Articoli con tags ‘ attentato ’


Palermo, i progetti omicida contro Nino Di Matteo

Dic 9th, 2014 | Categoria: news
Dopo l’allarme attentato contro il magistrato Nino Di Matteo, sono venute a galla altre informazioni riguardo le modalità sul progetto della sua uccisione. La fonte ritenuta “molto attendibile” dagli inquirenti che aveva avvisato del pericolo che correva il pm è Vito Galatolo, boss della famiglia Acquasanta, ora al 41 bis, dopo il blitz “Apocalisse” effettuato a Palermo lo scorso giugno, che portò all’arresto di 95 persone per associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento e altri reati. Come riporta «La Repubblica», Galatolo ha voluto incontrare il magistrato per ‘levarsi un peso dalla coscienza’, spiegandogli che Cosa nostra per assassinarlo aveva pensato a due ipotesi: o farlo esplodere con il tritolo a Palermo, oppure freddarlo a colpi di pistola a Roma. Quando nel dicembre 2012, Matteo Messina Denaro, boss ancora latitante, aveva dato ordine di assassinarlo, le famiglie delle cosche palermitane di Cosa nostra si procurarono il tritolo e lo dislocarono in vari punti del capoluogo per non farlo trovare. Stando a quello che riferisce il pentito, hanno speso circa 600 mila euro per comprare dalla ‘ndrangheta 150 chili di esplosivo fatto arrivare a Palermo dalla Calabria. L’operazione di compra-vendita è filata liscia, gli uomini d’onore che se ne sono occupati sono stati molto attenti ad agire...


Attentato a Brindisi, colpita una scuola. Uccisa una ragazza. Si segue la pista mafiosa

Mag 19th, 2012 | Categoria: news
di Matteo Zola
Un attentato senza precedenti nella pur tragica Storia del nostro paese. Tre esplosioni, stamane, poco prima delle otto, hanno rintoccato il più cupo dei risvegli. A essere colpito l’istituto professionale Morvillo Falcone, nei pressi del tribunale, a Brindisi. Sul selciato pozze di sangue, i ragazzi a terra neri per l’esplosione, brandelli di libri e di persone. Finora sono otto i feriti, tutti studenti. Melissa Bassi, una ragazza di sedici anni, è morta. Un’altra è in fin di vita. Gli ordigni – collegati a bombole di gas – erano su un muretto. Oggi a Brindisi era previsto l’arrivo della Carovana della legalità organizzata dall’associazione antimafia Libera per commemorare il ventennale delle stragi che uccisero Borsellino e Falcone. E porta il nome di Falcone anche questa strage, per distruggere un simbolo, per far saltare per aria un pezzo di memoria, per uccidere innocenti. “La mafia teme più la scuola che la giustizia” ha dichiarato a caldo un don Luigi Ciotti senza parole di fronte all’attentato. “Sono stati colpiti i nostri figli”, ha detto Nicola la Torre ai microfoni di RaiNews24. Lo sgomento è generale. La pista mafiosa sembra la più probabile ma non si esclude nulla. Anche per la stranezza dell’attentato: “La particolare tipologia fa di questo...


Cosenza, progettavano attentato al giudice Luberto. Docici fermi

Giu 10th, 2011 | Categoria: news
Nel corso dell’operazione “Tsunami”, i Carabinieri di Cosenza hanno proceduto al fermo di undici pluripregiudicati, considerati appartenenti alla cosca degli Abbruzzese attiva nel territorio dell’alto Jonio cosentino. Nella stessa operazione, il Commissariato della Polizia di Stato di Castrovillari ha provveduto al fermo di un altro affiliato dello stesso clan. I provvedimenti, emessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, riguardano reati come associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione aggravata di armi da sparo comuni e da guerra. La cosca, colpita duramente lo scorso 26 maggio dall’arresto di Nicola Abbruzzese, e la condanna all’ergastolo del fratello Francesco, stava pianificando – secondo quanto emerso dalle indagini – un attentato nei confronti del pm Vincenzo Luberto, della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro. Il magistrato, da anni in prima linea, ha coordinato diverse inchieste (ricordiamo Lauro, Sibaris e Timpone rosso) che hanno riguardato proprio gli Abbruzzese e che hanno portato all’arresto di numerose persone e pesanti condanne. Per questo, in passato, ha subito minacce ed intimidazioni. Dalle indagini si è potuto accertare che i fermati da tempo studiavano i movimenti e le abitudini del magistrato. Ma, a far scattare l’allarme che si stava progettando un imminente attentato ai danni del pm...


Due arresti nell’imperiese: volevano progettare un attentato

Gen 12th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Stefano Fantino
Una terra senza quiete. Questa volta dietro l’arresto di Michele e Alessandro Macrì, padre e figlio rispettivamente di Cinquefrondi nel reggino e di Bordighera, si nasconde un potenziale attentato. Secondo la procura di Sanremo che ha operato insieme alla Dda di Genova, i due, residenti a Vallecrosia e gestori di un bar, «progettavano un attentato contro le istituzioni». (altro…)


