Articoli con tags ‘ Carlo Cosco ’


Processo Lea Garofalo, le richieste del procuratore Tatangelo

Mag 15th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
  Due assoluzioni, una riduzione di pena e tre conferme di ergastolo. Queste, in estrema sintesi, le richieste del procuratore generale Marcello Tatangelo al termine della sua requisitoria che ha abbracciato l’intera giornata di ieri, mercoledì 15 maggio. (altro…)


Processo Lea Garofalo, la requisitoria del procuratore Tatangelo

Mag 15th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Milano, Palazzo di Giustizia. Riprende oggi, 15 maggio, dopo un mese di pausa il processo di appello per la morte di Lea Garofalo. Un secondo grado che, come ha ammesso lo stesso Procuratore Marcello Tatangelo esordendo con la propria requisitoria finale, «offre molteplici novità rispetto alle condanne di primo grado, a seguito delle dichiarazioni rese da Carmine Venturino prima e da Carlo Cosco poi. Sicuramente, così come fu per Salvatore Sorrentino, nemmeno questi due imputati sono stati mossi dal senso civico e di giustizia, ma dalla volontà di ottenere uno sconto di pena. Non è comunque da sottovalutare il gesto di Carmine Venturino, che ha ammesso le proprie responsabilità, auto accusandosi del reato di distruzione del cadavere». (altro…)


Il cadavere di Lea Garofalo distrutto in frammenti. Carlo Cosco: “Ero in preda a un raptus”

Apr 17th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
“Io non ho mai avuto l’intenzione di uccidere la madre di mia figlia. Quel 24 novembre 2009 ho avuto un raptus, non so cosa mi sia preso”. Racconta ncosì Carlo Cosco, nell’udienza di ieri, martedì 16, che lo ha visto protagonista in qualità di teste. Per la prima volta da quando il processo è iniziato (compreso il primo grado) l’imputato non ha reso dunque dichiarazioni spontanee, non si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma si è seduto di sua sponte dinanzi alla Corte, sottoponendosi alle domande di accusa e difese. D’altronde, l’aveva preannunciato già alla riapertura del processo di appello: “Dopo che parlerà Venturino – aveva detto – dirò la mia verità”. Ed eccola, la sua versione di fatti relativa all’omicidio della sua ex convivente e madre di Denise, che coraggiosamente, seduta in una stanza adiacente all’aula, ha nuovamente assistito al dibattito. “La mattina del 24 novembre io sono andato a prendere Lea e Denise in albergo; poi siamo andati nel solarium di Rosario Curcio e Massimiliano Floreale. Lì mi è venuta in mente un’idea: chiedere a Floreale le chiavi del suo appartamento. Denise infatti mi aveva detto che sarebbe voluta venire a vivere a Milano e io ho pensato...


Denise: “Alla festa dei miei diciotto anni io ero assente”

Apr 12th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
“Per l’omicidio di Lea Garofalo non è stato usato l’acido. Ne sono sicuro. Così come dico che Massimo Sabatino e Giuseppe Cosco sono estranei a quanto accaduto il 24 novembre 2009”. Carmine Venturino racconta senza freno alcuno tutto ciò che sa, proseguendo e terminando la propria testimonianza. Che, spiega, non è stata resa prima “perché i miei avvocati difensori (Pietro Pitari e Francesco Garofalo, n.d.a.) non hanno voluto. Io volevo collaborare, ma loro mi hanno detto di non farlo, perché tanto saremmo stati tutti assolti. Mancavano le prove: il corpo, l’arma del delitto. Avevo anche chiesto all’avvocato Steinberg (difensore di Carlo Cosco, n.d.a.) di dire al suo cliente di ammettere le proprie responsabilità, ma non l’ha fatto. Io avrei voluto raccontare tutto quanto prima, durante l’altro processo”. Venturino si scaglia anche contro l’avvocato Cacucci, difensore di Giuseppe Cosco. “Mi ricordo che lei aveva fatto vedere delle foto a Carlo Cosco dove compariva anche sua figlia Denise, e lui le aveva detto che quella p…. non voleva vederla. E l’avvocato allora ha girato le foto”. Il contro esame del giovane detenuto ha occupato la prima parte della mattinata. Molte delle precisazioni richiamano quanto detto ieri. “Facevo uso di droga, ho smesso a...


