Articoli con tags ‘ Banda della Magliana ’


Blitz nella capitale, maxi operazione di Carabinieri e Fiamme gialle

Dic 2nd, 2014 | Categoria: news
Oggi 2 dicembre la criminalità organizzata romana ha subito un duro colpo. I carabinieri del Ros, su ordine della Procura di Roma, hanno arrestato Massimo Carminati, detto “il Re di Roma”, capo di un clan romano, e con lui altre 28 persone, sue affiliate. Sono anche stati sequestrati 200 milioni di euro di beni, molti dei quali appartenevano a Carminati, che si serviva di prestanome per gestirli. “Il Re di Roma” – militante neofascista e accusato dal pentito della Banda della Magliana, Antonio Mancini, di aver ucciso il direttore del settimanale «Op Osservatorio Propaganda», Mino Pecorelli – oltre ad aver stretto legami con altri clan mafiosi italiani come Cosa nostra, aveva fatto in modo di crearsi una rete anche nel mondo dell’imprenditoria e della politica, per poter aggiudicarsi appalti, corrompere, estorcere e riciclare denaro. Infatti, il procuratore capo Giuseppe Pignatone, con l’aggiunto Michele Prestipino e i sostituti Paolo Ielo, Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli stanno indagando su 37 persone coinvolte nell’organizzazioni, tra le quale anche l’ex sindaco Alemanno. Sono state disposte decine di perquisizioni: negli uffici e commissioni della Regione Lazio, della Presidenza dell’Assemblea Capitolina, del consigliere regionale del Pd Eugenio Patanè, di quello del Pdl Luca Gramazio e del presidente dell’Assemblea...


Effetto quinta mafia: Latina chiede la Dda

Lug 14th, 2011 | Categoria: news
Il sequestro dell’Antico Caffé Chigi, situato di fronte all’omonimo palazzo sede del Governo italiano, non è che la punta di un iceberg. Un tassello di un tanto grande quanto intricato puzzle che delinea un fenomeno ben preciso: la contaminazione del territorio laziale da parte delle mafie.  Per troppo tempo il tessuto socio-politico-economico della Capitale e dei territori pontini si è dimostrato indifferente al problema, trasformandosi di fatto in humus fertile per gli affari della malavita. Basti pensare che, a partire dagli anni 70, si sono registrati gli insediamenti degli Schiavone e dei La Torre a Formia, dei Moccia a Gaeta, dei Tripodo a Fondi, dei Santapaola e delle ‘ndrine di Polistena a Latina, senza dimenticare gli Alvaro ad Aprilia (proprietari – grazie a dei prestanome – del Café du Paris di via Veneto a Roma, sequestrato nel 2009) e il boss Pippo Calò che strinse alleanze con gli appartenenti alla Banda della Magliana. In merito a questa allarmante situazione, una presa di posizione netta arriva dal deputato Sesa Amici del Partito Democratico la quale, insieme ai colleghi Ventura, Ferranti, Toudi, Garavini e all’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, ha firmato una richiesta contenuta in un’interpellanza parlamentare che, nei giorni scorsi, è...


Omicidio di Giancarlo Siani: tutto da rifare?

Dic 14th, 2010 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
Riaprire alcuni dei casi più drammatici e sanguinari avvenuti nella Campania anni 80. Sembra essere questa la logica conseguenza scaturita dai fatti che Giacomo Cavalcanti (foto), capo della Nuova Famiglia a Fuorigrotta e condannato a 14 anni di carcere per aver commesso una serie di fatti di sangue, ha raccontato nel suo libro “Viaggio nel silenzio imperfetto” edito da Tullio Pironti. 58 anni, conosciuto nell’ambiente come “O’ poeta” non in omaggio al suo quasi omonimo autore del Duecento ma in virtù della sua passione per la scrittura e per i versi, Cavalcanti è stato ritenuto di recente, dal Tribunale del Riesame di Napoli, estraneo a fatti criminali dal 1990 e dunque riabilitato alla vita sociale. (altro…)


Roma, sequestro per 150 milioni di euro

Set 10th, 2009 | Categoria: news
Lo scorso 3 settembre il tribunale di Frosinone, su richiesta della procura locale e della Dda di Roma, ha disposto il sequestro di beni mobili e immobili del valore stimato di circa 150 milioni di euro. L’ingente patrimonio appartiene a Luigi Terenzio e al figlio Vincenzo, residenti a Frosinone, accusati di avere rapporti con i casalesi e, in passato, con la banda della Magliana. Gli immobili sequestrati sono 41, collocati tra Roma, Cassino e Frosinone.


