Articoli con tags ‘ Castel Volturno ’


Quella strage sotto gli occhi di San Gennaro. Il 18 settembre di sangue di Castel Volturno

Set 18th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Ferrante
18 settembre 2008. A Castel Volturno sono le nove di sera. Da qualche giorno, in paese e nelle campagne, la tensione è alta. È passato appena un mese da quando, nel pieno della stagione del pomodoro, un commando di uomini aveva provato a fare strage di migranti. Ma l’agguato aveva fatto cilecca e sull’asfalto, per una combinazione felice del destino, non rimasero vittime. Nemmeno il tempo di dimenticare il suono dell’allarme e la scena di ripete. Appunto, il 18 settembre, un giorno prima della festa di San Gennaro. Otto uomini, travestiti da poliziotti con tanto di divise, armi imbracciate e pieni di rabbia, fanno irruzione nella sartoria Ob Ob exotic in frazione Varcaturo, sulla statale Domiziana. In trenta secondi, sparano 120 colpi di arma da fuoco, usando sette tipi diversi fra mitra e pistole. Sette uomini, tutti africani di cui tre titolari di protezione umanitaria, restano a terra. Sei (Julius Francis Kwame Antwi, Eric Affun Yeboa, Ababa El Hadji, Alex Jeemes, Christopher Adams) muoiono sul colpo, uno resta ferito (Joseph Ayimbora, l cui testimonianza sarà determinante nel processo per inchiodare i colpevoli). A caldo, tutti i media nazionali gridano al regolamento di conti. Roba di droga, si dice. O di prostituzione....


Strage di Castelvolturno, ergastolo per Giuseppe Setola

Apr 19th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
di Emilio Fabio Torsello
Quattro ergastoli e una condanna a 23 anni. E’ questa la sentenza pronunciata dalla prima Corte d’assise di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), a carico degli imputati per la strage di Castelvolturno del 18 settembre 2008, in cui morirono sei cittadini africani e un italiano. I nomi del gruppo stragista sono noti e ancora rimandano a sparatorie furiose contro obiettivi isolati e spesso disarmati. Si tratta di Giuseppe Setola, Davide Granato, Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia e Antonio Alluce. I cinque, inoltre, sono stati chiamati a rispondere anche di un’altra sparatoria, sempre ai danni di immigrati, avvenuta un mese prima ma che non aveva per fortuna provocato morti. Ad essere condannati all’ergastolo i primi quattro imputati mentre ad Alluce, che partecipò solo alla prima sparatoria contro gli africani, sono stati comminati 23 anni di carcere. I giudici hanno accolto quasi totalmente, le richieste dei pm Alessandro Milita e Cesare Sirignano (erano stati chiesti l’ergastolo per i primi quattro e 30 anni per Alluce). Da sottolineare come la Corte abbia riconosciuto le aggravanti di odio razziale e della finalità terroristica. “Questo processo- ha detto il pm Sirignano durante la requisitoria – evidenzia...


Corrotti!

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Narcomafie_11_2010 Braccia, non persone. Questo sono gli immigrati vittime di caporalato, lavoratori senza diritti, preda della criminalità. Da Castel Volturno al Trentino, uomini e donne, in cantiere come in azienda: il mondo del lavoro per chi è straniero è un inferno di abusi e miseria. Intanto, dall’altra parte della linea che divide ricchi e poveri, vittime e carnefici, un cancro si diffonde a ogni livello della società. E’ la corruzione, una pratica tanto diffusa in Italia da valere al nostro paese il 67° posto nella classifica di Transparency International, subito dopo il Ruanda. Un vizio assurdo che impoverisce lo Stato, privandolo di risorse ed energie. (altro…)


