Articoli con tags ‘ Carlo Palermo ’


La strage di Pizzolungo, trent’anni dopo

Apr 7th, 2015 | Categoria: articoli
di Giulia Panepinto
In una mattina come tante, in una giornata che profuma di arance e di mare, si incrociano in maniera tragica ed indissolubile le strade di un magistrato e di una famiglia trapanese. È il 2 aprile 1985. Come d’abitudine, i tre fratellini Asta si stanno preparando per andare a scuola, accompagnati dalla mamma Barbara Rizzo. Giuseppe e Salvatore, gemellini di 6 anni, iniziano a bisticciare; la sorellina più grande, Margherita, per paura di fare tardi a scuola saluta i genitori, i fratellini e chiede ad una vicina di casa di accompagnarla a scuola, non senza aver prima ricordato alla mamma di “comprare le fette biscottate, perché domani dovrò andare in gita”. Mamma Barbara sale quindi in auto con i suoi due bambini, percorrendo la strada del lungomare, come d’abitudine. Dietro di lei arrivano, viaggiando a velocità sostenuta su una “132” blindata e una Fiat “Ritmo”, il sostituto procuratore della Repubblica a Trapani Carlo Palermo accompagnato dall’autista Rosario Maggio, il capo scorta Raffaele Di Mercurio e gli agenti di scorta Antonio Ruggirello e Salvatore La Porta. La “132” accelera, iniziando la manovra per sorpassare la “Scirocco” sulla quale stanno viaggiando Barbara Rizzo e i suoi figli più piccoli; qualche metro più in...


Strage di Pizzolungo, una commissione di inchiesta non è più rinviabile

Apr 2nd, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina, Uncategorized
di Rino Giacalone
La strage mafiosa di Pizzolungo del 2 aprile 1985 è ancora un capitolo giudiziario aperto. Le sentenze che hanno condannato i mandanti Totò Riina e Vincenzo Virga, il capo della cupola siciliana e il boss capo mafia del mandamento di Trapani, e come esecutori Nino Madonia e Balduccio Di Maggio non hanno fatto luce sul movente. E’ la stessa cosa accaduta per altri delitti e altre stragi. Da quello del pubblico ministero trapanese Gian Giacomo Ciaccio Montalto, sino ad arrivare agli efferati e sanguinosi attentati di Roma, Milano e Firenze del 1993. A 29 anni da quell’attentato destinato al sostituto procuratore Carlo Palermo e che costò la vita di Barbara Rizzo e dei sui due figlioletti di sei anni, i gemellini Salvatore e Giuseppe Asta, in questi giorni come accade da sette anni, dal 2008, Erice, nel cui territorio la mafia fece scempio di quelle tre vittime, vive giornate di intenso impegno, ma su ogni cosa che si fa e viene detta aleggia l’angoscia per una verità completa che non c’è e che non è solo dei familiari delle vittime, a cominciare da Margherita, figlia e sorella degli uccisi, dilaniati dal tritolo mafioso, ma anche degli agenti della scorta sopravvissuti...


C’è ancora tanto bisogno di “memoria e impegno”

Mar 20th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
Ci risiamo. Ancora una volta a marciare per tutte le vittime delle mafie, con i loro familiari, a scandire i loro nomi, a ricordare che per tantissimi di loro non c’è verità e giustizia, e spesso non hanno nemmeno ottenuto piena verità e giustizia anche coloro i quali hanno visto celebrare un processo per le violenze subite. È ovvio…nessuno si stanca, l’appuntamento è di quelli veri, vivi, irrinunziabili. Chi non sarà a Latina, sarà nelle piazze delle proprie città a scandire lo stesso lungo, tragico, elenco di nomi. Memoria e impegno intanto per dare, rinnovare, dignità, alle vittime delle mafie ed ai loro familiari. La storia è uguale, da Milano a Trapani, le vittime una volta uccise subiscono ancora violenza, tanto mascariate, sporcate, quanto dimenticate. Da Milano a Trapani accade poi che se i familiari prendono la parola per protestare contro depistaggi, ritardi nelle indagini o nei processi, o per colpire i killer ed i mandanti, che non sono del tutto ignoti, patiscono altre offese. A Trapani ci furono sindaci che davanti ai morti straziati della strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985 dissero che la mafia non esisteva e anni dopo ci furono sindaci che dinanzi alla protesta legittima di...


Il botto di Pizzolungo si fa ancora sentire

Apr 2nd, 2012 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
Era il 2 aprile 1985. Una autobomba piazzata su una curva di Pizzolungo venne fatta deflagrare al passaggio del corteo di auto del sostituto procuratore Carlo Palermo. Fu una strage. Restarono incolumi il magistrato, i tre agenti di scorta, l’autista della blindata del pm, furono dilaniati una donna, Barbara Rizzo ed i suoi due gemellini, Salvatore e Giuseppe Asta, di 6 anni. Erano su un’altra auto che al momento dell’esplosione fece da “muro” proteggendo le auto del pm e della scorta, dell’auto di Barbara Rizzo non restò nulla, altrettanto dei corpi della donna e dei suoi figli. E’ un botto che oggi solo chi non vuole sentire non sente. Quello che è accaduto in questi 27 anni è incredibile. Cominciamo con la storia di quel pm, Carlo Palermo, venuto a Trapani, “espulso” dalla Procura di Trento dove lavorava perché indagava sui conti illeciti della politica del Psi. Craxi era presidente del Consiglio, e Carlo Palermo indagando era finito con l’imbattersi nei conti del capo del Governo. Venne a Trapani per continuare quel lavoro, investigava sui canali della droga che dall’est europeo arrivava fino in Sicilia, su quelle stesse rotte venivano fatte viaggiare armi e componenti che servivano a fabbricare pericolose bombe....