Articoli con tags ‘ Argentina ’


Lettera aperta alla Junta militar

Mar 24th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Rodolfo Walsh
Nel 1977, a un anno dal golpe in Argentina e dall’instaurazione del regime di Jorge Videla, il giornalista e scrittore Rodolfo Walsh scrisse una lettera aperta alla Junta militar. Una lettera lucida e durissima che affondava la punta della penna nelle viscere violente del regime, con la quale Walsh denunciava ciò che nessuno, allora, aveva il coraggio di denunciare. Di seguito, vi riproponiamo il testo completo   1. La censura della stampa, la persecuzione degli intellettuali, la demolizione della mia casa a Tigre, l’omicidio di amici cari e la perdita di una figlia che è morta mentre vi combatteva sono alcuni dei fatti che mi costringono a questa forma di espressione clandestina dopo che per quasi trent’anni mi sono pronunciato liberamente come scrittore e giornalista. Il primo anniversario di questa Giunta militare è stata l’occasione per fare un bilancio della condotta del governo nei documenti e discorsi ufficiali in cui, quelli che voi chiamate risultati sono errori, quelli che riconoscete come errori sono crimini e ciò che tenete nascosto sono calamità. Il 24 marzo 1976 avete rovesciato il governo di cui facevate parte e che avete contribuito a screditare in quanto esecutori della sua politica repressiva e la cui sorte era ormai segnata dalle...


Quaranta volte 24 marzo. L’anniversario del golpe argentino tra Obama, Macrì e la memoria delle Madres

Mar 24th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Nel giorno in cui in Argentina si ricorda il 40mo anniversario del golpe militare guidato dal trittico della morte Massera-Videla-Agosti (golpe che rovesciò il governo costituzionale di Isabelita Peron, durante il cui governo, comunque, furono già avviate importanti persecuzioni contro gli oppositori politici), Plaza de Mayo è invasa di bandiere. Ma non sono, non solo, quelle argentine. Garriscono al vento le stars and stripes statunitensi. Ha voluto così il cerimoniale del presidente Mauricio Macrì in occasione della visita di Barack Obama, a Buenos Aires già da ieri. Ma il 24 marzo, questo 24 marzo 2016, ha un gusto particolare. Perché cade anche di giovedì. Lo stesso giorno che, da 39 anni, le Madres de Plaza de Mayo hanno scelto per la loro camminata. Che non si è fermata di fronte alle persecuzioni, ai fucili spianati dei militari a cavallo, ai manganelli dell’esercito, agli omicidi. E che non si fermerà neppure di fronte alla visita dell’uomo più potente del mondo. La memoria non cede il passo. Alle 14 ora di Buenos Aires, la manifestazione si ripeterà. Certo, c’è molta amarezza nelle associazioni argentine. Hebe De Bonafini, una delle figure più rappresentative delle madri, nei giorni scorsi ha parlato all’emittente TelSur di “schiaffo alla memoria degli...


Il viaggio degli attivisti sudamericani in Italia. Intervista a Lucas Manjon e Angela Cuenca

Mar 18th, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Ferrante (con Giulia Baruzzo)
Cinque familiari di desaparecidos messicani, una giornalista e un’attivista antimafia del più grande paese meso-americano, una familiare di vittima e una militante tunisine. E poi Lucas Manjon, rappresentante di Alameda e della rete Por un Argentina sin mafias (Argentina) e Angela Cuenca, Coordinatrice di Colectivo Casa e della rete Alas in Bolivia. È questa la delegazione che, invitata da Libera Internazionale in occasione della XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, dal 14 marzo sta girando l’Italia, in un viaggio di testimonianza e conoscenza che si concluderà mercoledì prossimo. A Narcomafie, abbiamo sentito le voci di Manjon e Cuenca. Argentina e Bolivia nell’anno 2016, una descrizione. LM: Molto problematica. La corruzione è endemica a tutti i livelli. È una condizione che ha avuto inizio perlomeno 5 anni fa e che, con il tempo, non ha fatto che peggiorare. Colpa soprattutto della svalutazione della moneta, il peso, che ha perso molto potere sia nei confronti del dollaro (un dollaro equivale a 15 pesos argentini), sia dell’euro (addirittura 18 pesos). Questa debolezza economica internazionale ha avuto il doppio e contemporaneo effetto di scoraggiare gli investitori argentini e spalancare le porte agli imprenditori stranieri, ingolositi dalla situazione e dai margini...


