Articoli con tags ‘ Barcellona Pozzo di Gotto ’


Messina, operazione “Gotha”: 22 arresti

Apr 16th, 2015 | Categoria: news
L’operazione “Gotha 5” portata avanti dalle forze congiunte di Polizia e Carabinieri, ha condotto all’arresto di 22 persone. Gli arresti sono stati fatti in località Barcellona Pozzo di Gotto, a Messina.  I provvedimenti di custodia cautelare sono stati emessi dal gip di Messina su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. I reati contestati sono associazione mafiosa, estorsione, rapina, porto abusivo di armi e altri reati contro la persona e il patrimonio. Le indagini si sono concentrate sull’attività estorsiva nei confronti degli imprenditori locali da parte del clan della zona Barcellona Pozzo di Gotto insieme ai “Mazzaroti”, altra cosca piuttosto importante: fungeva da tempo come riferimento, tra le città e circondari di Palermo e Catania, per Cosa nostra.  Altre cinque persone risultano indagate per gli stessi reati, ma per loro non sono scattate le manette.  Tra le forze dell’ordine impegnate nell’operazione i carabinieri del Ros di Messina, quelli della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, i poliziotti della squadra mobile di Messina e quelli del Commissariato di Barcellona. foto www.amnotizie.it


La vita di un uomo perbene

Dic 10th, 2009 | Categoria: recensioni
Il suo suicidio ha messo in moto meccanismi che per anni non erano stati avviati. A più di un anno dalla sua morte, le battaglie di Adolfo Parmaliana non sono terminate. Angosciante e doloroso è constatare la necessità di un gesto tanto estremo per tornare a parlare di un pezzo di terra che va da Messina a Barcellona Pozzo di Gotto. Terra di mafia, di massoneria, di compenetrazione tra legale e illegale tali da relegare al silenzio o alla delegittimazione, chiunque cerchi di denunciarle. C’è tutto questo nella vita e nella morte del professor Parmaliana, docente di chimica industriale di rango internazionale, ma prima di tutto cittadino, politicamente impegnato nella denuncia costante dell’illegalità e del compromesso. Il libro di Alfio Caruso ci restituisce le battaglie di questo uomo perbene di Terme Vigliatore. Ma prima ricostruisce il terreno entro il quale Parmaliana uomo, già politico del Pci, del Pds e dei Ds, si muove. La provincia di Messina, tradizionalmente e convenzionalmente definita “babba”, un modo sbrigativo per dirla avulsa dal gioco mafioso. Ma così non è mai stato: «Messina come un verminaio», l’aveva apostrofata il vicepresidente della Commissione antimafia, Nichi Vendola, terreno di conquista e di affari per i potenti...


Messina, suicida professore antimafia

Ott 10th, 2008 | Categoria: news
Sabato 4 ottobre migliaia di persone hanno partecipato ai funerali di Adolfo Parmaliana, 50 anni, professore universitario morto suicida il 2 ottobre dopo essersi gettato da un cavalcavia dell’autostrada Messina-Palermo. Le esequie sono state celebrate a Terme Vigliatore, un paesone di settemila abitanti, in provincia di Messina, di cui Parmaliana negli anni scorsi era stato sindaco. Ex esponente dei democratici di sinistra locali e poi vicino a Sinistra democratica, si era distinto per le sue battaglie in favore della legalità, contro la corruzione e la mafia. Nel 2005 alcune sue denunce avevano determinato lo scioglimento del comune di Terme Vigliatore per infiltrazione mafiosa. Parmaliana negli ultimi anni aveva denunciato una sorta di cupola giudiziaria che nel messinese (in particolare a Barcellona Pozzo di Gotto) ostacolerebbe inchieste e processi sugli intrecci tra mala politica e criminalità. Sul sedile della sua auto, parcheggiata nei pressi del cavalcavia da cui si è gettato, è stato trovato un biglietto che parla di un dossier, di cui sarebbe in possesso il fratello avvocato, con le sue ultime accuse. Grande amarezza gli aveva destato recentemente un rinvio a giudizio per diffamazione, che aveva confermato la sua convinzione sull’esistenza di un disegno della magistratura locale finalizzato a...


Condanna definitiva per il killer di Beppe Alfano

Mag 10th, 2006 | Categoria: news
La prima sezione penale della Corte di cassazione ha confermato e reso definitiva la condanna a 21 anni e sei mesi di reclusione inflitta dalla Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria ad Antonino Merlino, il carpentiere di 38 anni che l’8 maggio 1993 uccise il giornalista Beppe Alfano corrispondente del quotidiano «la Sicilia». Alfano fu ucciso perché le sue inchieste stavano ostacolando gli interessi della cosca della sua città, Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Come mandante dell’omicidio, è stato condannato il boss barcellonese Giuseppe Gullotti, che deve scontare una condanna a trent’anni di reclusione. Gullotti è stato incriminato grazie alle dichiarazioni dei pentiti Giovanni Brusca, Santino Di Matteo e Maurizio Avola. Ha ritrattato tutto, invece, il testimone oculare del delitto Maurizio Bonaceto, al quale è stato revocato il programma di protezione, dopo essere stato arrestato per furto.


Sonia Alfano sotto scorta

Apr 10th, 2006 | Categoria: news
La prefettura di Messina ha deciso di assegnare un servizio di tutela a Sonia Alfano, figlia di Beppe Alfano, giornalista de «La Sicilia», ucciso dalla mafia a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) nel 1993. La decisione è stata presa a seguito di alcuni gravi episodi intimidatori. Secondo il suo avvocato, Fabio Repici, tali episodi sono da ricollegare all’attività di denuncia svolta dall’Alfano e alle iniziative assunte per liberare Barcellona dal giogo mafioso. L’episodio più grave si è verificato a marzo: due uomini a bordo di una motocicletta, i cui volti erano coperti da caschi integrali, l’hanno affiancata mentre si trovava alla guida della sua auto. Uno dei due ha impugnato una pistola e gliel’ha mostrata. I due si sono poi dileguati imboccando una strada contromano.