Articoli con tags ‘ antimafia ’


‘Ndrangheta, radici al nord. Allarme della Dia

nov 18th, 2010 | Categoria: news
La ‘Ndrangheta nel nord Italia vive e prospera, intriga con la politica, condiziona l’economia. Una ”costante e progressiva evoluzione” che “radicata da tempo su quei territori interagisce con gli ambienti imprenditoriali lombardi”. A dirlo non è un oppositore del ministro Maroni, che in queste ore polemizza con Roberto Saviano, ma la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) che ha appena consegnato al Parlamento una relazione relativa all’attività delle cosche nel primo semestre del 2010. La Dia agisce nell’ambito del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero degli Interni, e gode di totale autonomia sia gestionale che amministrativa. Al ministro degli Interni e al Parlamento consegna ogni sei mesi una relazione sull’attività investigativa e sui risultati conseguiti.  Ebbene, i risultati di questo semestre sono allarmanti. La “consolidata presenza” in alcune aree lombarde di “sodali di storiche famiglie di ‘Ndrangheta ha influenzato la vita economica, sociale e politica di quei luoghi”, si legge nella relazione, che sottolinea il “coinvolgimento di alcuni amministratori pubblici locali e tecnici del settore”. Il condizionamento sulla vita politica ed economica lombarda è forte, le infiltrazioni sono soprattutto nel “sistema degli appalti pubblici, nel combinato settore del movimento terra e, in alcuni segmenti dell’edilizia privata” come il “multiforme compartimento che provvede alle cosiddette...


Il verde e il nero

ott 20th, 2010 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Il primo è rimasto negli annali di storia come il peggior incubo dei mafiosi del suo tempo. Il secondo è stato definito da Roberto Saviano, icona nazionale dell’antimafia, «uno dei migliori ministri dell’Interno di sempre» per la sua politica di contrasto alle cosche. Roberto Maroni come Cesare Mori, il “verde” e il “nero”, distanti storicamente e politicamente, sono accomunati dal piglio efficientista di chi pensa che la mafia non sia stata sconfitta perché nessuno l’ha mai affrontata in modo adeguato. Anche Roberto Maroni vuole diventare il nemico numero uno dei clan. Ma non può usare i metodi feroci del “prefetto di ferro”, che per trascinare davanti alla corte briganti e mafiosi non risparmiò neppure gli innocenti. Il ministro leghista si muove in virtù di una presunta efficienza nordista, utilizzata come grimaldello per risolvere gli atavici problemi del sud. E ad oggi le statistiche di sequestri, arresti e catture sembrano dargli ragione, così come davano ragione a Mori, segnando un calo verticale dei reati dopo il suo arrivo in Sicilia nel 1925. Ma neanche il prefetto di ferro, con i suoi metodi liberticidi, riuscì a sconfiggere la mafia, che rinacque più forte di prima dopo la seconda guerra mondiale. Per molti storici perché fu...


Banchi di prova per la politica antimafia

ott 16th, 2010 | Categoria: editoriali
di Livio Pepino
Fatti diversi, per lo più drammatici, hanno riacceso i riflettori sulla “questione mafie”. Omicidi, aggressioni, minacce, intimidazioni toccano di nuovo, dopo un periodo di (apparente) minor intensità, uomini e donne delle istituzioni. A fronte di ciò il Governo e la maggioranza politica rivendicano una inedita azione di contrasto delle organizzazioni criminali, esibendo i ripetuti arresti di latitanti eccellenti, le consistenti confische di patrimoni illeciti, una più puntuale iniziativa sul terreno legislativo, l’impiego finanche dell’esercito a difesa delle istituzioni e dei suoi rappresentanti più esposti. L’ostentazione dei successi e degli impegni è, in buona parte, una operazione di immagine e di marketing, ché gli arresti e le confische sono frutto di indagini assai più che di scelte politiche, il codice della legislazione antimafia resta un obiettivo incerto sia nei contenuti che nei tempi, l’efficacia delle forze armate nell’azione di contrasto delle mafie è, a dir poco, incerta. Ma le assunzioni di impegno vanno prese sul serio. E messe alla prova. Ciò significa, anche, contestualizzarle e inserirle in un progetto complessivo. Di questo progetto indichiamo, qui, alcune tessere, banchi di prova della serietà degli impegni dichiarati. Primo. Lo scambio con la politica è lo specifico delle organizzazioni mafiose rispetto ad altre forme di...


