Articoli con tags ‘ Carlo Alberto dalla Chiesa ’


Era mio padre

Set 2nd, 2016 | Categoria: prima pagina
di Nando dalla Chiesa
  Riproponiamo, per la prima volta pubblicamente nella sua interezza, l’articolo scritto per Narcomafie da Nando dalla Chiesa nel marzo del 2006 in ricordo di suo padre.   Torino. Era il 21 febbraio del 1980. Quando nel tardo pomeriggio uscii dalla messa e andai verso gli uffici dell’Arma di via Valfrè passando per l’ingresso della grande e centrale caserma di via Cernaia, mio padre mi venne incontro sorridendo nel cortile. Era felice. Euforico perfino. Mi disse testualmente: «Mamma mi ha fatto un grande regalo». I suoi carabinieri avevano appena arrestato Patrizio Peci. In quel momento non lo poteva prevedere nessuno: ma sarebbe stato il vero punto di svolta nella lotta al terrorismo, l’inizio della fine delle Brigate rosse sul piano militare. Nel giro di pochi mesi ci sarebbero state le confessioni, i racconti e le dettagliate informazioni del capo della “colonna” piemontese. Una valanga che avrebbe travolto tutto; l’avvio di una lunghissima serie di operazioni, di pentimenti e di dissociazioni. L’epilogo di un declino di consensi iniziato con l’assassinio di Aldo Moro nel maggio del ’78 e accelerato otto mesi dopo dalla doppia uccisione di Guido Rossa e di Emilio Alessandrini. *** Perché per mio padre la cattura di Peci era stato un “grande regalo”...


Il maxiprocesso, trent’anni dopo

Feb 10th, 2016 | Categoria: articoli
di Nando dalla Chiesa
Sono trascorsi trent’anni. Un’epoca da un’epoca. Il maxiprocesso di Palermo iniziato il 10 febbraio del 1986 è stato probabilmente il più importante processo nella storia d’Italia. Un mosaico fatto di un’infinità di tessere. La comparsa sulla scena di una nuova leva di magistrati siciliani, quando si era fatta strada l’idea che per combattere la mafia occorreva affidarsi a magistrati non siciliani. L’avvio di nuove tecniche investigative e l’elaborazione di una nuova dottrina giuridica in materia di mafia. La legge La Torre, con il reato di associazione mafiosa e l’istituto del sequestro e della confisca dei beni. Le confessioni di Buscetta, giunte come una valanga sull’edificio culturale costruito in più di un secolo a protezione del potere mafioso, quella teoria – cioè – della mafia come mentalità e modo di essere ma mai, Dio non voglia, come organizzazione. I delitti eccellenti, compiuti in serie nella consapevolezza che i narcodollari dell’eroina garantivano la capacità di corrompere diffusamente in ogni settore della vita pubblica; e di finanziare le campagne elettorali, non più solo di portare voti contati e sicuri. Uno scontro tra coraggio e paura, uomini che affrontavano la morte e altri che ne scappavano. Un conflitto culturale acutissimo, perché la mafia sta...


Berlino, gli incontri universitari con Nando dalla Chiesa

Gen 11th, 2016 | Categoria: articoli
di redazione
Quindici incontri per parlare di come letteratura, cinema, televisione rappresentino la mafia: è questo l’asse del corso che viene proposto quest’anno dal Professore  Nando dalla Chiesa presso il Dipartimento di Romanistica dell’Università Humboldt di Berlino. «Il fenomeno mafioso ha una sua complessità storica, fatta di economia, rapporti sociali e quadri culturali. Perciò è importante capire il modo in cui esso viene rappresentato, nella letteratura e nelle arti visive: in che misura  la capacità di descriverlo e narrarlo aiuta a combatterlo, e in che misura su una società pesano invece gli stereotipi o le ambiguità culturali». Chi è Nando dalla Chiesa. Docente universitario, sociologo, scrittore e politico (area PD), è il fondatore in Italia della maggiore scuola accademica in materia di criminalità organizzata: ha creato a Milano, nell’Università degli Studi, un centro di alta specializzazione che coniuga i saperi sociologici, giuridici, mediatici e forma specialisti in grado di operare nel contrasto alle mafie nei più diversi contesti internazionali. È il figlio del compianto generale Carlo Alberto dalla Chiesa ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982. Gli organizzatori. Il ciclo di incontri  La mafia nel cinema e nella letteratura visiva è organizzato dall’Humboldt Universitàt in collaborazione con l’associazione berlinese Mafia? Nein Danke!. Media partner è Berlino Magazine che...


