Articoli con tags ‘ Carlo Ruta ’


Ruta condannato. Il blog non registrato è stampa clandestina

Mag 27th, 2011 | Categoria: news
Il giornalista e blogger Carlo Ruta, che vive a Ragusa, è stato condannato in appello a 150 euro di ammenda per il reato di ”stampa clandestina” previsto dalla legge sulla stampa del 1948. La sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Catania è stata pronunciata il 2 maggio scorso, ma se ne è avuta notizia solo ieri. La sentenza conferma la condanna di primo grado pronunciata dal giudice Patricia di Marco del Tribunale di Modica il 9 maggio 2008 in seguito ad una denuncia dell’allora procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, che si riteneva danneggiato dall’attività del blog di Ruta. La condanna di Ruta, per un reato per il quale non è stato condannato nessuno da almeno trent’anni, suscitò due anni fa interrogazioni parlamentari, una ondata di proteste politiche e del mondo del web e numerose attestazioni di solidarietà. ”Seguendo la logica prevalsa – fu il commento dell’on. Giuseppe Giulietti – la quasi totalità dei siti web italiani, per il solo fatto di esistere, potrebbero essere considerati fuorilegge, in quanto appunto ‘stampa clandestina’, e cio’ in spregio a ogni regola della democrazia”. La Corte ha...


Ragusa, il prezzo di un’inchiesta

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli, articoli
Lo scorso 27 settembre uno storico e giornalista ragusano è stato condannato in primo grado a 8 mesi di carcere per aver diffamato il procuratore capo Agostino Fera, da quarant’anni impiegato presso il tribunale ibleo, protagonista di molti processi controversi La vicenda che ha portato alla condanna carceraria (8 mesi, in primo grado) dello storico e giornalista Carlo Ruta ha inizio nel novembre del 2000, quando la Provincia di Ragusa decise di acquistare alcuni immobili per il ricovero di strumenti meccanici, auto di servizio, mezzi per la protezione civile. La spesa preventivata era di un miliardo e cinquecento milioni delle vecchie lire. Il bando venne pubblicato per solo un mese, dal 30 novembre al 30 dicembre. Forse anche per l’esiguità dei termini, pervenne un’unica offerta, che l’Ufficio tecnico provinciale ritenne inadeguata. Anziché prorogare i termini di presentazione, ed eventualmente pubblicizzare meglio il bando, l’Utp decise di procedere per una ricerca informale degli immobili. Pochi mesi dopo, l’offerta di vendita pervenne dagli imprenditori Vito Noto e Giovanni Chiaromonte, indicati nella relazione dell’Ufficio tecnico come «amministratori della costituenda Ellepi srl»: in sostanza, titolari di un’impresa non ancora esistente. Nulla di strano? L’offerta, inoltre, riguardava una proprietà legalmente non disponibile, perché ancora appartenente a un’anziana...