L’immigrazione necessaria

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Luigi Mosca
Il 18 settembre scorso ricorreva il secondo anniversario della strage di Castelvolturno. La ricorrenza ha destato numerose polemiche, scatenate dagli attacchi dell’attuale sindaco della cittadina domiziana contro le associazioni di volontariato e i movimenti che hanno voluto ricordare le vittime con una cerimonia nel luogo del massacro. Nonostante in questi due anni il Governo e le istituzioni nazionali abbiano spesso utilizzato Castelvolturno e il litorale domizio per ribadire i risultati positivi ottenuti sul piano della lotta alla camorra e all’immigrazione “clandestina” – il famoso “Modello Caserta” – la polemica scatenata dal sindaco Scalzone mostra bene come la questione migratoria tenga ancora inchiodata la politica locale a uno scontro che vede nei migranti il principale obiettivo. Ciò dovrebbe far riflettere chi, ancora oggi, afferma che lo Stato è tornato a governare in questo territorio. In effetti, questo scontro tra l’amministrazione comunale e i migranti e le associazioni di volontariato mostra già come la così detta “lotta all’immigrazione clandestina” sia solo fumo negli occhi dell’opinione pubblica. Tuttavia, se ciò non dovesse bastare a convincere i sostenitori della “tolleranza zero”, possiamo rivolgerci direttamente al territorio e vedere come si presenta ancora oggi il fenomeno migratorio in questa parte del casertano. Lavorando come antropologo e...


Le braccia e le persone

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Emilio Fabio Torsello
«Ma voi perché siete venuti ’cca? Pe’ i neri? E alluor’scrivete che li extracomunitari se li teniss’ a casa sua chi li ama tanto». Castel Volturno, portineria del municipio. Un tavolo verdognolo, una macchinetta laccata di rosso per distribuire i numeri, di quelle che si usano per gestire le file dei clienti nei supermercati e un vecchio telefono bianco di servizio, occupato da una signora che da dieci minuti sta parlando con qualcuno. «Adesso avvisiamo il sindaco, un momento che il telefono si libera». A pochi chilometri da Casal di Principe, Castel Volturno ancora porta i segni di una delle stragi di camorra più efferate degli ultimi anni. Da quel 18 settembre 2008, quando il commando guidato da Giuseppe Setola trucidò sei migranti riuniti presso una sartoria del paese, sembra siano passati pochi giorni. Il sindaco ancora racconta l’episodio come un regolamento di conti tra mafia nigeriana e camorra, la Caritas e il terzo settore danno invece una spiegazione diversa: i migranti si erano organizzati in un movimento autonomo dai casalesi, per questo sono stati “puniti”. E l’inchiesta nata all’indomani della strage sta confermando questa seconda lettura: non una questione di droga né di pizzo o prostituzione. La Camorra voleva...


L’autunno caldo dei migranti di Castel Volturno

Nov 26th, 2010 | Categoria: archivio articoli
La sveglia arriva alle quattro, quand’è ancora buio: gli africani si muovono presto, alle rotonde dei caporali ci arrivano prima dell’alba. Le strade di Caserta sono ancora vuote, ma lungo la Domiziana ogni fermata dell’autobus sembra un picchetto. A piccoli gruppi, o da soli, uomini giovani dalla pelle nera camminano in silenzio, si riuniscono, aspettano. C’è aria di anticipazione, gli sguardi sono più diffidenti del solito. Oggi, 8 ottobre, non è una giornata di lavoro come le altre. È sciopero, contro i guappi che li portano a lavorare nei campi o nei cantieri, mal pagati o non pagati affatto. I membri del Movimento dei migranti e rifugiati di Caserta preparano il terreno della manifestazione da mesi, la rete che hanno costruito in otto anni comincia a dare frutti. Bisogna capire quanti, in concreto, aderiranno allo sciopero. Alla rotonda di Licola, un incrocio della Domiziana a sei o sette chilometri da Pozzuoli, c’è un momento di tensione, qualcuno non vuole perdere la giornata di lavoro. Si discute, qualche urlaccio in ghanese spezza il silenzio del kalifoo-ground (“posto dove stanno gli schiavi a giornata”, come i libici chiamano i migranti). Ma rientra presto. Alle sei e mezza tutti sembrano d’accordo con lo...


