Articoli con tags ‘ appalti ’


Chi vuole affossare la Stazione unica appaltante?

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Rocco Lentini
Personale ridotto, risorse girate alla sanità per coprire i buchi, enti liberati dall’obbligo di rivolgersi alla Stazione unica per avviare le procedure d’appalto. Ridotta ai minimi termini l’attività della “Sua”. Ecco a chi interessa che le cose rimangano così  (altro…)


Le ultime “imprese” dei Clan

Mar 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Nello Trocchia
Lo scandalo sugli appalti per il G8 alla Maddalena che ha investito Bertolaso include anche funzionari in contatto – secondo informative della Dia – con ambienti di Camorra. Ecco come le aziende del “Sistema” si inseriscono nell’economia legale (altro…)


Proiettili, lambrusco e mattoni

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Il clan dei casalesi si è infiltrato in modo pesante nel mondo dell’edilizia. Con società controllate che si aggiudicano i subappalti, ma anche attraverso l’imposizione del pizzo alle centinaia di imprese di origine casertana che operano sul territorio Si dice che a Modena e dintorni la camorra si annidi principalmente nell’edilizia, e nell’edilizia siamo andati a cercarla. Gli appalti pubblici nel settore valgono 200 milioni di euro all’anno, quelli privati 400 milioni. Un fiume di denaro che da decenni attira imprese e lavoratori campani per lo più onesti, ma inutile negarlo, anche colonie di casalesi criminali. «570 imprese edili di origine casertana operanti sul territorio non possono non destare sospetti» sostiene il pm della Dda bolognese Lucia Musti, il magistrato che nel 2008 ha fatto condannare gli esecutori della gambizzazione dell’imprenditore Giuseppe Pagano da parte degli scagnozzi di Raffaele Diana. Centinaia di pagine di atti processuali descrivono come il clan dei casalesi abbia eletto questa provincia a luogo privilegiato di insediamento per le proprie imprese. Basta aprire il data base della Cassa edile di Modena, dove sono registrate le aziende con dipendenti che lavorano sul territorio, per imbattersi in decine di cognomi che, al di là dei casi di omonimia, evidenziano legami,...


I vermi nelle ciliegie

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Modena e provincia sono territori benestanti, dove vivono professionisti e imprenditori di rilievo, dove ogni anno vengono effettuati investimenti consistenti. Cosa c’è dietro tutta questa ricchezza? Siamo in grado distinguere i capitali frutto del lavoro onesto da quelli illeciti da reato circolanti nell’economia locale? A qualcuno interessa questa distinzione? C. G. è una persona simpatica, dallo spiccato accento emiliano. Fa il consulente dell’investimento mobiliare e del credito. Dopo una lunga esperienza in banca, ha deciso di mettersi in proprio, prima fondando un paio di società, oggi operando come libero professionista. Lavora in un ufficio sobrio al piano terra di una piccola palazzina di Modena. Mi ha raccontato di un furto subito nel 2006 nella sede di quella che allora era la società di investimenti fondata con altri due soci. Gli rubarono la borsa e i computer. «L’unica cosa che mi importava erano i documenti contenuti nella borsa, del tutto inutili per i ladri. Feci denuncia alla polizia naturalmente, senza alcuna concreta speranza di ritrovare la refurtiva. Un giorno mi chiama un amico, uno dei nostri consulenti che procurava clienti alla società. Mi dice che uno dei clienti portati da lui, di origine napoletana, si sarebbe interessato alla cosa, perché a Modena...


