Articoli con tags ‘ Bari ’


Bari, imponevano la ‘tassa’ anche sul pesce greco, 11 arresti. In carcere anche Michele Parisi

Feb 23rd, 2016 | Categoria: news
di redazione
Cinque persone in carcere, sei ai domiciliari, ventotto indagati, un sequestro di beni che s’avvicina a 56 milioni di euro. Soprattutto, un cognome, quel cognome, Parisi, che emerge ancora, potentissimo e inquietante, dalle carte dell’inchiesta portata avanti dal Gico di Bari. Solo che questa volta il boss di Japigia, Savino (detto Savinuccio), c’entra soltanto di riflesso dato che, secondo le Fiamme Gialle, a capo del un gruppo dedito a un’imponente attività estorsiva e smantellato a seguito degli arresti eseguiti questa mattina ci sarebbe Michele, suo fratello. L’indagine, condotta nel capoluogo pugliese tra il 2013 e il 2014, è nata da una denuncia per estorsione, presentata da un imprenditore il cui nome figura tra i 28 indagati, perché accusato di aver taciuto con gli investigatori o dato false dichiarazioni per coprire gli aguzzini. E sulla pervasività della mala barese, oltre che sui silenzi complici degli imprenditori, gli inquirenti puntano decisi il dito. Le Fiamme Gialle tracciano un quadro inquietante, quasi ossessivo, di una città in cui tutti i settori dell’economia sono estorti, con imprenditori che preferiscono pagare e tacere. Viene alla luce, inoltre, tutta la gamma di estorsioni: tra le atre, l’applicazione di una “tassa” di un euro su ogni chilo di pesce importato dalla Grecia, da...


100 euro a settimana e forniture gratuite di prodotti. Ecco come il clan Diomede controllava Bari

Feb 18th, 2016 | Categoria: news
di redazione
La Polizia di Stato ha arrestato quattro presunti componenti il clan Diomede di Bari ritenuti dediti alle estorsioni nei confronti di commercianti nel quartiere Carrassi. Una quinta persona è irreperibile. L’operazione giunge al termine di un’attività investigativa, avviata a ottobre, a seguito di segnalazioni dell’Associazione antiracket di Bari. Le indagini della Squadra Mobile hanno documentato – secondo l’accusa – che i cinque destinatari della misura cautelare hanno compiuto, a vario titolo, i reati di estorsione aggravata e la violazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno. Il gruppo di estorsori arrestato stamani dalla polizia taglieggiava di continuo – secondo la Dda di Bari – i commercianti del quartiere Carrassi, compresi quelli del mercato di Santa Scolastica, imponendo loro il pagamento del ‘pizzo’, 100 euro a settimana, e le forniture settimanali di carne e pesce, di cesti natalizi, di catering gratuiti in occasione dell’inaugurazione di un centro scommesse di famiglia e la fornitura di complementi di arredo. Gli arrestati sono Francesco Diomede, di 46 anni, ritenuto a capo dell’omonimo clan, Cosimo Zaccaro, di 24, Giovanni Sedicina, di 34, e Domenico Siciliani, di 46, padre di Danilo, quest’ultimo in carcere per di Cristian Midio, il 21enne ammazzato a Bari il 3...


Bari 2013, la ‘strage’ dopo omicidio boss Caracciolese “non fu mafia”

Ott 2nd, 2015 | Categoria: news
L’omicidio del boss barese Giacomo Caracciolese e la successiva risposta del clan con il triplice assassinio al quartiere San Paolo di Bari non furono delitti di mafia. Per i due episodi, e per un altro tentato omicidio, il gup del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha condannato sette persone a pene comprese fra l’ergastolo e un anno di reclusione, escludendo per tutti l’aggravante di aver favorito un’associazione mafiosa. Per il triplice omicidio è stato condannato solo uno dei quattro imputati accusati del fatto di sangue. I fatti risalgono alla primavera 2013. Il boss Giacomo Caracciolese fu ucciso il 5 aprile “per una questione di onore” relativa a un’offesa subita dal boss rivale Pinuccio Fiore. Per il delitto è stato condannato oggi a 30 anni di reclusione il pregiudicato Donato Cassano, accusato anche di detenzione di armi ed evasione. Il 17 maggio successivo, un gruppo di fuoco ritenuto vicino al boss ucciso, tentò di ammazzare gli autori di quell’omicidio, tra i quali Vitantonio Fiore, figlio di Pinuccio, e quella stessa sera rimase ferito il pregiudicato Domenico Cantalice. Per questi fatti sono stati condannati oggi Nicola Fumai, Vito De Tullio (20 anni di reclusione), Vito e Luigi Milloni e Michele Lanave...


