Articoli con tags ‘ cartelli messico ’


“Sconvolti per i forni crematori nelle prigioni del Coahuila”

Feb 29th, 2016 | Categoria: news
dei familiari di vittime innocenti delle mafie
Noi familiari italiani di vittime innocenti delle mafie ci stringiamo ai nostri fratelli messicani che stanno cercando verità e giustizia per i loro cari. La notizia della presenza di forni crematori all’interno di alcune prigioni dello Stato di Coahuila al confine con gli Stati Uniti, utilizzati anche dal cartello de Los Zetas, ci ha lasciato sconvolti. Los Zetas controllano la parte occidentale di Tamaulipas e lo Stato di Coahuila. Esercitano un tale dominio da poter portare centinaia di persone in massa, torturarle e poi disintegrarle per farne sparire i corpi, senza che le autorità intervengano. Sono state sterminate e ridotte in cenere centinaia di persone in tutto il Messico e in particolare ad Allende e Piedras Negras e vogliamo che i familiari delle vittime di questi atti disumani sentano la nostra vicinanza e reciprocità. Non sapere se il proprio familiare è ancora vivo, magari ridotto in schiavitù, o se è stato brutalmente ucciso, disintegrandone i resti, ci riempie il cuore di dolore e di rabbia verso un sistema nazionale ed internazionale che non fa abbastanza per tutelare i diritti umani. Va sottolineato che nel periodo in cui il gruppo criminale operò, con tali livelli di impunità, era al governo dello Stato di Cuahuila Humberto...


Messico, continua il “martirologio” dei giornalisti. Trovato cadavere di Anabel Flores Salazar

Feb 10th, 2016 | Categoria: news
di redazione
Ai margini di un’autostrada dello stato di Puebla, seminuda, percossa, le mani legate. Morta ammazzata. Sembra un libro di Don Winslow e, invece, è pura realtà. E’ la cronaca, vera per quanto inquietante, del ritrovamento del cadavere di Anabel Flores Salazar, giornalista messicana di cronaca nera rapita lunedì scorso dalla sua abitazione di Veracruz da un commando di uomini armati. Rimasti al momento senza volto e senza nome. 32 anni, madre di due bambini (di cui un neonato), freelance del quotidiano El Sol de Orizaba, appassionata voce delle parti più oscure del Messico, la Salazar è la sedicesima vittima in sedici anni a Veracruz (dieci solo negli ultimi cinque anni). Dove informare è un mestiere pericoloso. Le autorità stanno indagando. Nel mirino del procuratore Angel Luis Bravo è finita una gang con la quale la reporter era entrata in contatto nel 2004. Contatto che aveva portato poi all’arresto di uno dei componenti del sodalizio criminale. Ma muoversi in Messico non è mai semplice. L’altissimo tasso di corruzione e la penetrazione dei cartelli nella politica complicano, e non poco, la ricerca della verità. E non a caso il Comitato per la protezione dei giornalisti si scaglia contro Javier Duarte de Ochoa, colpevole di silenzio, di avere “alle spalle una triste storia di impunità” e...


L’ultimo narcos: epopea e segreti del Chapo Guzmán (seconda parte)

Feb 4th, 2016 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
Seconda parte della storia di ‪#‎elChapo‬ Guzmán, curata da Fabrizio Lorusso. Le origini, i segreti, i mille tentacoli di un uomo che comanda le rotte del narcotraffico messicano grazie anche alla complicità di una politica pesantemente concussa Leggi la prima parte Capitolo 3. La terza cattura “Burla e sfida”, furono le parole usate da Peña dopo la fuga di luglio. La sua credibilità cadde in picchiata, il mito del narcos Guzmán si consolidava. Invece la sera di venerdì 8, in attesa di una risalita negli indici di gradimento, il presidente appare raggiante di fronte alle telecamere. Declama sorridente la riacquisita solidità di quelle stesse istituzioni che, pochi mesi prima, s’erano mostrate porose e corrotte nel custodire e lasciar scappare il jefe de jefes. Certo, adesso i complimenti veri vanno alla Marina, probabilmente l’apparato meno corrotto e più efficiente nel Messico della narcoguerra, ma vengono profusi altresì elogi e complimenti a tutte le istituzioni e in generale a presunti miglioramenti nello stato di diritto. Peña s’è vantato dei 98 arresti compiuti dei 122 “obiettivi criminali” prioritari nel Paese. L’opinione pubblica invece si chiede come mai i mercati delle droghe illecite siano fiorenti come mai prima e la violenza di omicidi, sparizioni forzate e sequestri di persona non...


