Articoli con tags ‘ Brasile ’


Brasile, guerra tra narcos ed esercito a Rio

Nov 29th, 2010 | Categoria: news
Una lotta senza quartiere contro i narcotrafficanti, sparatorie in mezzo alle strade, i sobborghi di Rio de Janeiro come campi di battaglia. A farne le spese i poveri delle favelas dove i narcos in fuga si sono asserragliati. Ben duecento criminali hanno trovato scampo nel Complexo do Alemão, dopo gli scontri al Vila Cruzeiro che -nella sola giornata di sabato- hanno  lasciato sull’asfalto ben trenta morti, tutti trafficanti. A dar loro la caccia è il governo brasiliano che da circa una settimana conduce una vera e propria guerra contro i narcos. Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha inviato 800 uomini dell’esercito, insieme a uomini e mezzi dell’aeronautica e della Polizia Federale che si sono avvalsi addirittura di mezzi pesanti. Gli scontri di Vila Cruzeiro sono stati feroci, una sparatoria di quaranta ore che i federali hanno vinto solo grazie all’intervento della marina. Una battaglia è stata vinta ma non la guerra che invece continua casa per casa. ”Abbiamo dato tutte le possibilità di resa per evitare un bagno di sangue, ma non possiamo aspettare di più, non  intendiamo mantenere l’assedio per un’altra notte. E’ venuto il momento della resa dei conti” hanno dichiarato stamane, in un dispaccio, le...


Peruviani alla conquista di Buenos Aires

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
La mappa del narcotraffico in America Latina si sta modificando: nuove rotte, nuove triangolazioni commerciali e nuovi protagonisti che hanno approfittato della frammentazione dei leggendari cartelli colombiani. Così nella capitale argentina, strategico punto di snodo e smercio, è cominciata l’“era peruviana” del traffico di droga Numeri 1-11-14: non è un terno al lotto, ma il nome di una “villa miseria”, una delle tante bidonvilles inserite nel tessuto urbano di Buenos Aires. I suoi abitanti sono in maggioranza immigrati, provenienti da paesi vicini, come il Paraguay, o lontani, come il Perù. In questo conglomerato umano che vive ai margini della società, retto da codici e regole proprie e dove lo Stato brilla per la sua assenza, ogni anno la comunità peruviana si riunisce per un rito di fede religiosa e di identità culturale: la tradizionale processione del Signore dei Miracoli. È durante una di queste celebrazioni che ha avuto inizio una storia di sangue, di vendette, di rese di conti che in meno di due anni ha causato 20 morti. Sodalizio criminale. Era il 29 ottobre 2005. La processione sfilava solennemente in mezzo al fervore dei devoti quando armi automatiche scaricarono la propria furia omicida sulla folla. L’obiettivo era Marco Antonio Estrada Gonzáles...


Lula: ancora eroe, nonostante tutto

Set 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Le pratiche corruttive, parte integrante della storia brasiliana e (quasi) accettate socialmente, si sono consolidate con la sinistra al Governo. Ma mentre il partito del Presidente è coinvolto in scandali, lui, grazie alle sue politiche sociali e al suo carisma, si avvia a essere rieletto Che in Brasile la corruzione sia diffusa è cosa nota. Emerge chiaramente anche dalle classifiche di Transparency International: in quanto a trasparenza, nel 2005 la decima potenza industriale del mondo si trovava nel truppone di coda, tra il Belize e la Giamaica. Al contrario di altri contesti latino-americani, tuttavia, va notato che qui la corruzione ha assai poco a che fare con la fragilità istituzionale, l’arretratezza tecnologica o la povertà; rappresenta piuttosto una subcultura storica della vita pubblica brasiliana. È per questo che ciò che dovrebbe scandalizzare qui è accettato, talvolta con rassegnazione, assai più spesso con indifferenza. Secondo un’inchiesta condotta nel marzo scorso dal «Jornal do Brasil», il 55% dei lettori credeva che nessuno sarebbe stato punito per i recenti scandali economico-politici che vedevano coinvolto addirittura Antonio Palocci, il potente ministro della Fazenda (Economia, nda.). Ma allora le prime pagine dei quotidiani, le copertine dei settimanali, le aperture dei telegiornali? Riti mediatici, a quanto pare,...