Carmine Venturino: “Carlo Cosco voleva uccidere anche sua figlia Denise”

Apr 11th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
“Io ho paura dei Cosco, perché so che per loro ormai sono carne da macello. Ma io vorrei rifarmi una vita e soprattutto non potevo più pensare, senza fare niente, di essere anche io colpevole del dolore di Denise Cosco. Perché io di lei sono innamorato”. Carmine Venturino nel pomeriggio di oggi, giovedì 11, ha proseguito le proprie dichiarazioni spontanee, presentandosi come un cosiddetto “contrasto onorato”, cioè una persona non cresciuta in un contesto di criminalità organizzata – “nella mia famiglia, fatta di gente povera e onesta, non c’è nessun pregiudicato” – non affiliata alla ‘ndrangheta ma che alla stessa ubbidisce e si sottomette. “Io con loro (i Cosco, n.d.a.) ci sono entrato in contatto da ragazzino, per la droga. Facevo uso di stupefacenti. Nell’estate 2007 Massimo Cosco mi ha chiesto di iniziare a lavorare per loro, ma io ho rifiutato. A settembre però ho accettato e da quel momento ho dovuto obbedire a loro. Per paura, perché a Pagliarelle non si fa niente senza il consenso dei Cosco. Carlo Cosco è un santista”. (altro…)


Processo Garofalo, Carmine Venturino inizia a parlare

Apr 11th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
  Riprenderà alle 14 di oggi, giovedì 11, la deposizione di Carmine Venturino, nell’ambito della seconda udienza del processo di appello per la morte di Lea Garofalo e per averne distrutto il cadavere. Il venticinquenne dallo scorso luglio ha iniziato a collaborare con la giustizia, raccontando una verità diversa rispetto alla sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Milano il 30 marzo 2012. Lea Garofalo non è stata sciolta nell’acido ma bruciata, non è stata uccisa con un colpo di pistola alla nuca ma strangolata. Dalle mani di Carlo Cosco, il suo ex convivente. I resti carbonizzati e ritrovati a San Fruttuso proprio in seguito alle dichiarazioni di Venturino sono stati analizzati nel novembre scorso. Nonostante la trovata corrispondenza a seguito dell’esame del Dna, le parti hanno chiesto – nel corso della prima udienza svoltasi martedì 9 – ulteriori accertamenti. Il perito inizierà le nuove analisi lunedì 15, con l’obbligo di consegnare una relazione scritta entro trenta giorni. Per questi esami sarà prelevato un campione biologico da Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo e Carlo Cosco. La ragazza aveva già fornito il referto di una panoramica dentaria della madre e aveva riconosciuto dei monili ritrovati a fianco dei resti, indicandoli...


Lea Garofalo, c’è attesa per l’esito del Dna del corpo ritrovato in Brianza

Nov 26th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
La notizia che in un campo in Monza Brianza sono stati ritrovati dei resti umani carbonizzati che potrebbero appartenere a Lea Garofalo, non sminuisce la brutalità, la bestialità del reato commesso dalle sei persone che il 30 marzo 2012 sono state condannate in primo grado all’ergastolo. La prima Corte d’Assise del Tribunale di Milano, presieduta da Anna Introini, condannò infatti i tre fratelli Carlo, Vito e Giuseppe Cosco, Carmine Venturino, Massimo Sabatino e Rosario Curcio per avere, a vario titolo, sequestrato, seviziato, interrogato, ucciso con un colpo di pistola alla nuca Lea Garofalo. Secondo la requisitoria del pubblico ministero Marcello Tatangelo, la donna era poi stata trasportata in un terreno a San Fruttuoso, e il suo corpo sciolto in cinquanta litri di acido. Le indagini in questi mesi non si sono fermate, portando a una svolta: il ritrovamento, appunto, di resti umani carbonizzati oltre ad alcuni oggetti personali. C’è attesa per l’esito dell’esame del Dna, ma le forze dell’ordine ammettono che le probabilità che si tratti di Lea Garofalo sono “elevatissime”. La notizia arriva a ridosso del terzo anniversario – che si celebrerà il 24 novembre –  della scomparsa e della morte della giovane donna – 35 anni all’epoca dei tragici fatti...


