Articoli con tags ‘ Casinò ’


La ‘ndrangheta e il grado di inconsapevolezza della Val d’Aosta

Mag 30th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
«La criminalità organizzata c’è anche in Valle d’Aosta, anche qui ci sono esponenti della ‘ndrangheta. So che c’è una grossa comunità calabrese. Questo non significa criminalizzare un territorio, ma dire o pensare di essere immuni equivale ad essere impreparati, correndo il rischio di cadere nelle grinfie della criminalità». Angela Napoli, membro della Commissione Parlamentare Antimafia, con toni tanto pacati quanto risoluti e fermi fotografa la situazione della regione che «già solo per la propria conformazione geografica, per la presenza di un casinò, per il fatto di essere una località di confine, non può pensare di essere immune a questo genere di fenomeni».  L’opportunità per ascoltare l’onorevole di Futuro e Libertà – «ma secondo me la lotta al crimine non può e non deve essere partitica», ha ricordato – è stata offerta da Libera Valle d’Aosta, che ha organizzato un incontro dal titolo “La penetrazione delle mafie al Nord”. La poca partecipazione di pubblico alla serata di venerdì 27 maggio può essere interpretata anche come una mancanza di interesse verso queste tematiche che erroneamente non si considerano afferenti alla propria realtà, ma questa forma mentis non può che tradursi in un favore alle mafie. «Ignorare il problema non aiuta la salute della...


Undici arresti tra Puglia e Albania. E’ la nuova Sacra Corona Unita, tra droga e gioco d’azzardo.

Set 29th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Matteo Zola
Albania, lungomare di Valona, tutto era pronto per l’inaugurazione – venerdì prossimo, primo ottobre – di un nuovo casinò. Albino Prudentino, boss di una rinata Sacra Corona Unita, gestiva oltre lo stretto di Otranto un ampio business incentrato sul gioco d’azzardo. Prudentino era stato lungimirante: “Perché questo lavoro non lo conosceva nessuno”. Con queste parole, intercettate dagli investigatori, il boss spiegava come gli introiti derivanti dal gioco d’azzardo e dai videopoker aprissero nuove possibilità rispetto al contrabbando di sigarette, vecchio business della Sacra Corona. A rompere le uova nel paniere a Prudentino è stata un’azione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Brindisi che lo hanno arrestato su ordine della Procura distrettuale antimafia. L’azione è avvenuta contestualmente a una serie di ordinanze di custodia cautelare spiccate contro altri dieci esponenti della malavita pugliese tra cui Daniele Vicientino che, con l’aiuto di Ercole Penna, aveva ricostituito la struttura verticistica della Sacra Corona Unita, fondata da Giuseppe Rogoli – storico boss oggi soggetto al “carcere duro”- al quale però si continuava a fare riferimento. Secondo l’indagine, partita nel 2007 e denominata “operazione Calipso”, Vicientino e Penna avevano riorganizzato il sodalizio che tenne uniti i clan della Sacra Corona ai tempi di Pino...


Azzardi criminali: da Torino alla Calabria

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Ferdinando Brizzi
Il gioco d’azzardo è una fabbrica di denaro su cui le mafie allargano i loro tentacoli. Una situazione allarmante denunciata da esperti e provata dall’esperienza giudiziaria, ma su cui il legislatore continua a tacere (altro…)


Quella strana comitiva di assidui giocatori

Dic 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Per anni boss mafiosi di Palermo e Villabate hanno ripulito denaro frutto di traffici illeciti ed estorsioni nelle sale del casinò di Saint Vincent. Tutto sotto gli occhi di mediatori e croupier   Il casinò di Saint Vincent è sovrastato e ricoperto da una grande superficie di specchi, un’unica parete riflettente, come gli aerei spia americani. Se è vero che la prima impressione è quella che conta, questa limpida impenetrabilità non deve essere affatto dispiaciuta alle comitive di “nullatenenti” siciliani, clienti affezionati della casa da gioco, che affluivano verso la “Riviera delle Alpi”, come viene tuttora indicata impropriamente Saint Vincent, afflitta da un clima ventosissimo trovandosi alla sbocco della Valtournenche. Cosa nostra avrebbe usato, tra il 2001 e il 2005, il Casinò de la Vallée per riciclare denaro sporco proveniente da estorsioni e da traffici illeciti. Lo sostengono le 547 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare alla base dell’operazione condotta dalla Direzione investigativa antimafia della Procura di Palermo, che ha portato all’arresto, nella notte tra lunedì 25 e martedì 26 settembre 2006, di tredici persone. Assegni, fiches e contanti. Semplice ed efficace il metodo con il quale la brigata di giocatori ha ripulito milioni di euro, denaro proveniente essenzialmente da estorsioni, usura, e traffico di...


