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beni confiscati ’
dic 7th, 2010 |
Categoria: articoli, prima pagina
di Elena Ciccarello
Oltre un milione di firme contro la corruzione e per il bene comune. Un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché promuova l’adeguamento del nostro codice alle leggi internazionali anticorruzione. E perché venga finalmente data piena attuazione alla norma, già introdotta nella Finanziaria 2007, che prevede la confisca e il riutilizzo sociale dei beni dei corrotti. Questi i contenuti della campagna promossa da Libera e Avviso pubblico, presentata oggi in conferenza stampa a Roma.
Una raccolta di firme, per mettere freno a un fenomeno dilagante che ammala il nostro Paese: in Italia, la corruzione è sistema. Lo dice la Corte dei Conti, ne sono convinti gli italiani, lo provano i dati. È una tassa occulta che costa agli italiani circa 50/60 miliardi di euro l’anno, quasi mille euro a testa, dalla culla alla pensione. Un furto al bene comune con cifre da capogiro, basti pensare che il valore di tutti i beni sequestrati e confiscati alla mafia negli ultimi due anni e mezzo (18 miliardi) non sono sufficienti a coprire neppure un quinto di quanto è stato contemporaneamente sottratto ai cittadini come costo della corruzione.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nella classifica di Transparency International l’Italia è...
Tags: Avviso Pubblico, beni confiscati, corruzione, Giorgio Napolitano, legge ex Cirielli, Libera, raccolta firme, Transparency International
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nov 15th, 2010 |
Categoria: news

Il Tribunale di Palermo, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ha disposto il sequestro di beni per un valore di oltre 22 milioni di euro riconducibili ai clan dei Madonia e dei Di Trapani operanti nel ‘mandamento’ di Resuttana. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Ros, e si è concentrato soprattutto sul capoluogo siciliano, ma anche nei comuni di Cinisi, Carini e Isola delle Femmine.
Spiegano gli inquirenti che il provvedimento di sequestro è arrivato a conclusione di un percorso investigativo che, dopo avere portato all’arresto di esponenti di spicco dell’organizzazione mafiosa, ad iniziare dai figli del capo mandamento Francesco Madonia, “ha contestualmente individuato e proposto il sequestro dei patrimoni accumulati” costituiti da aziende edili, attività commerciali, quote societarie, abitazioni, terreni e numerose autovetture.
Le famiglie mafiose dei Madonia e dei Di Trapani “sono state protagoniste dell’ascesa dei corleonesi ai vertici di Cosa nostra – spiegano ancora gli investigatori – tanto che i suoi principali esponenti sono stati ritenuti colpevoli degli omicidi di Pio La Torre, del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, dell’imprenditore Libero Grassi, del funzionario di polizia Ninni Cassarà, ma anche del piccolo Giuseppe di Matteo, il bambino sciolto nell’acido”.
Tags: beni confiscati, clan Madonia, Dda, Palermo, Resuttana, sequestro
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nov 12th, 2010 |
Categoria: news

Questa mattina la Corte d’Appello di Genova, su richiesta della Dia ha disposto il sequestro e la confisca dei beni della famiglia Sechi nel capoluogo ligure, per un valore stimato intorno al milione di euro. Nel particolare si tratta di 2 autovetture e 2 motocicli, quote e proprietà di 2 società, con attività di creperie. Tutto riconducibile a Roberto Sechi. Le indagini patrimoniali condotte su circa 25 anni di posizioni reddituali di Sechi e della moglie hanno fatto emergere un buco non motivabile tra le attività dichiarate e i beni posseduti.
Sechi era già stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione nel 2000 con l’accusa di associazione mafiosa e violazione delle norme riguardanti gli interventi nel settore del gioco e delle scommesse clandestine. Ai tempi Sechi faceva parte di una “decina” – sodalizio criminoso di tipo mafioso – capeggiata da Salvatore Fiandaca, emissario del clan Madonia di Caltanissetta in Liguria. Le attività della decina svariavano dal traffico di stupefacenti al gioco d’azzardo clandestino, dalle estorsioni agli omicidi.
Scontata la pena, Sechi era tornato libero e aveva avviato le due creperie, oggi confiscate, oltre ad avere acquistato alcuni altri beni, mobili e immobili.
