Articoli con tags ‘ appalti ’


Valle d’Aosta, pagine scritte e ancora da scrivere

Lug 3rd, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
La dipingono come un’isola felice, ma la Valle d’Aosta convive da anni con illegalità di alto livello e infiltrazioni da parte della criminalità organizzata la cui entità non è ancora stata riconosciuta. Dopo il volume “L’altra Valle d’Aosta” della collana dei “Quaderni di Libera e Narcomafie”, il nostro mensile dedica il dossier del numero di maggio (nella foto, la copertina) alla regione montana. Ecco gli ultimi sviluppi giudiziari e politici. E non solo. (altro…)


Valle d’Aosta, sette condanne per tentate estorsioni legate alla ‘ndrangheta

Gen 31st, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di redazione
  «La penetrazione delle mafie al Nord è un’emergenza in atto da tempo, rispetto a cui si è maturata una scarsissima consapevolezza. Si tratta di impreparazione, ritardo culturale, miopia, sottovalutazione, distacco aristocratico della gente del Nord verso il pericolo mafioso?». Così ha tuonato il procuratore capo Gian Carlo Caselli in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, a Torino. Frasi calzanti non solo per la realtà piemontese, ma anche per quella valdostana. Spesso sonnacchiosa, a volte quasi  – scientemente o inconsapevolmente – narcotizzata, cullata dalla vulgata “Valle d’Aosta isola felice”. Ieri, 30 gennaio, il Gup di Torino ha scritto una pagina significativa per la criminalità organizzata attiva nella regione ai piedi delle Alpi: sette condanne per altrettanti imputati nell’ambito dell’operazione “Tempus Venit”, partita su impulso dei Carabinieri di Aosta e coordinata dalla Procura di Aosta e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino. Condannati Roberto Raffa (cinque anni e dieci mesi), Giuseppe Facchinieri (sei anni e otto mesi), Giuseppe Chemi (cinque anni e otto mesi) e Michele Raso (cinque anni): sono stati tutti accusati di tentate estorsione legate alla ‘ndrangheta ai danni di due imprenditori, Luigi Monteleone e Giuseppe Tropiano. In seguito alle minacce ricevute, però, il modus operandi delle due vittime è stato diametralmente opposto. Monteleone, titolare...


Valle d’Aosta, al via i i lavori della Commissione consigliare antimafia

Feb 23rd, 2012 | Categoria: news
Il capogruppo regionale dell’Union Valdôtaine – partito di maggioranza in Valle d’Aosta – Diego Empereur (nella foto) è stato eletto presidente della Commissione consiliare speciale per l’esame delle infiltrazioni mafiose nella regione. La nomina – a scrutinio segreto, avvenuta in seno al Consiglio regionale del 22 febbraio –  ha registrato quattro franchi tiratori: 27 i voti infatti a disposizione della maggioranza, ma l’imprenditore è di fatto stato eletto con 23 voti, contro i nove del candidato della minoranza Alberto Bertin (dell’Alpe), ai quali si aggiungono due schede bianche ed una nulla. Della Commissione fanno inoltre parte: Massimo Lattanzi, manager bancario e capogruppo per il PdL; Leonardo La Torre, imprenditore e capogruppo del partito Fédération Autonomiste, il cui nome è balzato agli onori della cronaca di recente, con l’apertura del processo per il caso Amiat a Torino, in quanto indagato per turbativa d’asta (il politico si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda); Francesco Salzone, capogruppo della Stella Alpina; Emily Rini dell’Union Valdôtaine. Per quanto riguarda la minoranza consigliare, oltre ad Alberto Bertin è stato eletto Gianni Rigo del Partito Democratico. I sette membri della Commissione dovranno, entro il 30 giugno, proporre pratiche amministrative ed interventi normativi atti a controllare e arginare i fenomeni...


Risparmio e legalità nelle gare d’appalto, nasce la Stazione Unica

Ott 6th, 2011 | Categoria: news
“Una struttura altamente qualificata, come la Stazione Unica Appaltante, assicura una maggiore professionalità e, quindi, un’azione più snella e tempestiva, ma permette anche di creare le condizioni affinché vi possa essere una progressiva semplificazione degli adempimenti e delle procedure, nonché un’auspicabile riduzione del contenzioso”. Queste le parole del ministro degli Interni, Roberto Maroni. La Stazione Unica Appaltante diventa lo strumento attraverso il quale si concentrano le procedure delle gare d’appalto che attualmente vengono condotte su una pluralità di stazioni appaltanti. La Stazione unica si profila dunque come meccanismo di controllo, concentrazione e risparmio di tempi e denari. Può svolgere la propria attività in ambito regionale, provinciale e interprovinciale, comunale e intercomunale. Collabora, con l’ente che aderisce, a curare gli adempimenti per la procedura di gara per la scelta del contraente privato in tutte le sue fasi fino alla stipula del contratto. Secondo Maroni la Stazione unica avrebbe anche un iportante risvolto nel contrasto alle infiltrazioni mafiose. Facendo riferimento al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 giugno di quest’anno, il responsabile del Viminale, ricorda che ”attraverso tale strumento...


