Articoli con tags ‘ antimafia ’


Bulgaria, istituito tribunale speciale antimafia. Ma il primo ministro è amico dei boss

gen 25th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
la Bulgaria è uno dei Paesi più corrotti del vecchio continente, la sua classe dirigente è stata – negli ultimi vent’anni – più volte coinvolta in scandali legati alla criminalità organizzata. Persino il primo ministro, Boyko Borisov, è ritenuto dal Congresso americano pericolosamente vicino agli ambienti della mafia bulgara. La notizia dell’istituzione di un tribunale specializzato per i casi di criminalità organizzata non può dunque che rallegrare anche se è lecito pensare che difficilmente potrà svelare la matassa di malaffare che lega gli ambienti della politica, degli affari e del crimine bulgaro. L’obiettivo dichiarato è quello di snellire e rendere più efficace il sistema giustizia. Lo ha annunciato il Presidente del Tribunale, Georgi Ouchev, alla radio nazionale nei primi di gennaio. La nuova istituzione potrà occuparsi fino a trecento casi all’anno tra sequestri di persona, riciclaggio di denaro, appropriazione indebita e traffico di essere umani. L’istituzione di un tribunale specializzato per i crimini di mafia risponde, invero, a una sempre maggiore pressione dell’Unione Europea che dal 2007 chiede a Sofia (ma anche a Bucarest) che venga riformato il sistema giustizia al fine di garantire procedure più veloci nei processi di mafia. Richieste a cui Borisov ha sempre fatto orecchie da mercante. Ancora...


Codice antimafia: Niente passi indietro sulla lotta alle mafie

lug 25th, 2011 | Categoria: articoli, news, prima pagina
“Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie”, coordinamento di oltre 1600 realtà nazionali e locali tra cui Agesci, Arci, Azione Cattolica, Acli, Gruppo Abele, Legambiente, Uisp lancia un appello al Governo e al Parlamento per la proroga dei tempi di approvazione del decreto legislativo in materia di legislazione antimafia e l’introduzione di modifiche alle norme previste sul sequestro e la confisca dei beni alla criminalità organizzata. (continua…)


Patto tra clan per gestire l’illecito

lug 20th, 2011 | Categoria: news
Notificate questa mattina 27 ordinanze di custodia cautelare a carico di esponenti di spicco di Cosa Nostra e della Stidda di Mazzarino, un paese della zona del Vallone tra Caltanissetta e Gela. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta, si è svolta tra Sicilia, Lombardia, Umbria e Marche. Nello specifico tra Caltanissetta, Enna, Monza, Brescia, Cinisello Balsamo, Spoleto e Fossombrone, oltre ai centri siciliani di Sambuca (Agrigento) e Paternò (Catania). Le accuse mosse nei confronti dei destinatari sono quelle di associazione mafiosa, estorsione, traffico di stupefacenti, detenzione e porto illecito d’arma. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta su richiesta dei magistrati della direzione distrettuale antimafia. Nell’intervento sono stati impiegati 130 militari, unità cinofile, elicotteri e ulteriori 50 mezzi. A Mazzarino, secondo quanto accertato dagli investigatori, due organizzazioni criminali, legati a Cosa nostra e alla Stidda, avevano stabilito un accordo per spartirsi i proventi di traffici illeciti come lo spaccio di droga e estorsioni. Si è inoltre scoperto che i capi clan, anche se detenuti, comunicavano con l’esterno e tra di loro attraverso dei pizzini o tramite i messaggi verbali riferiti ai familiari incontrati in occasione dei colloqui in carcere. Le due organizzazioni mafiose...


Sequestrati beni alla mafia garganica

giu 13th, 2011 | Categoria: news
Avrebbero ottenuto mutui ipotecari nonostante redditi molto bassi, e garantivano il pagamento delle rate con i proventi di attività illecite. Lo hanno scoperto le indagini della Dia di Bari, la direzione investigativa antimafia, che stamane ha disposto il sequestro preventivo di beni, emesso dal gip di Bari, a carico di cinque esponenti di spicco della mafia garganica, riconducibili al clan Li Bergolis. Secondo gli investigatori, gli indagati, già arrestati per traffico di cocaina ed hashish, avrebbero tramite i mutui accresciuto il patrimonio immobiliare, cointestando beni mobili ed immobili anche ai familiari. I sequestri, di appartamenti, garage ed auto, sono stati eseguiti dagli uomini della Dia di Bari, in collaborazione con i carabinieri del comando provinciale di Foggia.