“Attento quando attraversi la strada”

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
I pochi politici che abbiano provato a sollevare il tema della penetrazione mafiosa nella florida economia modenese sono stati oggetto di intimidazioni e minacce del tutto distoniche rispetto al clima di tranquillità e pace sociale che respira in questi territori. È capitato nel settembre 2006 a Roberto Adani, all’epoca sindaco di Vignola, amena cittadina di circa 20 mila abitanti adagiata ai piedi delle colline tra Modena e Bologna. Gli furono recapitati dei proiettili con una lettera in cui venivano presi di mira i suoi famigliari. «Le minacce in realtà continuarono anche successivamente al fatto dei proiettili – ricorda l’ex sindaco –. La cosa strana è che mi giungevano strani messaggi attraverso amici degli amici degli amici, che mi dicevano di fare attenzione, che mi stavo mettendo in una situazione rischiosa, che “quelli” non ci mettevano nulla a pagare un albanese perché si ubriacasse mi investisse con l’auto mentre attraversavo la strada». In quel periodo Adani era impegnato in un rimpasto della sua giunta. «Alcuni soggetti avevano evidenziato dei limiti, legati anche a una concezione della politica legata allo scambio, che non mi appartiene». Nello stesso periodo stava cercando di allontanare alcuni dirigenti comunali, a suo dire, troppo legati a certi ambienti...


Ma il “modello Molise” non ha funzionato

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Massimo Romano, consigliere regionale dell’Italia dei Valori in Molise Consigliere Romano, a sette anni dal terremoto quanti sono gli stanziamenti arrivati in Molise? Dopo gli eventi sismici dell’ottobre 2002 il Molise ha avuto un’iniezione di denaro pubblico che può essere stimato intorno al miliardo di euro. L’ordinanza con la quale il presidente del consiglio di allora Silvio Berlusconi dava al presidente della Regione Michele Iorio l’incarico di commissario straordinario prevedeva, all’articolo 15, che parte dei finanziamenti dovessero essere destinati allo sviluppo economico della regione. In che modo sono stati utilizzati quei soldi, è stata quella la finalità o ci sono stati casi di sperpero di denaro pubblico, a suo avviso? Quello che fu ribattezzato il “modello Molise” prevedeva una concentrazione di risorse ordinarie e straordinarie legate non soltanto al terremoto, ma anche all’alluvione che ci fu qualche mese dopo. Insieme anche a risorse di provenienza comunitaria furono assorbite in un unico strumento finanziario utilizzato e utilizzabile con poteri monocratici del Presidente della regione in qualità di commissario delegato. L’area colpita dagli eventi sismici fu estesa però dai 14 comuni del cratere a praticamente tutti i comuni della regione, con la conseguenza che, facendo leva sulla cumulabilità di quelle risorse, anche comuni che...


L’antimafia scommette sull’Abruzzo

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Intervista ad Alberto Cisterna La ricostruzione delle zone terremotate rappresenta una sfida per la Direzione nazionale antimafia. Il procuratore Pietro Grasso ha costituito un pool di quattro magistrati che lavorerà in collaborazione con i ministeri della Giustizia e dell’Interno, il procuratore e il prefetto de L’Aquila, per rafforzare il fronte della prevenzione alle possibili infiltrazioni mafiose nel post terremoto. Si vuole dimostrare che è possibile contrastare il crimine organizzato in modo efficace e moderno, senza rallentare di un solo giorno la ricostruzione delle case. L’emergenza costituirà il banco di prova per un modello di antimafia cui il procuratore e i suoi uomini lavorano da tempo, a partire dalla convinzione che gli strumenti di contrasto vadano aggiornati e che la storia della mafia sia giunta a una svolta. Alberto Cisterna è uno dei magistrati della procura nazionale chiamati dal procuratore Grasso a costituire il pool che vigilerà sulla ricostruzione (gli altri sono Vincenzo Macrì, Gianfranco Donadio e Olga Capasso). È membro del Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere ed è stato sostituto procuratore distrettuale a Reggio Calabria. Oggi è ritenuto uno dei massimi esperti in tema di pubblici appalti e infiltrazioni mafiose; sue le pagine dell’ultima relazione della Dna...


