Articoli con tags ‘ Cecenia ’


Omicidi su commissione, la pista cecena

Feb 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
A Vienna, il mese scorso, Umar Israilov, 27 anni, rifugiato politico ceceno, è stato freddato in un vicolo, dopo una disperata fuga, da due killer, con colpi di pistola alla testa. Dopo essere stato catturato dai russi nel 2003 in Cecenia, dove aveva combattuto a fianco dei guerriglieri indipendentisti, Israilov era stato (secondo le sue rivelazioni) imprigionato, torturato, ma poi ingaggiato come guardia del corpo da Ramzan Kadyrov, figlio – e all’epoca comandante della milizia – del presidente ceceno filorusso Ahmed Kadyrov (poi assassinato dai guerriglieri indipendentisti nel 2004). Oggi Ramzan Kadyrov, alleato del Cremlino, è a sua volta presidente della Cecenia. Numerose fonti riportano che le sue milizie liquidano uno dopo l’altro i nemici politici nello stato caucasico, e mantengono un clima di terrore tra la popolazione. Come già nel passato, in Cecenia impera così uno stato di non diritto caratterizzato da uccisioni, arresti arbitrari e violenze, rapimenti e traffici di ogni genere. Nel 2004 Israilov fugge, e si rifugia l’anno successivo in Austria. Da Vienna denuncia in seguito le violenze subite alla Corte europea dei diritti umani, a Strasburgo. Lo scorso anno, viene visitato da un ceceno che prima gli chiede di tornare in patria, e poi lo invita a...


Una mafia in franchising

Feb 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Si chiama Obshchina o Bratva, è la potente mafia cecena nata a Mosca negli anni Settanta, con solidi legami (e finanziatori) in patria, in virtù di motivazioni sovversive antirusse. Oggi alla politica preferisce l’economia: infiltrata nel business globale, arriva a cedere il proprio “marchio” a organizzazioni criminali minori. In cambio, ogni volta, di una fetta dell’illecita torta Lo scorso dicembre, un boss della mafia cecena, Ali Atsayev, è stato arrestato a Praga, in possesso di un falso passaporto georgiano. Leader di gruppi criminali ceceni a Mosca e provincia negli anni Novanta, Atsayev operava da tempo nella Repubblica Ceca, come provano i documenti sequestrati al momento del suo arresto. È invece in Bulgaria che, nel maggio dell’anno scorso, i servizi di sicurezza hanno sgominato un’importante organizzazione mafiosa cecena, dedita sin dalla fine degli anni 90, insieme a gruppi criminali locali, a racket, estorsione, contrabbando di sigarette, riciclaggio di denaro sporco e traffico d’armi. Ossia a quelle attività illegali che, insieme al furto e al contrabbando di auto, al traffico di droga e agli omicidi su commissione, costituiscono il tipico campo d’azione della criminalità cecena in Russia e all’estero. La nascita e il successo. Nell’era della globalizzazione, la mafia cecena ha oggi esteso le sue...


Cresciuta sulle macerie dell’Impero

Nov 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Gianluca Iazzolino
Contrabbando di armi, droga, petrolio, auto. La Georgia, tra l’interferenza delle grandi potenze e la pressione delle identità subnazionali, è una polveriera che rischia di esplodere. E l’Europa non può stare a guardare  Nel suo ufficio al numero 1 di Takaishvili street, a Tbilisi, in Georgia, il professor Alexandre Kukhianidze riceve soprattutto docenti e funzionari americani. E ciò non dipende solo dal fatto che il Transnational Crime and Corruption Center, che dirige dalla sua fondazione, nel 2003, è stato creato per iniziativa dell’American University di Washington DC e riceve i finanziamenti che lo tengono in vita direttamente dal Dipartimento della giustizia americano. Sebbene dopo l’elezione di Mikhail Saakashvili, nel 2003, in seguito alla cosiddetta “rivoluzione delle rose” (la manifestazione pacifica di piazza contro la corruzione della classe dirigente che portò alle dimissioni dell’allora presidente Shevardnadze), la bandiera dell’Unione Europea sventoli sempre più spesso accanto a quella georgiana, le comunicazioni con gli europei non sono così frequenti come ci si potrebbe attendere, vista la prossimità fisica e culturale. In generale, spiega il professor Kukhianidze, «il grado di coordinamento tra le polizie caucasiche e quelle europee è stato finora molto basso. Solo adesso gli europei, che hanno la tendenza a ragionare per compartimenti...


Onu, ultima speranza

Dic 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
In un rapporto reso pubblico lo scorso 7 novembre a Ginevra, il Comitato per i diritti dell’uomo delle Nazioni Unite si è detto «estremamente preoccupato» per le violazioni che continuano ad essere commesse in Cecenia. Il portavoce Nigel Rodley ha dichiarato che le spiegazioni date da Mosca in merito alle esecuzioni, le torture, i crimini e gli stupri commessi impunemente non sono bastati per far rientrare le preoccupazioni del Comitato. Quasi contemporaneamente Silvio Berlusconi, in occasione dell’ultimo vertice Ue-Russia, rilasciava sulla situazione cecena, a sostegno di Vladimir Putin, dichiarazioni che, il 20 novembre, avrebbero poi spinto l’Europarlamento a deplorarle con una risoluzione, in cui peraltro è stato affermato che «il conflitto non può essere considerato unicamente come un elemento della lotta al terrorismo». «Narcomafie» ne ha parlato con il ministro della Sanità ceceno in esilio Umar Khanbiev, che il mese scorso ha presentato in Italia il “Piano Akhmadov” per un’amministrazione controllata dall’Onu in Cecenia. Le sue parole risultano di ancor più tragica attualità dopo che il 5 dicembre – alla vigilia delle elezioni parlamentari russe che avrebbero visto Putin nuovamente vincente – un commando di kamikaze si è fatto esplodere su un treno di pendolari (oltre 40 i morti e 150...