L’ultimo narcos: epopea e segreti del Chapo Guzmán (prima parte)

Feb 3rd, 2016 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
A partire da oggi, e per tre giorni, pubblichiamo, a puntate, la storia di el Chapo Guzmán, curata da Fabrizio Lorusso.  “A cosa starà pensando El Chapo?” Questa semplice domanda, contenuta in un tweet del giornalista messicano Diego Enrique Osorno diventa virale la sera dell’8 gennaio. Sono passate poche ore dalla cattura, la terza, del narcotrafficante più ricercato al mondo, Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, capo dell’organizzazione criminale di Sinaloa. Più conosciuto ormai per il suo alias, “El Chapo”, ossia il tozzo o tarchiato, il capo rinchiuso è diventato un numero: prigioniero 3870 del penitenziario di massima sicurezza El Altiplano, prima La Palma. Nel tweet di Osorno è incorporata una delle foto diffuse dalla stampa dopo l’arresto. Guzmán sta seduto al suo posto vicino al finestrino, in canotta, con lo sguardo perso nel vuoto e la testa reclinata sul vetro. Pensoso, con un suo scagnozzo affianco, e provato dopo un risveglio di sparatorie e fuggifuggi. Il cartello di Sinaloa, conosciuto anche come del Pacifico o Federazione, è l’organizzazione criminale più potente del continente americano e probabilmente del mondo. Muove la gran parte dell’eroina, della cocaina, della marijuana e delle droghe sintetiche negli Stati Uniti e ha espanso le sue attività illegali nel pregiato...


La sfida di Luigi Ciotti dal Messico: “Traffico di droga vuol dire mafia”

Feb 1st, 2016 | Categoria: prima pagina
di Fabrizio Lorusso
Incontro don Luigi Ciotti, in una mattinata di fine gennaio a Città del Messico. L’appuntamento è nella sede di Cauce Ciudadano (Alveo Cittadino), associazione partner di Libera che lavora coi giovani dei quartieri marginali. E’ uno dei pochi momenti disponibili nell’agenda di don Ciotti che ha in programma una lunga serie di incontri con organizzazioni della società civile e vittime della criminalità nel quadro dell’iniziativa Messico per la Pace. Questa campagna ha l’obiettivo di far conoscere in Italia la difficile situazione messicana e sostenere le realtà che in loco lottano per la sua trasformazione. Qual è l’importanza del Messico per Libera? Sono venuto tante volte in Messico. Proprio in questi giorni degli amici mi hanno consegnato dei libri che abbiamo co-editato insieme sul tema della droga. Come Gruppo Abele avevamo portato anche il tema delle dipendenze dalle droghe con dei contatti in Messico per fare progetti insieme, condividere esperienze e darci una mano reciprocamente. Credo che si debbano condividere le esperienze che si fanno e poi ognuno deve calarle nel proprio contesto e territori, nella propria cultura e nel percorso della gente. Questo ha permesso di conoscerci: dire droga vuol dire anche mafia. Il traffico delle sostanze stupefacenti è in mano nella...


Dalla droga alla mafia. Nuova mappa del narcotraffico tra Messico e Usa

Set 7th, 2015 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
Periodicamente l’agenzia antidroga americana DEA (Drug Enforcement Administration) traccia la mappa del narcotraffico negli Stati Uniti e in Messico e, in base al lavoro d’intelligence dei suoi uffici distaccati sul territorio, pubblica una relazione sull’evoluzione dei cartelli messicani in America del Nord. Colori e macchie, città conquistate e perse, confini e nomi ormai noti della criminalità organizzata locale e globale non hanno nemmeno bisogno di una legenda per essere compresi. L’impatto visivo è immediato e così l’idea della narcoguerra che insanguina il continente si lega alla geopolitica. I frammenti si ricompongono sullo schermo e, restringendo lo zoom, i pixel scompaiono e la visione globale si fa nitida. La lotta militarizzata alle organizzazioni criminali, che in Messico ha mietuto oltre 130mila vittime in 8 anni e mezzo e ha provocato un aumento drammatico delle violazioni ai diritti umani, viene analizzata dalla DEA in una dimensione internazionale e geografica che, pur offrendo un quadro cognitivo generale, mette in secondo piano le vite quotidiane di milioni di persone che vivono sulla propria pelle le conseguenze della war on drugs e dell’ipocrisia di fondo che la alimenta. Sono i milioni di pixel concentrati nei vari sud del mondo: dal Latinoamerica, o “NarcoAmerica”, secondo il...