Il capitale sociale della camorra

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Tutti gli appalti minuto per minuto: per essere sicuro che al controllo del clan non sfuggisse nulla. Antonio Giugliano, capocosca di Poggiomarino, alleato di prima fila del boss Mario Fabbrocino, il 27 ottobre del 2005 fa rapire l’assessore Antonio Saporito. La vittima, una volta libera, corre dal sindaco dell’epoca, Roberto Raffaele Giugliano, in cerca di consigli. Il monopolio del subappalto. I due si rivolgono a un amico carabiniere, il maresciallo Salvatore Russo e, solo a quel punto, partono le indagini. Inchiesta che si allarga a macchia d’olio portando il 27 aprile a 17 arresti eseguiti dalla Dia di Napoli e al sequestro di beni per un valore di 10 milioni di euro. Tra le tante viene sequestrata la società “La Stella Calcestruzzi”, gestita di fatto da Gaetano Langella. Secondo la ricostruzione del pm Simona Di Monte, l’azienda fungeva da camera di compensazione tra interessi imprenditoriali e criminali, generando nell’area vesuviana il monopolio del cemento. Una storia già sentita. L’interessamento della criminalità organizzata per il mercato del calcestruzzo non è certo una notizia dell’ultima ora. Due anni fa il pm Di Monte aveva apposto i sigilli alla società “La Fortuna” che, per conto di Fabbrocino, gestiva lo stesso commercio nel...


Chi non vede la mafia alzi la mano

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
  In Lombardia la mafia ha ricominciato a sparare. Negli ultimi mesi si sono verificati almeno tre omicidi riconducibili alla ’ndrangheta.  Quello di Rocco Cristello a marzo, di Carmelo Novella a luglio, di Cataldo Aloisio a settembre. Tutti e tre legati al mondo dell’edilizia. Gli inquirenti ipotizzano una violenta riorganizzazione dei clan sul territorio. «Gli omicidi e i tentati omicidi che stanno avvenendo in Lombardia, all’interno del mondo della criminalità organizzata, segnalano che nella regione è in corso una vera e propria guerra di mafia», ci ha spiegato Vincenzo Macrì, Sostituto procuratore nazionale antimafia. All’orizzonte gli appetitosi appalti lombardi, dall’alta velocità alla prossima Expo 2015.  Ogni proiettile sparato a bruciapelo ha inferto un colpo mortale al tabù di una regione in cui le mafie sarebbero dedite prevalentemente al riciclaggio. Oggi nessuno può più dire che in Lombardia la mafia sia invisibile. Non è invisibile la sua violenza, né i suoi affari, né i suoi rapporti con la politica, come dimostrano alcune recenti inchieste. Tanto meno sono invisibili i suoi patrimoni: i più di settecento beni confiscati che collocano la Lombardia al quarto posto nella classifica nazionale, dopo Sicilia, Campania e Calabria. È vero esattamente il contrario, ma si preferisce non parlarne, essenzialmente...


Prima dell’Expo, il grande affare è Pedemontana

Dic 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Sul tavolo ci sono oltre 4 miliardi di euro ed è difficile che la cifra non solletichi gli appetiti della ’ndrangheta, forte e radicata nella ricca Lombardia. La posta in palio si chiama Pedemontana Lombarda, l’autostrada, annunciata da decenni, che diverrà realtà con l’arrivo a Milano della mostra espositiva internazionale Expo 2015. Un’infrastruttura che collegherà sei province (Bergamo, Lecco, Monza, Milano, Como e Varese) per uno sviluppo complessivo di 157 chilometri di nuove strade, 87 delle quali di tracciato autostradale. Ponti, gallerie, viadotti, tratti in trincea. Un’opera innovativa e necessaria per i sostenitori del progetto e per la proprietà, la “Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.a.”, le cui azioni sono nelle mani di Milano Serravalle e Milano Tangenziali S.p.a. I detrattori parlano invece di uno scempio ambientale e dell’inutilità di un’autostrada che in alcune delle sue parti ricalca tracciati già esistenti. L’opera verrà realizzata tramite project financing, modalità utilizzata da una decina di anni in Italia per il finanziamento di interventi di pubblica utilità. Lo Stato versa parte dello stanziamento necessario (in questo caso 1.245.000.000 di euro), la società concessionaria, partecipando con propri capitali, porta a termine il lavoro, dalla progettazione alla costruzione. Il resto viene finanziato a debito, ovvero attraverso l’accensione...