Articoli con tags ‘ Casal di Principe ’


Campania, il vescovo Spinillo: “Don Peppe Diana sarà beato”

Mar 19th, 2015 | Categoria: news
Nel giorno del ventunesimo anniversario dell’omicidio di don Peppe Diana, il vesovo di Aversa Angelo Spinillo annuncia ai microfoni del Tg2000 che per il sacerdote ucciso dalla camorra a Casal di Principe si aprirà il processo di beatificazione. Monsignor Spinillo ha infatti dichiarato: «Abbiamo ricevuto delle sollecitazioni che sono maturate anche grazie alla beatificazione di Puglisi “in odio alla fede”. Questo ha consentito di far crescere una maggiore consapevolezza anche dentro la Chiesa sulla vicenda. La chiesa in questo caso vede l’offesa non solo verso colui che la riceve, ma verso la fede dell’intera comunità ecclesiale». La decisione dà concretezza alla petizione avviata dall’Agesci e dal Comitato don Peppe Diana, attraverso si chiedeva appunto la beatificazione del giovane sacerdote, ucciso nella sacrestia della chiesa san Nicola di Bari con cinque colpi di pistoa, poco prima che celebrasse la Messa. La mamma di don Giuseppe Diana, Iolanda di Tella, ha così commentato la notizia: «Sono felice. La chiesa finalmente si riscatta. Ora sono serena». L’anzian signora ha ricordato che si attendeva da anni questo momento, e che questa gioia non può essere vissuta da suo marito Gennaro, morto nel 2011. Oggi si svolgeranno diverse iniziative per ricordare quanto avvenuto il 21 marzo 1994:...


Casal di Principe, l’ecocidio della camorra

Set 20th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
«Ho guidato io la ruspa che ha scavato per seppellire i rifiuti. Sotto quel terreno c’è il contenuto di venti camion». Il nuovo collaboratore del clan dei Casalesi, di cui non si conosce il nome, sarebbe stato preciso nell’indicare ai pubblici ministeri della Dda di Napoli il luogo esatto dove trovare le prove dell’ennesimo scempio perpetrato in Campania dall’ecomafia. Via Sondrio, Casal di Principe, ore 9 del mattino di martedì scorso: una squadra composta da  tecnici dell’Arpac (Agenzia regionale per la protezionale ambientale in Campania), Vigili del Fuoco e Carabinieri rinviene in un terreno di proprietà privata dei fusti metallici sbriciolati. Erano a circa 9 metri di profondità e con tutta probabilità contenevano materiale siderurgico e fanghi industriali sotterrati oltre vent’anni fa. A guidare i pm dell’antimafia Giovanni Conzo, Luigi Landolfi e il procuratore aggiunto Francesco Greco fino al terreno di via Sondrio sono state le dichiarazioni di tre persone che avrebbero preso parte direttamente alle operazioni di sversamento dei rifiuti tossici. L’appezzamento in questione si trova per altro molto vicino ad un’altra proprietà indicata in precedenza dal pentito Carmine Schiavone, cugino del famigerato “Sandokan”, come una delle discariche abusive del potente clan di Casal di Principe. Intanto, mentre gli investigatori continuano la...


Imponevano cemento armato scadente: arrestati

Lug 4th, 2011 | Categoria: news
La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha emanato quattro ordinanze di custodia cautelare, effettuate dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe, nei confronti del titolare di un’impresa di calcestruzzi e di tre presunti affiliati del clan dei Casalesi. Secondo gli investigatori, i quattro ricattavano un imprenditore edile di Cancello ed Arnone per una fornitura di cemento armato che, risultato di qualità scadente e non rispondente alle caratteristiche per aree ad alto rischio sismico, ne aveva sospeso il pagamento. Da qui le accuse di estorsione e intimidazioni rivolte all’imprenditore, aggravate dall’appartenenza, vantata dagli arrestati, al clan dei casalesi.


