Articoli con tags ‘ Beppe Montana ’


In ricordo di Beppe Montana

Lug 28th, 2016 | Categoria: prima pagina
Pubblichiamo il ricordo di Marta, Carlotta e Luigi Montana – figli di Dario Montana – nipoti del commissario della Squadra mobile di Palermo Beppe Montana, assassinato da Cosa nostra il 28 luglio 1985. Il contributo è tratto dal sito di Libera (altro…)


Il poliziotto Beppe Montana

Lug 28th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Dario Montana
La Catturandi era considerata l’Università della Polizia, la squadra mobile di Palermo, la migliore insieme a quella di Reggio Calabria. All’indomani della strage di via Carini (3 settembre 1982), come sempre accade in questi casi, lo Stato risponde aumentando gli organici della polizia: un’occasione irripetibile per Beppe che aveva appena finito il corso presso l’Istituto Superiore di Polizia, dopo aver vinto il concorso. Tra le destinazioni di preferenza esclude di tornare nella sua città, Catania, perché secondo lui non è opportuno fare il poliziotto in una città dove si conoscono tante persone che possono chiederti favori imbarazzanti. Meglio andare in una città dove non hai legami: indica quindi come preferenze le città di Palermo e Reggio Calabria. La sezione investigativa della squadra mobile di Palermo sarà la sua prima destinazione. Molti dei funzionari spediti a Palermo all’indomani della strage di via Carini non ressero il peso di quel lavoro; alcuni chiesero di andare via, altri vennero più semplicemente allontanati perché non ritenuti idonei. Beppe conquista velocemente l’amicizia e la fiducia di Ninni Cassarà, il vice dirigente della squadra mobile che sarebbe stato ucciso pochi giorni dopo Beppe Montana, il 6 agosto. Grazie alle numerosissime operazioni concluse con successo, gli propongono di dirigere la sezione...


La mia famiglia, mio fratello. E quell’atroce 28 luglio 1985

Lug 28th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Dario Montana
La nostra è stata una famiglia felice, fino a quel maledetto 28 luglio del 1985. Una famiglia borghese. Papà era un direttore del Banco di Sicilia; mia madre, innamoratissima di lui, era una casalinga; poi c’eravamo noi tre fratelli: Beppe, Gigi ed io, Dario. Tra mio padre e Beppe c’era un legame speciale. Papà non lo diceva, ma era orgogliosissimo di suo figlio. Il loro rapporto è stato caratterizzato da tanti scontri e tanto amore, come avviene in molte famiglie: dai conflitti generazionali degli anni giovanili si passa ad un confronto sempre più paritario, fatto di complicità, di richieste di consigli, di condivisione di esperienze. Mio fratello era un uomo felice, non avrebbe mai accettato dalla vita un mestiere diverso. L’investigazione era la sua passione, oltre che la sua professione. Beppe era arrivato a Palermo –subito dopo aver concluso il corso per vice commissario all’Istituto Superiore di Polizia –  nel settembre del 1982, in un clima caratterizzato dall’ennesima “emergenza” dettata dall’omicidio del prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, della sua seconda moglie Emmanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo. Tre anni sono stati sufficienti perché Cosa nostra ritenesse necessario e improcrastinabile il suo omicidio: quel poliziotto innamorato della giustizia, non a mezzo servizio,...


Trent’anni fa l’omicidio di mio fratello, Beppe Montana

Lug 28th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Dario Montana
Estate 1985. Gli italiani fischiettavano per le strade gli ultimi successi della stagione: L’estate sta finendo dei Righeira e Ragazzi di oggi di Luis Miguel. Madonna conquistava i primi posti nelle classifiche delle hit parade mondiali. Pagando con una banconota da mille lire, si poteva acquistare il quotidiano e bere un caffè al bar. Francesco Cossiga era stato eletto Presidente della Repubblica, succedendo all’amatissimo Sandro Pertini; il Presidente del Consiglio era l’onorevole Bettino Craxi, mentre Giulio Andreotti era ministro degli Esteri. A Palermo si iniziava ad allestire l’aula bunker dell’Ucciardone, dove si sarebbe tenuto il primo maxiprocesso alla mafia: 456 imputati alla sbarra, tre gradi di giudizio e la sentenza, il 30 gennaio 1992, della Cassazione che sancirà l’esistenza di un’organizzazione criminale di stampo mafioso denominata “Cosa nostra”. Fu nell’estate 1985 che i giudici Borsellino e Falcone furono mandati sull’Asinara per preparare l’istruttoria del maxi processo; un esilio per il quale lo Stato chiese loro le spese di vitto, alloggio e consumi delle utenze. Le loro figure dividevano l’opinione pubblica; se da un lato Falcone poteva dichiarare che i cittadini facevano “il tifo per noi”, dall’altro c’era chi si lamentava delle sirene spiegate delle auto della scorta, o etichettava i giudici come persone...


Conclusa la Carovana Antimafia. Ma l’impegno continua

Giu 8th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
Era il 1994 quando Rita Borsellino sposò l’idea dell’Arci: organizzare una Carovana che portasse messaggi di speranza, di antimafia sociale, di voglia di riscatto. Partendo da Corleone, nel cuore di una Sicilia “bellissima e disgraziata” come l’aveva definita suo fratello Paolo, ucciso poco meno di due anni prima. Sono trascorsi 18 anni da quella decisione, da quella prima esperienza on the road, e di strada la Carovana ne ha fatta veramente tanta, diventando un’esperienza condivisa anche con Libera e Avviso Pubblico e trasformandosi in un evento internazionale che, per quanto riguarda l’edizione 2011, è durato 94 giorni per un totale di 19 mila chilometri percorsi: tutta l’Italia ma anche Corsica, Francia, Svizzera, Albania, Bulgaria, Serbia e Bosnia. Narcomafie ha seguito le ultime tre tappe siciliane e conclusive della Carovana, a fianco di Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale della stessa e responsabile nazionale legalità e democratica per l’Arci. (altro…)