Notti contro le mafie, parola ai giovani

feb 8th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
del Coordinamento Notti contro le mafie
Prendi un libro, scegli una piazza, chiama la gente e rivolgiti a tutti, pubblicamente, a voce alta. Scandisci bene le parole, i nomi, i luoghi, le date e i fatti, conosciuti e quelli colpevolmente ignoti ai più, sulla criminalità organizzata. “Parlatene in piazza, in Tv, alla radio e sui giornali” diceva Paolo Borsellino, e noi con questo spirito abbiamo deciso di dare vita all’iniziativa “Notti contro le mafie, parola ai giovani”. Un’idea partita da tre ragazzi fra Milano e Roma che, a Ottobre 2010 proponevano una lettura di Gomorra, in simultanea, costituendo un asse che unisse l’Italia nelle parole di Roberto Saviano. Unire l’Italia nell’antimafia, dando così il contributo dei giovani a questa importante e difficile battaglia. La proposta è piaciuta a varie realtà e associazioni che hanno deciso di aderirvi dando il loro massimo sostegno. Speriamo di ricordarle tutte nel seguente elenco: Libera, Movimento Agende Rosse di S.Borsellino, la Rete Viola, l’associazione tra i familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili, quella dei ragazzi “daSud”, Gioventù Attiva, il collettivo ‘A ‘ramigna di Barcellona Pozzo di Gotto, la Rete della Conoscenza, Rete 100 Passi, Associazione Antimafia Rete Atria, Articolo 21, il comitato aquilano 3:32, la fondazione Caponnetto, la Locanda...


Kosovo e traffico d’organi: il Parlamento europeo approva la risoluzione Marty

gen 26th, 2011 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
“Lei indica Hashim Tachi come padrino della rete mafiosa kosovara. Pensa di avere le prove per portarlo in tribunale?” chiede Audrey Tilve, giornalista di Euronews, a Dick Marty, l’uomo che con il suo rapporto ha finalmente portato alla luce quanto già da tempo si sospettava: il traffico d’organi gestito dall’Uck per finanziare la guerra contro la Serbia di Milosevic. “Da ormai quindici anni il signor Thaci è citato in tutti i rapporti della polizia e dei servizi segreti. Bisognerebbe chiederci perché fino a ora non ci sia mai stata una vera indagine, perché si tollerano i dubbi. Non è solo una questione giuridica o penale: ci sono degli impegni politici da rispettare che non si possono eludere”. L’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha infatti approvato a maggioranza la risoluzione di Dick Marty, che è stata adottata con 169 voti a favore e 8 contrari, 14 gli astenuti. L’assemblea ha invitato la comunità internazionale affinché venga fatta piena luce sui crimini commessi in Kosovo prima, durante e dopo la guerra, con particolare attenzione al traffico di organi, che vedrebbe coinvolto l’attuale primo ministro Hashim Thaci. “Avrei potuto evitare di fare nomi, ma il rispetto per le vittime e le loro famiglie...


Vertice sulla mafia nel Gargano. Nessuno li chiami ‘pastori’

dic 6th, 2010 | Categoria: news
Una mafia di montagna, a lungo sottovalutata, nata dalle dispute territoriali e sul bestiame nell’arcaico mondo contadino pugliese. Una mafia di pastori che ormai ha cambiato pelle, capace di controllare il territorio, di gestire il racket e le latitanze, il traffico di droga e i flussi finanziari. Una mafia “sottovalutata”, quella garganica, come affermato dal sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, all’indomani del vertice che a Vico del Gargano ha cercato di fare il punto sulla situazione. Una situazione che ha visto 141 omicidi in dieci anni, 77 dei quali ancora irrisolti. Ultimo, in ordine di tempo, quello dei fratelli Piscopo, imprenditori turistici a Vieste, scomparsi misteriosamente e poi ritrovati carbonizzati in una radura presso Peschici. Giustiziati con rito mafioso. Quell’evento fece gridare Antonio Laudati, competente per il distretto antimafia anche nel territorio della Capitanata, all’emergenza nazionale affermando che “quella garganica è la più feroce di tutte le mafie” e che “si tratta di un fenomeno sottovalutato e ricondotto a faide locali, di pastori e a forme di arretratezza criminale. Invece questa vera e propria guerra di mafia, che è stata scatenata sul Gargano, è riconducibile a una grandissima ricchezza”. Da quel grido d’allarme nasce il summit di Vico, organizzato dalla Procura Distrettuale...


