dimostrare la nostra distanza dalla bestialità dei mafiosi e la nostra fermezza nella volontà di vivere in libertà, rispettando regole condivise». Racconta il fotografo Francesco Bellina: «Quel 26 settembre 1988 molti di noi non erano ancora nati e non hanno potuto conoscere l’uomo con la barba che da una piccola tv locale prendeva in giro i padrini e i padroni di Trapani. Riusciva a farsi ascoltare da tutti, a farsi temere da alcuni, usando solo l’arma dell’informazione e dell’ironia. Noi dobbiamo esserci per Mauro, per i suoi familiari, i suoi amici, i compagni, ma anche per noi, per la nostra terra, per...


Mauro Rostagno, il 26 settembre 1988 l’omicidio del giornalista e sociologo

Set 26th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marta Pellegrini
Il giornalista, attivista e sociologo Mauro Rostagno ha segnato la storia del nostro paese attraverso la sua intelligenza, tenacia e voglia di cambiare le cose. Nato a Torino nel 1942, da una famiglia di dipendenti Fiat, cresce in una casa popolare vicino a corso Dante. Nel 1960, a soli 19 anni, si sposa e ha la prima figlia. Poco dopo però, si allontana dall’Italia per andare in Germania e poi in Inghilterra, dove svolge mansioni umili, che gli consentono di mantenersi. Torna in Italia dopo qualche tempo, pensando di intraprendere la carriera giornalistica, ma la passione politica e civile ha la meglio e, a Milano, viene coinvolto in un gesto di protesta contro il regime franchista: per protestare contro l’uccisione di un ragazzo in Spagna, si stende sui binari del tram davanti al consolato spagnolo, rischiando di essere travolto. Questa esperienza segna il fiorire di una passione per l’impegno civile che si evolverà con il tempo e che di lì a poco lo porterà a unirsi ai movimenti studenteschi di Trento. Subito dopo questo episodio, però, Mauro si reca in Francia, a Parigi, dove durante una protesta viene fermato dalla polizia ed espulso dallo Stato. A questo punto si iscrive alla...


Processo Rostagno, è l’ora della sentenza

Mag 13th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
Vito Mazzara, l’imputato, già ergastolano perché autore di omicidi di mafia, accusato del delitto di Mauro Rostagno oggi, 13 maggio, è comparso nell’aula bunker del carcere di San Giuliano intestata ad una delle sue vittime, l’agente di polizia penitenziaria Giuseppe Montalto. Oggi nell’aula Montalto si è tenuta l’ultima udienza del processo per il delitto di Mauro Rostagno, il giornalista e sociologo ammazzato il 26 settembre 1988. Ci sono voluti 23 anni per arrivare al dibattimento, avviato nel febbraio 2011: Mazzara è imputato quale esecutore del delitto, l’altro imputato è Vincenzo Virga, ergastolano anche lui, il capo del mandamento di Trapani, colui il quale nel tempo ha dato diversi ordini di morte a Mazzara, sentenze inappellabili, secondo l’accusa del processo per il delitto Rostagno Virga avrebbe dato a Mazzara anche l’ordine di questa esecuzione. La difesa degli imputati fino ancora ad oggi, nella fase delle repliche, ha respinto la tesi dell’accusa più che combattere dentro allo stesso alveo, lavorando su tutto quello che c’è stato fuori in questi anni, e cioè le diverse piste che pure scandagliate non hanno portato mai a nulla: la cosidetta pista interna alla Saman (l’unica che sfociò a metà degli anni 90 nella retata denominata Codice...