Contro i Casalesi si muove “Highlander”

Giu 28th, 2011 | Categoria: news
A seguito degli accertamenti effettuati dalla Dia napoletana su tre estorsioni a danno di imprenditori edili e commercianti di pellame di Orta di Atella e Gricignano, a cui sono state estorte somme di denaro per complessivi 50.000 euro solo nell’ultimo trimestre, la Dda di Napoli ha emesso provvedimenti di fermo a carico di numerosi pregiudicati appartenenti all’organizzazione camorristica dei Casalesi. L’operazione, denominata “Highlander”, dà così un duro colpo al gruppo camorristico direttamente riconducibile al gruppo Schiavone – Russo, facente capo a Francesco Schiavone detto Sandokan e Giuseppe Russo detto o’ padrino, egemone nei territori di Casal di Principe, Orta di Atella, Gricignano e Succivo. Si è inoltre accertato che uno degli imprenditori è stato anche sequestrato, chiuso nel bagagliaio di una autovettura, e condotto in una masseria isolata nella zona di Casal di Principe dove, al cospetto del referente del clan oggi tratto in arresto, è stato pesantemente intimidito e costretto a pagare la tangente estorsiva. (m.imp)


Chiusa l’inchiesta su Cosentino. Si va verso il processo

Dic 1st, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Si è chiusa l’inchiesta su Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl in Campania, già sottosegretario all’Economia dell’attuale governo Berlusconi, poi dimessosi nel luglio scorso a seguito dello scandalo che lo ha coinvolto. Ora la procura di Napoli, a firma dei pm Giuseppe Narducci e Alessandro Milita, ha emanato l’avviso di conclusione delle indagini. Secondo gli inquirenti, Cosentino avrebbe “garantito il permanere dei rapporti fra imprenditoria mafiosa, pubbliche amministrazioni ed enti a partecipazione pubblica” e avrebbe anche “contribuito al riciclaggio e al reimpiego delle provviste finanziarie provenienti dal clan dei Casalesi”. Nell’avviso notificato all’esponente politico, i pubblici ministeri riassumono le accuse raccolte durante l’inchiesta, che porteranno con ogni probabilità a una richiesta di rinvio a giudizio. Enfant prodige della politica casertana, Cosentino fa una rapida carriera politica. A diciannove anni è consigliere comunale a Casal di Principe, a ventuno è Consigliere provinciale a Caserta, e verrà rieletto per tre mandati. Nel 1995 diventa consigliere regionale della Campania, deputato per Forza Italia nel 1996 e confermato nelle quattro tornate successive. in tutte queste occasioni, secondo i pm, Cosentino avrebbe potuto contare sull’aiuto del clan. Le prime accuse arrivano nel 2008, quando fu pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nell’ambito del riciclaggio...


Le braccia e le persone

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Emilio Fabio Torsello
«Ma voi perché siete venuti ’cca? Pe’ i neri? E alluor’scrivete che li extracomunitari se li teniss’ a casa sua chi li ama tanto». Castel Volturno, portineria del municipio. Un tavolo verdognolo, una macchinetta laccata di rosso per distribuire i numeri, di quelle che si usano per gestire le file dei clienti nei supermercati e un vecchio telefono bianco di servizio, occupato da una signora che da dieci minuti sta parlando con qualcuno. «Adesso avvisiamo il sindaco, un momento che il telefono si libera». A pochi chilometri da Casal di Principe, Castel Volturno ancora porta i segni di una delle stragi di camorra più efferate degli ultimi anni. Da quel 18 settembre 2008, quando il commando guidato da Giuseppe Setola trucidò sei migranti riuniti presso una sartoria del paese, sembra siano passati pochi giorni. Il sindaco ancora racconta l’episodio come un regolamento di conti tra mafia nigeriana e camorra, la Caritas e il terzo settore danno invece una spiegazione diversa: i migranti si erano organizzati in un movimento autonomo dai casalesi, per questo sono stati “puniti”. E l’inchiesta nata all’indomani della strage sta confermando questa seconda lettura: non una questione di droga né di pizzo o prostituzione. La Camorra voleva...


