Articoli con tags ‘ cemento depotenziato ’


Tra mare e cemento (depotenziato)

Ott 20th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Federico Alagna
Nell’ottobre 2009 a Messina e dintorni 37 persone morirono a causa di crolli e smottamenti provocati da un violento nubifragio. In un’area a forte rischio idrogeologico l’edilizia dovrebbe seguire regole ferree. Ma ancora oggi non è così (altro…)


Cinquanta milioni di euro “prodotti” con il cemento impoverito

Giu 30th, 2010 | Categoria: news
Le mani in pasta – cementizia – Nicola e Domenico Pellegrino, proprietari della Calcestruzzi Messina Srl, le avevano messe per dare luogo ad un giro di affari che, nell’arco di pochi mesi, ha permesso di aumentare il loro capitale fino al mille per cento. La Dia messinese ha confiscato ai due fratelli e soci 40 automezzi, due impianti di produzione di calcestruzzo, 20 rapporti bancari, polizze assicurative e 39 immobili per un valore complessivo di 50 milioni di euro, mettendo così a segno la più consistente operazione di confisca avvenuta nella zona. I Pellegrino, legati alla cosca messinese di Giacomo Spatà, si erano imposti ai cantieri pubblici e privati della zona siciliana, in una sorta di monopolio che garantiva a loro guadagni facili ed illeciti, e ai clienti un cemento impoverito e depotenziato. L’aspetto è emerso a seguito di un sequestro probatorio, avvenuto il 23 settembre di un anno fa; il consulente tecnico ha spiegato che il cemento impoverito è stato utilizzato non solo per costruire abitazioni private, ma anche opere pubbliche tra le quali spicca l’approdo di Tremestieri (Me), che nell’arco di pochi mesi si presenta ai passanti con visibili crepe.


Rapporto Ecomafia 2010. Fotografia dell’Italia

Giu 4th, 2010 | Categoria: articoli
di Enrico Fontana e Sebastiano Venneri (Legambiente)
È la fotografia di un’Italia a rischio, quella che emerge da Ecomafia 2010. A rischio per i palazzi, le scuole, gli ospedali, le autostrade, tutte opere pubbliche e private costruite criminalmente con il calcestruzzo depotenziato, dal Trentino all’Abruzzo e giù fino alla Sicilia. A rischio per il dissennato consumo di un territorio già segnato da frane e fenomeni di dissesto idrogeologico, alimentato da un diluvio di centri commerciali e cemento, legale e abusivo. A rischio per il disprezzo per l’ambiente e la salute dei cittadini di molte imprese produttrici di rifiuti e dei trafficanti senza scrupoli che li smaltiscono, ovunque e in ogni modo. A rischio per l’inerzia delle istituzioni cui spetterebbe il compito di provvedere alla bonifica dei territori contaminati dai veleni che invece continuano a inquinare aree agricole e falde idriche. Un’Italia a rischio, infine, per il cinismo barbaro dei boss che trasformano la devastazione delle stesse terre in cui vivono con le loro famiglie in un’inesauribile fonte di profitti illeciti. I fatti di cronaca, i numeri, le analisi e gli approfondimenti contenuti in Ecomafia 2010 richiedono una forte e immediata assunzione di responsabilità da parte di tutti: rappresentanze politiche e sociali, forze dell’ordine, magistratura, associazioni. I risultati positivi...


Rapporto Ecomafia 2010. Calcestruzzo depotenziato e mattone illegale

Giu 1st, 2010 | Categoria: articoli
di Enrico Fontana e Sebastiano Venneri
Lo scandalo del calcestruzzo depotenziato Il risparmio sui costi, da una parte, e la possibilità di accumulare profitti illeciti, dall’altra, alimentano l’ennesima attività criminale denunciata nell’edizione di quest’anno di Ecomafia: la produzione e l’utilizzo del cosiddetto calcestruzzo depotenziato. Il 27 aprile del 2010, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, vengono eseguite 14 ordinanze di custodia cautelare tra Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo. Le indagini, condotte dalla Guardia di finanza e dall’Arma dei Carabinieri, portano anche al sequestro di sette società. Tra le imputazioni figurano, oltre all’associazione mafiosa, l’illecita concorrenza e la frode in pubbliche forniture. Il calcestruzzo utilizzato per costruire strade a scorrimento veloce, gallerie e ospedali non rispondeva ai requisiti di legge e di contratto. Dopo le “bolle” false che accompagnano i rifiuti, ecco spuntare un altro documento tra i più utilizzati dalle aziende criminali, le “ricette di produzione” taroccate del calcestruzzo. E se ne scoprono tante di queste “ricette”, quasi tutte con...