Se la mafia favorisce i cretini, l’antidoto sono gli uomini retti

nov 26th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
“A chi fa il suo dovere”. Recita così la dedica dell’ultimo libro di Nando Dalla Chiesa, dal titolo “La convergenza. Mafia e politica nella Seconda Repubblica” pubblicato dalla Melampo editore e in uscita oggi, venerdì 26 novembre. “Se ognuno di noi facesse il proprio dovere al meglio, la mafia sarebbe debellata – spiega l’autore, che raggiungiamo telefonicamente per commentare l’uscita del volume -. Invece troppo spesso accade che chi compie il proprio dovere scrupolosamente venga additato come eretico, intruso: è allontanato dai propri incarichi, delegittimato, isolato, fino ad arrivare all’eliminazione fisica”. Come è avvenuto anche per il generale dei Carabinieri e prefetto di Palermo Carlo Alberto Dalla Chiesa, padre di Nando (e di Rita e Simona), ucciso la sera del 3 settembre 1982 insieme alla moglie e all’agente di scorta. “Sono fermamente convinto che la mafia sia riuscita a infiltrarsi ad ogni livello: sociale, politico, istituzionale; è presente nelle perizie dei colletti bianchi, siano essi architetti, avvocati o medici; sta nella disponibilità di quei sindaci che negavano la presenza delle mafie al Nord e che adesso si trovano con l’acqua alla gola, perché devono giustificare la cavalcata della ‘ndrangheta sui propri territori” “Convergenza” è il termine in cui si racchiude il...


Corruzione, diamo i numeri…

nov 25th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Elena Ciccarello
Il prossimo 9 dicembre, Giornata europea contro la corruzione, l’Italia si presenta sulla ribalta internazionale con le ossa rotte. Travolta dagli ultimi scandali giudiziari e reduce,dei miseri risultati dell’ultima classifica di Transparency International che la colloca al 67esimo posto al mondo, fanalino di coda del vecchio continente. Corruzione batte antimafia uno a cinque. Nel nostro Paese la corruzione è sistema e non lo scrivono solo gli osservatori esterni. Lo dice la Corte dei Conti, ne sono convinti gli italiani, lo provano i dati. La lettura comparata di due cifre è sufficiente a farsi un’idea: da una parte i 18, miliardi di euro che rappresentano il valore dei beni sequestrati e confiscati alla mafia negli ultimi due anni e mezzo con Roberto Maroni al ministero dell’Interno; dall’altra la “tassa occulta” della corruzione che secondo le statistiche costa ai cittadini 50/60 miliardi di euro all’anno. Un rapporto di uno a cinque tale per cui, per ogni euro intercettato, sottratto alla mafia e restituito allo Stato negli ultimi due anni, sono stati almeno cinque, in media, quelli movimentati nell’ombra e sottratti agli italiani per effetto della corruzione. Ciò nonostante, mentre l’impegno antimafia sembra diventato il must di ogni politico che si affacci...


‘Ndrangheta, radici al nord. Allarme della Dia

nov 18th, 2010 | Categoria: news
La ‘Ndrangheta nel nord Italia vive e prospera, intriga con la politica, condiziona l’economia. Una ”costante e progressiva evoluzione” che “radicata da tempo su quei territori interagisce con gli ambienti imprenditoriali lombardi”. A dirlo non è un oppositore del ministro Maroni, che in queste ore polemizza con Roberto Saviano, ma la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) che ha appena consegnato al Parlamento una relazione relativa all’attività delle cosche nel primo semestre del 2010. La Dia agisce nell’ambito del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero degli Interni, e gode di totale autonomia sia gestionale che amministrativa. Al ministro degli Interni e al Parlamento consegna ogni sei mesi una relazione sull’attività investigativa e sui risultati conseguiti.  Ebbene, i risultati di questo semestre sono allarmanti. La “consolidata presenza” in alcune aree lombarde di “sodali di storiche famiglie di ‘Ndrangheta ha influenzato la vita economica, sociale e politica di quei luoghi”, si legge nella relazione, che sottolinea il “coinvolgimento di alcuni amministratori pubblici locali e tecnici del settore”. Il condizionamento sulla vita politica ed economica lombarda è forte, le infiltrazioni sono soprattutto nel “sistema degli appalti pubblici, nel combinato settore del movimento terra e, in alcuni segmenti dell’edilizia privata” come il “multiforme compartimento che provvede alle cosiddette...