Articoli con tags ‘ cartelli messicani ’


Il Messico, alle corde con la criminalità, festeggia i 206 anni della sua indipendenza

Set 19th, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
La sicurezza pubblica in Messico è, ormai, talmente compromessa che riesce difficile pensare ad uno “scatto di reni” istituzionale per uscire fuori da una situazione sempre più drammatica. Anche perché – bisogna essere molto chiari – sono proprio alcune istituzioni, in primis alcuni settori delle diverse polizie, ad essere poco affidabili e, spesso, colluse con la criminalità. E, sul punto, gli episodi sono, purtroppo, molto frequenti e inquietanti. Si pensi solo che nella capitale, negli ultimi sei anni, sono stati allontanati dalla polizia oltre diecimila agenti, ai vari livelli, molti dei quali per estorsioni o perché coinvolti in sequestri di persona o a libro paga della criminalità. Non per niente si è parlato di “cartellizzazione della polizia”. E le “epurazioni” dai ranghi dei singoli corpi avvengono con buona frequenza e massicciamente se si pensa che, alcuni mesi fa, in un sol colpo sono stati destituiti ben 124 agenti di Tuxtla Gutierrez per non aver superato i periodici esami di controllo (psicologici, tossicologici, medici e socioeconomici) e di “confianza” ai quali si viene periodicamente sottoposti. Naturalmente ci sono molti poliziotti “scomodi” perché onesti e, per questo, debbono sempre guardarsi le spalle per evitare spiacevoli conseguenze. Basti pensare che negli ultimi quattro...


(Ri)catturato El Chapo, capo dei narcos messicani

Gen 11th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Innocenti
Il 7 gennaio è stato (ri)catturato Joacquin Guzman Loera (El Chapo), il capo indiscusso del più temibile cartello messicano di narcotrafficanti. La “taglia” sulla sua cattura di 5 milioni di dollari da parte degli americani e di 3 milioni dalla autorità messicane, ha avuto gli effetti sperati. L’arresto è avvenuto a Los Mochis (Sinaloa), dopo un violento conflitto a fuoco con i fanti della Marina Militare ai quali, già in passato, sono state affidate operazioni particolarmente complesse tese alla cattura di pericolosi latitanti. Nel conflitto a fuoco sono rimasti uccisi cinque uomini della scorta del narcotrafficante e altri sei sono stati arrestati. Tra questi ultimi anche un altro “pezzo da novanta” del cartello, Orso Ivan Gastelum Cruz (El Cholo), responsabile della organizzazione criminale a Guamuchil ed evaso dal carcere nel 2009. Come il suo “capo” che nel luglio del 2015 aveva lasciato il carcere di massima sicurezza “El Altiplano” da un cunicolo scavato sotto la doccia collegato ad un tunnel realizzato ad alcuni metri di profondità e lungo oltre un chilometro. Colpo durissimo per il presidente della repubblica Pena Nieto che aveva disposto una gigantesca caccia all’uomo e disposto una inchiesta interna al penitenziario che aveva portato, una settimana dopo,...


Inferno Messico

Nov 10th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Il Messico continua ad attraversare uno dei periodi più “infernali” della sua storia per quanto attiene alla sicurezza pubblica. Secondo stime ufficiali (INEGI, Istituto Nazionale di Statistica e Geografia) e dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) degli inizi 2015, la violenza diffusa nel paese incide sul Pil per l’1,3% ossia più o meno 215 miliardi di pesos (11 miliardi di euro) di cui oltre il 70% in perdite economiche, il 26% per misure preventive di sicurezza e il 3,6% per danni alla salute. Le aree maggiormente pericolose sono gli Stati confinanti con gli Usa e, più recentemente, quello di Michoacan. La diffusa corruzione degli apparati pubblici condiziona fortemente la vita del paese. la giustizia è scadente, lenta, approssimativa. Una riforma del processo penale, avviata sin dal 2008 e imperniata sul modello accusatorio, procede lentissimamente. Molti, troppi, i casi di corruzione tra i ranghi delle diverse polizie ( un vero esercito tra polizia federale, gendarmeria, polizia giudiziaria, polizia statale preventiva, polizia statale e ministeriale, polizie municipali). Non per niente si parla di “cartellizzazione della polizia” a sottolineare le collusioni, i rapporti organici, talvolta, dei poliziotti con i cartelli della droga e con gruppi criminali. I poliziotti con la “schiena dritta” e scomodi...


