Articoli con tags ‘ Bruno Iaria ’


Cuorgnè, un giorno in villa. La storia di un bene confiscato

Giu 20th, 2016 | Categoria: articoli
di Andrea Contratto
“La sveglia suona presto come ogni giorno ma oggi è un giorno speciale: andiamo a ripulire in un bene confiscato alla ‘ndrangheta. Dove? A Cuorgnè”. Potrebbe iniziare così il racconto della giornata di domenica 12 giugno che alcuni volontari di Libera e di alcune associazioni canavesane hanno passato pulendo rimettendo in ordine un bene confiscato a Cuorgnè, provincia di Torino. Il bene in questione è una villa confiscata al boss Bruno Iaria della locale di ‘ndrangheta di Cuorgnè, che dal dicembre del 2015 è stata affidata dopo un bando pubblico all’associazione Mastropietro (che opera da oltre 30 anni nel Canavese, attraverso l’accoglienza concreta a tante persone con problemi di emarginazione e disagio, come prolungamento del lavoro che il Gruppo Abele iniziò a Torino) in collaborazione con altre realtà come il presidio locale di Libera (dedicato alla memoria di Luigi Ioculano), il mondo dello scoutismo, associazioni culturali e cooperative sociali. Un universo che si sta mobilitando per partecipare ad un percorso di riutilizzo sociale di un bene che simboleggiava il potere della ‘ndrangheta in paese e che ora diventerà simbolo della lotta alla mafia. Un potere che si può evincere già dall’inizio della storia di questa villa e contro cui si sono dovuti scontrare...


A Torino è ‘ndrangheta. Irrevocabile la condanna per 50 affiliati

Feb 25th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
di Davide Pecorelli
Nessun nuovo processo. Ieri, dopo ore in Camera di Consiglio, la Corte di Cassazione si è espressa dichiarando colpevoli di associazione mafiosa 50 soggetti . Sono tutti affiliati alla ‘ndrangheta e processati, con rito abbreviato, grazie alla chiusura dell’operazione Minotauro che, l’8 giugno del 2011, ha fatto scattare le manette ai polsi a più di 140 soggetti. La Seconda Sezione della Suprema Corte ha rigettato la richiesta avanzata dalla Procura Generale che chiedeva l’annullamento delle condanne e  il rifacimento del processo perché  per i soggetti a giudizio non si configurava il metodo mafioso. Una sentenza attesa, soprattutto per la richiesta del PG in Cassazione, che avrebbe riportato la storia processuale di questo gruppo criminale all’appello e creato un precedente giuridico pericoloso. Il timore più grande era quello –  verificato più volte negli ultimi anni – che ci fosse la difficoltà giuridica di dimostrare l’esistenza del metodo mafioso al Nord. Così non è stato. Oltre 300 anni di carcere per 50 soggetti affiliati alla ‘ndrangheta strutturata in locali, tra Torino e provincia, sono diventati definitivi. Tra i soggetti al 41/bis ci sono personaggi di grande spessore criminale, come Bruno Iaria. Il capo locale di Cuorgnè, definito il “re” di questo centro nel canavese, pochi giorni fa...


Cuorgnè, confiscati i beni di Giovanni Iaria

Feb 19th, 2015 | Categoria: news
Il Centro operativo di Torino della Direzione investigativa antimafia  ha dato esecuzione a un decreto di confisca di beni, emesso dal locale Tribunale,  a carico di Iaria Giovanni, deceduto nel 2013, già condannato per associazione per delinquere di tipo mafioso, perchè ritenuto esponente di rilievo del “locale” di ‘ndrangheta di Cuorgnè. Il predetto Iaria, zio di Iaria Bruno Antonio, condannato anch’esso in appello per associazione di tipo mafioso, aveva nel tempo intrecciato amicizie in ambienti politici locali, che gli avevano consentito di acquisire conoscenze e appoggi finalizzati alla realizzazione degli interessi tipici del sodalizio mafioso. La misura odierna, che ha interessato beni per circa 9 milioni di euro, accoglie una proposta avanzata dal Direttore della Direzione investigativa antimafia, all’esito di un’approfondita indagine sul patrimonio personale di Iaria,  sproporzionato rispetto ai redditi ufficiali. L’indagine ha portato alla luce l’intestazione fittizia di beni in ambito familiare  ed il reimpiego dei proventi illeciti ricavati da Iaria, a partire dagli anni 70 e fino alla data del suo arresto nel 2011 per il reato di associazione di stampo mafioso. Tra i beni confiscati, tutti riconducibili a Iaria, figurano 2 villini, 3 abitazioni,  2 autorimesse, 1 magazzino, tutti in Cuorgnè, e 1 immobile in Pont Canavese.


Processo Minotauro, la richiesta del Procuratore Generale

Feb 2nd, 2015 | Categoria: news
È attesa per il prossimo 23 febbraio la sentenza della Corte di Cassazione in merito alla richiesta del Procuratore generale della Corte di Cassazione di annullare le cinquanta condanne emesse con il rito abbreviato nell’ambito del processo “Minotauro” svoltosi a Torino. La richiesta del Procuratore Generale si basa sul fatto che, a suo avviso, mancherebbero le caratteristiche del metodo mafioso così come riportate nell’articolo 416 bis: assoggettamento, omertà, intimidazione; per questo, si chiede il rinvio ala Corte d’Appello di Torino. L’intera inchiesta – del 2011, sfociata in circa 140 arresti – e il relativo impianto accusatorio subirebbero dunque un ridimensionamento importante; non è infine da escludere che, nel caso in cui la richiesta del Procuratore Generale venisse accolta, la stessa potrebbe avere delle ripercussioni anche sulle sentenze relative agli imputati del processo d’Appello giudicati con rito ordinario. Il secondo grado della tranche del processo torinese si era concluso il 5 dicembre 2013, con diverse pene rideterminate al ribasso. Tra queste, la condanna a Bruno Iaria (è considerato a capo della locale di Cuorgné, in provincia di Torino) da 13 anni e sei mesi a 13 anni e ad Antonio Agresta, condannato in primo grado a 10 anni e otto mesi e in...