Articoli con tags ‘ attentati ’


Marras e il sequestro della democrazia. Lettera di Pino Tilocca

Ott 11th, 2010 | Categoria: articoli
Pino Tilocca è preside di una scuola, ma dal 2000 al 2005  è stato sindaco del piccolo comune di Burgos. Ha pagato a prezzo altissimo il suo impegno politico, per cui è stato vittima di diverse intimidazioni: nel febbraio 2004 suo padre Bonifacio è rimasto ucciso per una bomba collocata dietro l’uscio di casa e rivolta a lui. I colpevoli sono rimasti impuniti. Ho pensato molto in questi quindici giorni dal duplice attentato di Ottana se fosse il caso di intervenire pubblicamente e per dire cosa. Tanti, come solito dopo attentati, parlano, pochi con serietà, molti perché è loro dovere farlo in virtù dei ruoli che occupano. Ed allora è evidente che la retorica e il vuoto di sostanza si sprecano in questo mare di chiacchiere che poi si quietano in attesa del prossimo scoppio. Ho pensato di dire a Gian Paolo Marras di tenere duro, di tenere duro sulla sua decisione di dare le dimissioni, intendo; perché la situazione degli amministratori comunali di fronte alla violenza è identica a sei anni di distanza a quella in cui mi sono trovato io. Aggravata dal fatto che il tempo è passato inutilmente. Denunciavo allora la mancanza di comprensione di questo fenomeno delinquenziale e di conseguenza...


Rinvenuto bazooka a Reggio Calabria. Intimidazione per Giuseppe Pignatone

Ott 5th, 2010 | Categoria: news
“Possiamo colpire quando vogliamo”. Il messaggio, fin troppo eloquente, era destinato al procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone. Così come a lui era destinato il bazooka rinvenuto questa mattina davanti alla Procura reggina, proprio a seguito della telefonata – effettuata da una cabina pubblica nel pressi della sede del Consiglio regionale – che avvertiva: “Andate a vedere davanti alla Procura. C’è una sorpresa per il procuratore Pignatone”. L’arma, di fabbricazione slava, è stata rinvenuta sotto un vecchio materasso, nella zona di San Giorgio; il colpo era stato esploso, ma “anche se l’arma era scarica, l’episodio costituisce un grave episodio intimidatorio” sottolineano gli inquirenti. (altro…)


Sardegna. Non è terra per amministratori

Set 27th, 2010 | Categoria: articoli
di Elena Ciccarello
E’ stata una notte da incubo quella vissuta sabato scorso dai circa 2500 abitanti di Ottana, in provincia di Nuoro. Il silenzio è stato rotto una prima volta, poco prima dell’una, da un’esplosione che ha devastato la sede dell’Eiss, un ente privato che eroga servizi sociali, poi, pochi minuti dopo, da tre colpi di fucile calibro 12 sparati contro l’abitazione del sindaco, Gian Paolo Marras, ex cassaintegrato della Legler (in foto). Tanta paura in casa Marras. I pallettoni sono penetrati nella villetta infrangendo i vetri e ferendo al polso la moglie del sindaco. Con le loro traiettorie impazzite hanno sfiorato sia la bambina di 4 anni che la culla del più piccolo. Uno shock che ha spinto il neo sindaco, eletto lo scorso maggio, ad annunciare in poche ore le sue dimissioni, “lo faccio per i miei figli” ha dichiarato. “E’ un episodio di una gravità inaudita – ha commentato Tore Cherchi, presidente dell’Associazione dei Comuni della Sardegna – ma non isolato. Solo una settimana prima ce ne era stato un altro a Nureci in Provincia di Oristano”. La Sardegna è la regione in Italia con il più alto numero di attentati e intimidazioni contro gli amministratori, circa 80 ogni anno....


