Articoli con tags ‘ Catania ’


Raffaele Lombardo, concorso esterno in associazione mafiosa

Apr 2nd, 2012 | Categoria: news
di Laura Galesi
Il gip Luigi Barone non ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Catania, con i procuratori aggiunti Carmelo Zuccaro e Michelangelo Patanè, nei confronti del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e del parlamentare nazionale Angelo Lombardo. Il Gip ne ha disposto l’imputazione coatta per concorso esterno all’associazione mafiosa e voto di scambio aggravato. La decisione del gip, resa nota lo scorso 29 marzo, dà ragione ai quattro magistrati della Procura, titolari dell’inchiesta Iblis, che avevano concluso il loro lavoro chiedendo il rinvio a giudizio per i Lombardo. I pm poi erano stati esautorati dall’inchiesta dal reggente della Procura, Patanè, e dall’aggiunto Zuccaro, che avevano stralciato la posizione dei fratelli Lombardo mandandoli a giudizio solo per voto di scambio semplice. Lo stesso procuratore Giovanni Salvi, vicino agli ambienti di Magistratura Democratica, si era detto in precedenza perplesso e aveva sostenuto la richiesta di archiviazione per i due politici malgrado lo stesso Salvi abbia ribadito la presenza di rapporti reali tra i fratelli Lombardo e le cosche catanesi vicine a Cosa nostra ma, facendo fede alla sentenza Mannino, la posizione dei due politici rischiava lo stralcio. “Non mi dimetto”, è stata la prima dichiarazione del presidente regionale siciliano, in risposta alle...


Catania, arrestato il boss Giovanni Arena

Ott 26th, 2011 | Categoria: news
Si assottiglia l’elenco dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia: all’alba è infatti stato arrestato Giovanni Arena, il 56enne esponente di Cosa nostra e a capo dell’omonima famiglia. Gli agenti della Squadra Mobile di Catania lo hanno catturato nel corso di un’operazione compiuta nel quartiere Librino, dove il boss si è nascosto dal 1993, anno in cui sfuggì all’operazione “Orsa Maggiore”. Diverse le condanne e i reati a carico di Giovanni Arena, che nel 2003 fu condannato in contumacia all’ergastolo per l’omicidio di Maurizio Romeo, avvenuto ad Aci Castello il 31 ottobre 1989: la vittima era un esponente della cosca rivale dei Ferrera. Spicca il traffico di sostanze stupefacenti, anche perché la famiglia Arena sembrerebbe avere il controllo sul quartiere Librino, con particolare riferimento al “Palazzo di cemento” dal quale si snoda un mercato di affari illeciti che produce cifre di denaro da capogiro. Giovanni Arena fu invece prosciolto dall’accusa di essere tra i responsabili dell’incendio doloso ai danni del supermercato “Standa” di via Etnea a Catania, avvenuto il 18 gennaio 1990. Tra i nomi che ancora compaiono nella lista stilata dal Viminale, spiccano Matteo Messina Denaro (al primo posto), ricercato dal 1993; Giovanni Motisi, ricercato dal 1998 e infine Vito Badalamenti, figlio...


Conclusa la Carovana Antimafia. Ma l’impegno continua

Giu 8th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
Era il 1994 quando Rita Borsellino sposò l’idea dell’Arci: organizzare una Carovana che portasse messaggi di speranza, di antimafia sociale, di voglia di riscatto. Partendo da Corleone, nel cuore di una Sicilia “bellissima e disgraziata” come l’aveva definita suo fratello Paolo, ucciso poco meno di due anni prima. Sono trascorsi 18 anni da quella decisione, da quella prima esperienza on the road, e di strada la Carovana ne ha fatta veramente tanta, diventando un’esperienza condivisa anche con Libera e Avviso Pubblico e trasformandosi in un evento internazionale che, per quanto riguarda l’edizione 2011, è durato 94 giorni per un totale di 19 mila chilometri percorsi: tutta l’Italia ma anche Corsica, Francia, Svizzera, Albania, Bulgaria, Serbia e Bosnia. Narcomafie ha seguito le ultime tre tappe siciliane e conclusive della Carovana, a fianco di Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale della stessa e responsabile nazionale legalità e democratica per l’Arci. (altro…)