Maroni depone contro Setola: “Nel casertano fu guerra civile”

Ott 28th, 2010 | Categoria: news
Questa mattina il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha deposto per circa un’ora come testimone in aula a Santa Maria Capua Vetere (Caserta) al processo per la strage dei sei immigrati africani trucidati a Castel Volturno nel settembre del 2008 in cui è imputato, tra gli altri, il boss dei casalesi Giuseppe Setola. La procura contesta agli imputati l’aggravante delle finalità terroristiche: da qui la necessità di sentire in Corte d’Assise il ministro che all’epoca, riferendosi alla situazione del casertano, parlò di «guerra civile». Sollecitato dal pm Alessandro Milita, Maroni ha ribadito il concetto: “I clan avevano mosso guerra allo Stato, che a sua volta mise in campo tutte le forze disponibili”. All’indomani della strage furono infatti inviati 400 poliziotti e 500 militari per ingaggiare “una guerra alla camorra” che “sarebbe durata fino alla definitiva sconfitta dei clan”. Il ministro dell’Interno ha detto infatti che: “la presenza straordinaria sul territorio è ancora attiva”. Secondo il ministro “l’immediata reazione dello Stato disinnescò una bomba che avrebbe potuto esplodere con conseguenze pericolossime”. Maroni ha poi aggiunto: “In quei giorni ci fu il rischio di uno scontro non tra due...


Parte da Torino la carovana “memoria e impegno”

Lug 25th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
Dopo il primo raduno dei Giovani di Libera tenutosi a Cascina Arzilla – bene confiscato a Volvera (To) -, che ha ospitato più di 150 ragazzi provenienti da tutta Italia, parte sabato da Torino la carovana di “memoria e impegno”. Memoria per ricordare le vittime della mafia e per non abbandonare i testimoni di giustizia. Impegno verso la valorizzazione dei beni confiscati e la loro restituzione alla società, lungo il versante della lotta civile alle cosche. La carovana, patrocinata dal Consiglio Provinciale di Torino, vedrà più di 20 ragazzi da tutta Italia affrontare un viaggio a bordo di minibus e auto che partendo da Torino raggiungerà Roma, Latina, Milazzo, Polistena, Isola Capo Rizzuto e Castel Volturno, per un totale di oltre 3000 km in 5 giorni. La carovana prenderà il via da Cascina Caccia, bene confiscato a San Sebastiano da Po nei pressi di Torino e dedicata al procuratore ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983 , passerà poi da Roma per ricordare la diciassettenne testimone di giustizia Rita Atria che si tolse la vita dopo la strage di via D’Amelio e la morte di Paolo Borsellino. Da Roma si dirigerà a Milazzo, poi Polistena e Isola Capo Rizzuto, comune recentemente colpito...


Una cronista nella zona grigia

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Angelo Agostini
Estratto dal  primo rapporto annuale di OSSIGENO PER L’INFORMAZIONE, l’Osservatorio di Fnsi e Odg a tutela dei giornalisti minacciati, fondato e diretto da Alberto Spampinato (consigliere nazionale della Fnsi e fratello di Giovanni, giornalista de “L’Ora” ucciso a Ragusa nel 1972), con la direzione scientifica di Angelo Agostini   (altro…)


La Soweto campana

Dic 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
La strage dei giovani africani è figlia di un degrado che viene da lontano. Dalle rivolte sulla Domiziana alla cementificazione della costa, viaggio tra le contraddizioni della provincia casertana «Siamo nella terra delle tre emme: militari, mignotte e monnezza» sentenzia il proprietario della pizzeria lontana poche decine di metri dalla sartoria “Ob Ob exotic fashions”, dove il 18 settembre scorso un commando di sicari, che indossavano finte pettorine della polizia, uccise con una gragnola di proiettili sei giovani africani del Ghana e del Togo. Salvatore, detto Totore, ha il dente avvelenato con la stampa che avrebbe dato troppa importanza alla strage di Castel Volturno, facendogli perdere i clienti: «Hanno scritto che li hanno ammazzati dentro il mio locale. Invece quella sera, quando abbiamo sentito i colpi, pensavamo fossero dei petardi che festeggiavano la partita del Napoli in coppa Uefa». Per l’uomo, «il fatto è avvenuto a tre, quattrocento metri di distanza». È una sua fantasia. O meglio, l’ennesimo segno che i venticinquemila bianchi di Castel Volturno tendono ad allontanare da sé, a rimuovere i seimila immigrati con i quali convivono da anni da “separati in casa”. Le tre “emme”. Insomma, sulla Domiziana, ci sarebbero “militari, mignotte e monnezza”. Dove, per militari, s’intendono i 900...