La camera di decompressione delle mafie

Dic 10th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dopo un passato segnato da alcuni omicidi e una tentata strage, la Valle d’Aosta costituisce oggi un rifugio per latitanti, zona di transito e fermata intermedia per i più diversi traffici illeciti. Ecco perché neanche la più piccola regione d’Italia è immune dalle mafie Millequattrocento chilometri da San Luca, millecinquecento da Palermo, milleseicento da Gela: che cosa c’entra la più piccola e tranquilla regione italiana, sempre ai vertici della classifiche nazionali sulla qualità della vita, con le piaghe più virulente del profondo sud? Che senso ha cercare la mafia tra i pacifici abitanti di questa minuscola comunità montana agli antipodi geografici, storici e culturali rispetto al martoriato Mezzogiorno? Apparentemente nessuno. Impressione sostanzialmente confermata dalla lettura dei verbali delle audizioni che la Commissione antimafia, nella scorsa legislatura, ha realizzato con le autorità valligiane, intente a ribadire, con sfumature diverse, che lassù, la mafia con la “M” maiuscola, è inutile cercarla. Il 30 ottobre 2002, Maria Del Savio Bonaudo, capo della procura di Aosta, cercò di tranquillizzare i suoi interlocutori con queste parole: «Nel momento in cui non c’è un attentato dinamitardo, non c’è un attentato incendiario… non ho mai visto in questi anni spari contro case autovetture, che poi è la prima...


“Navigando” in acque torbide

Nov 30th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Per evitare di cadere nella trappola della demonizzazione dei fenomeni connessi al gioco d’azzardo e all’utilizzo di Internet, è opportuno muovere da una considerazione forse provocatoria: il gioco favorisce non soltanto l’acquisizione di competenze fisiche e tecniche, ma anche vari aspetti dello sviluppo sociale e cognitivo.  Giocando si impara In particolare, il gioco connesso al pensiero magico (quello d’azzardo, appunto), all’idea di poter prevedere un evento futuro, di poter cambiare la propria vita e il proprio destino rappresenta una delle forme più avanzate di dialogo con le nostre paure, i nostri bisogni, i nostri sogni. Inoltre, le tecnologie informatiche hanno aperto una “finestra sull’Altro” superando alcuni dei modelli tradizionali di relazione e di comunicazione sociale. Quanto basta per affermare che lo sviluppo dell’interesse per il gioco d’azzardo e quello per la Rete virtuale non rappresentano in sé forme malate e perverse dei processi psicologici, ma – al contrario – percorsi creativi ed innovativi, molto gratificanti e da stimolare, la cui pericolosità non è né nello strumento, né nell’esperienza in sé, quanto nell’incapacità di conoscere e governare i processi interni che gioco d’azzardo e Internet contengono, quelle che ormai consideriamo forme di dipendenza senza sostanza. Tentare a volte nuoce Il gambling on line rappresenta una sintesi davvero...


Italiani al tavolo verde

Nov 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Siamo i primi al mondo, in rapporto al reddito pro capite, per versamento di denaro nell’azzardo.Un imponente fenomeno che non si limita al circuito dei casinò e presenta pericolose interazioni con il mercato criminale Sono ormai anni che istituzioni pubbliche ed enti privati manifestano tutta la loro inquietudine per i diversi aspetti che ruotano attorno al gioco d’azzardo. Se i fenomeni criminali, in primis usura e riciclaggio di denaro sporco, suscitano un comprensibile allarme tra gli organismi preposti alla prevenzione e alla repressione, anche l’analisi psicologica, sociologica e culturale ha assunto un suo peso.  Un primato poco onorevole Scenario di fondo è la grande passione degli italiani per il gioco. Secondo un’indagine conoscitiva della Commissione Finanze e Tesoro del Senato illustrata nell’aprile 2003, il denaro speso nel nostro Paese per tentare la fortuna è di oltre 15 miliardi di euro l’anno, una cifra che ci pone al secondo posto, subito dopo gli Stati Uniti d’America, nella classifica mondiale degli amanti del rischio. In rapporto al reddito pro capite, invece, siamo proprio noi a spendere la somma di denaro maggiore per scommesse e lotterie, a fronte della quale il presidente della Banca d’Italia, Antonio Fazio, ha dichiarato che «il popolo italiano è il primo al mondo per versamento...


Lavare i soldi? E’ un gioco

Feb 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Per ripulire il denaro sporco, la grande criminalità  internazionale punta da tempo su roulette e tavoli verdi.  Dal casinò di Malta  arrivano segnali preoccupanti. Che ricordano una storia già vista a Nizza… Non è certo una sorpresa che un gruppo di imprenditori siciliani abbia suggerito a Gianni Corradini, presidente della società gestrice della Venice Casinò – la sede maltese del casinò di Venezia – la brillante idea di “liquidare” la neonata casa da gioco. Dal giorno della sua apertura, lo scorso primo agosto, Corradini è inciampato in una sequela di inghippi di natura “burocratico-mafiosa”. Vogliamo dire che il ben noto luogo comune della burocrazia lenta e pedante è in questo caso sostituito da una sequenza di avvertimenti metodici e impersonali tipici degli “uomini d’onore”. Si va dal già citato “consiglio” – tramite un losco avvocato – di un fantomatico cartello di imprenditori siciliani, all’assegno falso di 140mila euro che è costato il posto al vicedirettore della casa da gioco, fino all’inquietante blitz – ad opera di 4 uomini armati – nell’ufficio dello stesso Corradini. Le tresche di Nizza Una realtà allarmante subito denunciata da Corradini davanti alle telecamere dei telegiornali nazionali. Anche se il manager del casinò maltese ha subito smorzato i toni, parlando non di mafia...