Pippo Fava e il giornalismo etico

Gen 13th, 2011 | Categoria: archivio articoli, fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Esistono almeno tre buone ragioni per rileggere oggi “I siciliani”, la raccolta di inchieste di Giuseppe Fava pubblicata dall’editore Cappelli nel 1980. Il 5 gennaio ricorre l’anniversario della sua uccisione e recuperarne la viva voce è l’omaggio più sincero che si può rivolgere alla sua memoria. Questa è la prima ragione. La seconda ha a che fare con i vincitori della sezione Giovani del premio Fava anno 2011, il giornalista Gaetano Alessi e la redazione di AdEst. La terza infine è legata alla qualità della raccolta, che lascia incantati e smarriti. Incantati per la narrazione attenta, a tratti cinematografica, di una Sicilia bellissima e brutale, misera fino alla disperazione e orgogliosa al limite del paradosso. Ma anche disorientati, svuotati, non appena si chiude il libro, per la nostalgia di un giornalismo oggi quasi scomparso, che era capace di farsi letteratura non per artificio comunicativo, ma per altezza del sentire. Fava lo scrive ne “Lo spirito del giornale”, articolo pubblicato nel 1981 come manifesto della sua direzione al Giornale del Sud: il giornalismo dovrebbe vivere di una dimensione etica. “Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza, la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei...


Due milioni di euro sequestrati al boss Antonino Castorina

Nov 11th, 2010 | Categoria: news
La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha sequestrato beni per un valore complessivo di due milioni di euro, capitale riconducibile al boss Antonino Castorina, esponente nella zona di Santa Venerina del clan Santapaola-Ercolano appartenente a Cosa nostra. Il cinquantasettenne era stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa nell’ambito delle operazioni “Ciclope” (1996) e “Dafne” (1997) e condannato a 11 anni e due mesi dalla Corte d’Appello della città etnea, con una sentenza divenuta irrevocabile nel 2002. Nonostante questo le sue attività illecite rimasero attive: a occuparsene fu infatti il figlio Filippo, arrestato nel 2001 e rilasciato tre anni dopo. Il sequestro, disposto dal Tribunale catanese, è scaturito dalle indagini della Dia che hanno accertato forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati da Castorina e il patrimonio posseduto, riconducile ad attività illegali connesse a un prolungato rapporto di affiliazione mafiosa. Durante l’operazione sono stati sequestrati 2500 metri quadri di terreni; una villa con piscina; quattro automezzi e un’impresa individuale di impianti idraulici. Le indagini hanno inoltre evidenziato che Antonino Castorina possedeva quote societarie di una cooperativa che opera nel settore della gestione del servizio di autorimessa, oltre a rapporti bancari e postali dislocati su tutto il territorio nazionale. A questo elenco vanno...


Blitz alle falde dell’Etna. Indagati amministratori, imprenditori e cosche

Nov 3rd, 2010 | Categoria: news
Quarantasette ordinanze di custodia cautelare in carcere e sequestri di beni per 400 milioni circa. Questi i numeri dell’operazione Iblis messa in atto stanotte dai carabinieri del Ros. I comandi coinvolti hanno sede in differenti regioni italiane – Sicilia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia – vista la rete composta dagli indagati: amministratori, imprenditori e appartenenti a Cosa nostra. Le richieste di arresto sono state formulate dalla Dda di Catania e emesse dal Gip Luigi Lombardo. La gamma di reati ipotizzati spazia dall’associazione mafiosa all’omicidio, dall’estorsione alla rapina. Determinanti ai fini dell’inchiesta sono le dichiarazioni di almeno due pentiti: il colletto bianco Eugenio Sturiale e il sicario Maurizio Avola, esponente del clan Santapaola che si è autoaccusato di oltre 50 omicidi. Iblis aveva l’obiettivo di acclarare il sistema di infiltrazione di Cosa nostra negli appalti pubblici del territorio alle falde dell’Etna. A Catania gli occhi delle forze dell’ordine erano da tempo puntati sugli interessi criminali e le relative collusioni in ambiente amministrativo, oltre che ai sodalizi col settore imprenditoriale. I 400 milioni di beni sequestrati sono infatti riconducibili alle imprese coinvolte. I settori di attività delle imprese sono piuttosto vari – dalla grande distribuzione all’edilizia, al commercio, al movimento...


Catania, eseguiti 50 fermi

Nov 10th, 2009 | Categoria: news
Maxi operazione coordinata dalla Dda di Catania ed eseguita dagli uomini della questura per bloccare sul nascere una faida tra i clan facenti capo agli ergastolani Nitto Santapola da una parte e Salvatore Cappello dall’altra. L’operazione è scattata lo scorso 22 ottobre. La maggior parte dei 50 fermati appartiene al clan dei Cursoti del boss Cappello, che avrebbe assunto un ruolo egemone sul territorio di Catania.


