Articoli con tags ‘ Castelvetrano ’


Castelvetrano, il Consiglio si autoscioglie, il sindaco rimane

Mar 9th, 2016 | Categoria: news
di Rino GIacalone
Ventotto consiglieri comunali (su trenta) dimessi. E un Comune che entra, ufficialmente, in crisi politica. Accade a Castelvetrano dove il caso del consigliere comunale Lillo Giambalvo, intercettato a parlare della sua buona amicizia col boss, non è che l’ultimo di una lunga serie, ma per il sindaco della città, Felice Errante, e per tanti consiglieri della sua maggioranza, tutto è frutto di una “cappa mediatica” apposta calata sulla città. Consiglieri della sua maggioranza che hanno oggi deciso di presentare le dimissioni facendo decadere il Consiglio comunale che per però hanno trasformato quella che doveva solo essere una iniziativa a favore della legalità e contro la mafia in una operazione elettorale e politica ordita tra Roma e Castelvetrano. Sono trascorse quasi quattro settimane da quando il vice presidente della commissione nazionale antimafia, Claudio Fava, a Castelvetrano ha invitato l’intero Consiglio comunale a dimettersi così da far decadere l’appena reintegrato consigliere Lillo Giambalvo. Ma non esistono leggi che gli impediscano di restare in Consiglio comunale. Lui, arrestato nel 2014, assolto dalle accuse di mafia poche settimane addietro, intercettato mentre ricordava, non senza un tocco d’emozione, incontri e abbracci con i due più temibili boss della mafia siciliana, Francesco e Matteo Messina Denaro, padre e figlio, il primo...


Arrestato dalla Dia Gaspare Como, il cognato di Matteo Messina Denaro

Lug 6th, 2015 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
  Quei negozi aperti a Castelvetrano erano la dimostrazione che lo Stato non era riuscito a incrinare il potere mafioso locale. Esercizi commerciali sequestrati tornati in piena attività, addirittura più grandi e più forniti. A completare l’opera ben riuscita anche una lettera della proprietà diretta ad un quotidiano regionale, “noi siamo la buona impresa e ce lo dimostra la tanta gente che ogni giorno viene qui ad acquistare”. Era accaduto che certe carte erano state confuse, che utilizzando escamotage commerciali, tanto da riuscire a resistere ad una ordinanza comunale che imponeva la chiusura, quei negozi di proprietà della famiglia Messina Denaro, tanto per capire di chi e di cosa stiamo scrivendo, erano rimasti aperti, con tanto di insegna e vetrine bene allestite. Quei negozi servivano a riempire di cose concrete le risposte che ogni volta i Messina Denaro, Bice, sorella del boss latitante, e Gaspare Como (nella foto), il marito, fornivano a chi chiedeva loro come fosse finito col sequestro: “….ma quale sequestro tutte i cose ni turnaru”. In effetti erano loro che si erano ripresti “tutti i cose”. Il bel tempo per loro però è durato poco. Stamane agenti della Dia di Trapani hanno arrestato Gaspare Como, 45 anni, per...


Trapani, sequestrati beni alla sorella di Matteo Messina Denaro

Dic 2nd, 2014 | Categoria: news
 Ieri, 1 dicembre, il Tribunale di Trapani ha disposto il sequestro di beni immobili per un valore di 70 mila euro nei confronti di Anna Patrizia Messina Denaro, sorella del boss latitante Matteo Messina Denaro. Anna Patrizia Messina Denaro è ritenuta responsabile di aver estorto a Girolama La Cascia, destinataria di una cospicua eredità, una somma pari a 70 mila euro. I soldi sarebbero serviti a sostenere la latitanza del fratello. Il provvedimento prevede il sequestro di tre fondi di contrada “Zangara”, nelle campagne di Castelvetrano, che la donna aveva ricevuto in donazione ancora dieci anni fa. L’ordine di sequestro riguarda una vicenda contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della sorella del boss Messina Denaro, arrestata lo scorso dicembre durante l’operazione Eden con l’accusa di associazione mafiosa ed estorsione. In quella occasione vennero arrestate 30 persone, tra cui Girolama La Cascia, fermata perché aveva negato agli investigatori di aver consegnato tale somma, e 5 famigliari del boss, compresa Anna Patrizia che, secondo gli inquirenti era in contatto con il fratello e smistava i suoi ordini.   (e.p)


