Articoli con tags ‘ Catanzaro ’


Imprenditore contiguo alla cosca Giampà. Catanzaro, 7 milioni confiscati dalla Dia

Feb 5th, 2016 | Categoria: news
Gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro hanno confiscato il patrimonio riconducibile all’imprenditore sessantenne Francesco Cianflone, attualmente imputato per associazione per delinquere di stampo mafioso, arrestato nella primavera del 2013 nell’ambito dell’operazione Piana, coordinata dalla stessa Dia catanzarese e che ha portato alla luce la contiguità di alcuni imprenditori con la cosca Giampà di Lamezia Terme. I beni confiscati, il cui valore si aggira intorno ai sette milioni di euro, comprendono le quote ed il compendio aziendale della Costruzioni srl con sede ad Amato (Cz), operante nel comparto edilizio, 140.000 m/q di terreni prevalentemente agricoli, un appartamento, 37 beni mobili registrati fra i quali numerosi mezzi da cantiere e 23 rapporti finanziari. Il decreto di confisca eseguito in data odierna, a seguito del sequestro operato nel 2014, è stato emesso dal Tribunale di Catanzaro e trae origine da una proposta avanzata dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia che si fonda sugli esiti di indagini patrimoniali, svolte dalla Sezione Operativa di Catanzaro e interessanti un arco temporale compreso tra il 1996 ed il 2012. Sulla base delle risultanze degli accertamenti patrimoniali della Dia il Collegio della Prevenzione del Tribunale di Catanzaro si è determinato, qualificando in primis il modus operandi del proposto “… come sintomatico di pericolosità sociale qualificata, rilevandosi quale...


Catanzaro, sentenza Perseo in chiaroscuro: 19 condanne ma 25 assoluzioni

Giu 8th, 2015 | Categoria: prima pagina
Reggono ma solo in parte le accuse mosse dalla Dda di Catanzaro agli imputati del processo Perseo contro le cosche di Lamezia Terme. La sentenza emessa oggi per quanti avevano scelto il rito abbreviato restituisce infatti un risultato in chiaroscuro. Complessivamente le assoluzioni sono state 25, a cui vanno aggiunti 2 non luoghi a procedere, mentre solo 19 sono state le condanne. A dimostrazione, comunque, della bontà dell’inchiesta ci sono le condanne di tre capi clan lametini del calibro di Aldo Notarianni, Vincenzo Bonaddio e Pasquale Giampà. L’indagine aveva portato all’arresto di 65 persone, e tra gli indagati oltre a boss e picciotti, risultavano anche numerosi politici, imprenditori, avvocati, medici e appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Un processo sostanzialmente diviso in due parti. Una relativa alla guerra di mafia che ha insanguinato le strade di Lamezia Terme tra il 2005 e il 2011, l’altra invece faceva affiorare gli interessi e le collusioni tra il mondo della pubblica amministrazione e la criminalità organizzata. Secondo la dda la cosca Giampà per finanziare gli acquisti di armi e stupefacenti, nonché per garantire il pagamento degli stipendi agli affiliati, si era mossa soprattutto sul fronte delle estorsioni, ed aveva creato un sistema di truffe assicurative...


Catanzaro, agguato mortale. Ucciso rom legato a ‘ndrine

Giu 4th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Era il capo della comunità rom di Catanzaro Domenico Bevilacqua, detto Toro seduto, l’uomo di 56 anni ucciso stamane in un agguato nel quartiere Aranceto del capoluogo calabrese. Bevilacqua stava passeggiando nei pressi di un’edicola della zona, dove vive una folta comunità rom e dove molto probabilmente si sentiva al sicuro, quando è stato avvicinato da due persone giunte a bordo di uno scooter che lo hanno colpito con alcune coltellate. Bevilacqua si è divincolato tentando la fuga, ma i sicari lo hanno raggiunto sparandogli alcuni colpi di pistola calibro 9 alla testa. Sette i bossoli repertati dalla scientifica. I due sicari subito dopo si sono allontanati mentre Bevilacqua veniva portato in ospedale. Le sue condizioni, però, sono apparse subito molto gravi e, nel giro di qualche ora, è passato dal coma alla morte. Sul luogo dell’omicidio è intervenuto il personale del Commissariato di polizia del quartiere Lido e della Squadra mobile di Catanzaro. Erano presenti anche i carabinieri. Vicino alla vittima è stata trovata una pistola. L’arma potrebbe appartenere a Bevilacqua, che potrebbe averla tirata fuori in un estremo tentativo di difesa, oppure potrebbe essere caduta ad uno dei due sicari. Toro seduto, capo indiscusso della comunità rom del capoluogo di regione...