Penetrazione mafiosa, quando negare diventa un alibi

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Luigi De Ficchy Un conto è Roma, un conto il litorale o il basso Lazio. In questi circondari il tessuto criminale e culturale è profondamente diverso: vanno quindi tenuti ben distinti, perché il Lazio è una realtà molto variegata. Lo sanno bene le mafie, che si muovono e speculano a seconda dell’area. Lo ribadisce da tempo Luigi De Ficchy, Procuratore di Tivoli, già Sostituto alla Direzione nazionale antimafia: «A seconda dei circondari abbiamo fenomeni diversi, non apparentabili: si tratta di storie diverse, come sono diversi Lazio e Campania». Secondo il procuratore De Ficchy: «la presenza della criminalità organizzata nella regione Lazio si è consolidata». L’allarme maggiore proviene «dalla presenza di strutture criminali con caratteristiche di stampo mafioso nelle zone periferiche della provincia romana e nei territori a sud di Roma». Dottor De Ficchy, in qualità di pubblico ministero lei si occupò di istruire i più importanti processi contro la Banda della Magliana. Quali conseguenze potrà avere l’eliminazione di Emidio Salomone? Si tratta del seguito di una storia criminale o della spia che si stanno stabilendo nuovi equilibri e nuove assetti nel litorale romano? Bisogna tenere presente che, per come era strutturata, la Magliana finisce nel 1984. Da allora non parliamo...


Dividi e comanda

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
L’esecuzione di Emidio Salomone, boss di Ostia, erede della banda della Magliana, è il segno che gli equilibri nel litorale laziale si stanno ridefinendo. Mentre la maggioranza delle forze politiche e mediatiche continua a negare la presenza mafiosa nella Regione, i clan  si impongono incontrastati sul territorio. Casalesi in testa «Emidio!». Qualcuno lo stava chiamando. Si girò, pochi istanti dopo era agonizzante a terra in una pozza di sangue. Sicari, due, in moto; gli hanno sparato in faccia con una calibro 9, davanti alla sala giochi, nel “suo” territorio: Acilia, alle porte di Roma. Un erede della Magliana. Emidio Salomone è morto in un’afosa serata lo scorso 4 giugno, in mezzo ai passanti terrorizzati. Un agguato che nel codice mafioso ha un solo significato: «hai parlato, ora devi tacere». Un’esecuzione capitale contro un boss erede della banda della Magliana. Uno degli ultimi ancora libero di comandare e organizzare traffici illeciti sul litorale romano: usura, estorsioni, stupefacenti, racket dei videopoker. Sopravvissuto a un attentato nel ‘91, eclissatosi per anni e riapparso solo dopo un intervento di chirurgia plastica, era stato “fratello di sangue” di Paolo Frau, ex luogotenente di “Renatino” De Pedis e “mente” della banda della Magliana. Entrambi erano stati membri...


Roma, assassinato Umberto Morzilli

Mar 10th, 2008 | Categoria: news
Umberto Morzilli, noto come “Umbertino”, 51 anni, romano, più volte incappato in indagini sulla criminalità capitolina, è stato assassinato il 29 febbraio, in pieno giorno, in piazza delle Camelie, nel cuore del quartiere romano di Centocelle. In passato il suo nome è stato affiancato a quello di Enrico Nicoletti, il “cassiere” della Banda della Magliana. Morzilli è stato colpito mentre si trovava a bordo della sua Mercedes da due killer a bordo di uno scooter. L’auto, fuori controllo, ha terminato la sua corsa contro un autobus che sopraggiungeva proprio al momento dell’agguato. Morzilli l’11 maggio 2003 era stato arrestato con i figli di Enrico ...


Quando il gioco è un azzardo

Gen 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il fatturato del gioco d’azzardo in Italia è passato dai 12 miliardi di lire del 1994 agli odierni 50 miliardi di euro, portando il nostro paese al secondo posto per volume d’affari dopo gli Stati Uniti. Ma se il gioco aumenta, aumenta la domanda di denaro liquido e dunque anche il ricorso agli usurai. Come le analisi più recenti confermano   Parlando di usura e gioco d’azzardo, dovremmo più correttamente riferirci, al plurale, a usure e giochi d’azzardo, in quanto entrambi i fenomeni si presentano sotto una pluralità di forme.  Esistono infatti diverse tipologie di usure, nonostante l’unicità della norma penale di cui all’art. 644 codice penale (vedi box p. 18). Da un lato abbiamo l’usura di minor allarme sociale, quella del cosiddetto strozzino o cravattaro. Si tratta dell’usura di quartiere, di vicinato, di condominio. O ancora, l’usura tra colleghi d’ufficio, tra piccoli commercianti e i loro fornitori. Dall’altro lato si ha invece l’usura della criminalità organizzata, sia esso di stampo mafioso o si tratti delle nuove organizzazioni criminali transnazionali. In questi casi l’usura diventa fenomeno di forte allarme sociale, mezzo di penetrazione e condizionamento dell’economia legale, strumento per il controllo topografico di interi territori e merceologico di interi settori economici. Volendo fare un...