Sedici arrestati per il clan di Messina Denaro

Nov 19th, 2014 | Categoria: news
Dall’alba di questa mattina, il comando provinciale di Trapani insieme ai carabinieri del Ros stanno eseguendo un blitz antimafia nei confronti del clan del boss Matteo Messina Denaro, tuttora latitante. Su richiesta della procura distrettuale antimafia di Palermo, quest’operazione ha portato all’arresto di 16 affiliati di Cosa nostra di Castelvetrano accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, rapina pluriaggravata, sequestro di persona, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi. Come riporta Rino Giacalone su «La Stampa», tra gli arrestati c’è anche Lillo Giambalvo, diventato consigliere del comune di Castelvetrano nel luglio di quest’anno. “Questo intervento” – spiega il comandante del Ros, Mario Parente, ai microfoni di «Sky TG24» – si inquadra in una più ampia attività investigativa per la ricerca del boss latitante Matteo Messina Denaro. Le indagini – continua il comandante – hanno consentito di confermare il ruolo di vertice assunto nel recente periodo dal nipote del boss, Francesco Guttadauro, che aveva riorganizzato il sodalizio … anche con un pervasivo controllo del territorio”. L’intervento di stamattina rappresenta un altro passo avanti per depotenziare i circuiti criminali di riferimento del boss, nel tentativo di arrivare alla sua cattura.


A fuoco altri due terreni confiscati. Don Ciotti: “Non sono coincidenze”.

Giu 13th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
Ieri mattina, 12 giugno, altri due incendi in contemporanea hanno colpito due uliveti confiscati alle mafie e affidati temporaneamente a Libera. Colpite in Sicilia dalle fiamme un uliveto a Castelvetrano, e altro uliveto in località Staglio a Partanna. Ancora fiamme, ancora incendi colpiscono terreni confiscati alle mafie. «Dieci giorni fa incendio uliveto – denuncia l’associazione Libera –  a Castelvetrano, poi duemila piante di arance a Belpasso nel catanese, ieri due quintali di grano andati in fumo a Mesagne per non citare le varie intimidazioni subite a Borgo Sabatino e nella piana di Gioia Tauro in Calabria. Non possiamo più pensare a delle coincidenza, sono colpiti beni confiscati restituiti alla collettività, sono un attacco al lavoro quotidiano di chi si impegna quotidianamente contro il potere criminale. Nessuno pensi con le fiamme di vandalizzare e fermare questo impegno. Contro queste fiamme il “noi” del nostro paese è chiamata in gioco e deve sentire forte questo impegno nella lotta alla criminalità». «Non possono lasciarci – ha dichiarato Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera – indifferenti i recenti episodi di vandalismo a danno dei beni confiscati alle mafie, dalla Puglia alla Sicilia, dal Lazio alla Calabria. Quei beni non sono solo uno schiaffo alle...


Paolo Borsellino, ricordo amaro a Castelvetrano

Gen 21st, 2011 | Categoria: news
Ieri, 19 gennaio, Paolo Borsellino avrebbe compiuto 71 anni. L’associazione Antiracket di Castelvetrano, nel trapanese, avrebbe voluto ricordarlo con un incontro rivolto alle scuole. Avrebbe, ma non è stato possibile: le classi invitate hanno disertato l’appuntamento, su impulso del dirigente scolastico Francesco Fiordaliso. Che non ha gradito la decisione degli organizzatori di chiamare tra i relatori il collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara, affiancato dal giornalista Giacomo Di Girolamo – autore del libro “L’invisibile” su Matteo Messina Denaro – e dal procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia. E che ha dunque impedito ai propri studenti di assistere all’incontro, asserendo che «Calcara è un criminale e quindi lui non ci può dare lezioni di legalità, i ragazzi non hanno niente da imparare da un dottore in criminologia e malaffare», come è stato apostrofato il pentito. Già, pentito. Perché Vincenzo Calcara è l’uomo al quale Francesco Messina Denaro, padre di Matteo, aveva chiesto di uccidere Paolo Borsellino. Lui però non lo fece, si tirò indietro e decise di collaborare con la giustizia, a seguito dell’arresto avvenuto nel novembre 1991. Rivolgendosi proprio al magistrato che trovò la morte pochi mesi dopo: «Dottore io sono un uomo d’onore – gli disse – e sono quella persona...


Corrotti!

