Articoli con tags ‘ Antonio Iovine ’


Campania, effetto Iovine

Lug 29th, 2015 | Categoria: articoli
di Donatella D'Acapito
È il terremoto che scuote la politica in Campania. È arrivato nelle due ultime settimane di luglio e, tranne che per una breve pausa d’agosto, promette di non fermarsi. Tante scosse, che proprio piccole non sono. Qualcuno l’ha ribattezzato “effetto Iovine”: inchieste e accertamenti partiti dopo che Antonio Iovine, boss a lungo al vertice del clan dei Casalesi, ha deciso di collaborare con la giustizia rispondendo alle domande del pm Antonello Ardituro, oggi consigliere del Csm. Iovine parla e iniziano a fioccare avvisi di garanzia e notizie di iscrizioni nel registro degli indagati per amministratori, parlamentari nazionali, europei e regionali. Uomini di centrodestra, ma anche di centrosinistra, che ancora siedono in assemblee elettive o che, comunque, fanno politica attiva. Ma facciamo il punto. Nell’ultima settimana, come si ricorderà, è stata la volta di Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia, ex assessore ed ex consigliere regionale, nome saltato fuori dagli atti depositati dai magistrati della Procura distrettuale antimafia di Napoli dopo l’emissione di 13 ordinanze di custodia cautelare per un giro di appalti per la manutenzione della rete idrica. Martusciello sarebbe indagato dalla Dda di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di una indagine-stralcio di quella inchiesta in cui, oltretutto, è coinvolto un...


Il Comune? In mano ai casalesi. Sette arresti e sindaco indagato a Villa di Briano

Lug 10th, 2015 | Categoria: news
Nel Comune di Villa di Briano, paese del casertano ad appena un tiro di schioppo da Casal di Principe, funzionava semplicemente: tutto era in mano alla camorra. E, nella fattispecie, a esponenti del o vicini alla fazione Iovine del clan dei casalesi. E nella categoria del “tutto”, rientrano in particolare le attività che producevano soldi. In una parola: gli appalti. Secondo gli inquirenti, che stamattina all’alba hanno fatto scattare le manette ai polsi per sette persone ritenute contigue al clan, a decidere ditte e assegnazione fondi dell’amministrazione comunale era direttamente l’ex boss, adesso collaboratore di giustizia, Antonio Iovine. O’ Ninno, d’altronde, poteva contare su appoggi solidi all’interno del Comune. In primis, il fratello del sindaco, considerato dai sostituti procuratori della Repubblica Sirignano, Ardituro, D’Amato e Maresca, il “braccio di Iovine” nell’amministrazione. E mentre il primo cittadino, Dionigi Magliulo, figura oggi tra gli indagati, suo fratello è tra i sette arrestati. Con lui, ci sono il cugino dell’ex boss Renato Caterino, titolare di un’impresa dell’alto Casertano; Nicola Coppola, braccio imprenditoriale di Antonio Iovine e altre persone ritenute affiliate al clan. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, Malgiulo ha messo a disposizione uomini e mezzi del Comune per ripulire un mobilificio cui era...


Decapitato il clan dei Casalesi: arrestato Michele Zagaria

Dic 7th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Nella tarda mattina di oggi – 7 dicembre –  la primula rossa Michele Zagaria è stato arrestato, dopo sedici anni di latitanza, grazie ad un’operazione delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta, oltre che del Servizio Centrale Operativo di Polizia: a coordinare i magistrati della Dia partenopea. Le forze dell’ordine nella notte hanno assediato la zona di Casapesenna, nel Casertano, per poi fare irruzione nel covo del superboss a capo dei Casalesi. Michele Zagaria si trovava in un nascondiglio sotteraneo scavato al di sotto di un’abitazione in via Mascagni, a Casapesenna. All’arrivo delle forze dell’ordine, il boss di Gomorra, rivolgendosi ai magistrati, ha commentato: «Avete vinto voi, ha vinto lo Stato»; subito dopo è stato colto da malore. Nato il 21 maggio 1958, Michele Zagaria “capastorta” era considerato il capo indiscusso del clan dei Casalesi, specie dopo l’arresto – avvenuto nel novembre 2010 – di Antonio Iovine; latitante dal 1995, su di lui gravano accuse di reati quali associazione di stampo mafioso, omicidio, rapina, estorsione. Viene considerato il re del cemento a livello nazionale: i suoi interessi si sono estesi fino al Lazio, alla Toscana, all’Umbria, all’Abruzzo, alla Lombardia e, in particolare, all’Emilia-Romagna. In merito al prezioso lavoro svolto...


