Articoli con tags ‘ Caltanissetta ’


Sicilia, sequestro di beni riconducibili a Giuseppe Coci

Mar 1st, 2016 | Categoria: brevi di mafia
La Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta sta procedendo all’esecuzione di un decreto di sequestro – due aziende agricole e di allevamento bovini, 7 immobili e 50 ettari di terreno situati nei comuni di Valguarnera Caropepe, Assoro ed Enna, oltre a rapporti bancari, per un importo complessivo di oltre un milione e 200mila euro – emesso dal Tribunale di Enna-Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di Giuseppe Coci, 47enne di Tortorici (ME). Secondo l’inchiesta “Montagna” del 2007, l’uomo risulta essere – insieme ai suoi tre fratelli – contiguo alla famiglia Tortoriciana di Cosa nostra, i cosiddetti ‘Batanesi’. Inoltre, a luglio dello scorso anno Giuseppe Coci è stato arrestato per spaccio e traffico di stupefacenti: dal provvedimento emesso dal Gip di Caltanissetta è emerso che l’uomo aveva il compito di detenere, trasportare e commercializzare in tutti i comuni della provincia di Enna ingenti quantità di sostanze stupefacenti.  


Caltanissetta, 1,5 milioni di euro confiscati a Giovanni Privitera

Lug 16th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
La Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta sta procedendo all’esecuzione di un decreto di confisca beni, per un valore complessivo di un milione e mezzo di euro, nei confronti di Giovanni Privitera, 59 anni. Oggetto del provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Caltanissetta su richiesta del Procuratore Sergio Lari, un’impresa, rapporti bancari e svariati beni mobili e immobili. Privitera, secondo le risultanze processuali emerse a suo carico in seguito alle operazioni “Leopardo”, “Deserto” e “Terra Bruciata”, viene indicato come personaggio di vertice della famiglia mafiosa del mandamento di Vallelunga Pratameno, la zona del cosidetto “Vallone” della provincia di Caltanissetta. Tra i beni sequestrati, un’impresa nel settore dell’ edilizia, intestata a un congiunto, con la quale l’indagato era riuscito ad ottenere, dal 2002 in poi, nell’ ambito del solo comune di Vallelunga Pratameno, ben 65 appalti pubblici tutti aggiudicati “in ragione – scrivono i magistrati – della capacità di condizionamento esercitata dal Privitera nel contesto amministrativo locale… ricomprendendo una posizione mafiosa di vertice, in collegamento con Bernardo Provenzano”


Processo “Capaci bis”, parla la pentita Giovanna Galatolo

Apr 30th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Proseguono le udienze del processo “Capaci bis” di competenza della Corte di Assise del Tribunale di Caltanissetta e che si sta attualmente celebrando nell’aula bunker del carcere di Rebibbia. A deporre oggi, 30 aprile, è stata Giovanna Galatolo, figlia di Vincenzo (ex boss dell’Acquasanta) e collaboratrice di giustizia. Il pm Onelio Dodaro ha mostrato alla donna delle foto e lei ha riconosciuto nella persona immortalata Giovani Aiello, soprannominato “Faccia di mostro”, specificando che l’aveva visto all’incirca tre volte quando lei era adolescente e che l’uomo «aveva il viso deturpato, lo chiamavano cecchino, faccia da mostro ed era bravo a sparare. Era alto, sfregiato, aveva una cicatrice sul viso, apparteneva ai servizi segreti». La Galatolo ha proseguito la propria deposizione dichiarando che non aveva mai sentito dire dai propri famigliari o da altri boss che Cosa nostra stesse progettando un piano per uccidere Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (che Vincenzo Galatolo apostrofava come “cornuti”), anche se «poco prima delle stragi avevo sentito parlare alcuni miei famigliari di cunette ed autostrada. Non pensavo che avrebbero ucciso Falcone in quella maniera così eclatante». Infine, la donna ha ricordato che «molti in quel periodo sparivano per lupara bianca. Mio padre spesso la notte arrivava tardi a casa....


Scomparsi i tabulati di Gaetano Scotto, l’uomo chiave dell’inchiesta sulle stragi

Set 7th, 2010 | Categoria: news
Ieri, dal palco della Festa del Pd a Torino, il procuratore capo Gian Carlo Caselli ha affermato che, nonostante il lavoro tangibile di magistrati e poliziotti, la vera spina dorsale del potere mafioso si fonda sulle collusioni. Di oggi invece è la notizia, diffusa da Repubblica e firmata dal giornalista Attilio Bolzoni, che da un deposito della polizia giudiziaria sono sparite le carte riportanti i tabulati delle telefonate di Gaetano Scotto effettuate dal 1989 e durante tutta l’estate del 1992. Insomma il periodo che va dall’attentato fallito dell’Addaura ai danni di Falcone – giugno 1989 – alle stragi di Capaci e via D’Amelio. Scotto, che sconta oggi un ergastolo per l’omicidio di Paolo Borsellino ed è indagato nelle indagini sull’attentato all’Addaura, era il boss dell’Arenella che svolgeva per Cosa nostra il compito di mantenere i rapporti con gli uomini dei servizi segreti italiani. Dalle dichiarazioni di pentiti quali Angelo Fontana e Vito Lo Forte, sembra che Gaetano Scotto abbia avuto ruoli determinanti nell’attentato dell’Addaura, nell’assassinio del poliziotto Nino Agostino e di sua moglie Ida (Agostino avrebbe scoperto punti di contatto tra mafia e Questura), e nel mantenimento dei contatti telefonici, nei giorni della morte di Paolo Borsellino, con una base dei servizi segreti...