Il palazzo dei veleni

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Cancro ai polmoni, ai testicoli, al cervello, aborti spontanei. È il resoconto di una formazione universitaria fatta di vapori tossici e rettori “distratti” in cerca di voti. A Catania, presso la facoltà di Farmacia, gli studenti trascorrevano giornate intere tra le esalazioni di metalli pesanti. Chi sapeva ha taciuto per anni Grida di allarme inascoltate, sogni di giovani ricercatori infranti. Studenti che lavoravano sino a tarda sera nei ristoranti per finanziarsi gli studi e il mattino seguente respiravano in facoltà vapori cancerogeni. Storia nascosta dalla stampa monopolizzata a libro paga dell’università di Catania, prima in Italia per numero di consulenze: 800 in un anno. Governata dal 2000 al 2006 da Ferdinando Latteri, democristiano di vecchia data, rettore-barone da 100mila preferenze alle europee del 2004 con l’Ulivo, dopo essere stato per 10 anni in Forza Italia, eletto deputato nazionale nel 2006 con la Margherita e rieletto alle ultime politiche con il Pdl al Parlamento, ultima tappa seguita all’approdo nel partito di un vecchio amico d’infanzia: il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo. Un palazzo contaminato, una bomba tossica costruita scaricando illecitamente nella rete colabrodo del sistema fognario sostanze pericolose di ogni tipo che entravano in circolo, finivano in una vasca sotterranea sfondata, mentre i...


Sono Vincenzo Santapaola, un uomo ovunque

Nov 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
Un boss che in regime di carcere duro fa arrivare una sua lettera a un giornale e il direttore che gliela pubblica come se nulla fosse. Storia dell’ultima anomalia de «La Sicilia» di Mario Ciancio Nella città più analfabeta e povera d’Italia, dove l’illegalità diventa legge, dove chiudono un bar (il Tahiti) perché ritrovo di pregiudicati; nella città in cui i vertici di Confindustria Catania sono sciolti dai probiviri nazionali perché schierati contro la strategia antiracket del presidente Ivan Lo Bello – definito “monotematico” –, accade che un condannato al 41 bis, un mafioso, figlio di un boss spietato, scriva sul quotidiano «la Sicilia» una lettera aperta, dichiarando la sua innocenza. E che «la Sicilia» gliela pubblichi come se niente fosse Una posizione strategica. “Santapaola Jr: contro di me pregiudizi perché porto un nome pesante”. Questo il titolo della lettera pubblicata lo scorso 9 ottobre. Apparentemente una lunga difesa di se stesso. “Enzuccio” Santapaola si professa innocente, perseguitato, vittima di un nome “pesante”. Il primo fatto, terribilmente ordinario, è che l’editore-direttore de «la Sicilia», Mario Ciancio, pubblichi la lettera di innocenza del figlio dell’assassino del giornalista antimafia Pippo Fava, il superboss Nitto Santapaola, mentre continua a censurare il figlio di Pippo Fava, Claudio. Il secondo...


Cronaca di un dissesto annunciato

Nov 11th, 2008 | Categoria: archivio articoli
La grave situazione finanziaria del comune di Catania è il frutto di anni di sprechi e incuria, sempre camuffati grazie a spregiudicate manovre di copertura e ad una mirata disinformazione Catania. Può capitare di incontrare lo stesso giorno sulla piazza antistante al municipio lavoratori delle cooperative sociali e netturbini: i primi chiedono nove mesi di stipendi arretrati, per i secondi i ritardi nei pagamenti sono ormai una costante. Ma nessuno alza la voce, e le bandiere della Funzione Pubblica Cgil restano appoggiate a furgoni e pulmini quasi senza benzina. In una città dove il centro-sinistra non totalizza neanche la metà dei voti degli iscritti allo storico sindacato, dove un solo consigliere comunale del Pd è accreditato tra le file della reale opposizione, dove alcuni esponenti storici – sempre della sinistra –  mettono mani alle speculazioni edilizie, si festeggia all’arrivo della notizia sui 140 milioni deliberati dal Cipe per coprire i disavanzi lasciati dal sindaco Umberto Scapagnini. E qui non si tratta solo di tappare un buco con fresche liquidità. Dentro al Palazzo, nel primo piano in fondo a destra, dallo stanzone che guarda verso la pescheria, il sindaco Raffaele Stancanelli – fidato di Ignazio La Russa e Raffaele Lombardo – sa...