Camorra, arrestato l’ex sindaco di Casal di Principe

Apr 18th, 2011 | Categoria: news
Un decreto di fermo nei confronti di affiliati e fiancheggiatori dei Casalesi è stato eseguito all’alba dai carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta su mandato della Dda di Napoli. I reati contestati sono associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione ed usura aggravati dalla finalità di agevolare il clan. Tra i destinatari del provvedimento anche Vincenzo Corvino, dentista ed ex sindaco di Casal di Principe dall’aprile 1995 al dicembre 1996 quando il consiglio comunale fu sciolto per infiltrazioni camorristiche. Le misure cautelari si inseriscono nell’ambito dell’indagine condotta sul gruppo di Antonio Iovine, superlatitante fino al novembre 2010, attraverso cui è stato possibile dimostrare il coinvolgimento degli indagati in alcuni episodi vessatori perpetrati dai esponenti del clan nei confronti di un odontotecnico vittima di usura. L’uomo era stato costretto, oltre che a versare denaro in quantità superiore rispetto al debito originario, a subire il tentativo di estorsione e anche a consegnare la propria carta d’identità che avrebbe dovuto essere utilizzata da Iovine per eludere eventuali controlli. La scelta di procedere con tempestività e con un provvedimento d’urgenza, spiegano gli investigatori, è stata dettata dalla necessità...


Gomorra perde il suo re, arrestato Antonio Iovine

Nov 18th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Antonio Iovine, classe 1964, da quattordici anni latitante. Una latitanza terminata con un blitz di appena tre minuti da parte della Squadra Mobile di Napoli che lo ha arrestato a Casal di Principe, ad appena un chilometro da casa sua, ospite di un muratore incensurato, Marco Borrata, ora indagato come fiancheggiatore. Iovine, detto O’ninno, nato a San Cipriano d’Aversa, nel casertano, era nella lista dei trenta latitanti più pericolosi stilata dal Viminale, una lista in cui figurano ancora Matteo Messina Denaro, numero uno di Cosa Nostra, e Michele Zagaria, l’altro diarca dei Casalesi. Con Zagaria Iovine ha diretto gli affari criminali del clan, anzi, ne rappresentava l’innovatore, capace di esportarne gli affari anche in basso Lazio, Emilia, Toscana e Lombardia, fino all’Europa. Tramite una fitta rete di affiliati presenti su tutto il territorio e anche in amministrazioni pubbliche, Iovine riusciva sempre a essere informato su appalti e affari in cui potersi infiltrare. Il suo fiore all’occhiello erano la spazzatura e il traffico di rifiuti tossici e ciò gli valse il nomigliolo di “ministro della Mondezza”. Iovine salì al trono dei Casalesi nel 1998 dopo l’arresto di Francesco Schiavone, detto Sandokan per una vaga somiglianza con Kabir Bedi, l’attore dell’omonima fiction televisiva. Iovine e Schiavone oltre...


Processo Spartacus, minacce dagli imputati

Apr 10th, 2008 | Categoria: news
I presunti boss del clan dei Casalesi Francesco Bidognetti e Antonio Iovine, condannati in primo grado all’ergastolo nell’ambito del processo Spartacus e oggi sottoposti al giudizio di appello, il 14 marzo scorso hanno chiesto, tramite i loro legali, il trasferimento del processo dal distretto di Napoli per legitima suspicione. Gli avvocati hanno letto nell’aula bunker di Poggioreale l’istanza di remissione, sottoscritta dai due imputati, contenente pesanti accuse all’indirizzo di Roberto Saviano, autore del best seller Gomorra, della cronista de «il Mattino» Rosaria Capacchione, e dell’ex pm della Dda di Napoli Raffaele Cantone. Secondo Bidognetti e Iovine (tuttora latitante) i giudici non sarebbero nella condizione di esercitare serenamente le loro funzioni perché condizionati dal pm Cantone – che avrebbe gestito irregolarmente i pentiti – con l’aiuto dello scrittore e della giornalista, definiti «prezzolati». Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ha stabilito di sottoporre Rosaria Capacchione alla protezione di una scorta. La cronista de «il Mattino» era l’unica senza tutela delle tre personalità attaccate in aula dagli imputati.


Saviano, i Casalesi, i politici

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Lunedì 17 settembre, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico campano, Roberto Saviano è tornato a Casal di Principe, la città feudo della camorra da cui, un anno prima, aveva esortato la popolazione a ribellarsi ai mafiosi. Il gesto di gridare «Iovine, Schiavone, Zagaria, non valete nulla! Loro poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se ne devono andare da questa terra», gli era costato, unitamente al successo del best seller Gomorra, l’imposizione di una scorta a tutela della sua incolumità. La manifestazione, fortemente voluta dall’assessore regionale alla cultura Corrado Gabriele, doveva essere l’occasione per parlare di legalità e democrazia agli studenti là dove ce n’è più bisogno. L’assessore aveva puntato molto sul linguaggio dei simboli, non solo pretendendo la presenza di Saviano nonostante le esortazioni della procura di Napoli a disdire l’invito per motivi di sicurezza, ma riservando due sedie in prima fila ai super latitanti Antonio Iovine, di San Cipriano d’Aversa, e Michele Zagaria, di Casapesenna. Ai quali, nei giorni precedenti, Gabriele aveva inviato una provocatoria lettera aperta (tradotta in otto lingue e spedita ai rappresentanti dei paesi dove la camorra gestisce i propri traffici) attraverso la quale li invitava in piazza a Casal di Principe, visto il ruolo determinante...