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Narcomafie_11_2010 Braccia, non persone. Questo sono gli immigrati vittime di caporalato, lavoratori senza diritti, preda della criminalità. Da Castel Volturno al Trentino, uomini e donne, in cantiere come in azienda: il mondo del lavoro per chi è straniero è un inferno di abusi e miseria. Intanto, dall’altra parte della linea che divide ricchi e poveri, vittime e carnefici, un cancro si diffonde a ogni livello della società. E’ la corruzione, una pratica tanto diffusa in Italia da valere al nostro paese il 67° posto nella classifica di Transparency International, subito dopo il Ruanda. Un vizio assurdo che impoverisce lo Stato, privandolo di risorse ed energie. (altro…)


A Castelvetrano l’olio della Liberazione

Nov 25th, 2010 | Categoria: news
Dalle ceneri di Adamo nacque un ulivo, metafora di rinascita e simbolo di pace. Il 5 novembre scorso a Castelvetrano, in provincia di Trapani, si è provato a rinascere nella legalità: una raccolta di olive sui campi confiscati alla mafia è stata organizzata da Libera. Una manifestazione aperta a tutta la cittadinanza e tra i molti che hanno risposto all’appello anche il questore Gualtieri: «Tutti purtroppo associano Castelvetrano alla mafia. Io oggi ribalterei il concetto – spiega Gualtieri – poiché qui l’azione di contrasto alla criminalità non viene fatta solo dalle forze di polizia ma da tutte le forze sane della società». Un’affermazione che nulla ha di retorico in una realtà come quella del trapanese, terra del latitante Matteo Messina Denaro, terra dell’assordante silenzio di una comunità atterrita, piagata, e che oggi rinasce su quelle terre che furono ricchezza e possesso dei boss. Certo la terra promessa della legalità è difficile da mantenere se, nei processi in corso a Trapani dove gli imprenditori costituitisi parte civile sono stati lasciati soli, è presente solo Confindustria e mancano del tutto le istituzioni politiche. Oppure se Francesco Nasca, oggi condannato a sette anni, ex-funzionario del Demanio incaricato della gestione dei beni confiscati alla mafia,...


Salvatore Giuliano: riesumato il corpo a Montelepre

Ott 28th, 2010 | Categoria: news
Una fila di fotografi, cameraman, giornalisti e curiosi attendeva stamane davanti ai cancelli del piccolo cimitero del paesino di Montelepre. L’occasione è la riesumazione della salma di Salvatore Giuliano, storico bandito di Montelepre. Il sindaco del paese ha però disposto che il pubblico debba lasciare il cimitero per consentire ai pm e ai medici legali di lavorare al dissoterramento. I passaggi che seguiranno la riesumazione odierna serviranno a scoprire se il cadavere, trovato nel cortile di palazzo De Maria a Castelvetrano il 5 luglio del 1950, sia davvero quello del ‘re di Montelepre’ e non quello di un sosia, sacrificato per coprire una eventuale fuga di Giuliano. Lo strumento per confermarne la morte sarà dunque il confronto tra il dna da estrarre al cadavere e quello dei parenti di Giuliano ancora vivo. La Procura di Palermo ha avviato un’indagine a carico di ignoti per omicidio e sostituzione di cadavere a partire da quest’estate. Dopo aver ricevuto un esposto a firma degli storici Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino. Nell’esposto si legge: ”Gli scriventi ritengono che vi sono fondati motivi per ritenere che il cadavere ritratto nel suddetto cortile e nell’obitorio del cimitero di Castelvetrano non siano la...


Salvatore Giuliano, tutti i dubbi sulla sua morte

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Giuseppe Casarrubea
La storia delle origini dell’Italia post-fascista è avvolta da molti misteri. Valga per tutti la vicenda della vita e della morte di Salvatore Giuliano, al quale quella storia è legata. A tal punto che ci troviamo di fronte, ormai, ad un’icona. Ne rappresenta, anzi, la saldatura tra poteri istituzionali e poteri criminali che proprio in quegli anni si realizza su scala nazionale. Quando la criminalità politica diventa necessità di Stato. Fino al punto che è possibile ipotizzare un archetipo fondativo della storia italiana lungo il filo nero che va dalla strage di Portella della Ginestra (1° maggio 1947) a quella di via D’Amelio (19 luglio 1992). Da una strage di Stato ad un’altra. Una costante è la costruzione di stereotipi. Gli aiuti americani alla rinascita del nostro Paese, il mito degli italiani “brava gente”, la scomparsa del fascismo, l’insorgenza dei Robin Hood, la netta separazione tra Stato e Cosa nostra e via di seguito. Se si afferra un bandolo di questa matassa, si può seguire il filo d’Arianna che porta fuori dal labirinto. Non è un’operazione semplice. Occorre sgombrare la mente dalle sedimentazioni che impediscono di scrivere una storia mai raccontata. Giuliano è una cartina di tornasole. Inizia la sua carriera...