Escalation di violenze a Catanzaro, la città risponde manifestando

Apr 23rd, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Domani, venerdì 24 aprile, “CatanzaroliberaCatanzaro”. Di fronte agli atti intimidatori e di violenza che si sono susseguiti nel capoluogo calabrese negli ultimi venti giorni, il coordinamento di Libera Catanzaro risponde con una manifestazione atta a coinvolgere il maggior numero di associazioni e cittadini. L’incontro sarà alle 18 sulla piazza della Prefettura e muove, anche, dall’appello di don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera: “Non basta commuoversi, bisogna muoversi”. In una nota del coordinamento provinciale di Libera si legge: “L’adesione all’appello di Libera e la partecipazione alla manifestazione implicano una totale e non negoziabile adesione ai valori della responsabilità, della trasparenza e della correttezza ed esigono coerenza massima tra ciò che si afferma e ciò che si compie, tra la parola e l’agire quotidiano. Su questo ci misureremo noi, i nostri compagni di viaggio e i nostri interlocutori, perché il 24 aprile non sia un avvenimento effimero e nemmeno un punto di arrivo, ma piuttosto la partenza (anzi, la ripartenza) verso la costruzione di una città civile, onesta, rispettosa delle regole e del bene comune”.


Operazione “Abbraccio”, arrestato anche ex giudice

Feb 14th, 2014 | Categoria: news
Giancarlo Giusti, ex gip del Tribunale di Palmi, è stato arrestato questa mattina – insieme ad altre sei persone – nell’ambito dell’operazione “Abbraccio” condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria contro la cosca Bellocco. “Ex” perché Giusti era stato sospeso dal Csm a seguito di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia. Secondo l’accusa, l’ex togato avrebbe fatto affari con la cosca Lampada; anzi, secondo gli inquirenti Giusti è a “libro paga” della ‘ndrangheta. Fu quindi arrestato il 28 marzo 2012 per corruzione aggravata dalle finalità mafiose e condannato – il 27 settembre dello stesso anno – a quattro anni di reclusione. Il giorno successivo la sua traduzione nel carcere di Opera, Giancarlo Giusti tentò il suicidio; dopo il ricovero in ospedale, gli furono riconosciuti gli arresti domiciliari. Questo il suo “statut” quando stamane è stato raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare emesse dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Vincenzo Luberto, affiancato dal procuratore di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo e dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. L’operazione ha interessato i territori di Rosarno, Milano, Avellino, Benevento e Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro.  


“Toghe lucane”, indagati eccellenti

Giu 10th, 2007 | Categoria: news
Secondo il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris, che sta coordinando l’inchiesta denominata “toghe sporche”, in Basilicata esisterebbe un comitato d’affari – composto da politici, magistrati, imprenditori, avvocati e funzionari pubblici – dedito alla gestione di rilevanti operazioni economiche. Secondo quanto riferito da «la Repubblica», il 7 giugno scorso la Guardia di finanza ha eseguito perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici del sottosegretario allo sviluppo economico Filippo Bubbico, dei Ds, del procuratore generale di Potenza Vincenzo Tufano, dell’avvocato Giuseppe Labriola e della dirigente della squadra mobile di Potenza Luisa Fasano. Le ipotesi di reato sono abuso d’uffico per Tufano e...


Luce sull’omicidio di Sergio Cosmai

Nov 10th, 2006 | Categoria: news
Il 18 ottobre scorso la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha spiccato 36 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti presunti affiliati della ’Ndrangheta, implicati in quaranta tra omicidi e tentati omicidi nel territorio di Cosenza avvenuti negli ultimi 30 anni nell’ambito di guerra di mafia tra cosche. Tra i delitti più gravi alla base dell’operazione vi è anche l’omicidio di Sergio Cosmai, direttore del carcere di Cosenza, ucciso il 12 marzo 1985. Ad armare i sicari sarebbe stato il boss Franco Perna, capo dell’omonima cosca, in quanto Cosmai si opponeva ai tentativi della ’Ndrangheta di assumere il controllo della casa circondariale. Secondo quanto riferisce «La Repubblica», ad eseguire l’omicidio furono i fratelli Dario e Nicola Notargiacomo, collaboratori di giustizia dal 1994, autoaccusatisi del delitto ma non condannati in quanto precedentemente assolti in via definitiva per lo stesso reato. Per questo motivo il Procuratore aggiunto di Catanzaro Mario Spagnuolo ha dedicato l’operazione «alla memoria di Sergio Cosmai, servitore dello Stato ucciso dalla ’Ndrangheta nell’adempimento del suo dovere, sul cui omicidio, oggi, viene fatta piena luce».