La rivolta della “fratellanza carceraria”

Lug 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Nata nei penitenziari di San Paolo, la sommossa dei boss colpiti dal “carcere duro” è esplosa repentinamente contagiando tutto il Paese. Giorni di guerriglia urbana hanno paralizzato la metropoli e obbligato l’esercito a una violenta repressione. La regia degli scontri è opera del Pcc, un’organizzazione criminale inseritasi dove lo Stato si è progressivamente ritirato Non si conosce il numero preciso di morti, 170 o forse più. E poi 82 rivolte carcerarie con 273 ostaggi, 55 uffici della polizia civile e militare messi a ferro e fuoco, banche prese d’assalto, macchine e autobus incendiati, caos, paura. Nel volgere di poco più di una settimana, dal 12 al 20 maggio scorso, San Paolo, la città più prospera del Brasile, si è scossa di dosso il manto dell’indifferenza. La rappresaglia degli agenti di polizia è stata semplicemente feroce: 107 morti, giustiziati, la maggioranza senza effettive prove di essere legati all’organizzazione Primo Comando della Capitale, il Pcc, che ha lanciato la sfida al Governo dello Stato di San Paolo. Ma facciamo un passo indietro. Il Pcc dice no. L’11 maggio 765 detenuti per narcotraffico venivano trasferiti alla prigione “Presidente Venceslau”, a 600 km da San Paolo, mentre altri, reputati più pericolosi, venivano rinchiusi nell’altrettanto distante...


Ospite (s)gradito

Ott 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Totale immunità per i soldati statunitensi che dallo scorso giugno esercitano in territorio paraguayano. L’intesa siglata, nel totale silenzio mediatico, tra Washington e Asunción ha fatto insorgere i confinanti Brasile e Bolivia, che vedono nella presenza militare una manovra per installare una base Usa nel cuore dell’America Latina   Paraguay, luglio 2005: esercitazioni militari con truppe statunitensi. Sono le prime di una lunga serie prevista dall’accordo bilaterale firmato dal Governo di Asunción e approvato dal Parlamento il 28 maggio di quest’anno nel più assoluto silenzio ufficiale. Nel testo si prevede l’ingresso di effettivi nordamericani che godranno dell’immunità diplomatica, mentre i materiali bellici e gli equipaggiamenti in entrata non saranno sottoposti a controlli da parte delle autorità nazionali. L’accordo avrà una durata di 18 mesi, da giugno 2005 a dicembre 2006.  Immuni, da tutto. Il documento ufficiale ha scatenato controversie dovute proprio all’immunità concessa ai militari statunitensi, sottratti alla giurisdizione paraguayana nell’eventualità in cui, durante la loro permanenza, commettano delitti penali ed ambientali. Nel caso in cui questi reati entrino nella tipologia dei crimini di lesa umanità, inoltre, il Governo di Asunción non potrà nemmeno ricorrere al Tribunale penale internazionale: un privilegio che pone il Paese in una situazione quanto meno ambigua, visto che...


L’arte d’arrangiarsi

Mag 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Nel Sertão, arida regione brasiliana, manca di tutto: lavoro, infrastrutture e diritti. In attesa che le riforme di Lula diano risultati, gli unici slanci di uno sviluppo rispettoso delle garanzie dei lavoratori e dell’impegno sociale si rintracciano nell’intraprendenza degli abitanti e nell’ausilio della rete del commercio equo  Sembra di essere finiti in un disegno di Andrea Pazienza. Nel cielo senza una nuvola volano già in tondo gli urubù: sono le sei del mattino, il bus partito da Fortaleza la sera prima, dopo dieci ore di viaggio, è finalmente arrivato a Picos, nel cuore del Piauì, Stato federale della regione del Sertão. Novantamila abitanti, terza città dello Stato per densità di popolazione, Picos è il più grande snodo stradale del nord-est brasiliano: da qui passano ondeggiando i bus che vanno verso le grandi capitali del litorale, Fortaleza, Natal, Recife, mete del divertimento (e dello sfruttamento) internazionale.  L’emblema del Sertão. Nel Piauì, però, i turisti non si fermano. I collegamenti con i villaggi limitrofi sono difficoltosi: le strade non sono asfaltate e quando finalmente piove si allagano, diventando impraticabili per settimane. Non ci sono fabbriche, la gente per lo più si arrangia grazie a un’economia di sussistenza e la disoccupazione endemica costringe i giovani...


Nascere colpevoli

Mag 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Povertà, violenza, cannibalismo. Nelle favelas brasiliane – controllate dai narcotrafficanti con il consenso di poliziotti corrotti – per migliaia di persone il crimine costituisce l’unico orizzonte possibile. E di fronte a tanta disperazione anche Lula sembra impotente P. tira cocaina dall’inalatore vick sinex. È appena uscito indenne da una porta di servizio dell’enorme garage dove si balla funky brasiliano – e si consumano droga e sesso in piedi– in cui la polizia sta effetuando una retata. Scende veloce le strade viscide d’immondizia e pioggia sino ad incontrare la folla nottambula delle favelas, che si apre improvvisamente per far passare una moto guidata da un indio in mimetica. «Matador!» ripete la gente sottovoce. L’indio si avvicina tirando fuori una catenina d’oro per darla a P., che la esamina accuratamente  e la intasca dicendo: «Adesso torna a lavorare». Siamo a Rocinha, la favela più grande del Sud America: centinaia di migliaia di persone in una valle sovrastante i ricchi palazzi di Rio.  P. è il braccio destro del Comando Vermelho, l’organizzazione criminale che controlla le attività illecite della città. Gestisce il traffico e lo spaccio di droga, ma anche gli omicidi di chi sgarra. Il Matador è il suo killer, che ad ogni omicidio gli porta gli oggetti di valore recuperati...