Tags: beni confiscati, clan Madonia, Cosa nostra, Genova, Liguria, mafia al nord, sequestri
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ott 15th, 2010 |
Categoria: archivio articoli
di Chiara Pracchi La vicenda Riela Group è una storia esemplare di un’azienda confiscata alla mafia. Cronaca dell’impegno di chi questa società l’ha presa in carico e della solitudine (per non dire abbandono) in cui è costretto ad operare
(continua…)
Tags: aziende confiscate, beni confiscati, Cosa nostra, mafie ed economia, Riela Group
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set 20th, 2010 |
Categoria: recensioni
di Elena Ciccarello Latte, farina, uova… anche un’innocua lista della spesa può nascondere un amaro retrogusto di camorra. Con buona pace delle italiche genti che della loro tradizione enogastronomica menano vanto in tutto il mondo. Verrebbe da dire: non ci resta che il mandolino. (continua…)
Tags: beni confiscati, caffè, camorra, carne, cla camorristici, la mafia in cucina, latte, Libera, mafia e società, mozzarella di bufala, Peppe Ruggiero, ricette
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ago 24th, 2010 |
Categoria: articoli
di Luigi Ciotti Ha molti aspetti positivi il piano antimafia votato in questi giorni in Senato. Positivo che entro un anno il governo s’impegni a redigere un testo unico antimafia che armonizzi una materia giuridica tanto complessa. Apprezzabili le misure di prevenzione, pur trattandosi ancora di direttive, e la volontà di potenziare lo strumento della confisca dei beni – anche se lascia perplessi il termine di un anno e sei mesi, prorogabile fino a un anno, per il passaggio dal sequestro alla confisca. Bene l’istituzione di una banca dati nazionale così come le misure che entrano subito in vigore: dalla tracciabilità dei flussi finanziari della spesa pubblica, ai controlli fiscali, alle “stazioni” regionali che vigilano sugli appalti e la trasparenza dei contratti, alle operazioni “sotto copertura” anche in relazione ai reati ambientali, al più forte coordinamento degli organismi contro il crimine organizzato.
Passi che, se concretizzati, renderanno più efficace il già ottimo lavoro dei magistrati e delle forze di polizia, ma che non devono farci dimenticare altri aspetti che necessitano a loro volta di una revisione e di un potenziamento.
Penso, ad esempio, alla delicata questione dei testimoni di giustizia. E’ necessaria qui una diversa filosofia nell’approccio al testimone e un più adeguato progetto di...
Tags: appalti, beni confiscati, mafia e appalti, misure di prevenzione, Piano antimafia, Roberto Maroni, testimoni di giustizia
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lug 25th, 2010 |
Categoria: archivio articoli, articoli

Dopo il primo raduno dei Giovani di Libera tenutosi a Cascina Arzilla – bene confiscato a Volvera (To) -, che ha ospitato più di 150 ragazzi provenienti da tutta Italia, parte sabato da Torino la carovana di “memoria e impegno”.
Memoria per ricordare le vittime della mafia e per non abbandonare i testimoni di giustizia. Impegno verso la valorizzazione dei beni confiscati e la loro restituzione alla società, lungo il versante della lotta civile alle cosche.
La carovana, patrocinata dal Consiglio Provinciale di Torino, vedrà più di 20 ragazzi da tutta Italia affrontare un viaggio a bordo di minibus e auto che partendo da Torino raggiungerà Roma, Latina, Milazzo, Polistena, Isola Capo Rizzuto e Castel Volturno, per un totale di oltre 3000 km in 5 giorni. La carovana prenderà il via da Cascina Caccia, bene confiscato a San Sebastiano da Po nei pressi di Torino e dedicata al procuratore ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983 , passerà poi da Roma per ricordare la diciassettenne testimone di giustizia Rita Atria che si tolse la vita dopo la strage di via D’Amelio e la morte di Paolo Borsellino. Da Roma si dirigerà a Milazzo, poi Polistena e Isola Capo Rizzuto, comune recentemente colpito...