‘Ndrangheta, si spartivano gli appalti pubblici. Sette arresti

Nov 17th, 2010 | Categoria: news
Sette arresti per associazione mafiosa, estorsione, ricettazione, detenzione di armi e danneggiamenti. E’ questo il bilancio di un’operazione antimafia messa a segno dalla Dia di Reggio Calabria, eseguita nella mattina di mercoledì 17 novembre,in seguito all’emanazione di due provvedimenti fra loro correlati emessi dal gip distrettuale della città. Sei dei fermati sono presunti esponenti delle cosche Libri e Condello, quelle storiche e più potenti del reggino. L’ultimo è un imprenditore  di 64 anni, Pietro Siclari, immobiliarista molto noto nel capoluogo calabrese, accusato di estorsione con metodo mafioso. Coinvolti anche altri trenta imprenditori della zona, colpiti da misura interdittiva: le loro aziende, cioè, non potranno più partecipare ad appalti pubblici per sessanta giorni. Proprio in quel settore, infatti, si anniderebbe la loro attività fatta di corruzione e clientele. Le indagini della Direzione Investigativa Antimafia hanno così consentito di scoprire un sistema di pesante condizionamento nell’aggiudicazione degli appalti pubblici nella provincia. Undici gli appalti sotto esame, per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro. Si tratta, in particolare, di lavori affidati da enti locali del reggino con importi variabili dai 300.000 al milione e mezzo di euro, per la sistemazione di piazze e strade o per la costruzione di tratti fognari. Fra i...


Blitz alle falde dell’Etna. Indagati amministratori, imprenditori e cosche

Nov 3rd, 2010 | Categoria: news
Quarantasette ordinanze di custodia cautelare in carcere e sequestri di beni per 400 milioni circa. Questi i numeri dell’operazione Iblis messa in atto stanotte dai carabinieri del Ros. I comandi coinvolti hanno sede in differenti regioni italiane – Sicilia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia – vista la rete composta dagli indagati: amministratori, imprenditori e appartenenti a Cosa nostra. Le richieste di arresto sono state formulate dalla Dda di Catania e emesse dal Gip Luigi Lombardo. La gamma di reati ipotizzati spazia dall’associazione mafiosa all’omicidio, dall’estorsione alla rapina. Determinanti ai fini dell’inchiesta sono le dichiarazioni di almeno due pentiti: il colletto bianco Eugenio Sturiale e il sicario Maurizio Avola, esponente del clan Santapaola che si è autoaccusato di oltre 50 omicidi. Iblis aveva l’obiettivo di acclarare il sistema di infiltrazione di Cosa nostra negli appalti pubblici del territorio alle falde dell’Etna. A Catania gli occhi delle forze dell’ordine erano da tempo puntati sugli interessi criminali e le relative collusioni in ambiente amministrativo, oltre che ai sodalizi col settore imprenditoriale. I 400 milioni di beni sequestrati sono infatti riconducibili alle imprese coinvolte. I settori di attività delle imprese sono piuttosto vari – dalla grande distribuzione all’edilizia, al commercio, al movimento...


Piano antimafia: novità positive ma la “zona grigia” resta fuori

Ago 24th, 2010 | Categoria: articoli
di Luigi Ciotti
Ha molti aspetti positivi il piano antimafia votato in questi giorni in Senato. Positivo che entro un anno il governo s’impegni a redigere un testo unico antimafia che armonizzi una materia giuridica tanto complessa. Apprezzabili le misure di prevenzione, pur trattandosi ancora di direttive, e la volontà di potenziare lo strumento della confisca dei beni – anche se lascia perplessi il termine di un anno e sei mesi, prorogabile fino a un anno, per il passaggio dal sequestro alla confisca. Bene l’istituzione di una banca dati nazionale così come le misure che entrano subito in vigore: dalla tracciabilità dei flussi finanziari della spesa pubblica, ai controlli fiscali, alle “stazioni” regionali che vigilano sugli appalti e la trasparenza dei contratti, alle operazioni “sotto copertura” anche in relazione ai reati ambientali, al più forte coordinamento degli organismi contro il crimine organizzato. Passi che, se concretizzati, renderanno più efficace il già ottimo lavoro dei magistrati e delle forze di polizia, ma che non devono farci dimenticare altri aspetti che necessitano a loro volta di una revisione e di un potenziamento. Penso, ad esempio, alla delicata questione dei testimoni di giustizia. E’ necessaria qui una diversa filosofia nell’approccio al testimone e un più adeguato progetto di...


