Articoli con tags ‘ Australia ’


L’Australia si scopre vulnerabile. Stampa e tv raccontano l’infiltrazione ‘ndranghetista

Giu 29th, 2015 | Categoria: prima pagina
Ayres Rock, Australia: A Kangaroo warning road sign in the desert near Uluru Legami fra la ‘ndrangheta calabrese trapiantata in Australia e alti personaggi politici delle due maggiori formazioni, conservatori e laburisti, sono stati messi in luce da un’indagine congiunta del programma dell’Abc Tv ‘Four Corners’ e dal quotidiano Sydney Morning Herald. Secondo il programma andato in onda lunedì la ‘ndrangheta, descritta come “uno dei gruppi criminali più potenti al mondo e una dei maggiori protagonisti del traffico internazionale di droga”, in Australia opera usando minacce e violenza sia in attività economiche legittime, come frutta e verdura, e illegittime come la droga. La ‘ndrangheta calabrese sarebbe riuscita nel corso degli ultimi anni a conquistare sempre più piede in Australia riuscendo a corrompere politici sia a livello federale che dei singoli Stati grazie a “falle” nel sistema di raccolta fondi. Secondo il reporter Nick McKenzie, autore dell’inchiesta, che è anche venuto in Calabria per cercare i parenti dei boss australiani e ha parlato con i magistrati italiani, gli affiliati alle ‘ndrine australiane ricorrono agli stessi mezzi usati nel nostro Paese: “Il gruppo opera ricorrendo alle minacce e alla violenza sia in attività economiche lecite, come il commercio di frutta e ortaggi, asia in quello...


La proiezione internazionale dei cartelli messicani

Nov 25th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Il cartello messicano di narcotrafficanti di Sinaloa, con il suo imprendibile leader “El Chapo”, egemone in casa propria da anni, è in forte espansione anche altrove, non solo nei vicini paesi centro americani. Esperti antidroga europei e americani in servizio nella regione, sostengono che il cartello abbia raggiunto gli appetibili mercati dell’Europa, dell’Asia e dell’Australia. Presenze significative sono state rilevate anche da parte di altre organizzazioni criminali e, su tutte, quella dei Los Zetas. Alcuni operazioni antidroga effettuate ed altre in itinere sembrano confermare la forte espansione dei cartelli messicani nel mondo. Già nel novembre 2008, in Australia, con l’arresto di tre narcos messicani ed il sequestro di 65 kg di cocaina destinata al mercato locale, si registrò il primo segnale nella ricerca di nuovi mercati. Un anno e mezzo dopo, nel luglio 2010, i due quintali di polvere bianca intercettati a Baulkham Hills, a circa 30 chilometri da Sidney, confermarono l’interesse messicano per quel paese. A distanza di due mesi, John Lawler, direttore della Commissione sulla Criminalità in Australia, lanciava l’allarme sul cartello di El Chapo ritenuto in grado di immettere sul mercato interno almeno mezza tonnellata di cocaina al mese. Che le previsioni fossero azzeccate lo si vedrà...


Dall’Australia, ormoni veterinari per gli “sportivi della domenica”

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 17 I farmaci veterinari derivano, pressoché totalmente, dalla farmacopea per le persone. La differenza riguarda invece, essenzialmente, il grado di purezza e di raffinatezza, sufficiente nei farmaci veterinari, ma di standard più elevato nei farmaci per l’umano. In particolare, i farmaci veterinari ai quali si fa riferimento sono gli steroidi anabolizzanti che, da una miriade di persone senza scrupoli, vengono somministrati ai cavalli da corsa per renderli più potenti, più veloci e resistenti. Sono farmaci mirati che hanno poco a che vedere con gli steroidi anabolizzanti veterinari che si utilizzano sugli animali allo scopo di gonfiarne i muscoli e aumentarne sensibilmente il peso. Al contrario, gli steroidi anabolizzanti somministrati ai cavalli da corsa minimizzano il fattore “ingrossamento” mentre accentuano il fattore “potenziamento”. Essi sono stati studiati sugli atleti, per cui presentano un grado di efficacia tale da poter essere utilizzati anche in umano. Sarà molto difficile che li assumano gli atleti di alto livello o i comuni praticanti sportivi che possiedono un minimo di informazioni e di disponibilità economiche, ma sarà piuttosto facile che li assumano frequentatori di palestre o sportivi amatoriali di più basso livello culturale o per i quali è importante risparmiare. È lecito ed etico? Queste sono le...


Tutta colpa dei paradisi

Nov 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
I piccoli Stati insulari del Pacifico, oasi del riciclaggio del denaro sporco, si stanno trasformando in porti franchi per trafficanti e terroristi internazionali. Una vasta area di illegalità che l’Australia cerca di arginare moltiplicando gli interventi militari nella sua regione d’influenza Nel corso dell’estate del 2003 l’Australia ha intrapreso una azione militare e di polizia nelle Isole Salomone, piccolo stato insulare del Pacifico meridionale. L’iniziativa, consistente nell’invio di circa 2mila uomini, è stata imposta al governo di Honiara, incapace di tenere sotto controllo il caos – soprattutto sull’isola principale di Guadalcanal – seguito allo scoppio della dura guerra civile su base etnica tra gli indigeni Isatubu e gli immigrati da Malaita, un’altra isola dell’arcipelago. Si è trattato di un’imposizione perché è stata l’Australia, oggi guidata dal governo conservatore di John Howard, a costringere il governo delle Salomone a richiedere, con un apposito voto parlamentare, forze militari e di polizia straniere. L’operazione si è conclusa tra agosto e settembre, quando il temuto “signore della guerra” Harold Keke, dominus della impervia regione della Weather Coast di Guadalcanal, è stato convinto a consegnarsi alla polizia australiana. Così l’Australia – che, allineatasi fin dall’11 settembre 2001 alla politica di guerra globale al terrorismo, è già impegnata con suoi soldati in Afghanistan,...