Articoli con tags ‘ Antonio Ingroia ’


Torino, ciclo di incontri sulla trattativa e sulla ‘ndrangheta

Nov 27th, 2013 | Categoria: news
“In libreria e al bar. Liberi di essere informati”. Con questo slogan la libreria Torre di Abele in via Pietro Micca 22 e il Bar Italia Libera di via Veglia 59/A, entrambi a Torino, promuovono – in collaborazione con Libera Piemonte, la Bottega dei Saperi e Sapori e «Narcomafie» –  tre incontri in cui saranno presentati altrettanti libri. Il primo appuntamento è per il pomeriggio di oggi, mercoledì 27 novembre: alle ore 18, presso la libreria di via Micca, il Procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli presenta “Vent’anni contro. Dall’eredità di Falcone e Borsellino alla trattativa”, scritto a quattro mani con l’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia (La Terza editore), moderato dal direttore dell’agenzia «LaPresse» Ettore Boffano. Venerdì 6 dicembre, alle ore 18, l’appuntamento sarà invece con la giornalista Francesca Chirico, che presenterà “Io parlo. Donne ribelli in terra di ‘ndrangheta” (Castelvecchi editore); insieme a lei interverrà Manuela Mareso, direttore del mensile «Narcomafie». Infine, venerdì 13 dicembre l’ultimo dei tre appuntamenti si svolgerà presso il Bar Italia Libera: Marika Demaria, giornalista del mensile «Narcomafie», presenterà il suo “La scelta di Lea. La ribellione di una donna alla ‘ndrangheta” (Melampo editore), con l’intervento di Francesca Rispoli, responsabile del settore Formazione...


Intervista a Ingroia: “Ci aspetta il processo più importante della nostra storia”

Ott 31st, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Gianluca Palma
Il procuratore in partenza per il Guatemala, dove andrà per conto dell’Onu, parla del processo sulla trattativa che inizia in questi giorni e della degenerazione della politica in Italia. Sul ddl anti-corruzione che il governo sta varando dice “è insoddisfacente”. Al via in questi giorni il processo sulla trattativa Stato-mafia, “il processo più importante nella storia recente della nostra Repubblica” secondo Antonio Ingroia, pubblico ministero della Procura di Palermo che in questi anni ne ha curato le indagini. A margine di un’iniziativa dal titolo “La mafia ringrazia”, svoltasi il 30 Ottobre a Roma al teatro “Ambra alla Garbatella” organizzata dalla rivista MicroMega, il procuratore ha spiegato a Narcomafie: “Ora inizia la fase di verifica delle prove che abbiamo acquisito in questi anni”. Dott. Ingroia, lei ha dato un contributo essenziale a questo processo, si aspetta un risultato importante? Credo che ci siano le premesse perché possa accertarsi un pezzo di verità su quella trattativa, non credo tutta ma una parte certamente importante si. Ma occorreranno non meno di quattro o cinque anni, visti i tempi i lunghi tempi della giustizia italiana, che sono tali a causa di alcune leggi. Lei recentemente ha dichiarato che dal Guatemala dirà molte più cose di quelle che avrebbe...


Trattativa Stato-mafia, parla l’ex ministro Scotti

Giu 18th, 2012 | Categoria: articoli
”Sulla presunta trattativa Stato-mafia non dico una parola. Ci sono indagini in corso eppoi ho già detto tutto nel mio libro ‘Pax mafiosa o guerra?‘ ma credo sia giunto il momento di aprire una riflessione politica nel Paese, per affronatre il problema della presunta trattativa in modo laico, cioè senza pregiudiziali ideologiche e senza fare processi in piazza”. Lo dice Vincenzo Scotti, ministro dell’Interno dal 16 ottobre 1990 al 28 giugno 1992, in un’intervista al Corriere della Sera, in merito alla cosiddetta trattativa Stato-mafia. L’8 giugno scorso, a Palermo, Scotti è stato sentito in qualità di persona informata sui fatti dal procuratore aggiunto, Antonio Ingroia.  La trattativa, su cui stanno indagando gli inquirenti nisseni, è (o sarebbe) un compromesso raggiunto tra le istituzioni dello Stato e Cosa nostra. Una trattativa in cui la mafia chiedeva, attraverso il famigerato “papello”, che venisse cancellato il carcere duro del 41bis, che fosse cancellata la norma che prevedeva il sequestro dei beni ai mafiosi, che venisse rivisto il reato di associazione mafiosa e che l’arresto avvenisse solo in “fragranza di reato” (sic), che la benzina venisse defiscaalizzata in Sicilia. In cambio Cosa nostra offriva la “pace”, basta attentati insomma, più la testa di Riina di...