Sgomberato il fortino delle cosche, viale Montello 6 a Milano

Giu 21st, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Uno stabile fatiscente, che ricorda le case di decenni fa: ballatoi pericolanti, fili per stendere incerti, un odore acre che prende allo stomaco. E un’infinità di buche delle lettere, a testimonianza di quanto siano vissuti gli appartamenti di viale Montello 6 a Milano. Sono circa duecento gli abitanti dello stabile, per un’ottantina di appartamenti. Non tutti ocupati in maniera regolare, anzi. Affitti abusivi chiesti ed ottenuti dalla famiglia Cosco, che aveva trasformato quello stabile nel proprio quartiere generale. Un luogo in cui si spacciava e consumava droga, si chiedeva e ci si spartivano i proventi illegali derivati dal racket. (altro…)


Tra poche ore la sentenza del processo Lea Garofalo

Mar 30th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Sono da poco passate le 16 quando Anna Introini dichiara «La Corte si ritira». Tra poche ore sarà dunque proclamata la sentenza di primo grado per il processo che si è celebrato dal 6 luglio ad oggi, 30 marzo – con uno stop forzato e una ripresa dal 23 novembre alla prima settimana di dicembre per il cambio del Presidente della Corte – per la scomparsa di Lea Garofalo. Il pubblico ministero Marcello Tatangelo ha chiesto sei ergastoli per i sei imputati Carlo, Giuseppe e Vito Cosco, Rosario Curcio, Massimo Sabatino e Carmine Venturino. Diversi i capi d’imputazione: gli ultimi tre sono accusati di aver sequestrato Lea Garofalo la sera del 24 novembre 2009 dopo che era stata consegnata loro da Carlo Cosco; a loro volta, i tre imputati avrebbero consegnato la donna nelle mani di Vito e Giuseppe Cosco che l’avrebbero interrogata, torturata e uccisa con un colpo di pistola alla nuca. Infine, tutti sono accusati di aver distrutto il cadavere mediante dissolvimento in cinquanta litri di acido, operazione avvenuta su un terreno a San Fruttuso, Monza Brianza. La requisitoria del pm ha occupato l’intera giornata di lunedì 26 e buona parte dell’udienza di martedì 27, seguita dalle conclusioni...


Il pm Tatangelo: “Così hanno ucciso Lea Garofalo”

Mar 28th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
«Tutti gli imputati hanno commesso i reati a loro contestati. Non vedo però come agli stessi si possa riconoscere l’aggravante mafiosa, considerato un precedente processo nel quale sono stati assolti da questa accusa. Chi non ha premuto il grilletto non si differenzia dagli altri, non è certamente migliore. Tutti hanno agito con crudeltà e pervicacia. È orrendo pensare ad una donna immobilizzata, legata, terrorizzata, torturata e poi uccisa. È nauseante pensare a un padre che sfrutta il desiderio di una figlia che vorrebbe comprarsi una felpa ma che non ha i soldi, ingannandola, dicendole “Vieni da me che ti compro io ciò che vuoi” pur sapendo che Denise sarebbe partita solo con la madre, e che dunque quella sarebbe stata l’occasione per tendere una trappola a Lea. Mentre preparavo la requisitoria, mentre rileggevo le carte, mi sono reso conto che di questa donna di cui abbiamo analizzato la vita al microscopio, in realtà non sapevo nulla, non ho avuto la fortuna di conoscerla. Vi chiedo di dare giustizia a lei e a chi la piange, i colpevoli hanno un nome e un cognome: quello degli imputati. Condannateli alla pena più giusta: l’ergastolo. Per ognuno di loro. Forse se trascorreranno lunghi...