I timori di papa Francesco sull’Argentina che si sta “messicanizzando”

Feb 26th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
 Che l’Argentina stia attraversando uno dei periodi più negativi della sua storia recente, il più brutto sicuramente del decennio “Kirchnerista”, è stato papa Francesco a ricordarlo in una lettera personale inviata, alcuni giorni fa, al parlamentare argentino Gustavo Vera, in cui esprimeva le sue preoccupazioni sul narcotraffico e sui pericoli di una “messicanizzazione” del paese. L’episodio ha creato, come era inevitabile, qualche garbato disappunto nel governo messicano che, stando alle notizie di agenzia, si appresterebbe ad inviare una nota di doglianza alla Segreteria di Stato del Vaticano. La realtà, tuttavia, non si può nascondere che bene ha fatto Francesco a mettere in guardia sullo sfilacciamento del paese a cui, come noto, è particolarmente legato. La corruzione dilagante ha investito, infatti, alcuni  faccendieri vicini alla famiglia presidenziale tanto che, un anno fa circa, la magistratura aveva avviato un’indagine per riciclaggio di denaro e associazione a delinquere nei confronti di due imprenditori legati alla presidente. Indagato anche il ministro per lo Sviluppo e la Pianificazione Federale che avrebbe agevolato appalti pubblici a società collegate sempre alla Kirchner. Alcune inchieste giornalistiche, piuttosto dettagliate hanno, inoltre, evidenziato ingenti spostamenti di denaro pubblico (55milioni di euro) effettuati negli anni dal Governo dei Kirchner, su conti...


Lotta al narcotraffico in Argentina

Mar 7th, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
L’Argentina sta attraversando uno dei periodi più negativi della sua storia recente, il più brutto sicuramente del decennio “Kirchnerista”. La corruzione ha investito, infatti, alcuni faccendieri vicini alla famiglia presidenziale tanto che, nei mesi scorsi, la magistratura ha avviato un’indagine per riciclaggio di denaro e associazione a delinquere nei confronti di due imprenditori legati alla presidente. Indagato anche il Ministro per lo Sviluppo e la Pianificazione Federale per aver agevolato appalti pubblici a società collegate alla Kirchner. Alcune inchieste giornalistiche, piuttosto dettagliate,  hanno, inoltre, evidenziato, ingenti spostamenti di denaro pubblico (55milioni di euro) effettuati negli anni dal Governo dei Kirchner, su conti correnti di banche “off shore” del Belize e di Panama. La vicenda, poi, nel 2013, dei 110 chilogrammi di cocaina occultata nei gamberoni destinati in Spagna e nella quale sono rimaste coinvolte persone vicine al Ministro dell’Agricoltura, è stato un ulteriore tassello di grave sfilacciamento istituzionale. L’appuntamento elettorale di fine ottobre 2013, per il rinnovo di parte dei seggi alla Camera e al Senato Federale, con la sconfitta del partito Fronte per la Vittoria, ha confermato il calo di popolarità della presidente. Il 2014, con l’acuirsi della crisi economico sociale che sta vivendo il paese, potrebbe essere l’anno...


Traffico d’armi in Ecuador e Croazia, assolto l’ex presidente argentino Menem

Ott 18th, 2011 | Categoria: articoli
Carlos Menem è stato presidente dell’Argentina dal 1989 al 1999. E’ oggi ritenuto il responsabile delle folli privatizzazioni e vendite di patrimoni dello Stato che contribuirono a gettare l’Argentina nel baratro della crisi economica. Il 5 gennaio 1995 è stato insignito della Gran Croce di cavaliere dell’Ordine di Re Tomislav, la più alta onorificenza cavalleresca croata. Il 7 giugno 2001, Menem è stato arrestato per uno scandalo su un traffico di armi verso l’Ecuador e la Croazia nel 1991 e nel 1996. Armi che servirono alla guerra d’indipendenza di Zagabria pagate coi soldi della dispora croata in Argentina. Il Paese sudamericano accoglie una vasta comunità croata emigrata dopo la fine della seconda guerra mondiale. Tra questi émigrés ci fu anche Ante Pavelic, poglavnik (duce) dei croati tra il 1941 e il 1945, fondatore del movimento nazionalista degli ustascia, ispirato al fascismo italiano, responsabile di genocidi nei confronti di serbi, musulmani, ebrei e rom. La vittoria delle truppe di Tito e la costruzione della Jugoslavia socialista costrinse i croati vicini agli ustascia alla fuga. L’Argentina aprì loro le porte e da allora la comunità croata rappresenta una delle più influenti nel Paese. Menem è comparso davanti a un giudice alla fine di...


