Articoli con tags ‘ Bagheria ’


Bagheria, i commercianti denunciano chi per anni ha chiesto loro il pizzo

Nov 2nd, 2015 | Categoria: brevi di mafia
È già stata battezzata come “la rivolta di Bagheria”. Trentacinque persone, tra negozianti e imprenditori, hanno seguito l’esempio di un commerciante locale che ha denunciato i propri estorsori. Ai carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo – che questa mattina, grazie a queste denunce, hanno condotto un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia – il negoziante ha raccontato di essere vittima da decenni di questo sistema criminale, fin dall’inizio degli anni Novanta, quando pagava tre milioni delle vecchie lire. Una situazione che lo portò a chiudere l’attività e a vendere la casa. Sono ventidue le persone finite in carcere.    


Bagheria, sequestrati beni per 8 milioni di euro a Francesco Raspanti

Giu 5th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Oggi, venerdì 5 giugno, il nucleo investigativo dei Carabinieri di Palermo ha sequestrato beni dal valore di 8 milioni di euro a Francesco Raspanti, considerato membro della cosca di Bagheria e che si trova agli arresti domiciliari a seguito di Reset, l’operazione che lo scorso anno ha permesso di decapitare il “Direttorio” di Bagheria. Grazie alle testimonianze di venti imprenditori vittime di estorsioni e alla collaborazione di due pentiti, i Carabinieri avevano arrestato 31 persone – tra cui appunto Raspanti – accusate a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, omicidio, detenzione illecita di armi e danneggiamenti. Attraverso accertamenti patrimoniali, gli investigatori sono riusciti a risalire al patrimonio dell’imprenditore palermitano che, secondo le indagini, insieme al fratello imponeva alle ditte vincitrici degli appalti di rifornirsi di materiale edile presso le loro aziende e che per questo è stato accusato di estorsione aggravata. Gli appalti erano relativi ai lavori ferroviari nella città di Palermo e, più nello specifico, ai lavori di costruzione di un parcheggio nell’area di Bagheria.


Bagheria, trentuno arresti colpiscono il mandamento mafioso

Giu 5th, 2014 | Categoria: news
La scorsa notte i Carabinieri – oltre cinquecento – hanno arrestato, nell’ambito dell’operazione “Reset”, trentuno persone a seguito di un provvedimento emesso dalla procura antimafia, a carico di persone ritenute capi e gregari del mandamento mafioso di Bagheria. Le accuse: associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, sequestro di persona, estorsione, rapina, detenzione illecita di armi da fuoco e danneggiamento a seguito di incendio. Gli investigatori hanno completamente disarticolato il mandamento di Bagheria, storica roccaforte di Cosa nostra. Insieme ai reggenti dell’ultimo decennio del mandamento e delle famiglie mafiose di Bagheria, Villabate, Ficarazzi e Altavilla Milicia, sono stati tratti in arresto «pericolosi uomini d’onore della consorteria mafiosa», come spiegano gli inquirenti. Il loro laboro ha consentito di documentare l’esistenza di un vero e proprio organo decisionale provinciale di Cosa nostra e di accertare l’esistenza all’interno della consorteria di un vertice strategico – cosiddetta “testa dell’acqua”, rappresentata secondo gli inquirenti da Nicolò Greco (fratello di Leonardo, ex capo mafia di Bagheria) – al quale doveva obbedienza anche il reggente operativo del mandamento. Sono stati inoltre identificati gli esecutori del tentato omicidio di Nicasio Salerno, registrato a Caccamo il 23 agosto 2005, e dell’omicidio di Antonino Canu, avvenuto a Caccamo il 27 gennaio...


Si pente Sergio Flamia, l’uomo che conosce i segreti di Bagheria

Nov 19th, 2013 | Categoria: news, prima pagina
Si è pentito Sergio Flamia, braccio destro di Gino Di Salvo, capomafia di Bagheria, e uomo di fiducia degli ultimi boss bagheresi. Il suo pentimento accende una luce sull’attuale situazione di Cosa nostra, per questo il suo pentimento è importante. Flamia è passato dalla parte della giustizia a inizio novembre e avrebbe cominciato a fare alcune rivelazioni in merito alla faida che ha colpito i clan della zona e che si profila come un proseguimento, in terra siciliana, di una guerra di mafia scoppiata in Canada, alla corte dei Rizzuto, i padrini di Montreal. Della vicenda, iniziata con il rinvenimento dei corpi di Juan Ramon Fernandez e Fernando Pimentel, crivellati di colpi, bruciati e abbandonati nelle campagne di Casteldaccia, si parla da almeno un anno. Dalle indagini è emerso che Fernandez fosse un uomo dei Rizzuto. E’ stata poi la “Commissione Charbonneau” a fare luce sulla guerra di mafia e sul filo che lega criminalità italo-canadese alla politica e al mondo degli affari di Montreal. Sergio Flamia, braccio operativo dei boss di Bagheria, potrebbe dire  molto degli omicidi di Fernandez e Pimentel, così come degli interessi dei clan siciliani nei confronti degli omologhi canadesi. Flamia viene infatti da un lungo cursus honorum: nel 2008 serviva...


Adorato come un dio: storie e segreti di Matteo Messina Denaro

Mag 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
La voce ricorrente tra chi indaga è quella di un’impronta precisa, lasciata da un “politico” nei pizzini di contrada Montagna dei Cavalli di Corleone, dove si nascondeva il boss Bernardo Provenzano.  I pizzini con le “impronte” sono quelli firmati da Alessio, l’alias usato da “Diabolik”, altro alias ancora di Matteo Messina Denaro, 44 anni, gli ultimi 13 dei quali trascorsi da latitante. È lui, per molti, il nuovo capo indiscusso di Cosa Nostra, è lui l’Alessio che dialoga per iscritto con Binnu Provenzano. E il nome del “politico” invitato a mettersi a disposizione, o più probabilmente a rinnovare un patto a suo tempo sottoscritto con Cosa Nostra trapanese, sarebbe passato dalle mani di Filippo Guttadauro, il cognato di Matteo.  Che il giovane don Matteo sia nel cuore di Provenzano è fuor di dubbio. «Lei dice che io sono migliore di lei? No, non sono migliore, io mi rivedo in lei e credo nella nostra “causa”. Sono cresciuto in questo e così sarà fino alla mia morte. Suo Alessio». Rispondeva così a Binnu Provenzano che si era congratulato dicendogli di ritenerlo migliore di se stesso. Dalle intercettazioni viene fuori il profilo di un uomo venerato dai picciotti, come i vincenti che si vedono in...