Articoli con tags ‘ Brancaccio ’


Sequestrati beni per un milione di euro a Giuseppe Arduino

Mar 20th, 2015 | Categoria: news
Giuseppe Arduino era già stato arrestato nel 2011, nel contesto dell’operazione “Araba Fenice”, per associazione mafiosa finalizzata all’estorsione. Gli era stato contestato di aver cooperato nell’attività con i boss Cesare Lupo e Antonino Sacco della famiglia Brancaccio. Chiedeva il pizzo agli imprenditori minacciando, estorcendo denaro ed esternando la propria appartenenza a Cosa Nostra. I soldi estorti venivano poi destinati anche alle famiglie dei detenuti, per esempio dei Graviano, al 41bis ormai da anni. Insieme a Sacco, Arduino era già stato condannato in primo grado a 16 anni: proprio perché entrambi erano considerati nuovi capi e più fidati collaboratori dei boss Giuseppe e Filippo Graviano. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo ha proceduto al sequestro di beni mobili e immobili per un valore intorno al milione di euro. Nel provvedimento di sequestro dei giudici Saguto, Licata e Chiaramente si legge: “ad avviso del collegio sussistono allo stato fondati motivi per ritenere che i beni possano essere di origine illecita”.


Nuovo furto al centro don Puglisi: “pensiamo di mollare”

Ago 22nd, 2012 | Categoria: news
Un altro colpo dei soliti ignoti al centro di accoglienza “Padre Nostro” fondato nel quartiere palermitano di Brancaccio da don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia nel 1993, recentemente beatificato. Un comunicato del presidente del centro, Maurizio Artale, annota polemicamente che “i soliti ignoti” tali sono “perché nessuno si è mai impegnato a renderli noti”. Il furto ha dell’assurdo: persiane esterne e infissi interni in alluminio. Uno stillicidio di furtarelli che, si legge nella nota, hanno come obiettivo “quello di farci stancare, spingerci a gettare la spugna, farci arrendere, sfrattarci da Brancaccio. Non vi nascondo che tante volte ci abbiamo pensato e oggi più che mai”, scrive Artale. Nel maggio scorso i ladri avenvano compiuto un’altra incursione e avevano prelevato materiale informatico, attrezzi e uno scudetto del Palermo calcio donato ai bambini dalla società. “Questi ‘piccoli’ furti, siano essi messi in atto dalla mafia o dal piccolo delinquente, in questi 19 anni hanno avuto l’obiettivo di avvelenare l’umore dei volontari e operatori del Centro di accoglienza Padre Nostro”, si legge ancora nella nota, che denuncia: “Siamo stanchi di sentirci dire che sono ‘ragazzate’, perché se è così, questi ‘ragazzetti’ hanno messo in scacco le forze della polizia e gli inquirenti per...


Spatuzza, per lui di nuovo il programma di protezione

Set 8th, 2011 | Categoria: news
Gaspare Spatuzza è stato riammesso nel programma di protezione del Viminale per i collaboratori di giustizia. L’ex capomafia di Brancaccio non godeva più della protezione da giugno dello scorso anno, per volontà della commissione del ministero dell’Interno presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano. Tuttavia, la recente sentenza del Tar e i nuovi pareri espressi dalle Procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo, hanno indotto i membri della commissione a fare un passo indietro, rivedendo le proprie posizioni. Gaspare Spatuzza iniziò a collaborare nell’estate del 2008, rivelando fatti salienti legati alle stragi di Capaci e di via D’Amelio del 1992; il pentito parlò inoltre di presunti rapporti intercorsi tra il boss Graviano e i politici Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi. Adesso può essere considerato a tutti gli effetti un collaboratore di giustizia. (Ma.De.)


