Articoli con tags ‘ camorra ’


Pantani, una fine senza fine. Il gip di Forlì archivia il caso

Ago 4th, 2016 | Categoria: news
di p.f.
Una botta. E, insieme, una probabile quanto drammatica conclusione. Si fa per dire, in realtà. Di concluso, nel caso Pantani, c’è ben poco. Campiglio ’99 resta un grande interrogativo della storia sportiva, e non solo, del nostro Paese (la ricostruzione di tutta la vicenda Pantani la trovate sul numero 4/2016, bimestre luglio/agosto, di Narcomafie, firmata da Francesco Ceniti. Il numero è scaricabile qui). Ma, nel frattempo, questa mattina il giudice per le indagini preliminari di Forlì, Monica Galassi, ha archiviato il caso. Niente da approfondire, quindi, sull’estromissione del Pirata dal Giro. Nulla da approfondire sull’alterazione del sangue di Pantani. Soprattutto, malgrado le intercettazioni e le (molte) ombre, nessuno zampino della camorra. La Galassi, dunque, ha accolto le richieste avanzate dalla Procura, respingendo invece quelle della famiglia del ciclista romagnolo che chiedeva di continuare le indagini. “Non siamo sorpresi dall’archiviazione”, ha ammesso a caldo il legale dei Pantani, Antonio De Rensis. Ch ha annunciato battaglia. “Entro settembre presenteremo una denuncia alla Direzione distrettuale antimafia competente. Ho degli strumenti e lotterò fino alla fine. La parola ‘fine’ bisogna dirla quando è davvero finita. E ad oggi, stando al codice di procedura penale, questa vicenda non è finita”. Rispetto alla reazione di mamma Tonina, De Rensis spiega: “Sta...


Napoli/Caserta, blitz all’alba dei carabinieri: in manette due imprenditori vicini ai clan

Mag 27th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Due imprenditori sono stati arrestati all’alba dai Carabinieri a Napoli e in provincia di Caserta in un’inchiesta della Dda di Napoli su appalti truccati nella realizzazione del Piano degli insediamenti produttivi di Aversa (Caserta) riconducibili al clan dei Casalesi. Uno degli imprenditori, che opera nel settore edile, è accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso; l’altro di intestazione fittizia di beni e turbata libertà degli incanti con l’aggravante del metodo mafioso. Durante le indagini – si apprende dai Carabinieri – sono stati raccolti elementi sull’appartenenza alla fazione Iovine del clan dei Casalesi di uno dei due imprenditori, del quale non è stato finora reso noto il nome. L’imprenditore, che è dell’agro aversano ed è noto per lavori realizzati in Campania – secondo gli investigatori – negli anni dal 2007 al 2011, grazie a società di comodo, tutte riconducibili al clan dei Casalesi, riuscì ad aggiudicarsi la gara d’appalto per la realizzazione dell’area P.I.P. di Aversa.


I ‘muschilli’. Ovvero, se la camorra è in mano ai ‘piccoli’

Mar 8th, 2016 | Categoria: news
di Piero Ferrante
La camorra è in sommovimento. O, peggio, in “fibrillazione”. E a rendere friabile l’ordine pubblico dei territori campani sono i bambini di camorra. I muschilli, per usare lo slang camorrista. Questa l’evidenza che emerge dalla relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia nel capitolo riservato alla mafia campana. Oltre 20 pagine in cui gli inquirenti tracciano un quadro a tinte rosso-sangue. Perché in un frangente storico in cui le organizzazioni criminali tendono a prediligere l’affare, nella regione partenopea, viceversa, resta (seppure non dappertutto) la predisposizione “alla contrapposizione”. Scontri e conflitti sono all’ordine del giorno e nel periodo che va dal primo luglio 2014 al 30 giugno 2015, la Dna ha mappato ben 45 episodi criminali tra omicidi (22) e tentati omicidi (23), per lo più situabili nella zona di Napoli città. La violenza è frutto di una vera e propria guerra in atto, condotta da eserciti di camorristi spesso inesperti, nuove leve disposte a tutto pur di mettersi in luce. Come scrive Franco Roberti (che ha curato anche il capitolo sulla camorra) infatti “l’attività investigativa svolta negli anni trascorsi ha determinato veri e propri stravolgimenti nel panorama delle organizzazioni criminali, determinando la scomparsa o il forte indebolimento di alcuni storici clan di...