19 luglio 1992. La strage è maggiorenne ma non conosce ancora la verità

Lug 19th, 2010 | Categoria: news
Diciotto anni fa, alle 16:55, in via D’Amelio a Palermo esplodeva un’auto piena di tritolo. L’obiettivo era il giudice Paolo Borsellino. E venne raggiunto. Insieme a lui cadevano gli uomini della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Con la morte del giudice Borsellino si chiudeva l’esperienza di quel primo pool antimafia di Palermo che aveva scritto le pagine più importanti della lotta alla mafia in Sicilia. Si chiudeva col botto e col sangue. E poi con i depistaggi, che hanno portato a verità fasulle e coperture di uomini delle istituzioni su cui la magistratura sta oggi indagando. Lo scopo dell’attentato venne raggiunto se è vero che ancora oggi non si conoscono gli esatti retroscena di quella strage e ciò su cui Borsellino lavorava, con frenesia, nei suoi ultimi giorni di vita. Ma la violenza inaudita portò con sé effetti collaterali, per coloro che la misero in atto: la memoria e il desiderio di rivalsa della società civile. Oggi, a diciotto anni di distanza, con lo scrupolo con cui le madri ricordano ai figli nei giorni del loro compleanno i particolari degli attimi e dei posti del giorno in cui nacquero, in tutta Italia...


Niscemi, sventate vendette trasversali

Set 10th, 2009 | Categoria: news
Tre esponenti della famiglia mafiosa di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, sono stati fermati nella notte tra il 29 e il 30 agosto con l’accusa di voler rapire e uccidere i figli e i famigliari di due ex compari – a quanto pare – intenzionati a saltare il fosso e a collaborare con la giustizia. L’operazione, denominata “Crazy Horse”, è stata coordinata dalla Dda di Catania. I fermi sono stati eseguiti dalla squadra mobile di Caltanissetta e dagli uomini del commissariato di Niscemi. In manette sono finiti Rosario Lombardo, detto “Saru cavaddu”, classe 1961, Giuseppe Lodato, 54 anni, detto “Peppi vureddu” e Alessandro Ficcicchia, 42 anni. La polizia di Ragusa ha fermato un altro presunto complice, Alessandro Aparo, 27 anni. Tutti risultano pregiudicati per vari reati. Gli investigatori sono venuti a conoscenza del piano criminale grazie alle intercettazioni ambientali. La vendetta trasversale contro i figli di età tra i 7 e gli 11 anni di uno dei due aspiranti collaboratori avrebbere rappresentato il culmine di una strategia intimidatoria già in atto da tempo, fatta di incendi ad automobili e minacce ai congiunti dei due uomini d’onore. Il cui pentimento desta gravi preoccupazioni: da diversi anni la famiglia mafiosa di Niscemi...


Caltanissetta, raid contro Confindustria

Dic 10th, 2007 | Categoria: news
Nella notte tra il 25 e il 26 novembre sconosciuti si sono introdotti nella sede della Associazione degli industriali di Caltanissetta, balzata agli onori delle cronache nazionali nei mesi scorsi per aver promosso la rinnovata strategia del rigore adottata da Confindustria Sicilia nei confronti degli imprenditori che pagano il pizzo. Dalla sede sono stati sottratti alcuni cd-rom e un porta-documenti. I ladri si sono introdotti negli uffici forzando una finestra e non hanno rubato né denaro né oggetti di valore. Secondo il procuratore reggente di Caltanissetta Renato Di Natale i documenti sottratti contenevano, tra l’altro, “i verbali della riunione di settembre in cui venne stilato il codice per cacciare chi...


Mappa dei Cpt italiani

Lug 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Riportiamo qui di seguito la mappatura degli istituti presenti nel nostro Paese. Le notizie raccolte fanno riferimento a: tipo di struttura; dislocazione rispetto al centro abitato; capienza massima; tipologia degli ospiti; budget per persona giornaliero; continuità di esercizio; gestione. I dati sono stati elaborati sulla base della lettura del Rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF) curato da Luca Leone Centri di Permanenza Temporanea e Assistenza, anatomia di un fallimento edito da Sinnos nel 2005 e del Rapporto di Amnesty International Italia. Presenza temporanea, diritti permanenti. Il trattamento dei cittadini stranieri detenuti nei centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta). Agrigento “Contrada San Benedetto” Ex hangar in muratura; zona industriale, lontano dal centro abitato; 108 posti; 96 uomini e 12 donne; euro 30,54 cad/giorno; chiuso per ristrutturazione dall’ottobre 2004 e “in via definitiva” dal dicembre 2004, a seguito delle osservazioni espresse dal Comitato per la prevenzione della tortura e dei trattamenti e pene crudeli, inumani e degradanti del Consiglio d’Europa. Fonti non confermate sostengono che il centro verrà riaperto nel 2005 dopo i relativi lavori di ampliamento; gestione Misericordia/Asi.  Lampedusa Cinque container; è anche Centro di Identificazione (Ci); situato nella zona aeroportuale dell’isola. Dista circa 205 km dalla costa della Sicilia e circa 300 km dalla...