Articoli con tags ‘ Antonio Nirta ’


Riceviamo e pubblichiamo

Set 30th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Il sottoscritto avv. Antonio Russo, già difensore del defunto NIRTA ANTONIO nato il 22.04.1919 (deceduto lo 01.09.2015), in virtù di espresso mandato ricevuto dai prossimi congiunti del medesimo, in relazione all’articolo pubblicato su NARCOMAFIE.IT dello 01.09.2015 dal titolo “E’ MORTO ANTONIO NIRTA, BOSS DELLA ‘NDRANGHETA. AVEVA 96 ANNI.”, precisa quanto segue:   Gli articolisti (giornalisti professionisti e non) hanno variamente appellato il defunto impiegando termini quali “boss”, “mammasantissima” e “padrino” collocandolo al vertice di organizzazioni criminose (anche dedite al narcotraffico) nonché di strutture sovraordinate riconducibili alla ‘ndrangheta. In proposito, devesi precisare che il defunto Nirta Antonio cl. ’19 non è mai stato processato e condannato per reati concernenti il narcotraffico né esistono sentenze di condanna che lo collocano al vertice di organizzazioni criminali o di strutture sovraordinate riconducibili alle associazioni medesime. Inoltre, il defunto Nirta Antonio cl. ’19 non è stato mai deferito, indagato e processato per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione né per reati della stessa indole. Ne consegue che il contenuto degli articoli “ad effetto”, che informano la collettività dell’avvenuto decesso del sig. Nirta Antonio cl. ’19, è, sostanzialmente, falso, colposamente non verificato, estremamente suggestivo.  


Reggio Calabria, la confisca dei beni a Rocco Musolino

Lug 15th, 2015 | Categoria: prima pagina
L’imprenditore destinatario del provvedimento di confisca di beni per un valore di oltre 150 milioni di euro, eseguito dalla Dia di Reggio Calabria e i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, è Rocco Musolino, oggi deceduto. Più volte era finito in inchieste giudiziarie per la sua vicinanza alle cosche di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria. “L’intera storia imprenditoriale del Musolino si è svolta grazie ai rapporti stabili e reciprocamente vantaggiosi dallo stesso cercati ed abilmente coltivati con la locale criminalità organizzata, dando luogo ad una forma di contiguità stabile, pregnante ed altamente allarmante, che da un lato, ha determinato la fortuna imprenditoriale del Musolino, dall’altro ha consentito alla ‘ndrangheta di esercitare il controllo sulle attività economiche della zona e di lucrare attraverso le stesse”. Così il Tribunale di Reggio Calabria definisce l’imprenditore Rocco Musolino, deceduto lo scorso giugno, nei confronti del quale questa mattina i carabinieri e la Dia hanno eseguito una confisca di beni per 150 milioni di euro. “L’autorità mafiosa di Musolino Rocco, ben tratteggiata nella parte relativa alla pericolosità sociale, è stata tale -scrivono ancora i giudici- da non richiedere manifestazioni concrete e dimostrabili di mafiosità, nel senso che basta pronunciare il nome di Rocco Musolino perché gli...