Articoli con tags ‘ Calogero Mannino ’


Borsellino ucciso per proteggere la Trattativa

Nov 29th, 2012 | Categoria: articoli
di Lorenzo Baldo
All’ingresso dell’aula Bunker del carcere dell’Ucciardone ci sono solo gli agenti della polizia penitenziaria che osservano i pochi passanti. Quarta udienza preliminare del processo sulla trattativa Stato-mafia, porte chiuse al pubblico e ai giornalisti. All’interno del bunker ci sono esponenti dello Stato-stato assieme a personaggi “ibridi” accusati di aver trattato con Cosa Nostra I nomi dei Boss mafiosi di prim’ordine come Totò Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella e Antonino Cinà, sono scritti nella richiesta di rinvio a giudizio accanto a quello del collaboratore di giustizia Giovanni Brusca, insieme ai nomi e cognomi di uomini delle istituzioni e della politica che con essi avrebbero trattato: Calogero Mannino, Marcello Dell’Utri e Nicola Mancino, e poi ancora esponenti del Ros dei carabinieri come Mario Mori, Giuseppe De Donno e Antonio Subranni; in ultimo Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo, don Vito. Tra coloro che hanno chiesto ed ottenuto di essere ammessi come parte civile al processo sono presenti in aula Sonia Alfano, presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, nonché presidente della Commissione antimafia europea e Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato in via D’Amelio e presidente dell’associazione delle “Agende Rosse”. Punto focale dell’udienza odierna: la competenza territoriale per il futuro processo. Gli...


E il ministro Mannino chiamò il poliziotto che indagava sul suo conto

Mar 23rd, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
 Il questore Germanà che sfuggì ad un agguato mafioso da una parte, i magistrati, Ingroia e Di Matteo che indagano a Palermo, assieme a quelli di Caltanissetta, sulla trattativa tra lo Stato e la mafia, dall’altro. Germanà è stato sentito come testimone nell’indagine che vede sotto inchiesta l’ex ministro Calogero Mannino “per minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario”. Un tuffo nel passato. Mazara del Vallo, 14 settembre del 1992. E’ il giorno dell’agguato mafioso che scattò sul lungomare di Tonnarella contro il vice questore Rino Germanà, nel mirino di Matteo Messina Denaro, Leoluca Bagarella e Giuseppe Graviano. Germanà, dirigente del commissariato di Mazara, si salvò rispondendo al fuoco e gettandosi in acqua. Restò ferito di striscio, quel giorno stesso il ministro dell’Interno, Mancino, che aveva da poco sostituito Enzo Scotti al Viminale, lo fece portare lontano dalla Sicilia. Germanà restò vivo ma si ritrovò a dirigere il posto di Polizia dell’aeroporto di Bologna, dimenticato, e solo da qualche anno ha potuto riprendere a fare carriera diventando questore, prima a Forlì ora è a Piacenza, ma niente più indagini in Sicilia. Il procuratore aggiunto Antonio Ingroia e il pm Nino Di Matteo lo hanno sentito ed è saltato fuori che...


Altro mistero sulla trattativa Stato-mafia

Mar 21st, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Nell’intrico della trattativa tra Stato e mafia si aggiunge un nuovo personaggio. E’ nientemeno che Rino Germanà, poliziotto che per lunghi anni lavorò al fianco di Paolo Borsellino e che il magistrato cercò invano di avere al suo fianco poco prima di essere ucciso. E’ stato sentito dai pm di Palermo, Ingroia e Di Matteo, proprio in merito  alle vicende che precedettero e seguirono all’attentato di via D’Amelio . Facciamo un passo indietro: la procura di Caltanissetta ha recentemente individuato nella trattativa tra Cosa nostra e lo Stato (o, almeno, suoi “pezzi infedeli”) la causa della morte di Borsellino. Secondo i pm nisseni egli era infatti venuto a sapere, il 28 giugno 1992, dalla collega Liliana Ferraro, dei contatti tra i carabinieri del Ros, guidati dall’allora colonnello Mario Mori, e l’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino. Contatti finalizzati alla cattura dei latitanti, secondo gli investigatori dell’Arma, ma che la Procura di Caltanissetta ritiene “il livello statuale più basso” della trattativa per la quale Borsellino rappresentò un ostacolo: sapeva troppo, andava eliminato. In fretta. Saltò in aria il 19 luglio 1992. Il 4 luglio Borsellino, che è già diventato procuratore aggiunto a Palermo, si reca a Marsala per un incontro informale tra vecchi...


Mannino, Cassazione conferma l’assoluzione

Gen 10th, 2010 | Categoria: news
L’on. Calogero Mannino (Udc) è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa lo scorso 14 gennaio. Si è chiusa così una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi anni. In politica dagli anni 60, nominato più volte ministro della Repubblica negli anni 80, Mannino venne raggiunto da un avviso di garanzia nel 1994, e nel febbraio 1995 fu arrestato e sottoposto a custodia cautelare per 22 mesi, di cui 9 di carcere e 13 di arresti domiciliari. Secondo la procura di Palermo, Mannino aveva stretto un patto politico elettorale con Cosa nostra. Il processo di primo grado terminò 6 anni dopo, nel 2001, con una assoluzione «perché il fatto non sussiste». Tre anni dopo, nel 2004, la sentenza è stata ribaltata in appello, dove Mannino ha subito una condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione, sentenza cassata un anno dopo dalla Suprema corte con rinvio degli atti alla Corte di appello di Palermo. La quale nel 2008 ha assolto ancora Mannino perché il fatto non sussiste, sentenza passata in giudicato il 14 gennaio 2010. L’accusa, sia in primo grado che nei due gradi di appello, è stata sostenuta dal sostituto pg Vittorio...


Mannino assolto in appello

Nov 10th, 2008 | Categoria: news
La corte di Appello di Palermo presieduta dal giudice Claudio  Dall’Acqua, lo scorso 22 ottobre ha assolto il senatore Calogero Mannino dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il sostituto procuratore generale Vittorio Tersi aveva chiesto la condanna a 8 anni. Se la procura generale non ricorrerà in Cassazione, sarà scritta la parola fine su una vicenda giudiziaria iniziata a metà degli anni 90. Mannino, per cinque volte ministro democristiano nella prima Repubblica, fu arrestato il 13 febbraio 1995. Tra i molteplici episodi contestati dalla procura di Palermo, la partecipazione alle nozze di Gerlando Caruana (figlio del boss narcotrafficante Leonardo Caruana) e la vicinanza ad altri esponenti di rilievo della Cosa nostra agrigentina. I pentiti che hanno accusato il senatore Udc sono stati 25. La prima dichiarazione accusatoria risale al 1991 e fu pronunciata da Rosario Spatola. Mannino fu rimesso in libertà nel gennaio 1997 per scadenza dei termini di custodia cautelare, parte della quale (9 mesi) trascorsa in carcere. Nel 2001 Mannino fu assolto in primo grado, sentenza ribaltata in appello dalla Corte di appello di Palermo che lo condannò a 5 anni e 4 mesi di carcere nel 2004. La cassazione, nel 2005, si pronunciò a Sezioni unite...