Tags: beni confiscati, carovana memoria e impegno, Cascina Caccia, Castel Volturno, Isola Capo Rizzuto, Libera, Milazzo, Polistena, raduno giovani di Libera, Rita Atria, Roma, testimoni di giustizia, Torino, vittime di mafia, Volvera
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lug 5th, 2010 |
Categoria: articoli
di Toni Castellano
Nella notte di giovedì 1 luglio si è acceso un primo falò a Isola Capo Rizzuto. Purtroppo non è stato uno di quei classici falò estivi da festa sulla spiaggia o di quei roghi agresti con cui i contadini si sbarazzano delle sterpaglie seccate al sole. Ad alimentare le fiamme c’era la Renault Twingo del responsabile dell’ufficio tecnico urbanistico del comune Agostino Biondi. La sera seguente – 2 luglio – la pratica incendiaria si è ripetuta ai danni di una Toyota Yaris di proprietà di Anselmo Rizzo, vice sindaco di Isola e assessore al Turismo. L’auto era parcheggiata nei pressi dell’abitazione dello stesso Rizzo.
Dopo questo secondo grave episodio Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, è intervenuto dai microfoni della trasmissione “Quelli di Caterpillar”, dalla spiaggia di Senigallia, ospite del Caterraduno annuale dei radioascoltatori dell’omonima trasmissione Caterpillar. ”Le mafie hanno paura della libertà – ha detto Ciotti – della freschezza e fanno tutto per dividerci dalla verità.
ll lavoro positivo che si sta svolgendo su quel territorio – facendo riferimento a Isola Capo Rizzuto - da parte del Prefetto, delle Forze di Polizia, di un coraggioso sindaco e della sua giunta, delle associazioni di volontariato e di categoria disturba. E allora non...
Tags: 'ndrangheta, amministratori nel mirino, beni confiscati, clan Arena, incendi dolosi, intimidazione, Isola Capo Rizzuto
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giu 22nd, 2010 |
Categoria: articoli
di Angela De Lorenzo
Il 21 giugno è iniziata la prima trebbiatura dell’orzo su un terreno di cinque ettari confiscato al clan Arena di Isola Capo Rizzuto (Kr). Non è stato semplice organizzarla perché, come spesso accade, i clan continuano ad esercitare il loro potere intimidatorio sul territorio anche quando i loro beni sono stati confiscati. E’ storia vecchia. E’ accaduto anni fa a Corleone, in occasione della prima trebbiatura del grano alla nascita della cooperativa “Placido Rizzotto”: non si riusciva a trovare una trebbia disponibile. Si è ripetuto da poco nel casertano, dove è stato necessario trebbiare il grano nel cuore della notte per evitare l’assalto della camorra.
Anche questa volta ad Isola Capo Rizzuto le mietitrebbie sembravano tutte impegnate e pareva che in tutto il territorio provinciale, addirittura, scarseggiassero. Pochi giorni prima, giovedì 17 giugno, l’associazione Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie’, tramite la voce di don Ciotti, aveva lanciato l’allarme: “non si trova nessuno disposto a venire a trebbiare in un terreno confiscato agli Arena. Tutti si ritirano perché hanno paura. I terreni erano stati coltivati dallo stesso clan criminale nonostante fossero stati già sequestrati e confiscati”.
Per realizzare la raccolta sui terreni confiscati al clan Arena, sui quali...
Tags: 'ndrangheta, beni confiscati, clan Arena, Isola Capo Rizzuto
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giu 16th, 2010 |
Categoria: archivio articoli, articoli
di Francesco Galante A Verbuncaudo vedi un panorama che ti aspetti in un film sulle lotte contadine, ambientato 60 anni fa. Così i campi di grano arsi dal sole, anche se è solo metà giugno, così il caseggiato che li domina dall’alto; un feudo di 150 ettari e un mare di bandiere rosse a occuparlo: anche oggi bisogna lottare per dare la terra a chi la lavora.
E’ un caso di studio, quello del bene di 150 ettari a Polizzi Generosa, comune della Madonie, confiscato a Michele Greco; è solo una parte del latifondo originario, da sempre passato in mani mafiose. La confisca definitiva ai danni di Greco e l’assegnazione all’amministrazione locale, oggi guidata da Patrizio David, nel maggio del 2008 hanno aperto la strada all’assegnazione in comodato alla cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra. Come in tanti, troppi altri casi in Italia, il bene è però gravato da ipoteca, messa in riscossione dalla Pirelli Re, cui aveva ceduto il credito il Banco di Sicilia. Il rischio, che per i familiari di Greco è la soluzione ideale, è che il terreno venga messo all’asta per la vendita. Verbuncaudo risulta oggi in affidamento a privati, con l’autorizzazione del giudice competente del tribunale di Termini Imerese...
Tags: antimafia, beni confiscati, Michele Greco
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