Articoli con tags ‘ casalesi ’


Napoli/Caserta, blitz all’alba dei carabinieri: in manette due imprenditori vicini ai clan

Mag 27th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Due imprenditori sono stati arrestati all’alba dai Carabinieri a Napoli e in provincia di Caserta in un’inchiesta della Dda di Napoli su appalti truccati nella realizzazione del Piano degli insediamenti produttivi di Aversa (Caserta) riconducibili al clan dei Casalesi. Uno degli imprenditori, che opera nel settore edile, è accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso; l’altro di intestazione fittizia di beni e turbata libertà degli incanti con l’aggravante del metodo mafioso. Durante le indagini – si apprende dai Carabinieri – sono stati raccolti elementi sull’appartenenza alla fazione Iovine del clan dei Casalesi di uno dei due imprenditori, del quale non è stato finora reso noto il nome. L’imprenditore, che è dell’agro aversano ed è noto per lavori realizzati in Campania – secondo gli investigatori – negli anni dal 2007 al 2011, grazie a società di comodo, tutte riconducibili al clan dei Casalesi, riuscì ad aggiudicarsi la gara d’appalto per la realizzazione dell’area P.I.P. di Aversa.


Ippica, sale bingo, ristorazione: il grande business dei Casalesi. 44 arresti della Dia di Napoli

Set 15th, 2015 | Categoria: news
di Donatella D'Acapito
Nuovi affari e interessi dei Casalesi, una rete di imprese del valore di decine e decine di milioni di euro, radicata non solo in Campania ma anche in Lazio e Toscana è stata scoperta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, guidata dal vicequestore Giuseppe Linares, che ha eseguito circa 40 arresti richiesti dalla Procura distrettuale del capoluogo campano. Dall’ippica alle sale bingo, fino alla grande distribuzione e alla ristorazione: il clan Russo di Casal di Principe, una delle famiglie del cartello dei Casalesi, aveva messo il naso anche nel mondo delle gare di trotto. Tra gli arrestati infatti c’è anche Mario Minopoli, un noto fantino vincitore di numerosi trofei che ha condotto Madison OM, un purosangue che apparteneva proprio alla famiglia Russo, schierata con la famiglia di Francesco Schiavone, detto “Sandokan”. Gli investigatori della Dia hanno colpito un clan nelle cui fila militavano più imprenditori che killer e del crimine. Forti, poi, i rapporti con la politica: i Russo hanno legami familiari con Nicola Cosentino, ex sottosegretario e parlamentare di Forza Italia. Così il clan, che poteva contare su appoggi e complicità insospettabili, controllava imprese per la distribuzione del caffè, gestiva sale bingo, tipografie e attività di ristorazione nei grandi centri...


Spartacus2, cinque arresti per affiliati ai casalesi

Lug 20th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Cinque ordini di carcerazione sono stati eseguiti dalla Polizia di Stato a carico di altrettanti affiliati al clan dei Casalesi coinvolti nell’operazione Spartacus 2, per i quali la scorsa settimana è arrivata la sentenza definitiva della Corte di Cassazione. Tra gli arrestati Nicola Papa, cognato di Francesco Schiavone alias “Sandokan”, il quale si è costituito nel carcere di Spoleto (deve espiare un anno e sette mesi di carcere). Gli investigatori della Questura di Caserta hanno poi arrestato Guido Zagaria, 50enne fratello dell’esponente di spicco Vincenzo Zagaria, che deve espiare 5 anni di reclusione, Gaetano Corvino, 74 anni, già assessore del Comune di Casal di Principe negli anni 80; per lui c’è una pena di 2 anni, 4 mesi e 7 giorni di reclusione; in cella è poi finito Mario Antonio Tavoletta, 66 anni, capo del Ucciero-Tavoletta, operante in Villa Literno (deve espiare la pena di 3 anni, 2 mesi e 29 giorni di reclusione), Giuseppe Nobile, 60 anni (deve espiare la pena residua di 1 anno e 6 mesi di reclusione)


Camorra, in un “libro mastro” degli Zagaria dati vitali per la sopravvivenza del clan