Le tre P: Papa, Palermo e (don) Puglisi

ott 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Augusto Cavadi
Tra polemiche e alte aspettative, si è consumata la visita del Papa a Palermo. Che ha parlato di mafia, ha esortato i giovani a camminare sulla retta via e ha ricordato persone quali don Pino Puglisi e Giovanni Falcone, figure clericali e laiche della lotta alla criminalità (continua…)


Arrestato Gennaro Solito, un altro colpo alla nuova Sacra Corona Unita

set 30th, 2010 | Categoria: news
L’operazione Calipso assesta gli ultimi colpi. L’azione che ieri ha portato a spiccare undici ordini di custodia cautelare contro i nuovi boss di una ricostituita Sacra Corona Unita arriva alle battute finali. I carabinieri del Ros di Gallarate e della stazione di Milano Malpensa hanno arrestato Gennaro Solito, 56 anni, di Ceglie Messapica, indagato per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Solito figurava nell’elenco degli undici ordini di custodia cautelare spiccati ieri dalla Procura Distrettuale Antimafia. Non è stato fermato con gli altri perché non si trovava in Italia, ma in Thailandia. La sua latitanza ha avuto però vita breve. Solito aveva assunto, nell’assetto della nuova Sacra Corona, il ruolo di referente nella zona di Ceglie Messapica dove imponeva il pizzo agli imprenditori, controllando altresì il locale traffico della droga. Gli investigatori hanno accertato il suo coinvolgimento nel business del gioco d’azzardo, col quale l’organizzazione si finanziava, imponendo forniture di slot machines truccate alle sale da gioco della zona.


Undici arresti tra Puglia e Albania. E’ la nuova Sacra Corona Unita, tra droga e gioco d’azzardo.

set 29th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Matteo Zola
Albania, lungomare di Valona, tutto era pronto per l’inaugurazione – venerdì prossimo, primo ottobre – di un nuovo casinò. Albino Prudentino, boss di una rinata Sacra Corona Unita, gestiva oltre lo stretto di Otranto un ampio business incentrato sul gioco d’azzardo. Prudentino era stato lungimirante: “Perché questo lavoro non lo conosceva nessuno”. Con queste parole, intercettate dagli investigatori, il boss spiegava come gli introiti derivanti dal gioco d’azzardo e dai videopoker aprissero nuove possibilità rispetto al contrabbando di sigarette, vecchio business della Sacra Corona. A rompere le uova nel paniere a Prudentino è stata un’azione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Brindisi che lo hanno arrestato su ordine della Procura distrettuale antimafia. L’azione è avvenuta contestualmente a una serie di ordinanze di custodia cautelare spiccate contro altri dieci esponenti della malavita pugliese tra cui Daniele Vicientino che, con l’aiuto di Ercole Penna, aveva ricostituito la struttura verticistica della Sacra Corona Unita, fondata da Giuseppe Rogoli – storico boss oggi soggetto al “carcere duro”- al quale però si continuava a fare riferimento. Secondo l’indagine, partita nel 2007 e denominata “operazione Calipso”, Vicientino e Penna avevano riorganizzato il sodalizio che tenne uniti i clan della Sacra Corona ai tempi di Pino...