Scambiato per camorrista (e ucciso) per colpa dell’auto. Quattro arresti

Feb 24th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Fu scambiato per un affiliato al clan solo perché aveva il suo stesso modello di automobile. Fu per questo che il 13 novembre 2009 fu colpito da una decina di proiettili, ad Ercolano. Per quell’omicidio sono stati arrestati mandanti ed esecutori e si è accertato che Salvatore Barbaro, la vittima, in quella storia di lotta tra clan non c’entrava assolutamente nulla. Ucciso per errore, dunque. Quattro le persone arrestate, oggi, dai carabinieri della compagnia di Torre del Greco: tutte ritenute esponenti del clan camorristico Ascione-Papale. Un agguato, quello che fu messo a segno nei pressi degli scavi di Ercolano, che rientrava nella faida con il clan rivale Birra-Iacomino. Le indagini hanno accertato che l’unica ‘colpa’ di Barbaro era quella di avere la stessa auto di un affiliato al clan rivale.


Napoli, decapitato clan Ferrara. Arrestato il boss Domenico e i suoi luogotenenti

Feb 19th, 2016 | Categoria: news
di redazione
Un blitz con oltre 150 carabinieri del Comando provinciale di Napoli è scattato contro il clan di camorra Ferrara. I militari hanno circondato la roccaforte del clan e arrestato il boss, Domenico Ferrara, e due suoi luogotenenti, Vittorio Amato e Rocco Ruocco. In manette anche altre quattro persone. Il blitz è scattato in queste ore a Villaricca (Napoli). I carabinieri del Comando provinciale di Napoli – si apprende dagli stessi investigatori – stanno eseguendo un decreto di fermo per estorsione aggravato dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e riguarda i vertici del clan Ferrara. L’operazione – si apprende dai Carabinieri – è concentrata in particolare intorno alla roccaforte del clan che è una sorta di casa-bunker e si trova nel parco “Mondo nuovo” di Villaricca. Domenico Ferrara, conosciuto come “Mimì ‘o muccuso”, è considerato elemento di spicco delle organizzazioni camorristiche. Il suo nome era venuto alla ribalta qualche tempo fa per il sequestro di oltre un centinaio di telefonini cellulari che, secondo gli investigatori, servivano per il televoto a favore della figlia che partecipava ad uno show televisivo per giovani talenti.


Napoli, arrestato Alessandro Giannelli, capo dell’omonimo gruppo camorristico

Feb 9th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Alessandro Giannelli, considerato il capo dell’omonimo gruppo di camorra (attivo nella zona Cavalleggeri del capoluogo campano), è stato catturato nel corso di un’operazione condotta dai carabinieri del comando provinciale di Napoli. L’uomo, 38 anni, irreperibile dalla fine del 2015 (era in sorveglianza speciale), è stato individuato dai carabinieri sull’autostrada Napoli-Roma, all’altezza di San Nicola la Strada (Caserta); aveva appena ripreso la marcia dopo un cambio di auto (abbandonata una Golf è salito su una Nissan) con l’aiuto di alcuni complici. I carabinieri lo hanno circondato e Giannelli si è arreso. Agli inizi di gennaio era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione, danneggiamento, violenza privata, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, il tutto aggravato dal metodo mafioso.    


Le mafie di oggi sono le mafie del domani. Dia: “Riciclaggio e affari. L’Italia è condizionata”

Feb 4th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
La stagione delle stragi è finita. Quella del sangue, quasi. Le organizzazioni criminali del nostro Paese sono sempre più a vocazione affaristica. Dove c’è guadagno, meglio il silenzio. E i soldi, seppur non letteralmente, fanno rima con prudenza. Eccolo il nuovo scenario descritto dalla Direzione Investigativa Antimafia nell’ultima relazione appena redatta (ma riferita al primo semestre 2015) riguardanti le mafie nostrane. Un quadro nuovo ma non per questo meno inquietante, in cui si affievoliscono i colori ‘tradizionali’ dell’appartenenza e si fanno largo, con l’emersione delle nuove leve criminali, le tinte forti delle competenze. Sfruttate anche grazie alla permeabilità dei sistemi economici e politici, con imprenditoria e amministratori che diventano le sponde preferite. 275 forti, che allargano lo spettro delle responsabilità alla società civile generalmente intesa. E se è vero che è nel Meridione che le strutture criminali continuano ad avere il cervello (in particolare in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania) è pur vero che il controllo del territorio si coniuga sempre più insistentemente e inesorabilmente con un interesse sempre maggiore verso l’esterno. Con un tratto saliente su tutti, quella grande capacità di “contaminare l’economia reale e finanziaria”, alterando “il corretto processo di sviluppo dell’economia”. Nazionale, in prima battuta. Ma anche estera. Per la Dia, “le mafie...