Processo Mauro Rostagno, le arringhe dei difensori e la replica dei pm

Mag 8th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
Tribunale di Trapani, mercoledì 7 maggio. Il pubblico ministero Gaetano Paci alza il tono della voce nel replicare alle arringhe degli avvocati difensori degli imputati Vincenzo Virga e Vito Mazzara, per i quali Paci ha chiesto l’ergastolo per il delitto del sociologo e giornalista Mauro Rostagno. I difensori dei due imputati – Stefano Vezzadini e Giuseppe Ingrassia per Vincenzo Virga, Vito e Salvatore Galluffo per Vito Mazzara – hanno chiesto l’assoluzione per i rispettivi clienti, definendo inconsistenti le accuse e le prove presentate dai pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene. Argomentando a lungo, gli avvocati hanno indicato altre piste rispetto a quella dell’accusa – per la verità tutte battute nel corso di questi 26 anni trascorsi dal delitto – affermando che non sarebbero state prese in considerazione prove a discarico degli imputati, come un riconoscimento fotografico dell’imputato Vito Mazzara che, hanno sostenuto, non fu nemmeno verbalizzato perché destinato a risultare negativo. Le difese non hanno nemmeno mancato di gettare ombre sul comportamento tenuto da Chicca Roveri, la compagna di Mauro Rostagno che si è costituita parte civile e che in aula è rappresentata dall’avvocato Carmelo Miceli, puntando il dito accusatore verso Monica Serra, la ragazza che la sera del...


Mauro Rostagno: un passo verso un’altra storia. Nel nome del Popolo Italiano

Dic 1st, 2010 | Categoria: articoli
di Davide Pecorelli
Non si può immaginare il valore della quotidianità quando si devono mettere in fila, uno dopo l’altro, 9.116 giorni conoscendo il protagonista, l’inizio, la fine ma non le comparse di una storia nella quale si mischiano parole e pallottole, coraggio a vigliaccheria, la sacralità della vita alla barbarie generatrice di morte. Oltre 22 anni sono trascorsi dalla sera del 26 settembre del 1988, quando a Valderice, Trapani, la corsa appassionata alla vita di Mauro Rostagno venne arrestata dal piombo. Piombo anonimo del quale i familiari non ne conoscono la matrice.  Dal 18 novembre, Vito Mazzara e Vincenzo Virga, esponenti della malavita trapanese, sono a giudizio a Palermo come mandante ed esecutore materiale dell’efferato delitto. Per comprendere il valore del procedimento giudiziario in corso nel capoluogo siciliano abbiamo posto alcune domande a Ferdinando Brizzi, legale di Chicca Roveri. L’avvocato torinese, con la collaborazione di Beatrice Reinaudo, avvocato di Maddalena Rostagno, sta affrontando un processo atteso da anni, osteggiato da qualcuno e desiderato da molti. Un iter giudiziario per scrivere una nuova pagina di questa storia, dove le comparse, con l’ambizione da protagonisti, vengano finalmente individuate. L’ultima e “Nel nome del Popolo italiano”. A 22 anni dall’omicidio di Mauro Rostagno non esiste ancora...


Un debito di verità

Set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
intervista a Chicca Roveri di Manuela Mareso
Come nella miglior tradizione dei delitti di mafia, ci sono voluti vent’anni per arrivare a dimostrare quanto aveva già denunciato all’indomani dell’omicidio di Mauro Rostagno chi lo conosceva: che quell’assassinio era, come minimo, un assassinio di mafia. Come minimo perché quello che per ora si sa, grazie a una nuova perizia balistica effettuata su indicazione del sostituto procuratore della Dda di Palermo Antonio Ingroia (da dieci anni titolare delle indagini, più volte costretto a richiederne l’archiviazione riuscendo però sempre ad ottenerne una proroga), è che l’arma usata il 26 settembre del 1988 è un’arma di Cosa nostra (vedi «Narcomafie» 4/08). Per quanto riguarda il movente non ci sono ancora certezze, tuttavia non sono pochi gli elementi che inducono a pensare che Rostagno avesse scoperto un grande traffico internazionale di armi, lo stesso forse in cui si imbatterono la giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e il suo operatore Miran Hrovatin, uccisi a Mogadiscio il 20 marzo del 1994. Questo scenario escluderebbe definitivamente le piste legate a Lotta Continua (secondo alcuni Rostagno avrebbe minacciato di rivelare i nomi degli assassini di Calabresi) e alla comunità Saman (la cosiddetta “pista interna”), per battere le quali non solo si è perso tempo prezioso per...