Articoli con tags ‘ Bulgaria ’


Bulgaria, il nuovo presidente burattino

Nov 4th, 2011 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Si sono chiuse da pochi giorni le urne in Bulgaria per un election day che vedeva il voto amministrativo associato a quello per il Presidente della Repubblica che, in Bulgaria, è eletto dai cittadini ma che, nei fatti, detiene pochissimi poteri. Il risultato era scontato e le previsioni sono state rispettate in pieno. Il candidato del partito conservatore al governo Gerb (acronimo di Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria), Rossen Plevneliev, 47 anni, ha vinto il ballottaggio con il 54% dei voti, mentre il suo rivale coetaneo, l’ex ministro degli esteri Ivaylo Kalfin, appoggiato dal Partito socialista bulgaro (Bsp), è arrivato al 45%. Il burattino di Borissov Plevneliev proviene dal mondo dell’impresa. E’ stato nominato ministro dei Lavori pubblici dal premier Boyko Borisov come esperto, senza aver mai partecipato ad una competizione elettorale. La sua vittoria segna la fine dell’era del socialista Gheorghi Parvanov, ex collaboratore della Darjavna Sigurnost, i famigerati sevizi segreti del regime comunista di Todor Zhivkov, che per due mandati, dieci anni di seguito, ha guidato il Paese come capo dello Stato. Il suo erede Plevneliev, imprenditore di successo nell’edilizia, ha scarsa esperienza politica, appena due anni. Nel 2009 è stato nominato...


Bulgaria: il boss rom, l’odio etnico e le elezioni

Ott 4th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
E’ lo “zar” del whiskey, della vodka, della rakya. Boss incontrastato dell’alcol contraffatto, è Kiril Rashkov, leader dell’omonimo clan che comanda a Katunitsa, in Bulgaria, non lontano da Plovdiv. Katunitsa è un sobborgo di Sadovo, cittadina di 15mila abitanti appena, le cui periferie sono abitate in prevalenza da persone di etnia rom. Katunitsa è una di queste, e qui zar Kiro – rom pure lui – regna incontrastato. Almeno fino al 23 settembre scorso quando un uomo del suo clan, ubriaco, alla guida di un furgone, ha investito e ucciso Angel Petrov, diciannove anni, bulgaro. La rivolta della cittadina è stata generale e violenta, la villa del boss è stata data alle fiamme e un odio etnico si è presto diffuso per le strade. La tragedia della morte del giovane è diventato pretesto per un’escalation di rabbia dovuta alle mai sopite tensioni tra bulgari e rom. Tensioni che si registrano in tutto il Paese da decenni. Ufficialmente i rom sono il 5% in Bulgaria ma si stima che siano almeno il doppio a causa delle difficoltà nel censirli e delle politiche di bulgarizzazione forzata che mai hanno prodotto una vera coesione sociale. L’incidente di Katunitsa ha così offerto una scintilla al...


Mafia atomica. Ecco cosa c’è dietro la centrale nucleare di Belene

Lug 5th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Una nuova centrale nucleare in Bulgaria proprio mentre l’Unione Europea sembra guardare a un futuro senza energia atomica, dalle parti di Sofia progettano un impianto da realizzarsi nella cittadina di Belene, sul Danubio, al confine con la Romania. Fin qui, si potrebbe dire, niente di male. Non fosse che dietro alla realizzazione della nuova centrale c’è l’ombra del crimine organizzato. Da anni la Bulgaria è bombardata da una campagna mediatica che grida all’allarme energetico eppure il Paese è autosufficente, anzi è leader nell’esportazione di elettricità. A volere la centrale è però una lobby di magnati dal torbido passato, legati a doppio filo con la mafia, e che trovano nell’attuale governo, guidato da Boyko Borisov, un’utile sponda. La nuova centrale di Belene è una gallina dalle uova d’oro pr le loro aziende che già si sono spartite la torta di appalti e subappalti. L’Unione europea, però, non ci sta e i partner occidentali (le banche come Unicredit e Deutsche Bank, o aziende come la Rwe) si sono ritirate dal progetto che, però, resta in piedi grazie al supporto russo, facendo della Bulgaria il cavallo di Troia del Cremlino nelle strategie energetiche europee. Kozloduj e l’allarme energetico. Una centrale nucleare in Bulgaria c’è...