Un premio antimafia a Berlusconi, parola di Pietro Grasso

Mag 15th, 2012 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Nella casa delle libertà ognuno fa un po’ quello che gli pare, così recitava (invero con accenti più triviali) una battuta di Corrado Guzzanti dei primi anni Novanta. Oggi, a vent’anni dalla costruzione di quella casa in cui la libertà era sinonimo di licenza, restano macerie dirute su cui ancora si erige l’adulterio della verità. E’ infatti di queste ore il dibattito sulle dichiarazioni di Pietro Grasso, procuratore generale antimafia, il quale vorrebbe conferire un onore davvero eccezionale a Silvio Berlusconi, già primo ministro dal 1994 al 2011 con significative (ma forse insignificanti) interruzioni. “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto delle leggi che ci hanno consentito di sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi,” ha dichiarato Grasso alla trasmissione radiofonica la Zanzara, in onda su Radio 24. Lo stesso premio non fu dato nemmeno a Benito Mussolini sotto il cui governo la mafia apparentemente scomparve. Apparentemente. Poiché, come ricorda Salvatore Lupo (in Storia della mafia dall’unità ad oggi), la repressione fascista colpì la mafia militare facendo dei vertici di Cosa nostra dei protetti dal regime, in taluni casi ne fece anche parlamentari. E le affinità non mancano, sotto...


E il ministro Mannino chiamò il poliziotto che indagava sul suo conto

Mar 23rd, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
 Il questore Germanà che sfuggì ad un agguato mafioso da una parte, i magistrati, Ingroia e Di Matteo che indagano a Palermo, assieme a quelli di Caltanissetta, sulla trattativa tra lo Stato e la mafia, dall’altro. Germanà è stato sentito come testimone nell’indagine che vede sotto inchiesta l’ex ministro Calogero Mannino “per minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario”. Un tuffo nel passato. Mazara del Vallo, 14 settembre del 1992. E’ il giorno dell’agguato mafioso che scattò sul lungomare di Tonnarella contro il vice questore Rino Germanà, nel mirino di Matteo Messina Denaro, Leoluca Bagarella e Giuseppe Graviano. Germanà, dirigente del commissariato di Mazara, si salvò rispondendo al fuoco e gettandosi in acqua. Restò ferito di striscio, quel giorno stesso il ministro dell’Interno, Mancino, che aveva da poco sostituito Enzo Scotti al Viminale, lo fece portare lontano dalla Sicilia. Germanà restò vivo ma si ritrovò a dirigere il posto di Polizia dell’aeroporto di Bologna, dimenticato, e solo da qualche anno ha potuto riprendere a fare carriera diventando questore, prima a Forlì ora è a Piacenza, ma niente più indagini in Sicilia. Il procuratore aggiunto Antonio Ingroia e il pm Nino Di Matteo lo hanno sentito ed è saltato fuori che...


Altro mistero sulla trattativa Stato-mafia

Mar 21st, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Nell’intrico della trattativa tra Stato e mafia si aggiunge un nuovo personaggio. E’ nientemeno che Rino Germanà, poliziotto che per lunghi anni lavorò al fianco di Paolo Borsellino e che il magistrato cercò invano di avere al suo fianco poco prima di essere ucciso. E’ stato sentito dai pm di Palermo, Ingroia e Di Matteo, proprio in merito  alle vicende che precedettero e seguirono all’attentato di via D’Amelio . Facciamo un passo indietro: la procura di Caltanissetta ha recentemente individuato nella trattativa tra Cosa nostra e lo Stato (o, almeno, suoi “pezzi infedeli”) la causa della morte di Borsellino. Secondo i pm nisseni egli era infatti venuto a sapere, il 28 giugno 1992, dalla collega Liliana Ferraro, dei contatti tra i carabinieri del Ros, guidati dall’allora colonnello Mario Mori, e l’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino. Contatti finalizzati alla cattura dei latitanti, secondo gli investigatori dell’Arma, ma che la Procura di Caltanissetta ritiene “il livello statuale più basso” della trattativa per la quale Borsellino rappresentò un ostacolo: sapeva troppo, andava eliminato. In fretta. Saltò in aria il 19 luglio 1992. Il 4 luglio Borsellino, che è già diventato procuratore aggiunto a Palermo, si reca a Marsala per un incontro informale tra vecchi...


Dalla festa di Libera, il pm Ingroia: “Recidere i legami tra mafia e politica”

Lug 17th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
«La vera anomalia dell’Italia non è solo la mafia ma anche pezzi di una classe dirigente politica compromessa, che con essa fa affari. Fino a quando questo legame non sarà reciso, il fenomeno non potrà essere sconfitto». Parola di Antonio Ingroia, Procuratore aggiunto di Palermo, che ieri pomeriggio (venerdì 22) ha letteralmente rapito l’attenzione dei partecipanti al seminario “Mafie e antimafia nell’Italia unita”, aperto dallo storico Nicola Tranfaglia e coordinato da Marcello Cozzi, referente di Libera Basilicata (foto) A supporto della propria tesi, il magistrato offre una fotografia della politica italiana, definendola «parolaia, propagandistica e miope. A questa miopia si aggiungono però la consapevolezza e l’intenzionalità di agire in un certo modo, di adottare strategie di contenimento e non di annientamento nei confronti della mafia. Quest’ultima nel corso degli anni si è evoluta, trasformandosi ed adeguandosi all’ambiente circostante. Basti pensare che la criminalità organizzata in passato si basava sulla visibilità, mentre adesso si mimetizza, facendo affari al Nord e cercando di essere il più possibile invisibile». Fuorviante dunque credere che le mafie siano alle corde, come spesso emerge dalla fruizione dei mass-media, televisione in testa. «In Italia c’è molta disinformazione, ci viene offerta un’informazione che distorce la realtà. La lotta alle mafie...