Nati schiavi

Giu 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Nelle province del Nord-est dell’Argentina le organizzazioni criminali comprano neonati e minori (quando non li rubano) per rivenderli sul mercato delle adozioni illegali e della prostituzione. Alla base del triste incontro tra domanda e offerta restano le forti disuguaglianze sociali del Paese (altro…)


Peruviani alla conquista di Buenos Aires

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
La mappa del narcotraffico in America Latina si sta modificando: nuove rotte, nuove triangolazioni commerciali e nuovi protagonisti che hanno approfittato della frammentazione dei leggendari cartelli colombiani. Così nella capitale argentina, strategico punto di snodo e smercio, è cominciata l’“era peruviana” del traffico di droga Numeri 1-11-14: non è un terno al lotto, ma il nome di una “villa miseria”, una delle tante bidonvilles inserite nel tessuto urbano di Buenos Aires. I suoi abitanti sono in maggioranza immigrati, provenienti da paesi vicini, come il Paraguay, o lontani, come il Perù. In questo conglomerato umano che vive ai margini della società, retto da codici e regole proprie e dove lo Stato brilla per la sua assenza, ogni anno la comunità peruviana si riunisce per un rito di fede religiosa e di identità culturale: la tradizionale processione del Signore dei Miracoli. È durante una di queste celebrazioni che ha avuto inizio una storia di sangue, di vendette, di rese di conti che in meno di due anni ha causato 20 morti. Sodalizio criminale. Era il 29 ottobre 2005. La processione sfilava solennemente in mezzo al fervore dei devoti quando armi automatiche scaricarono la propria furia omicida sulla folla. L’obiettivo era Marco Antonio Estrada Gonzáles...


Isole sicure, isole segrete

Giu 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Spesso in Argentina quartieri abitati dal ceto medio alto (barrios cerrados) e baraccopoli sono realtà geograficamente contigue. A separare i due mondi non è solo il divario economico, già netto ben prima della crisi finanziaria del 2001: mura e guardie armate, derivanti da una pressante richiesta di sicurezza, permettono a queste oasi di ricchezza, di tanto in tanto, di infrangere la legge e ignorare l’autorità Nel quartiere di Marti Col, a San Miguel de Tucumán, nel nord argentino, le zone residenziali destinate ai ceti medio alti, protette da mura e da misure di sicurezza quasi militari, convivono con le baracche e le mulattiere dei quartieri più poveri. In entrambe le zone non si potrebbe entrare: nei barrios pobres perché c’è il pericolo di essere rapinati, nei barrios cerrados perché le guardie non lo permettono a meno che non si sia stati invitati da una delle famiglie che ci vive.  False percezioni. Se nonostante tutto si insiste per entrare, da una parte si trovano famiglie in condizioni igieniche disumane, cartoneros che vivono della raccolta di rifiuti da riciclare, dall’altra campi da golf, villette, giardini curati ed enormi grigliate di carne durante il fine settimana. La differenza è tale che sembra impossibile che si...


Ospite (s)gradito

Ott 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Totale immunità per i soldati statunitensi che dallo scorso giugno esercitano in territorio paraguayano. L’intesa siglata, nel totale silenzio mediatico, tra Washington e Asunción ha fatto insorgere i confinanti Brasile e Bolivia, che vedono nella presenza militare una manovra per installare una base Usa nel cuore dell’America Latina   Paraguay, luglio 2005: esercitazioni militari con truppe statunitensi. Sono le prime di una lunga serie prevista dall’accordo bilaterale firmato dal Governo di Asunción e approvato dal Parlamento il 28 maggio di quest’anno nel più assoluto silenzio ufficiale. Nel testo si prevede l’ingresso di effettivi nordamericani che godranno dell’immunità diplomatica, mentre i materiali bellici e gli equipaggiamenti in entrata non saranno sottoposti a controlli da parte delle autorità nazionali. L’accordo avrà una durata di 18 mesi, da giugno 2005 a dicembre 2006.  Immuni, da tutto. Il documento ufficiale ha scatenato controversie dovute proprio all’immunità concessa ai militari statunitensi, sottratti alla giurisdizione paraguayana nell’eventualità in cui, durante la loro permanenza, commettano delitti penali ed ambientali. Nel caso in cui questi reati entrino nella tipologia dei crimini di lesa umanità, inoltre, il Governo di Asunción non potrà nemmeno ricorrere al Tribunale penale internazionale: un privilegio che pone il Paese in una situazione quanto meno ambigua, visto che...