Fame di rinnovamento

Feb 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
  Nato a Belo Horizonte nel 1944, Carlo Alberto Libânio Christo è stato uno dei leader del Movimento studentesco e dirigente nazionale della Gioventù studentesca cattolica. Arrestato nel ’64 e nel ’69 per attività sovversiva e resistenza al regime militare, ha studiato teologia e filosofia ed è entrato nell’ordine domenicano diventando una personalità di primo piano della Teologia della liberazione e della Chiesa latino americana.  Animatore di numerose comunità di base, esperto di pastorale operaia, giornalista, scrittore e direttore della rivista «Americana Libre», Frei Betto è oggi consulente del governo brasiliano e consigliere personale del presidente Lula. Come pensate di realizzare e portare avanti il progetto Fame zero? Il nostro obiettivo è collocare la questione “fame” nell’agenda politica internazionale: i problemi sociali sono affrontati solo quando vengono messi sul piano politico. Nel mondo la fame è la causa del maggior numero di morti: secondo la Fao la patiscono 840 milioni di persone e ogni giorno ne muoiono 100mila, di cui 30mila bambini con meno di cinque anni. Allora bisogna farsi una domanda: se la fame uccide venti volte più dell’Aids, ad esempio, perché non ha la stessa attenzione? La risposta che ho è molto cinica: l’Aids non fa distinzione di classe, la fame sì. Persone...


Le sfide del Presidente

Ott 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Robert Zoellick, segretario al Commercio degli Stati Uniti, ha condannato il comportamento assunto dal Brasile e da altri Paesi al recente (fallito) vertice di Cancun del WTO, ascrivendolo ad una «cultura della protesta che ha definito la vittoria in termini di atti politici, piuttosto che di risultati economici». Insomma, un atteggiamento ­– secondo il discutibile punto di vista americano – ben poco pragmatico, che avrebbe opposto all’intransigenza dei Paesi del “Nord” del mondo sulle politiche agricole quella riflessa di numerosi stati del “Sud” (tra cui appunto Brasile ed India), rappresentanti la metà della popolazione mondiale. A prima vista, potrebbe apparire singolare che a farsi capitano della rivolta, rivendicando con fierezza la volontà di “non farsi trattare come cittadini di serie B” dagli Stati Uniti, sia stato proprio il Brasile: uno Stato che ha nell’America del Nord il primo partner commerciale e in cui milioni di ettari di foresta amazzonica sono sotto il controllo di svariate multinazionali – europee, asiatiche ma soprattutto statunitensi – impegnate a sfruttarne sino al midollo le risorse naturali. Un Paese dove la recente apertura governativa, sia pur provvisoria, alla coltivazione della soia transgenica è stata vista da molte organizzazioni ambientaliste come un atteggiamento di vassallaggio nei confronti...


Aspettando la svolta

Ott 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Il Brasile di Lula è stato il capofila dei Paesi del Sud che il mese scorso, a Cancún, hanno fatto sentire la loro voce contro i programmi dell’Organizzazione mondiale del commercio. Ma, in patria, il “presidente operaio” deve affrontare momenti difficili, diviso tra le pressioni del Fondo monetario internazionale e l’urgenza delle grandi riforme strutturali, in primo luogo la riforma agraria, chiesta a gran voce dal movimento dei Senza Terra. Finora prudente sul piano degli interventi sociali, Lula sta puntando innanzitutto a riassestare l’economia del Paese e a creare un equilibrio politico interno, atteggiamento che suscita le critiche di buona parte della società civile, impaziente di vedere realizzate le promesse elettorali contro lo sfruttamento, la miseria e l’analfabetismo di quasi metà della popolazione. «Narcomafie» ne ha parlato con Gigi Eusebi, oggi impegnato presso il Ministero per lo Sviluppo Agrario del Brasile. Tra i suoi obiettivi c’è quello di promuovere l’economia solidale nel Paese presieduto dall’ex sindacalista Luiz Inàcio da Silva, fondatore del Pt, il Partido dos Trabalhadores. Sviluppare il commercio equo a livello internazionale, incentivare il turismo responsabile, mettere in rete realtà locali di piccoli produttori, spesso dislocate su un territorio immenso, sono soltanto alcuni degli obiettivi di un impegno complesso, tutto...