Un focus sulla definitiva “polverizzazione” dei cartelli messicani

Lug 8th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Complicato riuscire a tracciare un quadro aggiornato sulla situazione dei cartelli dei narcos in Messico o meglio di quello che resta dopo la loro frantumazione avvenuta negli ultimi anni anche in conseguenza della scomparsa dei vai leader perché arrestati o morti in conflitti a fuoco con le forze di sicurezza. È certo che, paradossalmente, questo processo di “polverizzazione” di quelli che un tempo sono stati i grandi cartelli con la nascita di molte bande e gruppi, ha reso ancor più difficile l’azione di contrasto al narcotraffico in una situazione generale già complessa anche per i ben noti condizionamenti/collusioni delle varie forze di polizia con la c.o. Prendiamo, per esempio, il cartello del Pacifico che si è smembrato in almeno sette gruppi e precisamente Gente Nueva (attiva a Chihuahua e Sinaloa), Los Cabrera (Chiuhuahua e Durango), La Barredora (Guerero), il cartello della Laguna (Durango e Coahuila), El Aguola e El Tigre (Bassa California), Lo Artistas e Los Mexicles (Chiuhuahua). Hanno raggiunto la loro autonomia dal cartello di Juarez (o dei Carrillo Fuentes) anche i due gruppi de La Linea e dei Los Atzecas che operano, per lo più, a Chiuhuahua. La Linea, un tempo, svolgeva funzioni di sicariato per conto del cartello...


Impeti di violenza del cartello messicano “Jalisco Nueva Generation”

Mag 4th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Risalivano a gennaio del 2014 le ultime notizie sul cartello di narcotrafficanti di Jalisco Nueva Generation (JNG). Era il 30 del mese e a Zapopan, militari dell’esercito e della marina avevano catturato Ruben Oseguerra Gonzales (El Menchito), figlio di Nemesio Oseguerra Cervantes, capo del cartello. Da allora erano seguiti quattro mesi di “silenzio” fino alla fine di maggio quando a Leon erano stati arrestati, con l’accusa di una ventina di omicidi, sei membri di una cellula della organizzazione. Gli ultimi fatti di violenza di aprile e maggio 2015, hanno fatto riaccendere i riflettori su questa organizzazione criminale messicana. Il cartello JNG era emerso nelle indagini conseguenti ad alcune stragi (una settantina di persone massacrate in tre distinti episodi) compiute nel settembre-ottobre 2011 nella zona portuale di Veracruz-Boca del Rio. Originariamente, alcuni anni fa, il cartello era di Jalisco senza ulteriori specificazioni ed era guidato dal colombiano Juan Diego Espinoza Ramirez (El Tigre) e dalla sua  affascinante compagna, la messicana Sandra Avila Beltran (La Reina del Pacifico), cugina di Miguel Angel Felix Gallardo, uno dei grandi capi dei cartelli messicani. L’attività di entrambi era durata alcuni anni fino a quando El Tigre, nel 2008, era stato arrestato ed estradato negli Usa insieme...


Il tracollo del cartello messicano dei Beltran Leyva

Ott 7th, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Già nei mesi passati, su «Narcomafie», abbiamo avuto  modo di scrivere sul tramonto-declino di alcuni poderosi cartelli di narcotrafficanti messicani (del Golfo, di Tijuana, di Jalisco, di Colima, di Oaxaca, di Sinaloa). Scomparsi i capi, perché morti in conflitti a fuoco con la polizia o arrestati, le storiche organizzazioni criminali si sono, almeno in parte, frantumate dando luogo ad altre strutture di ridotte dimensioni. Un fenomeno sostanzialmente analogo a quello che interessò la Colombia nella seconda metà degli anni Novanta, quando, eliminati i leader storici dei cartelli di Medellin e di Cali, si assistette ad una polverizzazione dei cartelli e alla nascita di quelle che inizialmente furono chiamati “cartelitos” e, successivamente, “bande criminali”.  La cattura, avvenuta il primo ottobre 2014 a San Miguel de Allende, in un ristorante, di Hector Beltran Leyva (El H, nella foto), il cinquantenne sanguinario capo dell’omonimo cartello, è un ulteriore, forse definitivo, colpo per questa organizzazione criminale che da oltre un anno era già in evidente affanno. Con “El H”, viene arrestato anche German Goyeneche Ortega, militante del Partito Verde Ecologista, considerato un esperto operatore finanziario e ben introdotto nel mondo politico locale. Il cartello, originariamente organizzato da Joaquin Guzman Loera (El Chapo) divenuto, poi capo...


Storia e declino del cartello messicano del “Golfo”

Giu 30th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Gran parte del Messico è ancora controllata dai cartelli dei narcotrafficanti in una guerra infinita per il controllo dei mercati internazionali delle droghe, in particolare quello americano. È qui che i cartelli si avvalgono di numerosi gruppi delinquenziali di strada per lo spaccio degli stupefacenti al minuto. Si tratta di bande ben strutturate  (presenti in moltissime città americane) e tra queste vanno segnalate quelle della Mexican mafia, Calle 18, Latin Kings, Barrio Atzeca, Familia Guerrilla Negra, Bloods, Mongoles, Crips, Nortenos, Florencia 13, Texas Syndicate, Hermanos de pistoleros latinos etc. In territorio messicano si sono andate sviluppando forme di alleanza e di ripartizione  territoriale tra le varie organizzazioni di narcos in un contesto generale che appare in continua evoluzione per quanto attiene ad accordi, alleanze, anche temporanee. Dal dicembre 2006 a maggio 2014 (coincide con il periodo della presidenza Calderon e con l’attuale di Pena Nieto), l’azione di repressione svolta dalla polizia federale e dai reparti dell’esercito e della marina impegnati in tale azione, ha portato alla cattura (in diversi casi alla morte in conflitti a fuoco), di oltre 2.500 narcotrafficanti appartenenti ai vari cartelli e gruppi autonomi. L’ultimo arresto, alcuni giorni fa, di El Ingeniero, uno degli ultimi fratelli Arellano,...


