Articoli con tags ‘ Borsellino ’


Borsellino: pm, ergastolo per Madonia e Tutino

Dic 15th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone ha chiesto la condanna all’ergastolo per i mafiosi Salvo Madonia e Vittorio Tutino, in quanto ritenuti responsabili della strage di via D’Amelio e inoltre ha sollecitato 8 anni e 6 mesi per Vincenzo Scarantino e 14 anni ciascuno per Francesco Andriotta e Calogero Pulci, i tre falsi pentiti accusati di calunnia per le false dichiarazioni rese durante le prime indagini sull’attentato del 19 luglio ’92 in cui morirono Paolo Borsellino e i 5 poliziotti di scorta Emanuela Loi, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina, Agostino Catalano. L’udienza è stata rinviata al 9 gennaio per l’inizio delle conclusioni dei legali di parte civile.


Via D’Amelio, 24 anni dopo

Lug 19th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Libera Memoria, familiari di vittime innocenti delle mafie
Certe memorie sono memorie di tutti, memorie collettive. Memorie che aiutano una società a non perdersi, a tenere fermi i valori di democrazia, libertà, giustizia, verità. Ma ricordare via d’Amelio – e tutte le altre stragi e vittime delle mafie – anche per sottolineare il legame tra la memoria e l’impegno. Non basta il ricordo delle ricorrenze. La memoria vuole continuità, si misura nel costruire ogni giorno la giustizia. E’ questo tenace impegno quotidiano che loro si aspettano da noi. Non sono morti per essere ricordati. Sono morti perché noi trasformassimo la loro memoria in speranza e giustizia. L’io capace di diventare noi è stata la loro ricchezza: deve diventare anche la nostra.” d. Luigi Ciotti “Non è il tempo che passa che lo fa dimenticare”. E’ Luciano che parla, che racconta, che condivide con noi i suoi ricordi. Luciano è il fratello di Claudio Traina, uno degli agenti della scorta di Paolo Borsellino. Sono trascorsi 24 anni da quella domenica, e Luciano quel 19 luglio lo ha ben impresso nella sua memoria. Ricorda soprattutto la mattina trascorsa insieme al mare a pescare. Sono gli ultimi ricordi che ha legati al fratello. Non era molto il tempo che riuscivano a...


Una mostra per ricordare Falcone e Borsellino all’Asinara

Lug 24th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Nell’agosto del 1985 i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si rifugiarono all’Asinara per scrivere in tutta sicurezza nell’allora “isola supercarcere” l’istruttoria per il maxi processo alla mafia che si aprì l’anno seguente. Oggi a trent’anni di distanza il sodalizio umano e professionale dei due magistrati rivive in una mostra, allestita nell’ex bunker di Cala d’Oliva e aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18. Insieme alla mostra sui due giudici, sono visitabili anche le mostre esplicative sull’associazione Libera e sui beni confiscati alla criminalità organizzata. Le esposizioni rientrano nell’ambito delle iniziative legate ai campi estivi di formazione del volontariato, promossi in queste settimane dal centro di servizio di volontariato Sardegna Solidale e da Libera Sardegna, e che andranno avanti fino al prossimo 15 settembre. Fino a lunedì prossimo, quindici volontari del presidio Libera di Cagliari “Emanuela Loi”, delle associazioni Anpas e “La Strada”, della Misericordia di Senorbì e dell’Azione Cattolica di Selargius, si alterneranno nello svolgimento delle attività previste presso il bunker di Cala d’Oliva e dedicheranno parte della giornata alla formazione su solidarietà, legalità, giustizia sociale, oltre che accompagnare i visitatori alla scoperta dell’ex bunker, voluto dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per contrastare terrorismo e criminalità organizzata. Qui, a...


“Diciamo basta all’antimafia di facciata e alle passerelle”. I Borsellino non saranno alle manifestazioni del 19 luglio

Lug 10th, 2015 | Categoria: news
“Il 19 luglio? Non ci sarò. Mi sono messo di turno al lavoro, a cercare di fare qualcosa di concreto, non ho tempo per commemorazioni senza senso. Per me, appassionato di calcio, i memorial sono quelli sui campi, non ne esistono altri”. Così, in un colloquio con La Stampa, parla Manfredi Borsellino, figlio del giudice Paolo ucciso ventitré anni fa in via D’Amelio, oggi commissario di polizia a Cefalù. Alla commemorazione della strage “noi figli non ci saremo. Fiammetta da sei anni – racconta Manfredi – passa questo periodo a Pantelleria. Il 19 luglio fa celebrare una messa in memoria di papà in una chiesetta di contrada Khamma, sull’isola, dove entrano a malapena dieci persone. Lucia quest’anno sarà lì con lei. E io sarò in servizio, il 17, il 18 e il 19. Sono stato educato da mio padre all’etica del lavoro, alla concretezza, al rifiuto delle passerelle. Tre anni fa, pochi giorni prima dell’anniversario, abbiamo fatto un blitz contro la criminalità delle Madonie, il migliore modo di commemorarlo”. “Mia sorella ha parlato di antimafia di facciata – aggiunge – e io quelle parole me le sono appese in ufficio, tanto le condivido, tanto mi sembrano arrivare dritte dalla voce di mio...