Quella cena a casa di un preside…e la morte del Prefetto dalla Chiesa

Set 3rd, 2015 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
Tre settembre 1982, Palermo via Carini. La mafia quella sera ammazzò il prefetto di Palermo Carlo Alberto dalla Chiesa e sua moglie, Emmanuela Setti Carraro. Stavano percorrendo quella strada a bordo della loro utilitaria, guidata dalla moglie del Prefetto. Con loro colpirono a morte anche l’agente Domenico Russo che seguiva la vettura con l’auto blu della prefettura. Il Prefetto dalla Chiesa svolse l’incarico “con i poteri del prefetto di Forlì” per cento giorni; arrivò a Palermo nel maggio del 1982, all’indomani di un altro efferato omicidio mafioso: quello del segretario regionale del Pci Pio La Torre. Ma quei giorni erano stati fatidici per il suo destino. La mafia si era ritrovato dinanzi uno dei suoi avversari più pericolosi perché intelligente, capace di mettere a fuoco gli affari che interessavano Cosa nostra. E a quell’epoca la mafia cambiava pelle, dagli affari indiretti a quelli gestiti dalle sue imprese. La mafia che in quegli anni stava diventando qualcos’altro, quello che è oggi, ossia un’organizzazione criminale che ha saputo bene parlare con la politica, che in questi mesi ha messo in luce anche un’altra sua abilità, quella di fare antimafia. I vertici di Cosa nostra sono stati condannati all’ergastolo per il delitto del generale dalla...


Simona dalla Chiesa: “Un altro anno è passato…”

Set 3rd, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marika Demaria
“Potere: l’ho sentito questo verbo. Ebbene, io l’ho colto e lo voglio sottolineare in tutte le sue espressioni o almeno quelle che così estemporaneamente mi vengono in mente: poter convivere, poter essere sereni, poter guardare in faccia l’interlocutore senza abbassare gli occhi, poter ridere, poter parlare, poter sentire, poter guardare in viso i nostri figli e i figli dei nostri figli senza avere la sensazione di doverci rimproverare qualcosa, poter guardare ai giovani per trasmettere loro una vita fatta di sacrifici, di rinunzie, ma di pulizia, poter sentirci tutti uniti in una convivenza, in una società che è fatta, è fatta di tante belle cose”. Questo è un estratto del primo discorso che Carlo Alberto dalla Chiesa tenne a Palermo, in veste di Prefetto. “Guardare in viso i nostri figli (…)”, aveva dichiarato spiegando che “potere” non è solo un sostantivo ma anche un verbo. I suoi figli – Rita, Nando e Simona – che in una bellissima e struggente lettera scritta il 30 aprile 1982, su un aereo che l’avrebbe condotto a Palermo per il suo incarico di Prefetto – chiamava “miei cari ragazzi”. (altro…)


Palermo, la lapide dimenticata del Prefetto dalla Chiesa

Set 3rd, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marika Demaria
Via Isidoro Carini, Palermo. Una via stretta, a senso unico, sulla quale si affacciano abitazioni e negozi di ogni genere. Una via trafficata, a due passi dalla centralissima via della Libertà e non troppo distante da piazza Politeama. La sera del 3 settembre 1982, quando la corsa della “A112” bianca con a bordo Carlo Alberto dalla Chiesa e la seconda moglie Emmanuela Setti Carraro (alla guida), finisce la sua disperata corsa verso la salvezza contro il cordolo del marciapiede, nessuno vide niente. Il commando raggiunse il Prefetto, la giovane donna e l’agente di scorta Domenico Russo, che morirà in ospedale, pochi giorni dopo. Una mano gentile, il giorno dopo, affisse il cartello “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti”. Era il 1982. Pochi mesi fa, un’altra mano altrettanto gentile, ha posato un altro cartello in quel luogo di dolore: “Per favore non depositate rifiuti sotto la lapide del Generale dalla Chiesa”. Incredibile ma vero. Un luogo di memoria, che dovrebbe essere mantenuto vivo e in pieno decoro per rispetto nei confronti di chi ha perso la vita perché credeva nello Stato, nelle istituzioni, è invece un triste simbolo di degrado ed incuria. Una situazione che la figlia maggiore del Generale, Rita,...


Carlo Alberto dalla Chiesa, il Generale con gli alamari cuciti sulla pelle

Set 3rd, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marika Demaria
Carlo Alberto dalla Chiesa nasce a Saluzzo, in provincia di Cuneo, il 27 settembre 1920, da padre parmigiano e madre piacentina. Figlio e nipote di carabinieri, intraprende la carriera militare dal 1941, in qualità di allievo ufficiale volontario, per poi entrare nel corpo l’anno dopo. I primi successi personali sono legati alla sua reggenza come comandante a San Benedetto del Tronto. Durante la seconda guerra mondiale, all’indomani della sigla dell’armistizio, guiderà alcune bande partigiane. L’incarico da comandante gli vale la cittadinanza onoraria a San Benedetto ma soprattutto la promozione a ufficiale di complemento, accompagnate dalla medaglia per meriti di guerra. Contemporaneamente, si laurea in Giurisprudenza presso l’università di Bari con la votazione di 110 e lode; la stessa che otterrà pochi anni più tardi con la seconda laurea, in scienze politiche. Con la liberazione di Roma, Carlo Alberto dalla Chiesa viene destinato al comando della tenenza di Parioli. Qui rimane fino al 12 aprile 1945, quando viene inviato, al seguito della Quinta armata americana, a Parma con l’obiettivo di organizzare il gruppo dei carabinieri. L’anno seguente sarà trasferito a Casoria, in provincia di Napoli. Qui gli verrà assegnato il compito di dirigere il settore antibrigantaggio. Proprio in quegli anni operava su...


