Articoli con tags ‘ banche e mafia ’


Arriva l’Agenzia, ora c’è un patrimonio da gestire

Apr 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Ferdinando Brizzi e Elena Ciccarello
Dovrà amministrare un patrimonio di oltre 10mila beni, di cui il 75% in condizioni critiche. Luci e ombre di un’Agenzia che non avrà vita facile e dovrà vedersela con mafiosi, banche e carenza di risorse (altro…)


Contro le distorsioni dell’economia legale

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
L’azione di prevenzione e contrasto del riciclaggio richiede regole condivise, tese a uniformare gli ordinamenti dei diversi paesi. In Italia, tra le autorità a carattere tecnico, la Uif (Unità di informazione finanziaria) ha il ruolo di prevenire l’utilizzo dei circuiti di intermediazione finanziaria da parte della criminalità organizzata. Bilanci e proposte di un anno e mezzo di attività (altro…)


Quei bravi professionisti

Lug 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Per svolgere determinate attività criminali – truffe sui mutui, usura, insider trading – la ’ndrangheta si avvale della collaborazione di colletti bianchi corrotti. Tra di essi spicca il ruolo dei funzionari di banca che, come hanno dimostrato recenti inchieste, vendono ai mafiosi informazioni riservate sui propri clienti, in cambio di qualche regalia (altro…)


Riciclaggio, arrestato banchiere svizzero

Mag 10th, 2008 | Categoria: news
Due imprenditori palermitani, Francesco e Ignazio Zummo (padre e figlio) e un banchiere svizzero, Nicola Bravetti, sono stati arrestati con l’accusa di concorso in intestazione fittizia di beni, aggravato dal fine di voler agevolare Cosa nostra l’8 maggio scorso. L’inchiesta è coordinata dalla Dda di Palermo. Secondo gli investigatori, gli Zummo avrebbero nascosto all’estero ingenti quantità di denaro di provenienza illecita con la collaborazione di Bravetti, co-direttore della Banca Arner Sa con sede a Lugano e membro di un’associazione interbancaria svizzera per la lotta al riciclaggio. La Dia ha sequestrato un conto, denominato “Pluto”, riferibile agli Zummo, contenente 13 milioni di euro, aperto presso la filiale della banca Arner di Nassau, nelle Bahamas. Il tesoro degli Zummo, secondo l’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e dai sostituti Ingroia, Asaro e Gozzo sarebbe collegato a quello dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino. Gli Zummo sono nel mirino della magistratura dagli anni 80, quando Falcone incontrò il loro nome nell’ambito dell’inchiesta “Pizza connection”. Nel 2006 i due erano stati condannati a 5 e 3 anni di reclusione, rispettivamente per associazione mafiosa e favoreggiamento.


“Banche disponibili con i boss”

Set 10th, 2007 | Categoria: news
Secondo il questore di Palermo Giuseppe Caruso, convocato dalla Commissione antimafia il 28 marzo scorso per fare il punto sull’applicazione delle leggi sul sequestro e la confisca dei beni alla criminalità organizzata, i magistrati che assumono l’amministrazione diretta delle imprese sequestrate incontrano ostacoli incomprensibili nel reperimento dei finanziamenti presso gli istituti di credito. «Le banche, spesso disponibili verso gli uomini della mafia, chiedono allo Stato garanzie più onerose di quelle domandate agli stessi mafiosi». Caruso inoltre ha lamentato la scarsa collaborazione degli istituti di credito con le forze di polizia nei procedimenti per ottenere la confisca, un atteggiamento che, secondo il Questore, meriterebbe ...


Processo Calvi, assolti gli imputati

Giu 10th, 2007 | Categoria: news
La seconda sezione della Corte d’Assise di Roma ha assolto il 7 giugno scorso gli imputati del processo relativo alla morte del banchiere Roberto Calvi, ex presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra, il 18 giugno 1982. Il pubblico ministero aveva chiesto l’ergastolo per l’imprenditore Flavio Carboni, per l’ex cassiere della mafia Pippo Calò, per Ernesto Diotallevi e per l’ex contrabbandiere Silvano Victor, accusati di concorso in omicidio premeditato. Per la quinta imputata, l’ex compagna di Carboni Manuela Kleinszig, il pm aveva sollecitato l’assoluzione. Secondo l’accusa dietro la morte di Calvi (per anni ritenuta un suicidio) ci sarebbero stati i rapporti dell’ex ...


La mafia a bilancio

Giu 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
5 miliardi di euro all’anno: è quanto versano nelle mani del crimine organizzato i 160mila commercianti taglieggiati dalle mafie. Lo denuncia l’ultimo rapporto di Sos Impresa La fine della strategia stragista e della contrapposizione frontale allo Stato ha cancellato la mafia dalle prime pagine dei giornali e dalle priorità dell’agenda politica. Gli esperti del settore però – anche dalle pagine di questa rivista – hanno sempre messo in guardia da facili trionfalismi: si ammazza di meno, ma l’assenza di omicidi eccellenti non significa che le organizzazioni mafiose non stiano continuando ad arricchirsi e a conquistare posizioni di potere.  I dati pubblicati nel VII rapporto di Sos Impresa –  intitolato “Le mani della criminalità sulle imprese” – parlano chiaro: il condizionamento mafioso sulla libera attività imprenditoriale è in aumento e riguarda tutti i settori – l’industria, il commercio e il mondo dei servizi, il settore agricolo. Ogni ora passano dalle mani dei commercianti a quelle dei mafiosi 2 milioni e 600mila euro. Lo strumento per esercitare capillarmente il controllo dell’economia sul territorio? Quello classico: l’estorsione. La tassa dell’antiStato L’imposizione del pizzo è l’attività tipica delle mafie. Consente ingenti entrate ad un rischio molto ridotto, grazie alla tecnica del “pagare poco, ma pagare tutti”. Lo scopo degli estortori è...


Bancarotta Signor Sindona

Lug 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Stralci dal cap. VI – § I della sentenza Dalle risultanze dell’istruttoria dibattimentale si desume che il sen. Andreotti rappresentò, per Michele Sindona, un costante punto di riferimento anche durante il periodo della sua latitanza, e che il raccordo tra i due soggetti era noto a settori di “Cosa Nostra” i quali, contestualmente, operavano in modo illecito a favore del finanziere siciliano. Come è stato evidenziato dalla sentenza n. 20/86 del 18 marzo 1986 della Corte di Assise di Milano, negli anni successivi al crac del suo impero finanziario il Sindona, per piegare il corso degli eventi in suo favore, utilizzò nel modo più spregiudicato la rete di amicizie, di compiacenze e di complicità che si era costruita negli anni della sua potenza, ed impiegò le cospicue risorse finanziarie che era riuscito a mettere al sicuro presso banche estere. In primo luogo, il Sindona attivò ambienti della comunità italo-americana di New York ed ambienti del potere ufficiale ed occulto in Italia, al fine di impedire che venisse concessa la sua estradizione dagli U.S.A.. Già con un memorandum del 5 agosto 1975 il console italiano a New York aveva segnalato l’opportunità di perseguire l’estradizione con energia, dato che il Sindona stava svolgendo un’intensa attività in...