Articoli con tags ‘ Bologna ’


‘Aemilia’, Dda Bologna: pronti a chiudere indagini per 224 persone

Giu 22nd, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Sono 224 le persone per cui la Dda di Bologna si appresta a chiudere le indagini di ‘Aemilia’, la maxi-inchiesta contro la ‘Ndrangheta. Lo anticipa il procuratore Roberto Alfonso: “A cinque mesi dalle ordinanze di custodia cautelare di fine gennaio, potremo notificare gli avvisi di fine indagine”. Manca ancora però un’aula-bunker idonea per l’udienza preliminare e per questo é stato chiesto un incontro al ministero della Giustizia.


Libera, presentata la Giornata della Memoria e dell’Impegno

Mar 11th, 2015 | Categoria: news
“Mi piacerebbe sognare una svolta nel paese segnata da ciò che vivremo il 21 marzo a  Bologna”. Parole di speranza, quelle pronunciate da don Luigi Ciotti nel corso della conferenza stampa di presentazione della ventesima edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata da Libera, che si svolgerà appunto a Bologna sabato 21 marzo.Vent’anni di memoria e di impegno, ma “le mafie ce le portiamo dietro da secoli” ha sottolineato il presidente di Libera, ribadendo che “dopo Bologna la lotta alle mafie non sarà più come prima: sarà tracciata una linea di demarcazione chiara, netta”. Nel corso della conferenza stampa svoltasi ieri, martedì 10 marzo, nel capoluogo di una regione ancora scossa dall’inchiesta “Aemilia” che ha portato all’arresto di 117 persone per ‘ndrangheta, è stato sottolineato che la Giornata “non è un evento ma un percorso che stiamo costruendo insieme”. Insieme sul territorio regionale ospite, insieme in maniera trasversale in tutta Italia, insieme alle associazioni che raggruppano i famigliari delle vittime delle stragi di Bologna e di Ustica: il 21 marzo, per la prima volta nell’ambito della Giornata organizzata da Libera, saranno ricordati anche loro. Tutti i dettagli per partecipare sono reperibili sul sito di...


Traffico di droga: a Bologna operavano cellule del clan Mancuso

Ago 3rd, 2011 | Categoria: news
È durata un anno l’indagine denominata “Due Torri Connection” che ha portato a diversi arresti e perquisizioni, tuttora in corso, eseguite in varie regioni italiane, ma anche in Spagna e Austria, dalla Squadra Mobile di Bologna, in stretta collaborazione con le Squadre Mobili delle Questure di Catanzaro, Teramo, Vicenza e Vibo Valentia. Dalle indagini, coordinate dal Servizio Centrale Operativo e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, si è potuto accertare che a Bologna vi era la presenza di uomini appartenenti alla cosca Mancuso, impegnati a concludere trattative per l’acquisto di diverse partite di cocaina con i narcotrafficanti colombiani che operavano in Spagna e in Colombia. Grazie all’impegno degli agenti di polizia è stato possibile troncare il traffico di droga che, nascosta in scatoloni a bordo di aerei privati, che partivano dall’aeroporto di Quito (EC), o all’interno di container provenienti dal sud America, stivati su motonavi come finti carichi leciti, giungeva in Europa. La polizia di Stato ha altresì accertato che gli incontri, per le trattative d’acquisto, avvenivano in una villa sontuosa appartenente agli uomini della ‘ndrina calabrese, sita nel Comune di Bentivoglio in provincia di Bologna.


La Repubblica del segreto

Lug 30th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli, prima pagina
di Federico Alagna
Nato come strumento di tutela della sicurezza nazionale, il segreto di stato in troppi casi sembra un comodo escamotage per nascondere verità scottanti. A trent’anni dalle stragi di Ustica e Bologna il dibattito è aperto (altro…)


Concorrenti sleali

Giu 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_6_2010 “Camorra a Parma? Solo sparate”. Così rispose, nel marzo 2009, il prefetto Paolo Scarpis a Roberto Saviano, che aveva ricordato le commistioni affaristiche tra Pasquale Zagaria, fratello del latitante Michele, e il costruttore parmense Aldo Bazzini, condannato nel 2008 per associazione camorristica. Eppure che le infiltrazioni criminali in quell’area siano una realtà con cui fare i conti lo dimostrano le recenti operazioni delle forze dell’ordine. A un anno di distanza dal “Dossier Modena”, Narcomafie torna in Emilia Romagna per documentare gli affari della criminalità organizzata in uno dei territori più ricchi d’Italia (altro…)


Mappa dei Cpt italiani

Lug 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Riportiamo qui di seguito la mappatura degli istituti presenti nel nostro Paese. Le notizie raccolte fanno riferimento a: tipo di struttura; dislocazione rispetto al centro abitato; capienza massima; tipologia degli ospiti; budget per persona giornaliero; continuità di esercizio; gestione. I dati sono stati elaborati sulla base della lettura del Rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF) curato da Luca Leone Centri di Permanenza Temporanea e Assistenza, anatomia di un fallimento edito da Sinnos nel 2005 e del Rapporto di Amnesty International Italia. Presenza temporanea, diritti permanenti. Il trattamento dei cittadini stranieri detenuti nei centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta). Agrigento “Contrada San Benedetto” Ex hangar in muratura; zona industriale, lontano dal centro abitato; 108 posti; 96 uomini e 12 donne; euro 30,54 cad/giorno; chiuso per ristrutturazione dall’ottobre 2004 e “in via definitiva” dal dicembre 2004, a seguito delle osservazioni espresse dal Comitato per la prevenzione della tortura e dei trattamenti e pene crudeli, inumani e degradanti del Consiglio d’Europa. Fonti non confermate sostengono che il centro verrà riaperto nel 2005 dopo i relativi lavori di ampliamento; gestione Misericordia/Asi.  Lampedusa Cinque container; è anche Centro di Identificazione (Ci); situato nella zona aeroportuale dell’isola. Dista circa 205 km dalla costa della Sicilia e circa 300 km dalla...


Emilia Romagna, il pericolo della zona grigia

Mar 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Presentati a Bologna di una importante ricerca su criminalità e mafie Il 21 marzo Modena ospita la “Giornata dell’impegno e della memoria” voluta da Libera in ricordo di tutte le vittime delle mafie: l’appuntamento è inserito in un programma di manifestazioni volte a sensibilizzare scuole, associazioni, cittadini e istituzioni dell’intera Regione. In una di queste iniziative, un importante convegno promosso a Bologna dalla Regione Emilia Romagna, sono stati presentati i risultati di un imponente lavoro di ricerca curato da Raimondo Catanzaro dell’Università di Bologna e da Enzo Ciconte, consulente della Commissione parlamentare antimafia.  Lo studio si inserisce nell’ambito del progetto “Città Sicure”, nato nel 1994 per rispondere alla domanda di sicurezza dei cittadini: la sfida fondamentale, ricorda Cosimo Braccesi, responsabile del progetto per la Regione, è «tenere alta l’attenzione senza fare dell’allarmismo», puntando quindi a «creare una relazione ancora più stretta tra contrasto, conoscenza, azione politica e amministrativa».  Una presenza invisibile I segni della presenza mafiosa in Emilia Romagna sono stati rintracciati e analizzati avvalendosi di una mole di documenti ufficiali che ricostruiscono il periodo compreso tra gli anni Settanta e la metà degli anni Novanta.  Dai primi risultati – si tratta, infatti, di uno studio non ancora terminato e quindi suscettibile di integrazioni e correzioni...