Lug 15th, 2015 | Categoria: news
Contiene dati vitali per la sopravvivenza del clan dei Casalesi, nomi e cifre che rappresentano la contabilità dell’organizzazione mafiosa campana facente capo, tra gli altri, al boss Michele Zagaria, annotati di suo pugno, a tal punto importante da ritenerli più importanti della sua stessa cattura. E’ il “libro mastro” del clan – cercato ma mai trovato da magistratura e forze dell’ordine – di cui parla uno dei vivandieri di Zagaria, Generoso Restina, collaboratore di giustizia ritenuto particolarmente attendibile da investigatori, in un interrogatorio contenuto nell’ordinanza del gip del Tribunale di Napoli Egle Pilla relativa all’operazione del Ros dei carabinieri coordinata dalla DDA partenopea che ieri ha fatto luce sull’intreccio tra politica casertana e mafia casalese. L’inchiesta ha portato all’arresto di imprenditori collusi con il clan, e politici, tra cui figurano l’ex sindaco di Caserta Pio del Gaudio, l’ex senatore Tommaso Barbato e l’ex consigliere regionale Angelo Polverino. Il gip ha anche inviato alla Camera dei Deputati una richiesta di arresto ai domiciliari per l’on. Carlo Sarro, per l’accusa di turbativa d’asta. Restina è stato molto vicino a Zagaria: gli ha garantito la latitanza per tre anni, da metà 2005 a luglio 2008, con moglie e figlia, nella sua abitazione di Casapesenna,...


Politici, imprenditori, forze dell’ordine. Tutti insieme al servizio del clan

Lug 14th, 2015 | Categoria: prima pagina
Duro colpo dei carabinieri del Ros inferto nei confronti di un’associazione a delinquere al cui interno figurano boss, imprenditori, politici, forze dell’ordine e amministratori. In 13, componenti e fiancheggiatori del clan Zagaria, sono finiti in manette, con le accuse di associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni, turbata libertà degli incanti e finanziamento illecito ai partiti. Sequestrati preventivamente conti correnti per 11 milioni di euro. L’inchiesta della Dda di Napoli riguarda fra l’altro un sistema di corruzione negli enti dei servizi idrici della Regione Campania e finanziamenti illeciti a politici locali. Molti sono i provvedimenti avanzati dalla Direzione del capoluogo partenopeo nei confronti di uomini politici. Quello più eclatante riguarda il deputato Fi-Pdl Carlo Sarro, accusato di turbata libertà degli incanti in relazione a una gara d’appalto della Gori Spa. Sarro è componente della commissione Antimafia e il suo nome è legato, tra l’altro, alla proposta di legge presentata in Parlamento dal 2013, e della quale si è molto discusso, per la sanatoria degli abusi edilizi. Il parlamentare, 56 anni, avvocato amministrativista, nato a Piedimonte Matese (Caserta), è alla sua seconda legislatura: in quella precedente ha ricoperto l’incarico di senatore. A Montecitorio è stato eletto a marzo del 2013 nella circoscrizione Campania...


Il Comune? In mano ai casalesi. Sette arresti e sindaco indagato a Villa di Briano

Lug 10th, 2015 | Categoria: news
Nel Comune di Villa di Briano, paese del casertano ad appena un tiro di schioppo da Casal di Principe, funzionava semplicemente: tutto era in mano alla camorra. E, nella fattispecie, a esponenti del o vicini alla fazione Iovine del clan dei casalesi. E nella categoria del “tutto”, rientrano in particolare le attività che producevano soldi. In una parola: gli appalti. Secondo gli inquirenti, che stamattina all’alba hanno fatto scattare le manette ai polsi per sette persone ritenute contigue al clan, a decidere ditte e assegnazione fondi dell’amministrazione comunale era direttamente l’ex boss, adesso collaboratore di giustizia, Antonio Iovine. O’ Ninno, d’altronde, poteva contare su appoggi solidi all’interno del Comune. In primis, il fratello del sindaco, considerato dai sostituti procuratori della Repubblica Sirignano, Ardituro, D’Amato e Maresca, il “braccio di Iovine” nell’amministrazione. E mentre il primo cittadino, Dionigi Magliulo, figura oggi tra gli indagati, suo fratello è tra i sette arrestati. Con lui, ci sono il cugino dell’ex boss Renato Caterino, titolare di un’impresa dell’alto Casertano; Nicola Coppola, braccio imprenditoriale di Antonio Iovine e altre persone ritenute affiliate al clan. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, Malgiulo ha messo a disposizione uomini e mezzi del Comune per ripulire un mobilificio cui era...