Bari, boss Di Cosola pentito per salvare la moglie

Ott 1st, 2015 | Categoria: news
Si sarebbe pentito per “salvare” la moglie, il boss barese Antonio Di Cosola. Il capoclan 60enne, ritenuto il leader dell’omonima organizzazione mafiosa, ha deciso alcune settimane fa di collaborare con la giustizia. Sua moglie Rocca Palladino, 49 anni, è stata arrestata ad aprile perché ritenuta il tramite fra il marito detenuto e la gestione dei traffici illeciti del suo gruppo criminale. Per scagionarla il boss avrebbe deciso ora di raccontare tutto ciò che sa sulla criminalità organizzata barese, e non solo, degli ultimi 20 anni. Nelle prime dichiarazioni rese ai Carabinieri di Bari e al pm Federico Perrone Capano nel carcere di massima sicurezza di Sassari, dove è sottoposto al regime del carcere duro, Di Cosola avrebbe parlato dell’omicidio di Giuseppe Mizzi, il 39enne di Bari-Carbonara ucciso per errore in un agguato mafioso nel marzo 2011. Per il delitto sono stati condannati in secondo grado a 20 anni di reclusione Emanuele Fiorentino e Edoardo Bove, ma già in fase di indagini non fu escluso il coinvolgimento di altri pregiudicati, il cui ruolo e la cui identità potrebbero essere ora rivelati dal boss. Sull’omicidio Mizzi ha rivelato nuovi particolari anche un’altra “pentita” del clan Di Cosola, Lucia Masella, moglie di Antonio Battista e...


Bari, si pente Antonio Di Cosola, capo di uno dei clan più forti del capoluogo pugliese

Ott 1st, 2015 | Categoria: news
Il boss barese Antonio Di Cosola, capo clan di una delle organizzazioni criminali più radicate nella città e soprattutto nei comuni limitrofi a Bari, ha scelto di collaborare con la giustizia. La decisione del boss, che è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Sassari in regime del 41 bis, risale ad alcune settimane fa ma è stata resa nota ieri mattina durante l’udienza preliminare a 29 pluripregiudicati baresi in gran parte appartenenti al suo clan e accusati di omicidi tentativi di omicidi e altro. I fatti contestati nel processo risalgono agli anni tra il 1993 e il 1998, in gran parte prescritti e riguardano tre omicidi, quattro fra tentati omicidi e ferimenti, due rapine aggravate, porto e detenzione di armi – anche una bomba a mano – e sequestro di persona sotto minaccia di un’ascia. Di Cosola, collegato in videoconferenza con l’aula del Tribunale di Bari, ha comunicato al giudice Annachiara Mastrorilli, la revoca del proprio difensore e la nomina di un nuovo avvocato. Il boss potrebbe rivelare particolari relativi ai traffici illeciti da lui stesso gestiti negli ultimi decenni, oltre ai rapporti con gli altri clan baresi. Ha già rilasciato le prime dichiarazioni agli inquirenti ma i verbali con...


Micro telecamere nei lampioni. Ecco come il nipote del boss di Bari eludeva la polizia

Lug 23rd, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Telecamere piazzate in punti strategici: tra finte viti, sui pali, in giardini condominiali. Il fine: spiare i movimenti di polizia e carabinieri e prevenire possibili blitz nella propria abitazione. Il rione Japigia di Bari era diventato il regno controllato da Tommy Parisi, 24 anni, nipote di Savino, boss del quartiere e uno dei capi della malavita barese. A scoprire tutto il sistema, i carabinieri della compagnia Bari centro che, nel corso di un controllo del territorio, si sono insospettiti notando un manipolo di persone nei pressi di un giardino condominiale di un palazzo di via Guglielmo Appulo. Manipolo datosi alla fuga alla vista dei militari. I carabinieri hanno dunque iniziato un’attenta perquisizione dell’intera area condominiale, poi estesa anche all’abitazione ricavata al piano terra del medesimo palazzo ed in uso al 24enne. Entrati in uno dei locali, gli operanti sono rimasti subito sorpresi quando hanno notato che su di un monitor vi erano le immagini in diretta dell’esterno dell’abitazione. È stata quindi avviata una nuova ispezione delle aree esterne, che ha consentito di individuare e sottoporre a sequestro quattro micro telecamere, tutte abilmente posizionate all’interno dei lampioni del condominio e che riprendevano sia l’interno che l’esterno del palazzo, al fine di controllare l’eventuale...