L’Italia ricorda il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa

Set 3rd, 2012 | Categoria: news
In tutta Italia si stanno svolgendo le commemorazioni per il trentennale dell’omicidio di Carlo Alberto dalla Chiesa. Questa mattina a Palermo, sul luogo dell’eccidio – via Isidoro Carini – è stata deposta una corona alla presenza, tra gli altri, del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e di una delle due figlie del Generale. “Si è trattato – ha dichiarato Rita dalla Chiesa, per la prima volta a Palermo per le celebrazioni del 3 settembre – di un omicidio politico. Quando smetterò di lavorare verrò qui perché credo fortemente nel riscatto di queste persone”. Anche Nando dalla Chiesa ribadisce come questo omicidio sia stato palesemente politico: “Era talmente sotto gli occhi di tutti ciò che stava accadendo a Palermo in quei mesi, che mi ripetevo che non sarebbe stato possibile, mio padre non sarebbe stato ucciso perché sarebbe stato come firmare il delitto”. E invoca: “Se riuscissimo a fare nostri due degli insegnamenti di mio padre si farebbe la rivoluzione. Il primo è che dobbiamo assicurare ai cittadini i loro elementari diritti, impedendo che vengano elargiti loro sotto forma di favori dalla mafia. E facciamo sì che le istituzioni siano sempre più importanti di una tessera di partito”. A Palermo dunque alla...


Il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, trent’anni dopo

Set 3rd, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Era il carabiniere “con gli alamari cuciti sulla pelle” e il prefetto di Palermo che, venuto dal Nord per combattere la mafia, ebbe gli stessi poteri “del prefetto di Forlì”. Oggi, 3 settembre, ricorre il trentennale dell’omicidio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa e della moglie Emmanuela Setti Carraro. Il suo agente di scorta, Domenico Russo, perirà in ospedale dopo dodici giorni di coma. Il tragico epilogo di una vita vissuta in prima linea contro la mafia (a Corleone, da tenente indagò sulla sparizione del sindacalista Placido Rizzotto individuando in Luciano Liggio il mandante del sequestro e dell’omicidio), contro il terrorismo e poi di nuovo contro la mafia, in una Sicilia insanguinata degli anni 80, è riassunto in una drammatica foto che più e più volte è stata riproposta. La “A 112” ferma sul cordolo del marciapiede e i due corpi straziati all’interno. Ancora adesso – chi vi scrive c’è stata in una calda sera di giugno dello scorso anno – arrivare in via Carini fa male. Guardare quel cordolo, quella lapide e rendersi conto che nel voltarsi per scorgere l’imbocco della via si ha come l’impressione di sentire i rombi delle auto e delle moto che furiosamente inseguivano l’utilitaria...


Dalla festa di Libera, il pm Ingroia: “Recidere i legami tra mafia e politica”

Lug 17th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
«La vera anomalia dell’Italia non è solo la mafia ma anche pezzi di una classe dirigente politica compromessa, che con essa fa affari. Fino a quando questo legame non sarà reciso, il fenomeno non potrà essere sconfitto». Parola di Antonio Ingroia, Procuratore aggiunto di Palermo, che ieri pomeriggio (venerdì 22) ha letteralmente rapito l’attenzione dei partecipanti al seminario “Mafie e antimafia nell’Italia unita”, aperto dallo storico Nicola Tranfaglia e coordinato da Marcello Cozzi, referente di Libera Basilicata (foto) A supporto della propria tesi, il magistrato offre una fotografia della politica italiana, definendola «parolaia, propagandistica e miope. A questa miopia si aggiungono però la consapevolezza e l’intenzionalità di agire in un certo modo, di adottare strategie di contenimento e non di annientamento nei confronti della mafia. Quest’ultima nel corso degli anni si è evoluta, trasformandosi ed adeguandosi all’ambiente circostante. Basti pensare che la criminalità organizzata in passato si basava sulla visibilità, mentre adesso si mimetizza, facendo affari al Nord e cercando di essere il più possibile invisibile». Fuorviante dunque credere che le mafie siano alle corde, come spesso emerge dalla fruizione dei mass-media, televisione in testa. «In Italia c’è molta disinformazione, ci viene offerta un’informazione che distorce la realtà. La lotta alle mafie...