Troppa corruzione e criminalità organizzata, Bulgaria e Romania restano fuori da Schengen

Feb 24th, 2011 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
“Ingresso prematuro”, così Bulgaria e Romania restano fuori dall’area Schengen. I due paesi balcanici aspettavano a febbraio il via libera del Consiglio dell’Unione Europea per divenire membri Schengen a marzo, ma la sfiducia dei paesi membri li ha lasciati alla porta. Motivo? Romania e Bulgaria non sarebbero ancora in grado di assicurare la necessaria opera di controllo dei confini dell’area senza frontiere, come dimostrato dal fallimento bulgaro nella gestione della frontiera con la Turchia, rotta privilegiata del narcotraffico e dell’immigrazione clandestina verso l’Europa. Non solo, l’Unione critica il fatto che in entrambi i paesi persista un intollerabile livello di corruzione diffusa e che nel caso della Bulgaria vi sia una consistente presenza del crimine organizzato. Se il requisito della capacità di svolgere un adeguato controllo alle frontiere è fondamentale per essere ammessi nello spazio Schengen, tecnicamente le questioni della corruzione e del crimine organizzato non sono determinanti a tal fine. Per questo motivo il presidente rumeno Traian Basescu ha criticato fortemente il documento e ha accusato Francia e Germania di compiere così un atto di «discriminazione». Il trattato Schengen permette a più di 400 milioni...


Sofia ha vinto la battaglia

Apr 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Francesco Martino, Osservatorio Balcani e Caucaso
Per anni coperture, lassismo e omertà hanno favorito l’ascesa dei rapimenti a scopo di estorsione. Ora il governo segna i primi successi. Ma i veri giochi si decideranno in tribunale (altro…)


Processi e processioni

Apr 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_4_2010 Nel sud d’Italia le spalle su cui dondolano statue di santi e madonne sono talvolta le stesse su cui gravano accuse di associazione mafiosa. La criminalità organizzata trasforma le feste religiose in una dimostrazione della propria presenza, facendo del rito la messa in scena del proprio potere. A pasqua, in Calabria, Monsignor Renzo ha voluto interrompere questa tradizione, ripulendo la processione dell’Affruntata di Sant’Onofrio. Ma la ‘ndrangheta non ha gradito (altro…)


Un Paese al buio

Mag 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Tihomir Bezlov, senior analyst del Centro per le Ricerche sulla Democrazia di Sofia, è considerato uno dei maggiori esperti di criminologia e sociologia del crimine in Bulgaria. Autore di numerose pubblicazioni, scrive in veste di opinionista sui principali media del paese. È il principale autore del rapporto «Criminalità organizzata in Bulgaria: mercati e tendenze», presentato nel dicembre 2007.  Quali sono i principali fattori di criminalità organizzata attivi oggi in Bulgaria?  Nella sua evoluzione, la criminalità bulgara segue un modello parallelo a quella russa: da una parte ci sono strutture che esercitano violenza, dall’altra gruppi oligarchici, meno violenti, ma in grado di appropriarsi delle risorse dello Stato attraverso pratiche di corruzione e riciclaggio, e grazie a profondi legami col mondo politico. Facciamo un passo indietro: durante il regime comunista, sia per le dimensioni ridotte del paese, che per il sistema di Stato totalitario, si può dire che in Bulgaria non ci fossero le condizioni per l’esistenza di una vera criminalità organizzata. Con il crollo del regime, assistiamo, però, alla perdita del controllo dello Stato sulla vita pubblica, favorito dal fatto che le vecchie strutture repressive, viste come espressione diretta del vecchio potere, vengono in gran parte smantellate. In queste nuove condizioni, il “monopolio...