Latitante barese catturato a Pozzallo, era appena arrivato da Malta

Lug 21st, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Un latitante, Vincenzo Locorotondo, di 34 anni, di Bari, ritenuto dagli investigatori legato al clan Strisciuglio, è stato catturato a Pozzallo (Ragusa) dai carabinieri mentre nel porto sbarcava da un catamarano proveniente da Malta. La cattura è avvenuta nel pomeriggio di ieri ma è stata resa nota solamente oggi. Ad arrestarlo sono stati i carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari in borghese che si sono mescolati alla folla e l’hanno bloccato non appena sbarcato. Locorotondo era ricercato dai primi del mese di luglio, quando nei suoi confronti la Dda del capoluogo pugliese aveva emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per detenzione illegale di armi, munizioni ed esplosivi da guerra aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso. Il provvedimento restrittivo scaturì da una intensa attività d’indagine svolta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del capoluogo pugliese che già nei primi giorni del luglio 2015 ha consentito di arrestare altre 40 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa con l’aggravante dell’uso delle armi, tentativo di omicidio aggravato, rapina, estorsione pluriaggravata, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto abusivo di armi e munizioni aggravato dall’ aver agito con le modalità mafiose. Secondo quanto emerso...


Traffico stupefacenti, maxi operazione della Dia in Puglia, Toscana e Abruzzo

Giu 16th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione condotta dalla Dia di Bari nelle regioni Puglia, Toscana e Abruzzo, a seguito dell’emissione di 20 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 5 cittadini italiani e 15 cittadini albanesi. Alle ordinanze si aggiunge il sequestro di beni mobili e immobili. Le accuse riguardano il traffico di stupefacenti. Sono stati sequestrati 13,5 chili di eroina, per un valore di oltre un milione di euro. Oltre alle 20 persone che saranno prese in custodia, altre 18 sono state denunciate a piede libero. Anche un laboratorio per la preparazione delle sostanze è stato individuato attraverso le indagini.


Il foggiano fotografato dalla Dda di Bari

Mar 9th, 2015 | Categoria: news
Emergono dati rilevanti dal dossier consegnato a inizio marzo dalla procura distrettuale antimafia di Bari (guidata da Nicola Volpe) al Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, durante una riunione operativa indetta per la provincia di Foggia: appena 42 condanne in 37 anni. Su 245 omicidi e tentati omicidi, 203 rimangono irrisolti; 39 assoluzioni; 164 inchieste inconcludenti; 37 omicidi irrisolti negli ultimi 7 anni. La necessità è che lo Stato faccia di più per contrastare il dilagare della mafia a Foggia e sul Gargano. Durante l’incontro, a cui hanno partecipato diverse autorità cittadine (il questore Piernicola Silvis, il comandante dei carabinieri Antonio Basilicata, il comandante della guardia di finanza Francesco Gazzani), è stato sottolineato come uno degli ostacoli maggiori per l’ottenimento di risultati concreti sia il diffuso clima di omertà e paura. Sono infatti pochi i collaboratori di giustizia, nonostante l’aumento costante delle denunce per estorsione.


A Bari sbarca la legalità

Ott 17th, 2012 | Categoria: news
Bari e Adelfia si trasformeranno per quattro giorni – dal 18 al 21 ottobre – nei “Luoghi della legalità”. Organizzato da MOMart (Motore meridiano per le arti) e dall’associazione Libera, il festival si avvale della collaborazione dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata, della Banca Etica, delle associazioni La Rotonda, Kreattiva e di molte altre realtà aggregative, oltre che dei patrocini dei comuni ospiti della kermesse. Il primo, significativo appuntamento è con la mostra fotografica “Racconti di mafia” di Letizia Battaglia, che sarà inaugurata domani, giovedì 17, negli spazi della Sala Murat in piazza Ferrarese, alla presenza dell’artista e del critico d’arte Pietro Marino. In cartellone vi sono inoltre una serie di spettacoli e laboratori per ragazzi, che abbracceranno le serate di venerdì, sabato e domenica. La giornata conclusiva sarà caratterizzata dall’allestimento del Villaggio della Legalità sulla piazza Cimmarusti di Adelfia: qui le realtà impegnate nella lotta alle mafie e nel rispetto delle regole a 360 gradi potranno interfacciarsi con i fruitori della rassegna. Infine, sempre domenica 21 ma alle ore 20.30, nel foyer del Kismet si terrà l’incontro promosso dalla Banca Etica: “Non con i miei soldi”, a cui prenderanno Michele Loporcaro e Gabriella Stramaccioni. Per maggiori informazioni: www.motoredellearti.it/www.teatrokismet.org (Ma.De.) ...