Condannato per mafia l’ex senatore Vincenzo Inzerillo

Gen 10th, 2010 | Categoria: news
Vincenzo Inzerillo, ex senatore democristiano, è stato condannato lo scorso 11 gennaio a 5 anni e 4 mesi di reclusione per concorso in associazione mafiosa dalla Corte di appello di Palermo. Accusato di essere stabilmente inserito nella cosca palermitana di Brancaccio guidata dai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, nel 1995 venne arrestato e sottoposto a custodia cautelare. Nel 2000 fu condannato a otto anni per associazione mafiosa, sentenza ribaltata in appello nel 2004, dove fu assolto. La Cassazione nel 2006 annullò con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Palermo, che ha emesso l’ultima condanna riducendo la pena e mutando l’imputazione in concorso in associazione mafiosa. Tra i numerosi collaboratori di giustizia che accusano Inzerillo, nel secondo grado di appello è comparso anche Gaspare Spatuzza, killer di fiducia dei fratelli Graviano, alla ribalta negli utlimi mesi per le rivelazioni sulla presunta trattativa tra politici e mafiosi durante la stagione delle stragi del 1992-1993. Il sostituto procuratore generale Vittorio Teresi aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado.


Operazione “Cerbero”, arresti a Brancaccio e Portanuova

Mag 10th, 2009 | Categoria: news
Associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, favoreggiamento aggravato. Con queste accuse l’undici maggio le forze dell’ordine hanno eseguito 37 provvedimenti restrittivi tra fermi di polizia e ordinanze di custodia cautelare. In manette sono finiti i presunti vertici delle famiglie mafiose dei quartieri palermitani di Brancaccio e Portanuova, territori strategici della geografia criminale di Cosa nostra. Tra gli arrestati Giovanni Asciutto, cugino dei boss Filippo e Giuseppe Graviano, Antonino Sacco e Francesco Fascella. L’operazione “Cerbero” è stata coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dai sostituti Maurizio De Lucia, Marzia Sabella e e Roberta Buzzolani della Dda di Palermo. L’inchiesta si è avvalsa di numerose intercettazioni telefoniche e ambientali e delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia: in particolare Santino Puleo, di Brancaccio, arrestato a gennaio, e Fabio Manno, di Portanuova, catturato lo scorso dicembre nell’ambito dell’operazione “Perseo”. Tra gli arrestati anche Francesco Francoconti, 54 anni, imprenditore edile incensurato, che, secondo la squadra mobile di Palermo, avrebbe chiesto il pizzo ad alcuni esercizi commerciali del quartiere Brancaccio.


Le coordinate dell’imputazione

Nov 11th, 2007 | Categoria: archivio articoli
«Tra gli imputati vi è quindi anche Salvatore Cuffaro. Risponde di due delitti di favoreggiamento […] sinteticamente riconducibili a due vicende […]. La condotta infatti si risolve sempre nella comunicazione di notizie riservate, utili a bloccare indagini che […] erano potenzialmente in grado di compromettere varie propaggini territoriali di Cosa nostra» […] Tra gli imputati vi è quindi anche Salvatore Cuffaro. Risponde di due delitti di favoreggiamento, di cui all’art. 378 del codice penale (di seguito c.p., ndr.), sinteticamente riconducibili a due vicende che in questo processo abbiamo già sotto altri profili affrontato: la vicenda delle informazioni ad Aiello, Ciuro e Riolo in ordine alla loro sottoposizione a indagini nell’ottobre del 2003, e quella della rivelazione della presenza di una microspia all’interno dell’abitazione di Giuseppe Guttadauro tra la primavera e l’estate del 2001 (per i profili di tutti i coprotagonisti qui nominati, cfr. articolo p. 19, ndr.). Oltre a questi due delitti, com’è noto, Cuffaro deve rispondere anche di altri due capi d’imputazione […]: rivelazioni di segreto d’ufficio commesse in concorso formale con i delitti di favoreggiamento. Con riferimento poi alla sola condotta della primavera/estate del 2001, a Cuffaro è contestata una circostanza aggravante ad effetto speciale, che è quella dell’art. 7 della legge 203...


