Articoli con tags ‘ censura ’


A Mosca un altro giornalista massacrato

Nov 9th, 2010 | Categoria: news
Oleg Kashin trent’anni, professione reporter, contrattualizzato dal periodico Kommersant, è stato aggredito nella notte dell’8 novembre, sotto casa sua, nei pressi del centro di Mosca. Lo scopo dell’aggressione non era quello della rapina e questo è facilmente deducibile dal fatto che i pochi valori (portafogli e cellulare) che Kashin aveva con sé gli sono rimasti addosso. L’intento dell’aggressione si trova nelle ferite che il corpo del giornalista ha riportato: mandibola fratturata, cranio lesionato, gambe e braccia spezzate. Un particolare è significativo. Le dita della mano destra, con la quale Kashin svolge il suo lavoro, sono state oggetto preciso dell’accanimento violento. Gli aggressori erano in due e uno di questi era dotato di un tubo metallico, nascosto dietro a un mazzo di fiori. Le immagini riprese dalle telecamere dei palazzi mostrano la violenza: uno dei due uomini blocca i movimenti del giornalista, l’altro abbandona i fiori per infierire col maglio. Kashin si trova ora in ospedale, in coma farmacologico, e in condizioni preoccupanti. Secondo il direttore del periodico, Mikhailin, per il quale Kashin lavora l’aggressione è dovuta all’attività professionale della vittima: Kashin frequenta e scrive sui movimenti di opposizione e di difesa dei diritti umani. Dalla redazione del periodico, per volontà del direttore, è...


Riforma sulle intercettazioni: una sostanziale presa in giro

Giu 8th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Gian Carlo Caselli
Detto con tutta franchezza, sembra una presa in giro. La maggioranza di centro destra strilla ogni giorno, sempre più forte, che non se ne può più di vivere in città e paesi dove i delinquenti la fanno da padroni. Della sicurezza ha fatto il principale argomento (vincente) della sua propaganda elettorale, ma quando si tratta di intercettazioni parla un linguaggio completamente diverso, dando prova di un’incoerenza – con profili di schizofrenia – che si risolve appunto in una sorta di presa in giro. Che la sicurezza sia un bene primario, ovviamente non ci piove. È giusto mettere in campo intelligenza, energie e risorse per garantirlo nel modo migliore. Ma non a senso unico, altrimenti si entra in contraddizione con se stessi e si perde di credibilità. Che dire allora di una maggioranza che predica e pratica “tolleranza zero” quando si tratta di delinquenza ricollegabile a frange di migrazione clandestina, per poi arrendersi di fronte alla criminalità medio-grande? Perché qui sta il punto. Nel primo caso si impiega l’esercito per pattugliare le città;  si ordina alla flotta di respingere verso la Libia centinaia di poveracci in cerca solo di sopravvivenza; si pretendono con burbanzoso cipiglio ronde di salute pubblica… Sarà il tempo a...


Operazione trasparenza

Set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
Nel settembre 2007, il direttore di «Vijesti», quotidiano non allineato, subisce un attentato. L’indomani le accuse: «Djukanovic è il mandante». Il premier querela. Lo scorso maggio, il tribunale ha obbligato la testata al risarcimento. Un messaggio per i media scomodi. Che non hanno perso però la voglia di raccontare i lati oscuri del paese È andata bene, ma anche male. Bene perché 20mila euro di risarcimento, a fronte del milione richiesto, non porteranno «Vijesti» alla bancarotta. Male perché adesso inizieranno tutti a fare causa. «Proprio tutti: politici, manager, funzionari pubblici e comuni cittadini. Non chiederanno un milione di euro, come ha fatto Djukanovic, ma sanno senz’altro che possono vincere in tribunale», ci dice Ljubisa Mitrovic, co-editore e fondatore di «Vijesti». «Il primo giornale indipendente del Montenegro», dice orgoglioso Mitrovic, che ci riceve nel suo ufficio. Proprio nel giorno in cui il giudice ha dato ragione al primo ministro, nella causa da quest’ultimo intentata contro il quotidiano, undici anni di vita, 20mila copie vendute e una redazione di 80 giornalisti. Una sentenza politica. Il primo settembre del 2007 il direttore del giornale, Zeljko Ivanovic, esce alle tre di notte dalla festa organizzata per il decennale di Vijesti, lanciato il primo settembre del ’97. Viene fermato e pestato da tre uomini, due dei quali...


Bravi picciotti dal benzinaio

Nov 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Abbiamo già riflettuto (vedi «Narcomafie n. 7-8/04, ndr.) sulla paradossale sospensione della puntata Dalla mattanza al silenzio di Blu Notte, programma condotto da Carlo Lucarelli, “censurata” con la scusa delle imminenti scadenze elettorali. A prescindere dalla trasmissione in sé – peraltro già mandata in onda mesi prima e poi nuovamente nell’ottobre 2004 – ci era sembrata emblematica la paura di parlare di mafia e di pensare che qualcuno potesse associare il tema a qualche nome o schieramento in corsa per le elezioni. Il titolo scelto da Lucarelli per la puntata denuncia la progressiva e costante scomparsa della mafia dai media nel corso dell’ultimo decennio. Eppure ad uno sguardo più attento questo dato non risulta del tutto vero, pur non derivandone alcuna consolazione. Se infatti si problematizza sempre meno la mafia e le sue complessità, sono viceversa tornate in auge le rappresentazioni che puntano decisamente sulla stereotipia più risaputa o sull’illusione che la lotta alla mafia sia solo una questione di squadre speciali e interventi polizieschi. Lasciando a un’eventuale analisi futura la miriade di serie televisive che utilizzano la lotta alla mafia come pretesto per imbastire storie di azione e sentimento, è interessante notare come lo stereotipo mafioso sia tornato in alcuni...


Riflettori spenti sull’Onorata Società

Lug 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
La sera di giovedì 22 aprile scorso poteva apparire uguale a molte altre, ma ora, col senno di poi, capiamo che è successo qualcosa di importante, se non altro per quanto riguarda i rapporti tra mafia e comunicazione. All’ultimo istante, Rai Tre sospende la prevista puntata di Blu notte, condotta da Carlo Lucarelli, dedicata in quest’occasione alla mafia, con un titolo evocativo e, visti gli sviluppi, perfino profetico: Dalla mattanza al silenzio. Il direttore di rete Paolo Ruffini appare costernato, ma ratifica la notizia a meno di un’ora e mezza dall’inizio del programma, come riporta un’Ansa delle ore 19.38: «Sento il dovere di scusarmi con i telespettatori per l’impossibilità di mandare in onda stasera, così come annunciato, la puntata del programma Blu notte dedicata alla mafia, in quanto il programma non è stato riconosciuto dall’azienda come una trasmissione informativa riconducibile alla responsabilità di una testata giornalistica, come previsto dalla legge sulla par condicio e dalle disposizioni della Commissione parlamentare di Vigilanza». Al posto di Totò Riina e dell’art. 41 bis va in onda un western con Clint Eastwood, Impiccalo più in alto, ricco di notazioni sull’uso perverso della legge e sulla possibilità di manipolare la giustizia secondo logiche personalistiche, legate agli...