Strage di via D’Amelio, sette nuovi indagati

Nov 2nd, 2011 | Categoria: articoli
di Manlio Melluso
Sette nuovi indagati per la strage di via D’Amelio in cui morirono il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Secondo le nuove ipotesi investigative ci sarebbe stata una talpa all’interno del palazzo in cui abitava la madre del magistrato ucciso da Cosa nostra. Le dichiarazioni dei pentiti del clan mafioso di Brancaccio ,Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, che hanno smentito la versione di Vincenzo Scarantino sulla strage di via D’Amelio, continuano a produrre effetti. In questi giorni otto persone sono state scagionate dalle accuse. Adesso altre sette risultano indagate. Alcune di queste sono in carcere, come Vittorio Tutino che avrebbe aiutato Spatuzza a rubare la 126 poi imbottita di esplosivo, altre sono a piede libero. Secondo la versione dei pm guidati dal procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari, Cosa nostra poteva contare su una talpa all’interno del palazzo in cui abitava la madre di Paolo Borsellino. Si tratterebbe di Salvatore Vitale, il gestore di un maneggio che aveva la disponibilità di un appartamento al piano terra del palazzo. Tranchina ha rivelato che ad azionare il telecomando per l’esplosione sarebbe stato Giuseppe Graviano, nascosto e protetto dietro un muro nel giardino di via D’Amelio. Salta quindi l’ipotesi del consulente Gioacchino Genchi...


Narcomafie compie diciott’anni

Feb 24th, 2011 | Categoria: news
E’ nato nel momento in cui la società civile cercava risposte da dare all’aggressione armata sviluppata dalla criminalità organizzata nei confronti dello Stato. Era febbraio del ’93. Sette mesi prima, a Palermo in via D’Amelio era esplosa una Fiat 126 contenente circa 100 chilogrammi di tritolo. Nell’esplosione rimasero uccisi il Giudice Borsellino e gli uomini della sua scorta. Due mesi prima a Capaci era stato ucciso con modalità simili il Giudice Falcone. E’ nato con caratteristiche precise. Un mensile di informazione, analisi e documentazione. I temi scelti non sono proprio quelli tipici per un minorenne: mafia, traffici illeciti, corruzione, violazione dei diritti umani, immigrazione. Ma potremmo dire che, considerata la famiglia in cui è stato concepito, potevamo aspettarcelo. Narcomafie è figlio del Gruppo Abele. E’ stato cresciuto da giornalisti, docenti universitari e magistrati, allattato da centri di documentazione italiani e stranieri. Come tutti, ha sviluppato delle amicizie, di quelle che rimangono. L’associazione Libera è una di queste, ma ne esistono molte altre. Crescendo ha cambiato veste un paio di volte, si è “rifatto il trucco”, e l’ultimo formato è recentissimo. Da gennaio ha una nuova grafica, voluta come sigillo proprio alla maggior età, ma non solo. Come...


Scomparsi i tabulati di Gaetano Scotto, l’uomo chiave dell’inchiesta sulle stragi

Set 7th, 2010 | Categoria: news
Ieri, dal palco della Festa del Pd a Torino, il procuratore capo Gian Carlo Caselli ha affermato che, nonostante il lavoro tangibile di magistrati e poliziotti, la vera spina dorsale del potere mafioso si fonda sulle collusioni. Di oggi invece è la notizia, diffusa da Repubblica e firmata dal giornalista Attilio Bolzoni, che da un deposito della polizia giudiziaria sono sparite le carte riportanti i tabulati delle telefonate di Gaetano Scotto effettuate dal 1989 e durante tutta l’estate del 1992. Insomma il periodo che va dall’attentato fallito dell’Addaura ai danni di Falcone – giugno 1989 – alle stragi di Capaci e via D’Amelio. Scotto, che sconta oggi un ergastolo per l’omicidio di Paolo Borsellino ed è indagato nelle indagini sull’attentato all’Addaura, era il boss dell’Arenella che svolgeva per Cosa nostra il compito di mantenere i rapporti con gli uomini dei servizi segreti italiani. Dalle dichiarazioni di pentiti quali Angelo Fontana e Vito Lo Forte, sembra che Gaetano Scotto abbia avuto ruoli determinanti nell’attentato dell’Addaura, nell’assassinio del poliziotto Nino Agostino e di sua moglie Ida (Agostino avrebbe scoperto punti di contatto tra mafia e Questura), e nel mantenimento dei contatti telefonici, nei giorni della morte di Paolo Borsellino, con una base dei servizi segreti...