Articoli con tags ‘ Calogero Germanà ’


E il ministro Mannino chiamò il poliziotto che indagava sul suo conto

Mar 23rd, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
 Il questore Germanà che sfuggì ad un agguato mafioso da una parte, i magistrati, Ingroia e Di Matteo che indagano a Palermo, assieme a quelli di Caltanissetta, sulla trattativa tra lo Stato e la mafia, dall’altro. Germanà è stato sentito come testimone nell’indagine che vede sotto inchiesta l’ex ministro Calogero Mannino “per minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario”. Un tuffo nel passato. Mazara del Vallo, 14 settembre del 1992. E’ il giorno dell’agguato mafioso che scattò sul lungomare di Tonnarella contro il vice questore Rino Germanà, nel mirino di Matteo Messina Denaro, Leoluca Bagarella e Giuseppe Graviano. Germanà, dirigente del commissariato di Mazara, si salvò rispondendo al fuoco e gettandosi in acqua. Restò ferito di striscio, quel giorno stesso il ministro dell’Interno, Mancino, che aveva da poco sostituito Enzo Scotti al Viminale, lo fece portare lontano dalla Sicilia. Germanà restò vivo ma si ritrovò a dirigere il posto di Polizia dell’aeroporto di Bologna, dimenticato, e solo da qualche anno ha potuto riprendere a fare carriera diventando questore, prima a Forlì ora è a Piacenza, ma niente più indagini in Sicilia. Il procuratore aggiunto Antonio Ingroia e il pm Nino Di Matteo lo hanno sentito ed è saltato fuori che...


Altro mistero sulla trattativa Stato-mafia

Mar 21st, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Nell’intrico della trattativa tra Stato e mafia si aggiunge un nuovo personaggio. E’ nientemeno che Rino Germanà, poliziotto che per lunghi anni lavorò al fianco di Paolo Borsellino e che il magistrato cercò invano di avere al suo fianco poco prima di essere ucciso. E’ stato sentito dai pm di Palermo, Ingroia e Di Matteo, proprio in merito  alle vicende che precedettero e seguirono all’attentato di via D’Amelio . Facciamo un passo indietro: la procura di Caltanissetta ha recentemente individuato nella trattativa tra Cosa nostra e lo Stato (o, almeno, suoi “pezzi infedeli”) la causa della morte di Borsellino. Secondo i pm nisseni egli era infatti venuto a sapere, il 28 giugno 1992, dalla collega Liliana Ferraro, dei contatti tra i carabinieri del Ros, guidati dall’allora colonnello Mario Mori, e l’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino. Contatti finalizzati alla cattura dei latitanti, secondo gli investigatori dell’Arma, ma che la Procura di Caltanissetta ritiene “il livello statuale più basso” della trattativa per la quale Borsellino rappresentò un ostacolo: sapeva troppo, andava eliminato. In fretta. Saltò in aria il 19 luglio 1992. Il 4 luglio Borsellino, che è già diventato procuratore aggiunto a Palermo, si reca a Marsala per un incontro informale tra vecchi...


“In Sicilia i grandi assassinii li decide solo la mafia”. Intervista a Calogero Germanà

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Elena Ciccarello
È  stato il primo a indicare la pista mafiosa per l’omicidio Rostagno, con un decennio di anticipo rispetto alle dichiarazioni dei pentiti. Calogero Germanà, che nel 1988 dirigeva la squadra mobile di Trapani, poche ore dopo il delitto non aveva dubbi: «Qui in Sicilia i grandi assassinii li decide solo la mafia», dichiarò ai giornalisti. (altro…)