Boss dei Casalesi aggiravano il 41 bis. Arrestati due vigili urbani

Nov 23rd, 2010 | Categoria: news
Operazione Briseide, questo il nome che gli investigatori hanno dato all’indagine che ha visto al centro i pubblici ufficiali del Comune di Casal di Principe in concorso con i parenti del boss detenuto Francesco Bidognetti, del clan dei Casalesi. E nome più appropriato non poteva trovarsi per una simile operazione: i boss di camorra, coadiuvati da due agenti di polizia municipale, aggiravano il 41 bis (noto come “carcere duro”) per vedere le fidanzate. L’operazione, messa a segno dalla Dia di Napoli e dal Nic (il reparto investigativo della Polizia Penitenziaria) ha portato all’arresto di due vigili urbani di Casal di Principe: a finire in manette sono Mario De Falco, di 51 anni, fratello del defunto boss Vincenzo, ucciso durante una guerra di camorra nel 1991,  e Stanislao Iaiunese, di 58 anni. Altre due ordinanze di custodia cautelare sono state invece emesse per i boss che dell’aiuto di Iaunese e De Falco si avvalevano. Si tratta di Michele e Gianluca Bidognetti, rispettivamente zio e nipote, esponenti dell’omonimo clan. Gianluca Bidognetti, di recente condannato a otto anni di reclusione per associazione mafiosa, tentato omicidio ed estorsione aggravata, è figlio di Anna Carrino, pentita del clan dei Casalesi. ...


Maroni depone contro Setola: “Nel casertano fu guerra civile”

Ott 28th, 2010 | Categoria: news
Questa mattina il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha deposto per circa un’ora come testimone in aula a Santa Maria Capua Vetere (Caserta) al processo per la strage dei sei immigrati africani trucidati a Castel Volturno nel settembre del 2008 in cui è imputato, tra gli altri, il boss dei casalesi Giuseppe Setola. La procura contesta agli imputati l’aggravante delle finalità terroristiche: da qui la necessità di sentire in Corte d’Assise il ministro che all’epoca, riferendosi alla situazione del casertano, parlò di «guerra civile». Sollecitato dal pm Alessandro Milita, Maroni ha ribadito il concetto: “I clan avevano mosso guerra allo Stato, che a sua volta mise in campo tutte le forze disponibili”. All’indomani della strage furono infatti inviati 400 poliziotti e 500 militari per ingaggiare “una guerra alla camorra” che “sarebbe durata fino alla definitiva sconfitta dei clan”. Il ministro dell’Interno ha detto infatti che: “la presenza straordinaria sul territorio è ancora attiva”. Secondo il ministro “l’immediata reazione dello Stato disinnescò una bomba che avrebbe potuto esplodere con conseguenze pericolossime”. Maroni ha poi aggiunto: “In quei giorni ci fu il rischio di uno scontro non tra due...


Una cronista nella zona grigia

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Angelo Agostini
Estratto dal  primo rapporto annuale di OSSIGENO PER L’INFORMAZIONE, l’Osservatorio di Fnsi e Odg a tutela dei giornalisti minacciati, fondato e diretto da Alberto Spampinato (consigliere nazionale della Fnsi e fratello di Giovanni, giornalista de “L’Ora” ucciso a Ragusa nel 1972), con la direzione scientifica di Angelo Agostini   (altro…)


Geografie di vita e di morte

Feb 10th, 2009 | Categoria: recensioni
Casal di Principe, via Garibaldi n.29. Marano, via Santa Maria a Cubito n.231. Di nuovo Casal di Principe, via Baracca. Modesti appartamenti, negozi, associazioni. In questa geografia anonima sono cresciuti e hanno trovato la morte uomini innocenti, in vie ordinarie e stanze mute. Nelle chiese di paese sono stati celebrati i loro funerali. In cimiteri poco distanti, sepolte le loro spoglie. Eppure erano corpi giovani, pieni di vita e passione. Ce n’era uno che aveva appena venti anni, si chiamava Salvatore Nuvoletta. Era un giovanissimo carabiniere di Marano e morì sacrificato sull’altare dello strapotere dei clan. Qualcuno lo indicò a Francesco “Sandokan” Schiavone, che cercava vendetta per suo “cugino” Mario, rimasto ucciso durante un conflitto a fuoco con i carabinieri. Per avere quel nome Sandokan arrivò addirittura a schiaffeggiare pubblicamente il maresciallo del paese. Secondo il racconto di alcuni pentiti fu proprio il superiore a vendere il nome di Salvatore, per quanto il giovane non fosse stato neppure presente alla sparatoria. C’erano stati dei segnali. Salvatore si era accorto che qualcosa non andava e ne aveva paura. Lo confidò alla madre pochi giorni prima di morire. Ne parlò anche con il fratello Gennaro, anche lui nell’Arma, che allora sottovalutò le...