Messina Denaro allo Stadio Barbera in maglia rosanero

Lug 27th, 2010 | Categoria: news
Il campionato di calcio di serie A della passata stagione è stato di grande interesse per le continue rincorse e posizioni di classifica ottenute solo al fotofinish: la vittoria dell’Inter è stata determinata solo all’ultima giornata, come anche l’accesso all’ultimo posto utile per la Champions League guadagnato dalla Sampdoria a scapito del Palermo. Nella penultima di campionato lo scontro diretto tra la squadra genovese e quella siciliana, giocatosi allo stadio Barbera di Palermo, era finito con un inutile pareggio che aveva rimandato tutto all’ultimo turno di campionato della domenica seguente. La sfida prolungata aveva attratto su di sé molte attenzioni. Allo stadio si erano visti, come comprensibile per uno spettacolo sportivo tanto decisivo, molti personaggi illustri dello spettacolo ma anche della politica italiana. Di oggi è la notizia che tra i volti noti presenti al Barbera quel 9 maggio ci fosse anche il ricercato numero uno d’Italia: Matteo Massina Denaro. Secondo una voce proveniente da ambienti carcerari recepita e divulgata dai carabinieri del Ros, sembra che la primula rossa si fosse mimetizzato tra le maglie rosanero dei tifosi del Palermo. Una voce del genere ha dell’incredibile per due ragioni essenziali. La prima, è che l’individuo più ricercato entro i confini nazionali...


Radio-carcere informa: Cosa nostra potrebbe tornare alle armi

Lug 26th, 2010 | Categoria: news
A Palermo sono state potenziate le misure di sicurezza davanti al Palazzo di giustizia e la sede della squadra mobile, luoghi simbolo ma anche di operatività nel contrasto alle cosche siciliane. Dal Viminale è infatti giunta voce che le nuove  giovani generazioni di padrini stiano meditando un ritorno ad azioni eclatanti per fronteggiare i successi ottenuti negli ultimi tempi dal fronte antimafia. Dall’inchiesta Gotha in poi, molti capimandamento sono stati arrestati aprendo le difficili dinamiche della successione. Chi aveva deciso e attuato la strategia della sommersione non c’è più e i nuovi padrini sono alla ricerca di nuove alleanze. Secondo il Ros dei carabinieri, che avrebbe raccolto le informazioni circa i nuovi movimenti di Cosa nostra, alle riunioni per decidere il riassetto dell’organizzazione avrebbe partecipato anche Matteo Messina Denaro, il boss latitante che controlla la provincia di Trapani. L’ultima primula rossa, secondo radio-carcere, sarebbe contrario alle proposte dei capi emergenti, rimanendo invece fedele alla linea della “sommersione”. Mentre le notizie vengono sottoposte a verifica da parte degli inquirenti, il Viminale ha  intanto  deciso di prendere provvedimenti incrementando la protezione dei punti sensibili del capoluogo siciliano. Non c’è dubbio infatti sul fatto che i pm di Palermo si siano accorti da tempo...


Reggio Calabria, bomba alla procura generale

Gen 10th, 2010 | Categoria: news
Domenica 3 gennaio una bomba è esplosa contro il portone della procura generale di Reggio Calabria. L’ordigno, assemblato con una bombola a gas collegata a materiale esplosivo, è stata collocata intorno alle 4,50 del mattino da due persone, forse un uomo e una donna, giunte a bordo di uno scooter filmato dalle telecamere a circuito chiuso. Gli inquirenti non nutrono dubbi sulla matrice ’ndranghetista del gesto criminale, che, come dichiarato a «La Repubblica» dal procuratore generale Salvatore Di Landro, è verosimile che sia stato deciso di comune accordo dalle cosche Reggine, per alzare il livello dello scontro nei confronti della procura generale, che si occupa dei processi di appello contro i boss e delle confische dei beni delle ’ndrine. «I criminali qui sono portati a pensare che nel processo d’appello le cose si sistemano, glielo ripetono da anni anche i loro avvocati, quando questo non avviene, quando anche qui si rendono conto che prendono bastonate, qualcuno può avere la tentazione di reagire». Il ministro dell’Interno Maroni e della giustizia Alfano hanno promesso l’invio di 121 agenti (tra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza) e di nuovi magistrati per coprire, almeno in parte, i vuoti di organico che ostacolano il lavoro...