Notti contro le mafie, parola ai giovani

Feb 8th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
del Coordinamento Notti contro le mafie
Prendi un libro, scegli una piazza, chiama la gente e rivolgiti a tutti, pubblicamente, a voce alta. Scandisci bene le parole, i nomi, i luoghi, le date e i fatti, conosciuti e quelli colpevolmente ignoti ai più, sulla criminalità organizzata. “Parlatene in piazza, in Tv, alla radio e sui giornali” diceva Paolo Borsellino, e noi con questo spirito abbiamo deciso di dare vita all’iniziativa “Notti contro le mafie, parola ai giovani”. Un’idea partita da tre ragazzi fra Milano e Roma che, a Ottobre 2010 proponevano una lettura di Gomorra, in simultanea, costituendo un asse che unisse l’Italia nelle parole di Roberto Saviano. Unire l’Italia nell’antimafia, dando così il contributo dei giovani a questa importante e difficile battaglia. La proposta è piaciuta a varie realtà e associazioni che hanno deciso di aderirvi dando il loro massimo sostegno. Speriamo di ricordarle tutte nel seguente elenco: Libera, Movimento Agende Rosse di S.Borsellino, la Rete Viola, l’associazione tra i familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili, quella dei ragazzi “daSud”, Gioventù Attiva, il collettivo ‘A ‘ramigna di Barcellona Pozzo di Gotto, la Rete della Conoscenza, Rete 100 Passi, Associazione Antimafia Rete Atria, Articolo 21, il comitato aquilano 3:32, la fondazione Caponnetto, la Locanda...


Paolo Borsellino, ricordo amaro a Castelvetrano

Gen 21st, 2011 | Categoria: news
Ieri, 19 gennaio, Paolo Borsellino avrebbe compiuto 71 anni. L’associazione Antiracket di Castelvetrano, nel trapanese, avrebbe voluto ricordarlo con un incontro rivolto alle scuole. Avrebbe, ma non è stato possibile: le classi invitate hanno disertato l’appuntamento, su impulso del dirigente scolastico Francesco Fiordaliso. Che non ha gradito la decisione degli organizzatori di chiamare tra i relatori il collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara, affiancato dal giornalista Giacomo Di Girolamo – autore del libro “L’invisibile” su Matteo Messina Denaro – e dal procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia. E che ha dunque impedito ai propri studenti di assistere all’incontro, asserendo che «Calcara è un criminale e quindi lui non ci può dare lezioni di legalità, i ragazzi non hanno niente da imparare da un dottore in criminologia e malaffare», come è stato apostrofato il pentito. Già, pentito. Perché Vincenzo Calcara è l’uomo al quale Francesco Messina Denaro, padre di Matteo, aveva chiesto di uccidere Paolo Borsellino. Lui però non lo fece, si tirò indietro e decise di collaborare con la giustizia, a seguito dell’arresto avvenuto nel novembre 1991. Rivolgendosi proprio al magistrato che trovò la morte pochi mesi dopo: «Dottore io sono un uomo d’onore – gli disse – e sono quella persona...


Omicidio Rostagno, finalmente parte il processo

Nov 19th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Un giornalista in abito bianco, Mauro Rostagno, che vestiva la ‘candida’ di fronte alla nera violenza della mafia che ogni giorno, dagli studi della televisione privata di Trapani, Rtc, denunciava irridendo dei boss e della loro ‘onorabilità’. Un giornalista che dava fastidio e che la mafia ha ucciso. Finalmente, dopo 22 anni, si è arrivati a un processo che forse potrà far luce sulla sua morte: il prossimo 2 febbraio 2011 il dibattimento andrà in Corte di Assise a seguito del rinvio a giudizio, disposto dal gup del tribunale di Palermo, Estorina Contino, per il boss Vincenzo Virga e il killer Vito Mazzara. Per i pm Antonio Ingroia e Gaetano Paci, Virga sarebbe il mandante dell’ agguato e Mazzara uno dei tre esecutori materiali.  Mauro Rostagno viene ucciso la sera del 26 settembre 1988 a Valderice, in contrada Lenzi presso Trapani a pochi metri dalla sede della “Saman”, comunità per il recupero di tossicodipendenti che dirigeva dal 1981. Il corpo è rinvenuto all’interno della sua auto, una Fiat Duna, bianca anch’essa come bianca è la sua morte: caduto sul lavoro, e il suo lavoro era la lotta contro Cosa nostra. Da allora, benché il capo della squadra mobile Calogero Germanà avesse da...