Imponevano cemento armato scadente: arrestati

Lug 4th, 2011 | Categoria: news
La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha emanato quattro ordinanze di custodia cautelare, effettuate dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe, nei confronti del titolare di un’impresa di calcestruzzi e di tre presunti affiliati del clan dei Casalesi. Secondo gli investigatori, i quattro ricattavano un imprenditore edile di Cancello ed Arnone per una fornitura di cemento armato che, risultato di qualità scadente e non rispondente alle caratteristiche per aree ad alto rischio sismico, ne aveva sospeso il pagamento. Da qui le accuse di estorsione e intimidazioni rivolte all’imprenditore, aggravate dall’appartenenza, vantata dagli arrestati, al clan dei casalesi.


Contro i Casalesi si muove “Highlander”

Giu 28th, 2011 | Categoria: news
A seguito degli accertamenti effettuati dalla Dia napoletana su tre estorsioni a danno di imprenditori edili e commercianti di pellame di Orta di Atella e Gricignano, a cui sono state estorte somme di denaro per complessivi 50.000 euro solo nell’ultimo trimestre, la Dda di Napoli ha emesso provvedimenti di fermo a carico di numerosi pregiudicati appartenenti all’organizzazione camorristica dei Casalesi. L’operazione, denominata “Highlander”, dà così un duro colpo al gruppo camorristico direttamente riconducibile al gruppo Schiavone – Russo, facente capo a Francesco Schiavone detto Sandokan e Giuseppe Russo detto o’ padrino, egemone nei territori di Casal di Principe, Orta di Atella, Gricignano e Succivo. Si è inoltre accertato che uno degli imprenditori è stato anche sequestrato, chiuso nel bagagliaio di una autovettura, e condotto in una masseria isolata nella zona di Casal di Principe dove, al cospetto del referente del clan oggi tratto in arresto, è stato pesantemente intimidito e costretto a pagare la tangente estorsiva. (m.imp)


Sequestrati beni agli affaristi dei rifiuti

Giu 21st, 2011 | Categoria: news
A seguito di articolate proposte avanzate dal Generale di Corpo d’Armata dei CC Antonio Girone, Direttore della Dia, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sez. Mis. di Prev. – ha emesso un decreto di sequestro di beni, per un valore complessivo di oltre 13 milioni di euro, eseguito dal personale della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, a carico dei fratelli Elio, Generoso e Raffaele Roma di Trentola Ducenta (CE), nonché del figlio di Elio, Francesco. Ritenuti contigui al clan dei casalesi, i fratelli Roma sono imprenditori che operano nel settore dei rifiuti e in rapporti di affari con i noti Gaetano Cerci – nipote del capo clan Francesco Bidognetti, soprannominato cicciotto e mezzanotte, già condannato con sentenza irrevocabile per il reato associativo di tipo mafioso – e Cipriano Chianese, anch’egli imprenditore attivo nel settore dei rifiuti di recente destinatario di analogo provvedimento di sequestro emesso sempre dalla magistratura sammaritana. I beni sottoposti a sequestro di prevenzione – alcuni dei quali già colpiti da sequestro penale emesso dall’A.G. di Napoli – sono 10 società, una quota societaria, una ditta, 22 terreni, 13 fabbricati, 31 autovetture e 10 motocicli, localizzati nella provincia di Caserta, nonché Sulmona (AQ), Pisa e Napoli. I fratelli...


Terra bruciata attorno a Zagaria

Giu 14th, 2011 | Categoria: news
Il superlatitante Michele Zagaria, esponente di spicco del clan dei Casalesi, è riuscito a sottrarsi agli arresti nel corso di diverse perquisizioni che i carabinieri di Aversa, in provincia di Caserta, stavano compiendo nelle zone di Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Casapesenna e Casagiove. Intorno a Zagaria, su cui pende una condanna all’ergastolo, il cerchio sembra però stringersi sempre di più. Nell’operazione, condotta e coordinata dalla Dda di Napoli, sono state arrestate undici persone del clan dei Casalesi, tra fiancheggiatori e latitanti. Nello stesso tempo, sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa un milione di euro. Gli investigatori, inoltre, hanno sequestrato anche delle quote di una società immobiliare, con sede a Terni, intestate a Rocco Veneziano, geometra e imprenditore edile di Castel Volturno, in provincia di Caserta. Secondo gli inquirenti, un punto di riferimento per la gestione degli interessi economici del clan dei Casalesi, tanto che di recente era stato condannato per associazione mafiosa, perché avrebbe favorito il clan nello svolgimento di attività illecite nel settore delle costruzioni. Veneziano, infatti, insospettabile professionista, preparava i documenti necessari per indire gare d’appalto, fornendo i nominativi delle imprese pulite alle quali assegnare i lavori, favorendo in questo gli interessi...