Arese, attentato incendiario alla Calcestruzzi spa

Feb 10th, 2009 | Categoria: news
Presso lo stabilimento di Arese della Calcestruzzi spa, del Gruppo Italcementi, la sera del 4 febbraio si è sviluppato un incendio, di natura dolosa, che ha distrutto 9 betoniere e 3 camion utilizzati per il trasporto del calcestruzzo. Gli automezzi appartenevano a una società di autotrasporti con sede legale nella provincia di Cosenza. Le indagini sono condotte dai Carabinieri della compagnia di Rho e del nucleo investigativo di Monza. Il 27 gennaio l’amministratore delegato della società, Mario Colombini, è stato rinviato a giudizio dal Gup di Caltanissetta con l’accusa di truffa, frode e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di aver favorito la mafia. Rinvio a giudizio anche per Fausto Volante, capozona per la Sicilia e la Campania, e Giovanni Giuseppe Laurino, entrambi accusati di truffa, frode e turbata libertà del commercio, aggravata dall’aver agevolato Cosa nostra. Secondo i pm Niccolò Marino e Renato Di Natale, gli impianti siciliani della Calcestruzzi, attraverso la vendita di cemento di qualità inferiore a quello dichiarato, creavano fondi neri da destinare alle famiglie mafiose siciliane. Una pratica non solo illecita, ma che mette a rischio la sicurezza delle opere realizzate con il calcestruzzo di qualità scadente.


Crotone, clan contro pm

Dic 10th, 2008 | Categoria: news
Le cosche crotonesi volevano organizzare un attentato contro il sostituto procuratore Pierpaolo Bruni. È quanto emergerebbe dalle intercettazioni effettuate nell’ambito di un’inchiesta sulla ’ndrangheta della frazione crotonese di Papanice, che il 25 novembre scorso ha portato al fermo di 24 persone da parte della polizia, ritenute affiliate alle cosche locali. Nelle intercettazioni si faceva riferimento all’utilizzo di bazooka e armi di precisione. Il contenuto delle intercettazioni sarebbe stato confermato da un collaboratore di giustizia. Nell’ambito della stessa operazione sono state effettuate perquisizioni nei confronti di esponenti politici e imprenditori, nonché di funzionari pubblici locali.


Gioia Tauro, assassinato noto commerciante

Mag 10th, 2008 | Categoria: news
Antonino Princi, 45 anni, facoltoso commerciante di Gioia Tauro, già presidente del Catanzaro Calcio, è morto per i postumi del grave attentato subito il 26 aprile scorso. Il decesso è sopraggiunto il 7 maggio. Princi era stato vittima di un ordigno esplosivo collocato sotto la sua automobile, una Mercedes, e attivato via radio con un telecomando. La deflagrazione lo aveva reso cieco e i medici era stati costretti ad amputargli braccia e gambe. Princi, originario di Rizziconi gestiva importanti attività commerciali nella zona di Gioia Tauro. Era proprietario di alcuni negozi di abbigliamento e socio di alcune società che controllano supermercati e centri commerciali in provincia di Reggio Calabria. L’impronta dell’attentato e di chiaro stampo ’ndranghetista e denuncia un’impennata della tensione nella zona di Gioia Tauro. Il primo febbraio era stato assassinato il boss Rocco Molè, capo del clan omonimo collegato alla potente famiglia dei Piromalli. Il 23 aprile il Consiglio dei ministri ha decretato per la seconda volta lo scioglimento del comune di Gioia Tauro per inflitrazione mafiosa. La prima volta era accaduto nel 1991


Cosenza, bruciati dieci autobus

Mag 10th, 2008 | Categoria: news
Ci sarebbe la ’ndrangheta dietro il clamoroso incendio che il 29 aprile ha devastato il parco macchine di due ditte di trasporti a San Donato di Ninea, in provincia di Caserta. Il rogo ha bruciato trenta autobus delle ditte “Trasporti Nord Calabria” e “La Valle”. La natura dolosa del rogo è confermata dal rinvenimento di molteplici inneschi. I vigili del fuoco hanno faticato a lungo prima di domare le fiamme. Le due ditte lavoravano anche in convenzione con la regione. Giuseppe La Valle, titolare dell’omonima impresa, ha dichiarato: «Non ho più la forza di andare avanti. Da 50 anni do lavoro a 50 persone. Se la Regione ci darà una mano si potrà ricominciare, sennò il cancello si chiuderà per sempre. Questa azienda è una mia creatura ma più di tanto non posso fare». Le vittime non hanno voluto rilasciare dichiarazioni circa eventuali minacce subite. Solidarietà è stata espressa dal presidente della provincia di Cosenza, Dario Olivero: «Questo ennesimo tentativo di intimidire e ricattare l’imprenditoria calabrese sana e coraggiosa rappresenta uno sfregio insopportabile alla nostra terra e un’ulteriore drammatica sfida allo Stato e alle istituzioni calabresi».