La giornalista Anabel Hernàndez minacciata di morte

Dic 13th, 2010 | Categoria: news
“Sin dalla settimana scorsa ho ricevuto informazioni affidabili sul fatto che persone del Ministero della Sicurezza Pubblica Federale stavano organizzando un attentato contro la mia persona, il cui obiettivo è la mia morte, simulando un incidente, una rapina o un tentativo di sequestro, come rappresaglia per il mio lavoro giornalistico”. Comincia così la lettera scritta da Anabel Hernàndez, la giornalista messicana di “Reporte Indigo”: un appello atto a far conoscere la propria situazione di professionista della carta stampata in pericolo di vita per aver raccontato la verità. Dalle pagine del giornale per il quale lavora e da quelle del suo “Los señores del Narco”, libro di recente pubblicazione, la Hernàndez denuncia la commistione tra i cartelli dei narcotrafficanti e alcuni esponenti del governo messicano. Ha agito consapevole dei rischi che avrebbe corso, ma “convinta che la verità fa male ma ha effetti curativi. Ciascuno di noi ha la responsabilità di fare la sua parte, dalla trincea dove ci troviamo, per combattere la corruzione”. L’associazione Libera non è ovviamente rimasta immobile davanti a un simile appello. Tonio Dell’Olio, responsabile del settore internazionale, ha ribadito che “attraverso le nostre fonti abbiamo verificato le minacce di cui Anabel Hernàndez ha parlato e purtroppo si...


Attentato dell’Addaura, Riina dovrà risarcire i Falcone. Ma fu lo Stato a gettare fango

Nov 22nd, 2010 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Un pezzo di Stato voleva Falcone morto. Dietro l’attentato dell’Addaura c’erano “ambienti delle istituzioni”. Cosa nostra è colpevole ‘solo’ del fallito attentato. A dirlo è il giudice Paola Proto Pisani del Tribunale civile di Palermo che condanna Totò Riina al risarcimento di 144.048,47 euro, denaro che ripaga il tritolo ma non il fango gettato sul magistrato siciliano che, in quel giugno 1989, fu oggetto di “umiliazioni e calunnie, sleali attacchi e torbidi giochi di potere”. Attacchi gravi: Gerardo Chiaromonte, presidente della Commissione Antimafia, riporterà, in riferimento al fallito attentato, quanto veniva fatto circolare nei giorni successivi negli ambienti della Dc e del Pci a Palermo: «I seguaci di Leoluca Orlando (allora sindaco di Palermo, ndr) sostennero che era stato lo stesso Falcone a organizzare il tutto per farsi pubblicità». Una vicenda intricata, per comprenderla è bene fare un passo indietro. L’Addaura è una località marinara, secoli fa separata dalla città, ma ormai parte integrante di Palermo di cui rappresenta, anzi, l’insediamento più antico. Quelle che oggi sono ville lungomare un tempo furono piccole case di un borgo sviluppatosi a ridosso del porto. Tra queste ville era quella che  Giovanni Falcone aveva affittato per trascorrere l’estate. Cinquantotto candelotti di dinamite furono piazzati nei pressi della spiaggetta antistante la...


Calabria: sono loro gli attentatori?

Ott 21st, 2010 | Categoria: news
Sembrerebbe lui, Antonio Cortese, ufficialmente commerciante di frutta e verdura, il costruttore dei due ordigni fatti esplodere, nell’ordine, il 3 gennaio, sotto la Procura generale di Reggio Calabria, poi il 26 agosto, sotto l’abitazione del Procuratore generale Salvatore Di Landro. Lui, l’incaricato di tenere in ordine esplosivo ed armi, tra cui il bazooka ritrovato nei pressi della Procura il 5 ottobre scorso. Lui, l’esecutore materiale di tutte le intimidazioni ai magistrati. Cortese è stato arrestato ieri alla frontiera tra Italia e Slovenia, mentre viaggiava su un pullman di linea proveniente dalla Romania. Il suo nome è stato indicato dal boss Antonino Lo Giudice, arrestato lo scorso 7 ottobre con l’accusa di essere a capo dell’omonima cosca (il fratello Luciano era stato arrestato nell’ottobre 2009, con l’accusa di trasferimento fraudolento di valori). Un comportamento anomalo, quello di Antonino Lo Giudice che, pur essendo boss di una mafia, la ‘ndrangheta, che ha pochi pentiti, ha deciso di collaborare con la giustizia nel breve giro di una settimana, accusandosi di essere l’organizzatore degli attentati. “Gli arresti di Lo Giudice e di Cortese aprono uno squarcio” ha dichiarato ieri il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, durante la conferenza stampa “quel quadro che all’inizio sembrava...


Arrestati i tre attentatori di Marras

Ott 11th, 2010 | Categoria: news
Solo grazie a una telecamera si è giunti a una svolta nelle indagini sull’attentato subito da Gianpaolo Marras, sindaco di Ottana, vittima il 24 settembre scorso di un attacco all’incolumità sua e dei suoi familiari: una bomba era stata fatta esplodere fuori dagli uffici per i Servizi Sociali del Comune e alcuni colpi di fucile erano stati sparati verso la sua abitazione, ferendo la moglie e sfiorando la culla del figlio di appena due mesi. L’attentato spinse Marras a minacciare le dimissioni “a meno che i responsabili non vengano arrestati”, dichiarò allora. Oggi però Marras non scioglie le riserve sulla possibilità di abbandonare la poltrona di sindaco: “Ancora non ho maturato alcuna scelta. Certo quello di oggi è un elemento da considerare, ma prenderò una decisione solo fra qualche giorno” aggiungendo che prima intende parlare con gli inquirenti poiché uno dei fermati è Maurizio Sedda, anch’egli di Ottana, collega di Marras alla Legler, azienda tessile che nel paese ha una filiale in aria di crisi: “Dall’azienda io sono stato messo in cassa integrazione ma Sedda ci lavova ancora, è guardiano” spiega Marras. “Non mi capacito chi mi voglia male e prima di decidere se confermare o ritirare le dimissioni ho bisogno...