Il prefetto Maddaloni tra gli indagati della Dda di Napoli

Lug 12th, 2010 | Categoria: news
Tra i nomi delle 17 ordinanze di custodia cautelare emesse oggi a Napoli ci sono anche esponenti delle istituzioni. Maurizio Mazzotti dirigente del settore pianificazione, programmazione e assetto del territorio del comune di Caserta; Nicola Ferraro ex-consigliere regionale Udeur, Paolino Maddaloni prefetto di Frosinone e Sergio Solmi titolare dell’impresa Orion. I fatti oggetto d’indagine risalgono al 2008 e riguardano il turbamento del pubblico incanto per la gara relativa all’installazione delle centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria nel territorio comunale di Caserta. I fondi previsti per il progetto originale, approvato nel 2004, erano di 387.000 euro, saliti una prima volta al momento dell’incanto a 530.000 e aumentati ancora fino a un milione e 400 mila. La gara fu però annullata dall’allora prefetto Maria Elena Stasi perché dopo 10 mesi l’appalto non era ancora stato aggiudicato. Nicola Ferraro è sospettato di associazione camorristica per aver fatto da intermediario tra gli esponenti degli enti locali sui quali aveva influenza politica (Castelvolturno, Villa Literno, Lusciano) e i clan Schiavone e Bidognetti. Avrebbe ricevuto sostegno elettorale in cambio di agevolazioni nell’ottenimento degli appalti pubblici a ditte dalle quali la camorra avrebbe poi riscosso le estorsioni. Nicola e il fratello, Luigi Ferraro, arrestato anch’egli, ricevevano dunque dai...


Cinquanta milioni di euro “prodotti” con il cemento impoverito

Giu 30th, 2010 | Categoria: news
Le mani in pasta – cementizia – Nicola e Domenico Pellegrino, proprietari della Calcestruzzi Messina Srl, le avevano messe per dare luogo ad un giro di affari che, nell’arco di pochi mesi, ha permesso di aumentare il loro capitale fino al mille per cento. La Dia messinese ha confiscato ai due fratelli e soci 40 automezzi, due impianti di produzione di calcestruzzo, 20 rapporti bancari, polizze assicurative e 39 immobili per un valore complessivo di 50 milioni di euro, mettendo così a segno la più consistente operazione di confisca avvenuta nella zona. I Pellegrino, legati alla cosca messinese di Giacomo Spatà, si erano imposti ai cantieri pubblici e privati della zona siciliana, in una sorta di monopolio che garantiva a loro guadagni facili ed illeciti, e ai clienti un cemento impoverito e depotenziato. L’aspetto è emerso a seguito di un sequestro probatorio, avvenuto il 23 settembre di un anno fa; il consulente tecnico ha spiegato che il cemento impoverito è stato utilizzato non solo per costruire abitazioni private, ma anche opere pubbliche tra le quali spicca l’approdo di Tremestieri (Me), che nell’arco di pochi mesi si presenta ai passanti con visibili crepe.


Corruzione e illegalità negli appalti pubblici. Relazione dell’Authority

Giu 22nd, 2010 | Categoria: news
di Marika Demaria
“La corruzione e l’illegalità sono fenomeni che si sono insinuati negli ordinari ingranaggi degli appalti pubblici”. Luigi Giampaolino, presidente dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, delinea il quadro della situazione degli appalti in Italia in occasione della presentazione – avvenuta oggi, martedì 22, alla Camera dei Deputati – della relazione annuale relativa al 2009. “L’Autorità – ha ribadito il presidente – ha nel suo codice genetico la lotta alla corruzione, quindi il contrasto nella pubblica amministrazione in ogni sua forma è una priorità; il principio di legalità e l’etica del servizio pubblico sono argomenti che, all’interno della pubblica amministrazione, dovrebbero essere approfonditi”. Dalla lettura della relazione si evince che, nel 2009, sono stati banditi 51 mila appalti di importo superiore ai 150 mila euro, mentre ne sono stati vinti 77.500 al di sotto dei 150 mila euro. Dal punto di vista della consegna dei lavori, i tempi si allungano del 78% rispetto alla data concordata all’inizio dei lavori. Un altro nodo cruciale affrontato dal documento è quello relativo all’insorgere di fenomeni di illegalità favoriti dalla concetrazione in tale settore di una parte molto significativa della spesa pubblica a fronte di una polverizzazione della domanda. In...