L’illusione del riscatto

Mag 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Da alcuni anni i trafficanti bulgari stanno abbandonando i metodi violenti di reclutamento, per far leva invece sulle difficoltà finanziarie e sociali delle vittime, spesso consapevoli di recarsi all’estero per prostituirsi, ma non delle condizioni di schiavitù cui vanno incontro   Quando nel giugno 2006 è partita per la Germania insieme a sua zia, in cerca di una vita migliore, Yana sapeva molte cose. Sapeva che sarebbe andata ad Amburgo. Probabilmente sapeva che avrebbe lavorato come prostituta, come aveva già fatto, di tanto in tanto, sulle strade e nei vicoli di Sofia, la città dove è cresciuta in un istituto per minori. Quello che non poteva immaginare è che, arrivati in Germania, avrebbe trovato molte, agghiaccianti sorprese.    Una storia come tante, troppe. L’uomo che le aspettava, il compagno di sua zia, l’ha portata in un vecchio appartamento. Lì l’ha costretta a spogliarsi di fronte ad altri uomini e a indossare biancheria intima. Sua zia le ha preso soldi e passaporto, e le ha spiegato che avrebbe dovuto lavorare per loro fino a restituire duemila euro, i soldi spesi per farla arrivare ad Amburgo. Yana ha scoperto presto di non essere più padrona della sua vita.  «Ho dovuto fare tutto quello che volevano, anche le...


Trafficanti alla guerra

Mag 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Per la sua posizione geografica, la Bulgaria gioca un ruolo centrale nel cosiddetto “canale dei Balcani” del narcotraffico. Dal crollo del comunismo anche il mercato interno della droga è diventato motivo di sanguinosi scontri tra i clan che se lo contendono. Con il beneplacito di buona parte delle forze dell’ordine e degli organi giudiziari Negli ultimi mesi nelle strade di Sofia si è assistito a scene che sembravano uscire direttamente dai film sul gangsterismo in salsa americana. Più di quindici persone sono state gambizzate, ad alcune sono state recise le orecchie, altre hanno avuto gambe e braccia spezzate, altre ancora sono state picchiate o asperse con l’acido.  Nelle pagine di cronaca nera dei quotidiani, il racconto di questi fatti è stato accompagnato dai commenti degli organi di polizia, che li hanno descritti come azioni punitive all’interno dell’ambiente dello spaccio di stupefacenti, soprattutto nel crescente mercato della cocaina.  Stesse vie, merci diverse. In Bulgaria la nascita di un mercato interno delle sostanze stupefacenti risale al crollo del regime comunista nel 1989, e da allora il consumo di droghe ha registrato un aumento significativo e costante. Ma qual è oggi la situazione sul campo nel paese balcanico? Nei rapporti emessi dalla Dea (Drug Enforcement Administration), l’a–genzia...


La resa dei conti

Mag 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Tra le condizioni di ingresso della Bulgaria nell’Unione Europea, avvenuto a inizio 2007, c’era la lotta alla corruzione e al crimine organizzato. Ma dopo gli sforzi solo formali, per Sofia è arrivato il momento di dimostrare una reale volontà di estromissione degli interessi mafiosi dalle strutture istituzionali   «Non c’è posto per la corruzione e il crimine organizzato in Europa». José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, non ha usato certo parole di circostanza. Arrivato in visita in Bulgaria a fine marzo scorso, nel mezzo di una serie di scandali che hanno fatto tremare il più giovane dei membri dell’Unione Europea, non ha esitato a ribadire le preoccupazioni dell’Ue sui deboli progressi del paese nei settori critici sui quali Sofia rimane sotto osservazione europea. «Non possiamo continuamente ripeterci su questi temi», ha poi aggiunto Barroso, a chiusura della conferenza stampa tenuta insieme al premier bulgaro, il socialista Sergey Stanishev.    Un impegno sulla carta. La Bulgaria è stata ammessa nel club europeo all’inizio del 2007, ma con molte riserve. Riforma del sistema giudiziario, lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata i punti dolenti, sui quali la Commissione Europea continua a vigilare attraverso il “Co-operation and verification mechanism” (Cvm), rapporto che segna a cadenza annuale...