No ‘ndrangheta: anche stavolta il ‘capopopolo’ è un giornalista

set 20th, 2010 | Categoria: Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato. Direttore di Ossigeno per l’informazione, osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza
Ne abbiamo viste tante, nello strano paese in cui viviamo, e crediamo di sapere come vanno le cose. Eppure la realtà a volte supera la nostra immaginazione. In questa stagione confusa, in cui si irride la libertà, si piegano ad personam principi e valori, si discute di persecuzione di esseri umani come se fosse una materia opinabile, io non immaginavo che i giornalisti potessero debuttare come capipopolo di successo. Non immaginavo che nel vuoto di iniziativa politica e mentre si rimpiangono i leader carismatici d’altri tempi, toccasse proprio a loro trasformarsi in trascinatori di folle. Era impensabile che questa categoria vituperata, che gode di scarsa credibilità pubblica, potesse chiamare i cittadini alla mobilitazione civile per salvare i pilastri della democrazia e della giustizia e trovare ascolto anche fra coloro che eravamo abituati a vedere ispiratori di queste proteste. Non lo immaginavo, ma è avvenuto diverse volte negli ultimi mesi, e il miracolo si ripeterà il 25 settembre prossimo a Reggio Calabria, con la manifestazione “No ‘ndrangheta’’ che si annuncia grandiosa, avendo ottenuto in pochi giorni oltre cento adesioni collettive: sindacati, movimenti, associazioni, università, amministrazioni provinciali e numerosi comuni che porteranno in piazza i gonfaloni. La manifestazione è nata,...


Le parrocchie di don Puglisi

set 15th, 2010 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Ci sono libri che vale la pena rileggere per la qualità della scrittura e la profondità del pensiero di cui sono fatti. Perché coniugano la curiosità del mondo all’onestà di raccontarlo senza finzioni. E in un’overdose di parole trite e abusate riescono a distinguersi dal coro, anche a diversi anni di distanza dalla loro prima pubblicazione. Dall’altare contro la mafia, di Saverio Lodato, è uno di questi libri. Un’opera a tratti sorprendente, attenta a scongiurare ogni lettura retorica della realtà. L’autore, sulle orme di una chiesa apertamente schierata contro la mafia, evita verbali, aule di tribunale, armi, droga e omicidi, per raccontarne solo uno, quello di don Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre 1993 a Brancaccio, il quartiere della sua parrocchia. Ma non ne fa il cuore della narrazione. Di don Pino si parla dopo la centesima pagina. Prima di lui c’è tutto un mondo di parrocchie da scoprire, nel quartiere Capo, all’Albergheria, al Borgo di Palermo. Per fare giustizia di un contesto più ampio e complesso e non concentrarsi sul coraggio di uno soltanto. Lodato risolve il tema in maniera originale, evitando di proporre ritratti agiografici dei tanti parroci di frontiera. Ne prende a prestito l’esperienza e la sensibilità e attraverso...


La Tadoc

ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
La Turkish International Academy against Drugs and Organized Crime (Tadoc) è stata ufficialmente istituita nel giugno del 2000, sulla base di un accordo contratto dal governo di Ankara, dalla polizia turca e dall’Unodc. Il compito primario dell’accademia è quello di addestrare gli agenti impegnati sul fronte dei traffici e della lotta alle mafie. Tale funzione riguarda in particolare i poliziotti turchi, dacché il paese anatolico è il principale snodo dei flussi mondiali di eroina, ma concerne anche quelli provenienti da altri paesi. In questi primi dieci anni di vita della Tadoc, sono stati 15mila gli agenti della polizia turca formati presso la sede dell’accademia, situata nella capitale Ankara. Tremila, invece, quelli appartenenti alle forze dell’ordine di altri paesi (63 in tutto) recatisi in Turchia per seguire i corsi organizzati dalla Tadoc. Gli istruttori, provenienti dai ranghi della polizia turca, vengono scelti sulla base delle competenze e soprattutto dei meriti acquisiti in servizio. Prima di cimentarsi con la didattica, vengono a loro volta istruiti su come svolgere adeguatamente il ruolo di trainer. Agli istruttori turchi vengono affiancati criminologi, esperti di sicurezza e docenti operanti presso vari centri di ricerca e atenei del paese, oppure esperti di law enforcement stranieri. I principali focus...


La Turchia è vicina

ago 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_7-8_2010 Grazie alla sua posizione geografica, la Turchia è luogo ideale per lo stoccaggio e smistamento tra Europa e Asia dell’eroina afghana. La mafia anatolica ha messo le mani sull’edilizia, sul turismo, sul gioco d’azzardo, persino sulle cause di divorzio tra coniugi. Narcomafie documenta un’immagine della Mezzaluna più problematica di quella offerta da istituzioni ansiose di traghettare il paese in Europa (continua…)