Campania-Sud America, undici arresti a Napoli per traffico internazionale di droga e riciclaggio

Gen 27th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Maxi operazione contro il traffico internazionale di droga e il riciclaggio in Campania. Sono undici i destinatari dei provvedimenti, tutti in collegamento stretto con il clan Amato-Pagano, una delle cosche della camorra protagoniste delle faide che si sono succedute a nord di Napoli negli ultimi anni. L’organizzazione era in contatto con cartelli di narcos sudamericani dai quali importavano ingenti quantità di cocaina (oltre duemila chilogrammi all’anno), che immettevano poi sul mercato: ad essi – è stato sottolineato dagli inquirenti – si rivolgevano altri clan della camorra per acquistare droga da spacciare. Uno degli esponenti del gruppo fu arrestato nel 2013 all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi dove fu trovato in possesso di 1330 chilogrammi di cocaina. Le forti somme di denaro occultate dal clan venivano riciclate anche all’estero attraverso società intestate a prestanome: in Spagna, dove avevano acquisito due complessi immobiliari nelle province di Madrid e Burgos, e negli Emirati Arabi Uniti, dove tuttora risiederebbe un latitante. Il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, ha dichiarato che l’indagine ha evidenziato che il traffico di cocaina in Italia non rappresenta un monopolio della ‘ndrangheta, ma che anche la camorra gestisce tale attività avvalendosi di rapporti con i cartelli sudamericani anche grazie all’enorme disponibilità...


Napoli, scoperti due arsenali. Rinvenuti anche kalashnikov e fucili

Gen 22nd, 2016 | Categoria: brevi di mafia
C’erano kalashnikov, fucili a canne mozze, fucili a pompa, pistole. Due arsenali sono stati sequestrati a Napoli dai carabinieri: armi che erano destinate agli uomini dei clan, i Lo Russo di Scampia e gruppi di Fuorigrotta. I carabinieri della compagnia Napoli Vomero, in collaborazione con i colleghi di Napoli e Bari, nel quartiere Scampia di Napoli, hanno fatto un intervento a massa con perquisizioni di interi edifici. In via Janfolla, roccaforte del clan camorristico ‘Lo Russo’, attivo nell’area Nord di Napoli – in particolare nei quartieri di Miano, Marianella Piscinola e Chiaiano – nel vano ascensore di uno stabile hanno trovato un vero e proprio arsenale pronto all’uso. Armi perfettamente efficienti e munizioni, in particolare: tra gli altri un kalashnikov; un fucile a pompa; tre fucili berretta a canne mozze; ma anche giubbotti antiproiettile; caschi integrali neri; 600 colpi di vario calibro; passamontagna e altro materiale ancora. Contemporaneamente a Fuorigrotta i carabinieri della Compagnia di Bagnoli, nel corso di perquisizioni domiciliari in appartamenti situati in via Rossettini, in una abitazione hanno scovato un borsone con all’interno un fucile sovrapposto a canne mozze (risultato rubato a Crispano nel 2005), due pistole marca bruni modello 92, una granata a mano del tipo ‘ananas’. Per...


Marcello Torre, 35 anni dopo. Un esempio d’impegno politico

Dic 11th, 2015 | Categoria: articoli
di Marta Pellegrini
“Come in altre occasioni ho detto e qui ripeto, il delitto Torre, che io paragono per molti aspetti all’omicidio impunito di Piersanti Mattarella a Palermo, è uno di quei delitti sui quali non si può mai mettere una pietra sopra, che non si può mai dichiarare archiviato definitivamente. E questo perché l’azione e l’opera di Marcello Torre, come avvocato e soprattutto come pubblico amministratore integerrimo, sono da inserire nel contesto politico e purtroppo anche criminale di quegli anni, e ci impone di continuare a sperare di poter verificare la fondatezza o meno dell’ipotesi di una pista politica per questo omicidio”. Così si esprimeva Franco Roberti in occasione del trentaduesimo anniversario della morte di Marcello Torre. Sono passati tre anni da allora. Quello che è rimasto di Marcello Torre è un’eredità estremamente importante e difficile da portare avanti, a partire dai punti da lui toccati con grande lucidità nel testamento. Scriveva, Marcello Ravveduto, sul quotidiano La Città, l’undici dicembre 2012: “Dopo la morte non potrà difendersi dalla ‘logica persecutoria’ dei nemici. Il riscatto è affidato a uno scritto autografo: nessuno può smentire le parole di un martire della violenza criminale. Il messaggio testamentario è diviso in due parti: la prima è...