Il sapore dell’utopia

Set 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Assistente spirituale, uomo di cultura, parroco di strada. A Brancaccio don Pino Puglisi adoperò tutte le sue risorse per affrontare i mafiosi e convincere la gente del quartiere ad affrancarsi dal giogo criminale. Per questo venne ucciso il 15 settembre 1993. Ma che ne è stato della sua eredità in questi anni? «Dio ha detto: “Non uccidere”; nessuna agglomerazione umana, mafia, può calpestare questo diritto santissimo di Dio. Questo popolo siciliano, talmente attaccato alla vita e che dà la vita, non può essere oppresso sotto la pressione di una civiltà contraria, la civiltà della morte. Qui ci vuole la civiltà della vita. In nome di questo Cristo Risorto che è via, verità e vita, lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio». Giovanni Paolo II pronunciava queste parole il 9 maggio 1993 in occasione del viaggio pastorale in Sicilia, al termine della messa nella Valle dei Templi di Agrigento. Con queste poche frasi il papa polacco apriva una stagione nuova nella vita della chiesa siciliana e spazzava via decenni di timidezze, rinunce e complicità, da parte di quanti credevano che vangelo e lupara potessero convivere tranquillamente. Il 15 settembre di quello stesso anno veniva ucciso don Giuseppe Puglisi, padre...


Mi indigno e mi impegno

Nov 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Quasi mille ragazzi hanno partecipato al secondo “Campus sulla cittadinanza” che si è svolto a Montecatini Terme dal 27 al 29 ottobre. Molte le denunce di realtà di cittadinanza negata. Tra i principali responsabili, le mafie. Il messaggio dei giovani: né rassegnati né indifferenti «L’esercizio concreto dell’incontro, del dialogo, del confronto che i giovani sperimentano è fondamento e premessa per la costruzione di una società futura in cui crescita ed equo sviluppo possano garantire, in Europa e nel mondo, opportunità per tutti». Con queste parole il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inaugurato il secondo “Campus sulla cittadinanza” organizzato dalla Provincia di Pistoia e dal Gruppo Abele, in collaborazione con altre associazioni italiane, a Montecatini Terme dal 27 al 29 ottobre scorso. Un appuntamento annuale che «nasce dall’idea di mettere insieme giovani e adulti, offrendo loro uno spazio di incontro e di confronto sul tema della cittadinanza» ha ribadito Daniela Gai, assessore provinciale alle politiche giovanili.   Percorsi di cittadinanza. Il Campus del 2005, che segna la seconda tappa del progetto “Albachiara. Percorso sulla cittadinanza agita e negata” avviato nell’aprile 2004, ha visto la partecipazione di quasi mille giovani, stranieri e italiani. Tre giorni di lavori scanditi da plenarie e  laboratori ai...


Palermo, sassi nello stagno

Mag 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Fare acquisti solo dai commercianti che non si piegano al pizzo. Dopo aver tappezzato la città con adesivi contro il racket, è il consumo critico l’ultima iniziativa degli “attacchini”. Progetto naïf, effervescenza senza conseguenze? In una Palermo in cui nulla sembra muoversi una provocazione riapre il dibattito (altro…)


Solitario o abbandonato?

Mag 10th, 2003 | Categoria: recensioni
«Sarò il parroco del papa», così ironizzava don Puglisi spiegando perché aveva accettato l’incarico che lo portava a Brancaccio, cuore della Palermo mafiosa. Il “papa” è Michele Greco, uomo di spicco dei corleonesi di Totò Riina, all’epoca già in carcere, proprietario di quasi tutte quelle terre ora controllate dai fratelli Graviano. Don Pino conosce il quartiere, ci è nato e lì ha trascorso i primi anni di sacerdozio; sa che cosa lo aspetta eppure non esita. Nè perde la voglia di sdrammatizzare e quel sorriso che lo accompagnerà fino alla fine, quando – come racconterà il suo assassino – davanti alla calibro 7,65 dirà «Me lo aspettavo». Assolutamente verosimile. Ma com’è possibile che nessun altro – soprattutto le istituzioni che dovevano e potevano proteggerlo – se lo aspettasse? La sua morte era inevitabile? Grida con forza di no Bianca Stancanelli dalle pagine di A testa alta, scritto «per rabbia, dolore, vergogna, desiderio impossibile di risarcimento», per raccontare “vita, morte e miracoli” del prete ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993. Sì, miracoli, come quello di un ragazzino che comincia a dire “grazie” o “scusa” o che, dopo aver rubato un’autoradio, restituisce il maltolto e i soldi per cambiare il finestrino rotto....