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Certificati antimafia, contrastare l’infiltrazione mafiosa

Gen 17th, 2012 | Categoria: articoli
di Maurizio Bongioanni
Dal momento che il settore degli appalti pubblici in Italia vale da solo l’8% del Pil (oltre 100 miliardi di euro), dando lavoro a 1,5 milione di persone, è facile immaginare come questo business attiri non solo aziende pulite ma anche varie organizzazioni mafiose. In Italia l’infiltrazione mafiosa negli appalti è un cancro difficile da debellare: oltre 5mila aziende non applicano il codice antimafia previsto per appalti superiori a 150mila euro, e il 30% degli appalti totali avviene senza gara. Per rispondere a questa situazione pericolosa, alcuni Comuni italiani hanno pensato che la criminalità organizzata vada combattuta con opportuni strumenti proprio a partire dalla categoria edile. Il Comune di Reggio Emilia ha pensato di sostituire la richiesta di certificato antimafia con lo strumento più efficace dell’informativa antimafia, la quale permette alla Prefettura di mettere l’azienda allo scanner ed effettuare così un’analisi più approfondita al fine di capire se l’azienda in questione è in odor di mafia oppure no. Proprio con la Prefettura, il Comune di Reggio Emilia ha sottoscritto un Protocollo di Legalità che modifica lo scenario degli appalti pubblici reggiani: prima del protocollo si richiedeva il documento prefettizio se la soglia dell’appalto era superiore a 4 milioni e 845mila euro....


Basta certificato antimafia per le imprese, parola di Brunetta

Set 26th, 2011 | Categoria: news
“Una delle vitamine per la crescita è la semplificazione. Perché famiglie e imprese devono fornire certificati alla pubblica amministrazione che li ha già in casa? Basta certificato antimafia, basta Durc (documento unico di regolarità contributiva, ndr). Basta pacchi di certificati per partecipare ai concorsi. Ci sono tante riforme che non costa niente attuare ma che producono crescita”. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, anticipando una delle misure che saranno contenute nel decreto Sviluppo. Che sia necessaria una semplificazione normativa per facilitare l’avvio di nuova impresa, è argomento all’ordine del giorno da almeno un decennio. Il ministro Brunetta, già noto per l’introduzione dei tornelli, era oggi impegnato a presentare l’ultima novità del suo mandato ministeriale: il nuovo logo della Pubblica amministrazione quand’ecco che, a margine della presentazione, dice che tutti i certificati “inutili” dovrebbero essere eliminati completamente e sostituiti con autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla PA resteranno valide solo nei rapporti tra privati. Su questi ultimi sarà apposta la dicitura: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della Pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”. Nulla sarà richiesto al cittadino, né...