Il Messico dei “narcotours” e dei “narcorridos”

Giu 10th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Straordinarie la disinvoltura e la spregiudicatezza dei cartelli dei narcos messicani nelle strategie e nello stringere nuove  alleanze nonostante alcuni duri colpi inflitti dalle forze di sicurezza federali e dai militari nell’ultimo anno e in questo 2014. Diversi sono stati i capi (e gregari) delle organizzazioni di narcotrafficanti catturati o uccisi in  conflitti a fuoco. Nuovi legami, tuttavia, vengono stretti quando la “rete” criminale perde qualche maglia e subisce qualche strappo per le operazioni di polizia. Continua ad essere forte il condizionamento delle organizzazioni criminali nei confronti di politici locali e delle varie polizie nei singoli Stati. Persistono seri (insuperabili) problemi di coordinamento tra le forze di polizia federali, statali, ministeriali, municipali, mentre continuano a registrarsi gravissimi episodi di violenza caratterizzati da conflitti a fuoco con decine di morti e feriti a cui si aggiungono numerosi casi di sequestri di persona con centinaia di cadaveri di persone scomparse che vengono ritrovati, anche a distanza di mesi, sepolti in fosse clandestine nelle lontane periferie dei centri abitati. Gli ultimi, l’8 giugno u.s., nei campi intorno al municipio di Altamira (Guerrero). I poveri resti di undici persone torturate prime di essere uccise e gettate in alcune buche ricoperte con qualche palata di...


Il cartello messicano di Sinaloa e l’imprendibile El Chapo

Dic 19th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
La Segreteria della Difesa Nazionale messicana (Sedena), in concomitanza con il termine del primo anno di governo del Presidente Nieto, ha reso pubblico, nei giorni scorsi, il bilancio della lotta  al narcotraffico svolta dai militari. Oltre mille veicoli sequestrati, 18 aerei, 19 imbarcazioni, un milione di munizionamento vario, più di mille bombe a mano, quasi novemila armi e 171 piste di atterraggio clandestine neutralizzate in vari punti del paese. A questo arsenale da guerra, si aggiungono circa 714 tonnellate di marjiuana, 856 kg di semi di papavero da oppio, oltre 2 tonnellate di cocaina, 160 kg di eroina, 35 mila piante di marijuana e 91 mila di “amapola”. Poco più di novemila le persone arrestate dai militari. Numeri sicuramente importanti ma non come ci si aspetterebbe in un paese come il Messico dove la criminalità del narcotraffico la fa da padrone. Certo le statistiche non sono molto affidabili e ,comunque, mancano ancora i dati della polizia federale e delle altre polizie (statali e ministeriali), ma, non c’è dubbio che ci si aspetterebbe molto di più nell’attività di repressione. Diversi, anche nell’anno che volge al termine, i capi e “luogotenenti” dei vari cartelli arrestati o morti in conflitti a fuoco con...


La proiezione internazionale dei cartelli messicani

Nov 25th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Il cartello messicano di narcotrafficanti di Sinaloa, con il suo imprendibile leader “El Chapo”, egemone in casa propria da anni, è in forte espansione anche altrove, non solo nei vicini paesi centro americani. Esperti antidroga europei e americani in servizio nella regione, sostengono che il cartello abbia raggiunto gli appetibili mercati dell’Europa, dell’Asia e dell’Australia. Presenze significative sono state rilevate anche da parte di altre organizzazioni criminali e, su tutte, quella dei Los Zetas. Alcuni operazioni antidroga effettuate ed altre in itinere sembrano confermare la forte espansione dei cartelli messicani nel mondo. Già nel novembre 2008, in Australia, con l’arresto di tre narcos messicani ed il sequestro di 65 kg di cocaina destinata al mercato locale, si registrò il primo segnale nella ricerca di nuovi mercati. Un anno e mezzo dopo, nel luglio 2010, i due quintali di polvere bianca intercettati a Baulkham Hills, a circa 30 chilometri da Sidney, confermarono l’interesse messicano per quel paese. A distanza di due mesi, John Lawler, direttore della Commissione sulla Criminalità in Australia, lanciava l’allarme sul cartello di El Chapo ritenuto in grado di immettere sul mercato interno almeno mezza tonnellata di cocaina al mese. Che le previsioni fossero azzeccate lo si vedrà...